Togli la ragione e lasciami sognare lasciami sognare in pace (cit.)

zucche-con-libri

Autunno: da qualche anno, se non piove troppo, è diventata la mia stagione preferita, via l’afa, via le zanzare, via l’aria condizionata a palla. Via la bufala delle vacanze, che mica sto in ferie 3 mesi!
Sì alle castagne in mille declinazioni, al foliage e alle sagre. Sì alle prime cioccolate; sì al cammino felice verso il Natale; sì pure alle zucche, che non mi piacciono come gusto, ma sono bellissime. Sì a non dover fare la ceretta ogni 3 giorni; sì ad avere una scusa per impigrirsi in casa. Sì al compleanno dell’Orso e a guardare bene il calendario c’è pure il mio.

Sì, adesso hanno davvero riaperto tutti, anche chi ha prolungato o posticipato i viaggi, per cui io mi ritrovo con la sindrome ossessiva compulsiva di controllare la mail 549679 al giorno per vedere se è arrivato il benestare al romanzo di Natallia da parte di Chiara BM per l’inoltro alla mia agente. Intanto impazzano in rete post assai commentati, lotte tra cartaceo e digitale, tra autori selfisti e chi punto sull’editoria tradizionale, tra Kobo e Kindle, tra chi pensa che il prezzo di copertina sia un elemento decisivo all’acquisto e chi no.
Io dico la mia sul prezzo, sono una lettrice forte, non da 3/4 libri a settimana, a parte che dipende dal volume del volume 😀 penso che chi riesce a fare questi record forse non lavora o non dorme. Dicevo gli e book a 1.99 e anche 2.99 e sì ci sono pure quelli a .99 (prezzo fisso non in promozione) mi irritano oltremodo, sembrano fatti apposta per scalare le classifiche di Amazon, perchè in fondo una cifra del genere tutti o quasi sono disposti a spenderla, no? Così il libro vende, e se vende significa di certo che è bello, no? Altra pericolosa equazione.
E se Chiara afferma che il libro a 1.99 è un insulto, mi trova d’accordissimo, un insulto al MIO lavoro magari di anni. Invece il selfista che ha la smania e pure la fretta lo butta fuori a un prezzaccio, magari sbanca, non ha speso un euro di editing, l’incasso è tutto o quasi suo, urla al successo e non si rende conto che ha sminuito la sua opera, o forse le ha solo dato il giusto prezzo, perchè piena di refusi, frasi fatte, espressioni povere, trama così cosà. Non tutti, eh, ma comunque troppi. E qui ringrazio Helgaldo che riesce ultimamente a entrare nei miei pensieri e a esprimerli al meglio.

E se questi libri accontantano palati meno fini del mio, no, non sto rosicando, sto avendo solo la conferma di essere fuori da queste logiche di mercato e, soprattutto, fuori dalla massa. Dio grazie! Intanto sogno l’editore big per Natallia, forse sono un’illusa, ma con una frase fatta che tanto odio e cerco di scansare, o adesso o mai più!

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23 thoughts on “Togli la ragione e lasciami sognare lasciami sognare in pace (cit.)

    • Se l’onanismo dà la cecità, il selfismo forse la sordità… in ogni caso noto una certa apertura da parte della chiesa con Papa Francesco, forse anche i selfisti si salveranno dalla punizione divina.

  1. no, io preferisco il libro cartaceo….e sono d’accordo con te, fuori dalla massa!
    e amo le zucche in tutte le forme e preparazioni, marmellata, in padella, al forno, crema di zucca, tortelloni di zucca, insomma ci vivrei!
    e BUON AUTUNNO!

    • Penso che la tua marmellata di zucca con i formaggi potrebbe piacermi 😀
      Buonissimo autunno, qui sta facendo un diluvio con parcheggio aziendale allagato, sono entrata in ufficio e mi sono messa in mutande in bagno con i phon asciugamani ad asciugarmi jeans e scarpe (mezze aperte, che volpe!)

      • caspita!!! qui per ora solo qualche nuvola con aspetto poco invitante….odio arrivare in ufficio completamente zuppa, anche perchè qui ciaociao phon asciugamani, è già molto che ci siano le salviette….
        ti mando mentalmente un bel solicello caldo!

  2. Chi scrive ha una percezione del valore della propria opera diversa da chi legge e non sa nulla dell’autore. Io sono la prima che non avendo una grande stima del self-publishing pur riconoscendone l’importanza, guardo il prezzo di vendita del libro autopubblicato da un esordiente: se supera le 3 euro non perdo tempo, perché non sono convinta di fare un acquisto alla fine interessante. E per coerenza ho fatto lo stesso ragionamento sul mio ebook in vendita su Amazon alla favolosa cifra di 1,76 euro (calcolato non so secondo quali criteri di preciso, visto che io addirittura lo avevo messo a 0,99 centesimi). Il fatto è che alla gente non gliene importa granché dell’autostima dell’autore del libro e se deve comprare al buio preferisce spendere pochissimo per non pensare di avere buttato soldi!

