Anna e Cesare – quando la scrittura è come una danza

Sta diventando un piacevole appuntamento serale quello di scrivere un post prima di chiudere la baracca. Ho promesso di farvi compagnia, ma venerdì sera torneremo in Valtellina dove rimarremo fino al 16 agosto, per la consueta settimana ferragostana e lì la connessione proprio non c’è. Intanto però sono ancora qui, con il mio romanzo nuovo e le vecchie rogne lavorative. L’aria un po’ più calda, ma per fortuna non come quei giorni là, terrificanti.

La scrittura cresce con l’autore, come i figli con le madri. Si affinano i sensi e le capacità, la tecnica e le emozioni vanno a braccetto e sanno perfettamente quando una deve cedere il passo all’altra, è come una danza e i due compagni di ballo hanno, nel tempo, raggiunto un affiatamento tale per cui non ci si pesta più i piedi. All’inizio non è così: troppa tecnica fa perdere il piacere della scrittura, ma senza si scrive in maniera troppo emotiva e la narrazione spesso ne risente; non è un diario privato di pensieri/sfogo, è qualcosa che l’autore vuole dare ai lettori.

L’idea di fondo è come la prima nota di un valzer, la tecnica invita l’emozione e fanno i primi giri, i ballerini esperti capiscono subito se la cosa funziona. Altrimenti non è detto che sia necessario abbandonare la pista, nulla impedisce di continuare a volteggiare, ma non illudiamoci: il risultato non sarà un gran ché, il divertimento magari non verrà meno, non del tutto, ma i ballerini di talento sanno che ci si diverte sul serio solo quando si balla bene. Quando si vola.

L’idea di fondo è una donna, Anna che eredita una casa a Passignano, da una vecchia zia pittrice, morta senza eredi diretti, che sceglie lei, tra tutti i nipoti per lasciarle la splendida villa. Che poi sarebbe l’hotel dove eravamo noi in vacanza, nella mia fantasia, ma un po’ più piccolo. Tipo sei camere, non diciotto, e senza piscina. E ripercorre la sua vita, da un interrail nel nord Europa, in quella che fu l’ultima estate sul Trasimeno, prima di partire per la Scandinavia. Mi serviva subito la seconda linea narrativa, qui la tecnica ha chiesto spazio “Sandra, non incasinarti come col romanzo di Natallia, niente autobiografia, e immediatamente una sotto trama, non tanto sotto, parallela quasi.” E l’emozione ha ribadito: “Te lo ricordi Cesare, del romanzo di Natallia, ti piaceva eh, volevi elevarlo a protagonista, ma non era il suo momento, adesso sì, adesso è lui!”

Anna e Cesare sono i miei protagonisti.

“Scusi, mi scusi. Qui come funziona? Ci si siede e arriva il cameriere, oppure devo entrare e ordinare?” mi domanda e riconosco l’accento lombardo, milanese direi. Spero che non noti il mio, ma quando rispondo lo sente eccome, perché qui parlano tutti con la C toscana, Arezzo è vicinissima e la mia cadenza salta all’orecchio subito, soprattutto ora: la stagione estiva non è ancora iniziata e turisti non ce ne sono. Gli dico di accomodarsi e faccio un vago gesto con la mano, come a intendere “non al mio tavolo” perché mi rendo conto solo dopo averla formulata, che la frase potrebbe risultare ambigua.

Si sono conosciuti così, in un bar fronte lago. Ieri sera.

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10 thoughts on “Anna e Cesare – quando la scrittura è come una danza

  1. Sei incredibile! Sei un pozzo di idee. Mi domando come tu faccia, davvero… non scherzo!
    Qui di giorno fa davvero caldo. Per fortuna la sera si respira 🙂
    Buon ferragosto!

    • Le buone idee sono come gli uomini, non vanno inseguite, quando arrivano arrivano, be’ se arrivano, mica si sa. No, non è il weekend ferragostano ma anche quelle vedrai arriverà super in fretta.

  2. Sono stordita dal caldo! Ho guardato il calendario… ero convinta che fossimo già a ridosso del weekend di Ferragosto. No comment!

  3. sono già curiosa di sapere cosa succede 😀
    beh, una settimanina in Valtellina penso che ci starebbe proprio bene! ma no, dai, preferisco stare qui in ufficio e alla mattina andare prima alle terme…..(mi sto autoconvincendo…ma con scarsi risultati!)
    allora facciamo così: fate per favore qualche passeggiatina profumata di bosco anche per me, grazie! e poi guarderò le foto dell’Orso! buonissima relaxsettimana!

    • Ogni tanto magari controlla Google + dell’orso perchè può darsi che le foto arrivino prima del nostro ritorno. Comunque le terme mattutine dai, non sono malaccio. Grazie ma scrivo ancora prima di partire, non era certo l’ultimo post.

      • sarà meglio 😀 !!!
        aspettiamo dei saluti ufficiali!
        (sì, le terme mattutine romagnole sono un piacere, è il rientro in ufficio che mi ammazza…)

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