10 giorni con Olga: cosa mi ha insegnato

IMG_0017I pasti non sono un problema, ma in caso si voglia proporre qualcosa di nuovo, è opportuno avere un piano B già sperimentato a portata di frigorifero e di veloce cottura.

Gli altri avranno spesso da (ri)dire: ascoltali anche se non sempre avranno l’empatia giusta, pensa che puoi trovarti dall’altra parte della barricata; chi vuole esprimere un’idea è quasi sempre in buona fede e potrebbe anche riservare felici sorprese. Fai poi le dovute considerazioni del caso e valuta infine dove archiviare l’informazione, non avertene a male se la sezione “stronzate” è piuttosto affollata.

Stanchezza e casino in giro potranno talvolta sembrare – e sì in effetti lo sono – sconfinati, ma basta una frase, un gesto, un “qualcosa” spontaneo di Olga per annullarli. Ricorda sempre: quando sarà partita sarai meno stanca e la casa tornerà a essere degna delle migliori riviste d’arredamento, ma sarà anche inevitabilmente vuota.

Hamburger, piselli, ananas confezionato (al naturale, non sciroppato) e magari una fetta di torta al cioccolato: ecco la cena perfetta per Olga. Non è letale replicarla più volte, soprattutto quando si ha fretta.

Olga ha 7 anni, Olga ha 7 anni, Olga ha 7 anni: non dimenticarlo, anche se indossa la taglia 10/11 anni dell’OVS (che notoriamente veste grande) e porta il tuo stesso numero di scarpe, ha 7 anni. Dio sia lodato, si comporta da settenne.

Mega parchi a tema, super festone in nome di “fare, andare, organizzare”, hai sempre pensato ci fosse una stortura in tutto ciò, ma in fondo essere stata bambina 40 anni fa può significare qualcosa, tipo che i tempi erano diversi. Il dubbio però che non sia così necessaria ‘sta frenesia dello svago ha trovato conferma nella festicciola a sorpresa per il Magorso: la sua torta preferita, i numeretti candelina, giù la tapparella, questo oggetto che tutti dovrebbero avere in casa: http://www.amazon.it/dp/B007JFW3K4/ref=asc_df_B007JFW3K429371131/?tag=googshopit-21&creative=23394&creativeASIN=B007JFW3K4&linkCode=df0&hvdev=c&hvnetw=g&hvqmt=

e Olga si è divertita un sacco.

Olga non è Natallia (grazie Lisa per il tuo lungo commento che ho molto apprezzato), Natallia è giunta nel momento perfetto con la sua esuberanza, Olga è giunta nel momento perfetto con la sua timidezza. L’accoglienza non è un’addizione: invertire gli addendi non avrebbe portato a questo straordinario risultato.

Nessuno può mettere Olga in un angolo (e farla piangere – è successo lunedì: è arrivata a scuola e una bimbetta più grande del gruppo le ha detto qualcosa, non ho capito ovviamente la frase ma il tono aggressivo non lasciava margine di dubbi!). Olga sta meglio con noi che con loro, è un dato di fatto, non un vanto perché ci ha scelti, però dopo 10 giorni è assodato, per cui non scassatemi l’anima se nel weekend non facciamo salti di gioia e pure mortali per stare con il gruppo. Grazie.

Emanuele è molto più portato di te per i bambini, non fartene un cruccio: se i figli li facesse solo chi ha una vera attitudine, il genere umano si sarebbe già estinto! 😀

Nell’immagine: Olga domenica pomeriggio al Parco, una magnifica scoperta questo giardino di Milano di recente costruzione, nell’area dei vecchi padiglioni della Fiera Campionaria. Collega Piazza Elsa Morante e Piazza Giulio Cesare, ha due meravigliose fontane, un’area giochi per bambini e una addirittura per i cani, vialetti, ben 39 specie di alberi, in prevalenza faggi, tanti posti a sedere, una recinzione a prova di auto. Consigliatissimo. La foto sotto è dedicata a chi si spertica a parlare male di Milano, senza conoscerla. citylife-488  

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14 thoughts on “10 giorni con Olga: cosa mi ha insegnato

  1. condivido assolutamente sulla questione pasti. Io ho fatto per anni pasta-e-ricotta perchè mia figlia voleva solo quella… e poi capisco uno si faccia scrupoli a replicare troppe volte una cosa malsana (che ne so, patatine fritte come unica verdura) ma qui non mi sembra il caso. Già è lontano da casa, povera gioia, almeno mangia una cosa che le piace. Il comfort food è anche questo, no?
    con i bambini si osservano aspetti della città che altrimenti non vedresti! E sono quasi sempre belle scoperte!
    Condivido anche il pensiero sulla frenesia dello svago. Già i bambini stanno in mezzo alla confusione tutto il giorno tutta la settimana. Nel weekend ci si può divertire anche molto facendo cose anche semplici (come appunto la festa di cui parlavi). Spesso la frenesia dello svago è più dei genitori che dei bambini!

