Lettori beta, sì, no, boh, bah, perché e percome

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Le mie remore circa il lettore beta, che per i non addetti ai lavori è chi legge il testo prima che l’autore lo invii agli editori, al proprio agente o lo affidi al self publishing, e lo aiuterà quindi a migliorarlo dando un’opinione oggettiva e correggendo refusi e altro, si concentravano sulla paura che la fruizione venisse inficiata dalla relazione esistente tra autore e lettore. Così, non volendo affidare “Sul lago argentato” alla mia editor esterna per puri motivi economici, avrei comunque potuto, con le consuete modalità cioè dopo averlo lasciato a riposo per almeno un mese in modo da allontanarmene emotivamente, e quindi rileggerlo a mente sgombra, inviarlo alla mia agente. Il motivo per cui non l’ho fatto è che “Sul lago argentato” è stato scritto davvero in poco tempo, un mese e mezzo neanche, durante il quale ho lavorato e avuto un bel po’ di trambusto. Insomma temo sia il classico lavoro frettoloso, eppure, e qui sta il bello, non mi pare. La fretta, si sa, non va mai bene, nella scrittura equivale a sedere al tavolo verde, avere ottime carte e non vincere nulla: è un’occasione sprecata, è, come mi ricorda spesso Chiara Beretta Mazzotta, buttare via la storia.

Allora mi sono detta “occhei, un lettore beta forse fa al caso mio.” In principio pensavo di fare una sorta di bando qui nel blog, poi però mi sono confrontata con FB (no, non è FaceBook, ma le iniziali una blogger che mi ha ispirata con suoi post nel cuore dell’Europa: vive a Bruxelles e viaggia molto) e trovandola assai disponibile, le ho buttato lì la proposta, e FB ha risposto che avrebbe voluto chiedermelo, ma non osava.

Il fatto di non conoscerla di persona è un bene; m’interessa poi il suo essere viaggiatrice: il romanzo si svolge prevalentemente a Passignano, ma anche nel Nord Europa, e se c’è una cosa che detesto sono le storie dove vengono tirate in ballo città in qualche modo esotiche o cool (es. Londra di “Ti prego lasciati odiare”) per attirare lettori e poi l’autore se ne dimentica e la vicenda potrebbe svolgersi anche a Cinisello Balsamo, per cui FB dovrà essere la mia lente d’ingrandimento sulla magia di certi luoghi, li voglio vivi, desidero che leggendo si pensi “uh, come vorrei andarci!”

Ecco quello che le ho chiesto nel dettaglio:
evidenziare sul testo refusi e errori di grammatica (spero pochi!)
dare un’opinione sull’insieme, cosa funziona, e cosa meno, e motivarla. No a frasi tipo “mi aspettavo di più” “stupendo” ecc.
Sì a frasi tipo “inserisci qualche scena in più con XXX” “la parte a XXX è troppo misera”.
Andrà di sicuro bene anche un parere positivo in toto: “lascialo così”, oppure negativo in toto: “manca del tutto la storia”
ma siii lucida. 

Arrivata alla seconda pagina FB mi ha scritto, per chiedermi se il suo modo di procedere fosse ok, mandandomi appunto le prime due pagine con le sue note e andava benone, ho capito quanto abbia preso a cuore la faccenda.
La mail si chiudeva così:
adesso torno a leggere, senza commentare ma perché sono curiosa di vedere come va avanti!

Il che mi fa ben sperare 😀 Creare aspettativa nel lettore è fondamentale!

Unica cosa sulla quale sento di avere ancora delle riserve è ricorrere ai lettori beta in corso d’opera, inviando qualche capitolo alla volta; ma ovviamente ognuno ha i suoi metodi. Sono grata ai blogaltriautori che, con le loro esperienze, mi hanno fatto capitolare sul lettore beta.

Nel frattempo, in maniera del tutto improvvisa e imprevista, mentre – giuro – appoggiavo la mano sulla maniglia della toilette in ufficio, eccolo il titolo giusto, un lampo! Com’è del resto sempre accaduto per i titoli dei romanzi precedenti, che mai sono stati i primi, per cui se tra noi continueremo a chiamarlo “Sul lago argentato”, in realtà da provvisorio è già diventato ex!

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20 thoughts on “Lettori beta, sì, no, boh, bah, perché e percome

  1. ….ma infatti a me non convinceva “sul lago argentato” (come se all’autrice dovesse fregare qualcosa di quello che pensano i lettori PRIMA dell’uscita del libro 😀 , ma qui siamo in amicizia e le cose si possono dire!)….lo vedevo poco convinto soprattutto da parte tua, e mentre leggevo il post, pochi minuti fa, rimuginavo su come si poteva cambiarlo…..e invece bastava che io arrivassi in fondo al post per trovare la mutazione!!!
    invidia buona buonissima per la lettrice beta!
    poi per finire….oh….di prima mattina trovarsi “sulla paura che la fruizione venisse inficiata dalla relazione esistente tra autore e lettore” mette a dura prova la qualità del caffè del bar 😀 😀
    abbraccioni affettuosi!

