Quando si rincasa con Olga, flash Olga # 2

Lunedì quando sono andata a prendere Olga all’oratorio dove rimane per il dopo scuola, era seduta da sola su una panchina, mentre tutti gli altri bambini giocavano e scorrazzavano. Un’immagine straziante. Appena ha visto però il vialetto di casa ha cominciato a correre e poi una volta entrata, a cantare. Non ci sono più state lacrime e i momenti di malinconia che dipingono sul suo faccino un’espressione tenera dal significato indecifrabile vanno diminuendo. Con noi è chiaro che sta bene, ride di gusto, è obbediente e alle 21.30 massimo, senza storie, riusciamo a mandarla a letto. Le giornate fuori casa sono davvero troppo lunghe per una bimbetta della sua età, e quando andiamo a controllare, dorme sempre serenamente. Per me il momento di andarla a prendere è il più brutto della giornata: gli orari sono troppo compressi. La prima sera ho impiegato 3 quarti d’ora, arrivando alle 18.15, poi un quarto d’ora di attesa del bus e altri 15 minuti di strada: accettabile. Ieri una serie di ritardi dei mezzi ha fatto sì che arrivassi al pelo, e nonostante le rassicurazioni per cui non la abbandonano di certo sul marciapiede alle 18.30, mi sono agitata, anche perché temevo di trovarla di nuovo su quella panchina triste. Siamo rincasate in auto con la mia amica, ma si è riproposto il problema già vissuto con Natallia: pare che per gli altri il seggiolino non esista, e addirittura manco la cintura di sicurezza. Poi abbiamo fatto la spesa, io ero stravolta e siamo entrate in casa alle 19.30. Emanuele era arrivato da pochi minuti, poi in realtà non c’erano problemi, doccia, cena, lei è bravissima, guarda un po’ di cartoni mentre preparo e parla con i genitori via Skpe, ma per me si tratta di altre due ore in giro dopo essere uscita dall’ufficio! E non va. Oggi e andata a prenderla Emanuele, e questo mi ha alleviata tantissimo, anche perché in auto il percorso dall’ufficio si riduce di parecchio, io devo prendere tre mezzi differenti e fare un tratto a piedi. A casa ho avuto tre quarti d’ora tutti per me, che ho usato per una super doccia, e sistemazione casa. Poi pizza al centro commerciale di fronte a casa, Olga in estasi per la coca cola! Ha addirittura baciato il bicchiere di carta! Domani vanno in gita sul Lago Maggiore (Tenar, aguzza la vista): toccherà alzarsi davvero presto. Olga è diversissima da Natallia, del resto non vedo perché avrebbero dovuto essere uguali, non ha mai detto di volerci bene, mentre Natallia ce lo disse il secondo giorno. Nonostante le vicende narrate ne “Le affinità affettive” siano rielaborate, inventate, farloccate, la parte emotiva è reale: Natallia è stata la mia figlia in prestito, quella che mi ha fatto diventare madre, restituendomi un ruolo negato. Non ho mai visto Olga in questi termini, lei è una bimba che stiamo ospitando, per un progetto umanitario. Eppure, il bene che provo per entrambe è sovrapponibile, è l’amore pulito per una bambina che vorrei avesse un futuro migliore del passato del suo paese. Perché abitare a 170 km da Chernobyl non è un granché come punto di partenza per la vita.

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15 thoughts on “Quando si rincasa con Olga, flash Olga # 2

  1. questa bimba è proprio dolcissima! non tutti socializzano allo stesso modo, a molti bimbi “il gruppo” spaventa un po’, forse Olga ha bisogno di tempi un po’ più tranquilli di altri, ma l’importante è che con voi sia serena e si senta tranquilla!
    per i tempi di viaggio e per la questione seggiolini, no comment….a volte sembriamo nel terzo mondo, ci sono ancora nonni (e a volte anche genitori, purtroppo) che si offrono di tenere in braccio i più piccoli….ma per favore, gli anni 70 sono passati da un pezzo, cerchiamo la sicurezza!