    • Capisco il ragionamento Marina, ma non riesco a condividerlo, Ragione e pentimento costa 4.99 vero è che ci mangiamo in 3: io, goWare e pure l’agente, però dà una dignità all’opera, chiaramente sono idee, e sono contenta che tu abbia avuto voglia di portare la tua esperienza e ti sia sentita libera di esprimerti su questo tema, Può valere anche la strategia del: “mi faccio conoscere a poco prezzo e fidelizzo la clientela” ci sto ragionando ora mentre ti rispondo, anche se poi diventa difficile alzare di tanto il tiro col prossimo libro. Un bacione

      • Ma vedi, Sandra, io il tuo libro a 4,99 lo compro perché lo hai scritto tu: mi piace la tua persona, ti leggo sul blog, so cosa aspettarmi, diciamo che ti conosco (con tutti i limiti, ovviamente) e allora mia sta bene spendere quel tanto in più! Ma a un completo sconosciuto non regalerei un’analoga fiducia, non subito, cioè!
        L’idea della fidelizzazione del cliente è corretta! 🙂

  3. Buondì Sandra,
    giusto stamattina ho ripigliato per le orecchie i colleghi kindlezzati. Gli ho proprio chiesto sta cosa del prezzo, loro che sono lettori digitali non interessati alla scrittura (cioè non conoscono la fatica dello scrivere). Eh beh, la pensano come Marina qui sopra. Preferiscono un ebook a poco, indipendentemente dall’esordiente o dal famoso (tanto l’autore vende di più e va a pari comunque, dicono). Se l’ebook costa oltre una data soglia, si cercano il file in altri canali.
    Quindi, esistono compratori-non-lettori e lettori-non-compratori.
    E non ce n’è, a farli ragionare. Gli ho chiesto: ed io un giorno cosa dovrei fare?
    “Un ebook di lancio per farti conoscere, e poi dal secondo in poi aumenti” 😦

    • cioè esattamente la strategia che mi è venuta in mente qui sopra commentando Marina. Io non cedo, o meglio non cederei a questa politica ma almeno per ora il prezzo lo stabilisce l’editore, però questo scambio efficace qui, da Chiara BM (leggo sempre con interesse i tuoi commenti lunghi e ben articolati) mi hanno davvero fatto aprire gli occhi su un aspetto commerciale di grande rilevanza, che toglie una bella patina dalla classifica Amazon. Benone guarda, io sono sempre per la consapevolezza anche se è una consapevolezza triste. Comprare solo in base al prezzo e ti parlo di qualsiasi articolo, trovo sia una grande vaccata, anche se il prezzo è parte integrante del prodotto, me ne rendo conto e la crisi calvalca alla grande questo concetto. Peccato che poi i soldi per un e book a 4.99 non si trovino, ma per tante sciocchezzuole sì. Pareri, sono solo pareri, ma a sto punto mi elevo a snob: non t’interessa il mio libro perchè costa 4.99? Non m’interessa che tu lo legga, davvero. Ti abbraccio con grande stima Barbara.

  4. Quei prezzi taglia anoressica vanno bene per i racconti o per i classici di cui sono scaduti i diritti anche sulla traduzione (ne sto facendo incetta in questi giorni), non certo per i romanzi!
    Certo, se sei un self autore sconosciuto, non mi sento di darti torto, ma già se hai pagato l’editing ti consiglio di non andare in perdita…
    E sognare l’editore è uno dei momenti più belli del lavoro di scrittura.

    • Infatti cara io sto ragionando da non selfista, quindi se lo fossi magari agirei diversamente e da persona che ha fatto investimenti molto importanti in termini economici per avere editing 5**** Lusso, e da qui vengono le mie considerazioni. Sì, a un prezzo più basso per i racconti, ovvio, ma non c’è neppure paragone tra il tempo e l’energia spese per La matassa nel mio caso e Ragione e pentimento, anzi la differenza di prezzo dovrebbe essere maggiore. In questi giorni il sogno mi tiene in vita, forse perchè è un sogno con scialuppa, alla peggio in goWare credo proprio che non mi diranno di no.

      • Frase di questa mattina “Beh ma uno lo sa che il primo libro è in perdita…da pagare per la stampa (ndr EAP) a mettere l’ebook a ribasso, è uguale.” -.-
        Non lo so…diciamo che per ora sto riempiendo il salvadanaio perchè se c’è una cosa che comunque (self o non self) ritengo necessaria è l’intervento di un editor professionista.
        Come dice un vecchio adagio “Poca spesa, poca resa”

  5. Il prezzo deve esprimere il valore del testo e del lavoro che ci sta dietro, o il desiderio dell’autore di mettersi in tasca i soldi per qualche pizza? Perché non credo che vada molto oltre, se il libro è scarso. Se però il libro è buono, può essere un modo per farlo scoprire a più persone. Secondo me un buon compromesso sarebbe 5-6 euro, ma pare che sia un prezzo fuori mercato. Bah.

  6. Oddio Tiziana, hai commentato un post di oltre un anno fa, ma qui non sfugge niente. Certo Bersani, che mi piace moltissimo, sempre più convinta a non svendere le mie opere. Grazie Tiziana che mi segui così assiduamente.

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