    • Ah, Claudia, tu puoi dire tutto ciò che vuoi, scherzi? Sono la tua scrittrice preferita per cui devo mantenere la posizione. Devo ehm confessarti che la frase sulla fruizione non è mia, non arrivo a tanto, ma del mio insegnante di tecniche narrative, l’ho trovata molto vera e incisiva e l’ho fatta mia! Quindi assolviamo il caffè del bar e pure la brioche. Bacione

  2. Come sai, io sono sono molto aiutata dai lettori beta (grazie cari) e ho un gruppo che legge in corso d’opera e un gruppo che legge a lavoro finito (anche se qualcuno chiede di passare da un gruppo all’altro). Io mi trovo bene così. Un motivo è puramente motivazionale. Scrivo per qualcuno, che ha un nome e un cognome e quindi non posso lasciarlo in sospeso. Mi aiuta ad essere costante con la produzione. L’altro è tecnico e forse è dovuto al fatto che scrivo gialli. I miei lettori devono indovinare chi sia l’assassino. Il famigerato cambio di sesso di un personaggio è avvenuto perché il più attento dei lettori beta ha indovinato l’assassino troppo presto, quindi c’era evidentemente un problema e bisognava avere più possibili candidati al titolo. Questa, l’individuazione dell’assassino, per me è sempre una questione difficile da calibrare, quindi al di là di questioni tecniche, ai miei lettori, tutti lettori forti, chiedo essenzialmente due cose: vi sta appassionando? Secondo voi come va a finire? Se mi indovinano il finale a metà c’è del lavoro da fare ed è meglio affrontarlo subito, piuttosto che alla fine.

    • Grazie per questo lungo e articolato commento. Mi rendo perfettamente conto che la struttura di un giallo sia ben diversa e aggiustamenti in corso d’opera sono necessarissimi. Mi fanno ridere in senso buono ovvio, i lettori che vogliono migrare tra i gruppi, deve essere una combriccola simpatica assai.

  3. Sono contenta che hai trovato una persona fidata e in grado di fare le osservazioni giuste. Sono convinta che sia un aiuto prezioso, anche se (come te) non farei mai leggere nulla in corso d’opera. Riguardo alle tue remore, a me non è mai capitato che un parente o amico avesse problemi a dirmi con sincerità cosa ne pensasse, casomai il problema può essere saper valutare da parte tua quali suggerimenti accogliere e quali no, capire cosa è totalmente soggettivo (e quindi ignorabile) e cosa va invece preso seriamente in considerazione. Di questo comunque avevo in mente di parlare in uno dei miei prossimi post…
    Bene che hai cambiato il titolo… 🙂

  4. Sono stata ignorante in materia fino alla scoperta del lettore beta fatta attraverso voi, scrittori/trici veterani del web, che vi siete spesi in diversi post a riguardo. È un’idea interessante quella di fare preventivamente leggere a qualcuno il proprio lavoro e, devo dirti, concordo con il fatto che debba farlo una persona con cui hai un rapporto che non condizioni in qualche modo il giudizio sull’opera, altrimenti credo possa essere un’attività infruttuosa. Quando scrissi il mio romanzo, io lo feci leggere a una mia amica che, ovviamente, lo trovò straordinario, eppure riuscì a darmi delle dritte utilissime che non sottovalutai.
    Adesso, invece, sono io, con mio grande piacere, che sto provando a verificare la bontà del lavoro di una blogger che scrive benissimo e mi ha affidato questo arduo compito che spero valga a qualcosa! 😉

    • Ecco, Marina, il lettore beta non so se sarei in grado di farlo, entrerebbero in gioco troppi fattori come autrice, puoi scrivere qualcosa nel blog circa la tua esperienza. Un bacione

  5. Non sapevo della figura del lettore beta. Deve essere una bella responsabilità. A volte mi sono accorta di errori in libri che ho letto, sia grammaticali, che di battitura, avrei voluto farlo presente, ma ho lasciato stare.

    • Quando il libro poi è pubblicato c’è la responsabilità dell’editore che, talvolta, non fa bene il suo lavoro, poi dipende sempre dal numero e dal tipo di errore, qualcosa ahimè può scappare 😦

  6. Io ricorro ai gentili beta-reader quasi alla fine della revisione, perché li vedo proprio come un penultimo stadio. Devo prima avere visto io tutti i difetti che posso ed essermi fatta venire i dovuti dubbi, o non eserciterei la mia sensibilità e rischierei di sentirmi criticare cose che già sapevo difettose. Lo considero un aiuto enorme, una bella possibilità di crescita. Adesso che il mio agente è diventato il primo beta-reader, poi, vengono fuori considerazioni davvero interessanti.

    • La mia agente a volte la sento un po’ distante, se boccia, lo fa con cognizione di causa, ma per ora non è mai capitato che facesse considerazioni circa un miglioramento del testo che lo renderebbe pubblicabile, o è no o è sì, senza appelli. E’ agente, non lettore-amico.

  7. Io ho sempre inviato ai beta dei lavori finiti, o almeno finiti per me: cose viste e riviste più volte, dove non ero più in grado di individuare arre di miglioramento. La richiesta è sempre quella dell’emozione. ti piace? Ti sei rotto/a le scatole a leggere? Lo hai divorato o è stato un supplizio arrivare in fondo o che altro? Non voglio commenti da scrittori, ma commenti da lettori. Poi invece ho i commenti con la frusta, della Erica, dio la benedica. Lei secondo me non riesce a leggere da lettore nemmeno Topolino XD
    Con Cristallo ho in programma di consegnare ai beta reader il manoscritto rivisto e riscritto entro fine ottobre. Speriamo in bene. Dopodiché… editor e scheda di lettura, credo.

    • Non riuscire più a leggere da lettore secondo me è un rovescio della medaglia, lo stesso disse uno dei miei tanti insegnanti di scrittura creativa, molto brutto, spero di non arrivarci mai, piuttosto meno brava ma il sommo piacere della lettura guai se venisse meno. Ottobre è dopodomani, circa, lo sai, vero?

    • La genesi del libro varia molto da libro a libro, proprio come le navigazioni, le scalate, i travagli, le associazioni di idee sono parecchie e tutte efficaci. Felice di piacerti 😀

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