    • W gli anni 70 quando non occorreva fare la differenziata 😀 ! ma per il resto sicurezza certo, comunque sì, se ne vedono un sacco e il bello, si fa per dire, è che guardano chi rispetta le leggi come se fossero marziani. Tieni presente che nel nostro caso non sono nostri figli e se accadesse, Dio non voglia, un incidente, ci sarebbero grosse rogne assicurative.

      • ah ah ah la differenziata, l’incubo del terzo millennio!
        in paese da noi, dove il porta a porta funziona (abbastanzuccia), ci sono gli irriducibili: chi usa i cestini del parco stivandoli all’inverosimile con il rusco (pardon, bolognesismo, la spazzatura) che non osa mettere nell’indifferenziata “sorvegliata”, e chi invece fa turismo bidonifero, andando con il baule pieno nei paesi vicini dove ancora ci sono i cassonetti…..eh, l’ingegno tutto italiano….. 😀

  2. posso suggerire?
    anni di esperienza ci hanno insegnato che il segreto è tutto nell’organizzazione: la spesa, soprattutto, va fatta nel weekend, oppure la sera dopo cena (che se la bimba va a dormire alle 21.30 non può mica iniziare la cena alle 20.30), o anche si clicca il pomodoro ;). Io pianifico moltissimo tutti i pasti, in modo che la sera in max 15-20 minuti si possa mettere in tavola
    così si cena alle 19 e per le 21 (orario dell’allettamento della mia 9-enne) la digestione si è ben conclusa. Dopo cena, c’è anche abbastanza tempo per sistemare un po’ la casa e giocare (adesso va molto giocare a scala 40!)

    • Infatti di solito è così, si cerca di cenare non troppo a ridosso dell’orario dell’allettamento, solo che mi hanno fregato con la gita di oggi e le cose da comprare per organizzare un pranzo al sacco: non avevo il pane giusto in casa, e poi siamo dovute anche andare in farmacia perchè avevo chiesto di controllarmi a scuola quanto tossisse e in effetti era necessario uno sciroppo. I pasti sono abbastanza pianificati anche quando non c’è Olga, perchè ho un marito che torna a orari imprevedibili e servono piatti di un certo tipo. Grazie, sì che puoi suggerire 😀

  3. Ah, ma io lavoro sul Lago d’Orta, praticamente la concorrenza! Anche se sì, il Maggiore è a soli 7 km da casa, 12 minuti netti in auto.
    Non penso quindi che incontrerò Olga e un po’ me ne dispiace, mi accontento di conoscerla dai tuoi bei post

    • Infatti mi riferivo a casa, la scuola sul pontile so che è l’altro lago. Grazie, i post sono quello che sono, per qualità intendo, ma mi pare che “arrivino” e mi basta.

  4. Evviva Olga che comincia a integrarsi, evviva voi che non mollate in questo tuffo nel ruolo genitoriale che è tutto una corsa (e si ha sempre la sensazione di perdere qualche pezzo per strada, non di figlio per fortuna 🙂 )…

  5. ho letto tutti i post su Olga, commento questo perché è quello che mi ha toccato più il cuore.
    Ti ammiro per il coraggio con cui ti sei gettata di nuovo in questa avventura, e non so se ne avrei la forza. Non mi permetterei mai di giudicare ma mi viene spontaneo darti un consiglio da psicologa, spero di non sembrarti invadente.
    Forse è vero che non ci sarà mai l’affinità che provavi con Natallia ma di certo non avverrà se continuerai a confrontare le due esperienze. Se Olga fosse la prima bambina che ospiti incontrerebbe meno ostacoli nel conquistarti, cerca di scordare tutto, sia il passato sia la sua partenza nel futuro, guarda questa persona come se non sapessi nulla né da dove viene né cos’ha passato, lascia che si racconti e vivila in pieno. Pensa a me e te, per esempio. Uno straniero che conosce me e l’anno dopo conosce te si aspetta che siamo uguali, o che pensiamo e sentiamo uguale, solo per il fatto che siamo italiane, coetanee e coi capelli biondi di media lunghezza. Eppure c’è un oceano intero di differenza tra i nostri caratteri, e non ti farebbe piacere essere paragonata con me, non sono il metro di misura adatto per imparare a conoscerti.
    In bocca al lupo e se puoi posta qualche foto della bambina, Sandroskina 😛

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