Al via l’ultima settimana con Olga

Cara Olga,

siamo all’ultima settimana insieme. Spero che negli anni arriverai ad apprezzare il fatto che qui ti abbiamo dato ciò che di più prezioso abbiamo: il nostro tempo e il nostro amore. Valgono molto di più di un costume di Halloween dell’OVS, sai?

2015-11-02 20.45.17A breve saremo di nuovo in due. Così, per non perdere l’abitudine, abbiamo fatto una capatina nella vita senza di te: sei stata a cena dalla tua amichetta, ospitata dalla nostra amica, e noi aperitivo e libreria.

Al piano terra de La Feltrinelli Max Gazzè presentava il suo nuovo album, non lo sapevamo quando siamo entrati per farci il solito giro panoramico. Il cantante aveva di fronte a sé una lunga fila di fan in attesa di autografo e foto, noi siamo saliti al piano superiore dove ci siamo separati e diretti ognuno al proprio reparto preferito. E io ho trovato questo: grande vigilia libresca! Quella storia lì dell’attesa che è già piacere, la trovo molto vera. Silvia Pareschi, se ci sei, dacci una data! 😀

Sai Olga, quando siamo tornati a riprenderti, il fatto che tu non ci abbia praticamente rivolto la parola se non per dire “niet” non mi ha fatto per niente piacere, ma non mi aspettavo niet di diverso. Non so dove ho sbagliato, non so davvero cosa avrei potuto dirti o darti ancora. Mi spiace enormemente ammettere che ora ho solo una gran voglia di tornare a quella vita che ho lasciato il 3 ottobre, per te.

E se queste parole sembrano pesanti, e forse sì, lo sono, sappi che mi sono messa una corazza, perché non ho bisogno di un’altra malinconia da tenere a bada, ho già le mie, consolidate e profonde da coccolarmi nelle sere invernali (e magari pure in quelle estive). I tuoi rifiuti continui mi hanno profondamente ferita, non te ne faccio una colpa, ma speravo potessi capire di che pasta siamo fatti, dopo 4 settimane, vinta l’iniziale diffidenza. Posso permettermi di considerarti un’occasione perduta, non un fallimento personale.

In ogni caso, ti voglio bene. Ci penserà la vita ad indurirti, lo fa con tutti; tuttavia sarebbe stato bello se tu non lo fossi già così tanto a sette anni.

Sarebbero state belle un sacco di cose, ma semplicemente, non sono state.

Annunci

19 thoughts on “Al via l’ultima settimana con Olga

  1. La cosa più importante della mia vita l’ho imparata un giorno, mentre ero in coda dietro un TIR. Era un adesivo, attaccato sul portellone posteriore, mezzo sporco e neppure tanto visibile. Era semplice, una scritta azzurro (pallido) in campo bianco. Recitava così: “Tasi, e tira”.

  2. Che peccato, davvero….
    io credo comunque che tu non debba colpevolizzarti in alcun modo, direi proprio che non ce n’è motivo. Evidentemente non sempre scatta una molla, il feeling, e sicuramente il fatto che parliate comunque due lingue diverse non aiuta, è faticoso “spiegare” le sfumature del carattere. Un abbraccione a tutti e tre comunque!

  3. Mi dispiace immensamente di leggere queste cose… 😦
    Sono certa che avete fatto del vostro meglio per infrangere il muro che Olga ha innalzato davanti a voi. Avrà avuto le sue ragioni, non sto a giudicarla, ma è comunque triste tutto ciò e capisco benissimo che ora come ora tu abbia solo voglia di lasciarti quest’esperienza alle spalle.

  4. Vorrei darti una medaglia. Non so come, non so dove, ma direi che ti meriti una medaglia.
    Perchè ci vuole un coraggio smisurato per esporre il cuore a tutto questo.
    Immaginando tutto quello che già può essere stato prima.
    Forse, non è semplice nemmeno per loro bambini essere catapultati in questo paese dei balocchi e sapere che presto devi tornare a casa. Forse il muro le serve a proteggersi per dopo.

    Comunque, ho ordinato Ragione e Pentimento cartaceo su Ibs, mi danno due settimane di attesa ma sono ottimista. E’ un regalo per Natale, non avrò temo tempo di leggerlo ma vado tranquilla sulla fiducia. Poi, lettore-pigro permettendo, ti farò avere il suo feedback 😉
    Io aspetto Figlia dei Fiordi!
    Glielo devo scrivere io all’agente di spicciarsi??!

