Arriva il weekend!

Attacca a parlare del tempo, la signora seduta di fronte a me sul bus, mentre rincaso con Olga; meteo inclemente assai: un lago sul piazzale fuori dalla metro, acqua alta 10 cm e zero alternative, unica soluzione entrarci (indosso scarpe in pelle tipo queste, ma marca Jungle, a fiori) sapendo che rimarrò con i piedi fradici (e pure le caviglie) per quasi un’ora. camper-scarpe-donna-twins

Col mal di gola e un principio di raffreddore. In ogni caso ha smesso di piovere e la signora si sorprende delle pozze che vede quando ci avviciniamo al capolinea, dove abito. Mi sente parlare in russo con Olga e mi chiede se è russa “bielorussa” dico e scopro che lei è moldava, “una dei 15 stati della Russia” precisa lei. Parliamo di Chernobyl, casualmente lei era in zona il giorno dell’esplosione, diretta a San Pietroburgo; le venne un mal di testa atroce e non sapeva il motivo, il regime sovietico non aveva diffuso la notizia della catastrofe. Ad alcuni suoi amici giunti poi in loco per aiutare la popolazione, vennero i capelli bianchi quasi all’istante. Parla un po’ con Olga, mi racconta in breve la sua storia, è in Italia da 12 anni, sposata con un italiano, vedova da febbraio “ha fatto un intervento, riuscito, si è svegliato mi ha salutata e la notte è morto. Mi ha insegnato tante cose.” La vedo triste ma molto combattiva. Sta andando a fare qualche ora da un anziano e conclude dicendomi “Dio la benedica!” Per quello che faccio con Olga, con gli altri bimbi.

Quello che faccio è chiedere a Olga in un russo perfetto “posso andare subito io in bagno a casa?” “Da!” Ho un bisogno estremo di togliermi quell’ammollo di calze e scarpe dai piedi. Venerdì, serata senza Emanuele, tutto fila liscio: cena, Skype con la mamma, cartoni italiani, cartoni russi, sciroppo per la tosse. Sistemo casa, faccio una lavatrice, leggo. Do persino retta a un tipo dell’Unicef che scampanella in cerca di soldi, ma rimango ferma nel non elargire. Alle 21.45  Olghiza, come la chiamo io, va a dormire. Ha già cambiato faccia dall’arrivo: gote rosse e già quasi 48 ore senza lacrime.

Ho declinato le proposte di alcune famiglie ospitanti per il weekend. Non capisco quale necessità ci sia, abitando a Milano, di andare a Qulonia per una pizza e una piscina. Non approvo questa esigenza di fare fare fare, anche perché Olga è inutile non si integra col gruppo, non le interessa. Certo, mica sta per conto suo tutto il giorno, però quando arriva e quando viene via non saluta nessuno, e il suo umore è in risalita sempre, appena vede casa. Corre in cameretta, nel suo piccolo mondo di qui, e accarezza subito gli oggetti con i quali ha avuto i primi contatti sabato sera: un gioco-picchio di legno proveniente da Praga e le chitarre di Emanuele: sfiora e le corde, così, tipo coperta di Linus.

E che si sbrigasse la mia agente a trovare un editore per “Le affinità affettive”, il premio Nobel per la letteratura a un’autrice bielorussa che, nelle sue opere, ha parlato di Chernobyl è un segnale di interesse da tenere presente, no?

Ho messo in bozza questo post ieri sera. Ora sono le 9.30 Olga sta facendo la doccia, e da tanto vapore ha creato quando sono entrata non riuscivo a vederla!

Domani è il compleanno del mio Magorso! Adesso è weekend, che sia allegro per tutti!

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17 thoughts on “Arriva il weekend!

  1. Buon fine settimana anche a te, Sandra! Oggi, tanto per rimanere sul pezzo, andrò ad assistere alla cerimonia di investitura di un cavaliere organizzata da Italia Medievale con la Compagnia di Chiaravalle. Si tratta di un evento rivolto specialmente ai bambini delle medie, ma anche agli appassionati!

  2. Auguroni a Emanuele!!!
    Quindi se la memoria non m’inganna ci siamo viste per la prima volta circa 3 anni or sono!?!
    Che sia un fine settimana di gioia pura!

    • No no no, non parlo bene il russo. Ho fatto un corso di 4 lezione, prima che arrivasse Natallia e mentre lo frequentavo mi pareva del tutto inutile, è una lingua ovviamente assai difficile, poi però mi è rimasto attaccato qualcosa. Sono molto portata per le lingue e questo aiuta.

  3. Questi flash post non sono sufficienti a rendere l’idea di quello che tu e tuo marito state facendo. Non lo dico come critica o rimprovero, anzi, siete da lodare e un esempio.
    Il dono dell’accoglienza, che grandissima cosa. Un abbraccio, Francesca

  4. Dovresti dire alla piccola Olga (e chissà, magari in russo) che la tua tenerezza nel raccontarla sta dando l’opportunità anche a noi di conoscerla.
    Salutamela! 🙂

  5. Gli auguri sono validi anche il giorno dopo? In ogni caso io li mando ugualmente!
    E per il resto,dolce bimba davvero! E bravi voi!

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