    • Guarda sì. Le giornate di questi bimbi sono molto lunghe, sta fuori di casa minimo 10 ore e mezza, spesso di più, cosa vuoi fagocitare pure il weekend? Da scuola all’oratorio prendono persino un bus! Non scuola bus, mezzo ATM non tantissime fermate ma possono esserci tempi di attesa e comunque è un’aggravante: cartella, maltempo ecc. Certe feste sono l’appagamento dell’ego genitoriale e basta. Sul cibo purtroppo Olga mangerà malissimo tutta la vita se non lascerà il suo paese, perchè le coltivazioni sono ancora contaminate, che differenza potrà mai fare mangiare ora qualche dolce in più? E poi Dio mio, adora i piselli! 😀

  2. Un post molto bello e molto intenso. Fa volere bene a Olga anche da lontano. Goditi questi momenti, nonostante la stanchezza, e non preoccuparti di chi critica o super consiglia. Quelli, tanto, non tacciono mai.

    • Oltretutto è una gran fatica, mio marito talvolta sta in ufficio 12 ore, io non guido e come non mi stanco di dire impiego almeno 3 quarti d’ora per andare a prenderla.
      Poi c’è chi mi dice “eh ma io ho la domestica!” Ah be’ allora…

  3. Sandra, fai benissimo, le attitudini e le preferenze dei bimbi vanno assecondate… Anche io da piccola ero come Olga… Anzi lo sono ancora!

    Pensavo poi, ma non c’entra niente con il post, che nel corso di inglese che ho fatto l’anno scorso c’era una Olga, in quello che faccio ora c’è una Natallia… Niente, sono entrambi bei nomi che si apprezzano in diverse lingue 🙂

    • Nomi internazionali, come Sandra intraducibile (per questo mi piace tanto) però non così diffusi, un bel caso che tu li abbia entrambi. Soprattutto vanno assecondate ora, quando Olga lontana da casa non ha una mamma con la quale parlare se non via Skype.

  4. Stai vivendo questa nuova accoglienza in maniera più consapevole, Natallia (e non solo) ti hanno fatta crescere e anche se in parte ti sembra di ave perso qualcasa, da fuori ti dico cghe ti leggo ora più serena… e mi piace!
    Continua così, che a dar consigli siamo tutti bravi, ma poi…

    • Molto giusto questo tuo commento Chiara, l’ondata emotiva di Natallia mi travolse: certo la sua personalità ebbe il suo peso, una bimba che il secondo giorno ti abbraccia e ti dice “ti voglio bene” non può non fare impazzire una col mio passato 😀 gli avvenimenti successivi, come purtroppo il lutto per papà, hanno modificato il mio approccio all’accoglienza rendendolo più consapevole,sereno come dici tu. Ora è la maniera corretta. Bacione

      • Non era sbagliato prima, ma ti metteva sulle montagne russe e ti travolgeva, lasciandoti poi a terra…
        Scusa per i mille errori di battitura nel precedente messaggio, ma dal cell sono un disatro 😦

  5. Come sempre, quando ci si sente dire come si dovrebbe essere e cosa si dovrebbe fare, conviene fare un passo indietro d’ufficio. E’ molto bello leggere la tua esperienza, anche di più perché fatico a immaginare da sola il rapporto che può instaurarsi. 🙂

    • Ci sono stata un po’ male per i “fai così, fai cosà” poi ho archiviato. Olga è sempre più inserita, Dio mio meno di 2 settimane fa era disperata in lacrime, ora si muove per casa come se fosse sempre stata con noi e tra 3 settimane ripartirà, quindi vivo bene il rapporto che si crea e che è davvero una sorpresa, non sai come potrà andare, speri solo che possa stupirti in positivo!

  6. i “fai così fai cosà”…..ascoltare (o fingere di…) e lasciar scorrere, sono tutti bravi a casa degli altri!
    se voi siete sereni, cosa cambia? l’importante è che finchè lei è con voi stia bene e stiate bene voi, mica state partecipando ad un concorso!

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