  5. @ Cari tutti, grazie. Ho un groppone in gola da giorni e temo che ora di sabato sarà diventato una roba da intervento chirurgico per l’asportazione, pena il soffocamento.
    Potrei raccontarvi mille episodi, ma sarebbe quasi uno stillicidio per me e per lei, che in fondo è stata catapultata qui magari anche controvoglia. Gli altri bimbetti che ogni mattina e pure alla festa di Halloween (seguiranno foto) mi accolgono con abbracci, giochi e sorrisi mi hanno confortata molto. Sono un po’ incarognita col destino, che ha deciso di darmi un’altra bastonata, proprio dove pensavo di trovare solo carezze. Un bacione

  6. Capisco l’amarezza e non so davvero trovare parole di consolazione, se non che tu hai fatto davvero tutto quello che potevi. I bambini sono ingrati, per natura, tutto gli è dovuto, hanno un ego enorme. Tocca a noi genitori insegnargli la riconoscenza ed è un lavoro arduo.
    Ma voi avete comunque piantato un seme e, se un giorno germoglierà, Olga proverà, nostalgia, rimpianto e vergogna e avrà imparato la lezione.
    Ti abbraccio forte, Francesca

  7. Un abbraccione! Mi spiace davvero che l’accoglienza non sia andata come speravi e che sia stata così faticosa.
    I bambini spesso sono così.
    Olga viene da lontano, può avere mille motivi per il suo comportamento, tutto un mondo che in poche settimane voi non potete certo scoprire.
    L’anno scorso mi è arrivato in classe un alunno da un’altra scuola, bollato come piccolo teppista. Dopo due mesi io e i colleghi abbiamo scoperto che viveva in una situazione assurda e che tutta la sua aggressività era una corazza per nascondere le sue insicurezze e le molte cose di cui si vergognava. Abbiamo scoperto un ragazzino capace anche di inaspettata dolcezza, oltre che di un’intelligenza non comune. Oggi la dirigente ci ha avvisato che probabilmente dovrà cambiare ancora scuola. Anche se in alcuni momenti l’avrei ammazzato, mi è venuto da piangere…
    Insomma, chissà che cosa nasconde Olga, certo in 5 settimane non lo si può scoprire, per creare un legame con un bambino difficile ci vogliono mesi, anni…
    Quindi niente sensi di colpa! Il bene che avete fatto a questa bimba rimarrà, farà radici dentro di lei e non la abbandonerà mai.

  8. Cara Sandra, purtroppo hai assaporato alcune amare e contorte dinamiche che sono tipiche anche dell’adozione internazionale (non di tutti i casi, ma di alcuni – mi sentirei di dire molti – sicuramente sì), ma in fondo anche dei rapporti interpersonali in genere. Ci possono essere mille ragioni e Tenar ne ha centrate diverse. Io continuo a percepire una non voglia di attaccarsi come autodifesa personale, in fondo Olga sa che non potrà restare e forse neppure ritornare. Tu non hai proprio nulla da rimproverarti. Hai regalato amore e, come diceva una mia amica: se lanci amore nello spazio cosmico, prima o poi ti torna indietro. Ti abbraccio forte ❤ e ci sentiamo altrove

  9. O forse semplicemente, quando si accolgono questi bambini, diversi per vissuto (nonostante la giovane età), carattere, stili di vita, bisogna farlo solo con l’intento di “dare” senza aspettative.
    Ti prego di non fraintendermi, sei una donna solare e intelligente (così percepisco leggendoti in silenzio) e capisco benissimo che tu sia pienamente consapevole di questo ma mi lascia perplessa leggere nei commenti “adozione internazionale” perchè forse è qui che sta “l’errore”. Quella nei confronti dei bimbi bielorussi è accoglienza mai finalizzata all’adozione, si presta un servizio sociale nel senso più bello e ampio del termine, con momenti di affetto, ma anche no, di empatia, ma anche no, certamente di fiducia e rispetto. Il vissuto personale delle famiglie ospitanti, le loro aspettative deluse o meno, purtroppo non dovrebbero essere rilevanti. Chiaramente immagino sia dura scontrarsi con una bambina chiusa come Olga e, appunto, poco empatica, specie nelle cose più pratiche della vita quotidiana. Però ha 7 anni, è davvero molto, molto piccola per capire il beneficio che queste “vacanze” avranno per la sua salute o anche solo la possibilità di “vivere” un paese straniero. I bambini non sono ingrati nè egoisti per natura, manifestano un disagio, forse si sente sola o ha nostalgia di casa oppure, semplicemente, quello è il suo carattere, innato e conseguenza dell’educazione impartita dalla famiglia. Voi non potete rimproverarvi nulla. Berty

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...