542b07479e892b3c87f686c193805c69Ringrazio chi ha speso tempo per interagire con me, in risposta ai miei… mah chiamiamoli sfoghi sul soggiorno di Olga. Torno sull’argomento perché non ho risposto a tutti i commenti dove ho trovato spunti di riflessione interessanti.

Non voglio giustificarmi, né ritrattare, ma sottolineare due cose, la prima è che ho sempre utilizzato questo spazio per svuotare l’animo, fregandomene di gettare in pasto a chiunque i miei sentimenti senza filtri, come li ha definiti Lisa; io sono così, sono autentica e se raccontarmi in questo modo mi aiuta, be’ lo faccio. La condivisione ha un fine molto nobile: dire a qualcuno che potrebbe provare sentimenti analoghi “non sei solo, non sei un mostro!” La seconda è che non era mia intenzione fare alcun processo a Olga, magari semplicemente non voleva venire e/o le sono risultata antipatica e si è comportata di conseguenza. Però in 5 settimane mai un “spassiba”, neppure di fronte ai regali… aveva chiesto espressamente dei magneti per sua mamma, ne ho presi due secondo me molto belli (un calendario 2016 di Milano con foto di luoghi che abbiamo visitato insieme e una scatola di pizza!) e zero, né grazie, né un sorriso. Questo è accaduto un attimo fa, quando rientrata dalla gita glieli ho mostrati. Sono fatti, ognuno poi li valuta secondo la propria testa.

Non avevo chissà quali aspettative perché l’accoglienza stratosferica l’avevo già vissuta con Natallia, e sapevo bene che non avrebbe potuto essere in alcun modo replicabile né replicata, e questo, guardate, era solo un bene. Sono stata male perché io le cose le vivo in pieno: le gioie sono vette e i dolori abissi; manifesto, esprimo e soprattutto vivo ogni emozione al massimo, per cui una bimbetta che alla fine della 4^ settimana quando le dici “buona notte” si gira verso il muro senza rispondere mi manda in pezzi.

Posso applaudire chiunque si sia ritrovato nella situazione che ho vissuto io e l’ha accettata serenamente pensando al valore più alto del progetto di accoglienza, io non ce l’ho fatta…

Alla fine è ovvio che si buttano gli avvenimenti alle spalle ci si scopre comunque ancora interi, nonostante qualche crepa. Si chiama vita, che banalità, ognuno la attraversa con i mezzi che ha. Non ho mai detto di essere una persona forte, di solito me lo dicono gli altri, ma ho sempre pensato che fossero in errore 😀

Grazie a tutti!

L’immagine che accompagna il post me l’ha procurata Michele, che ringrazio. Mi rappresenta in pieno, è persino del mio colore preferito!

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12 thoughts on “

  1. Cara Sandra,

    scusa se mi permetto di rispondere, pur conoscendoti “solo” dal blog. Ma volevo darti qualcosa di diverso da pensare: prova a immaginare che qualsiasi cosa ci arrivi nella vita, anche la piú tosta, é in realtá il meglio possibile per noi e a dirla tutta, abbiamo scelto noi di averla.
    Citando Kryon, prova a immaginare il tuo problema come una scatola chiusa di cui tu hai giá la soluzione, perché sei stata tu stessa a elaborarla, molto molto tempo fa.
    La piccola Olga era di una pasta diversa da Natallia, e probabilmente ha sentito davvero di doversi proteggere da tanto affetto, che magari non conosceva, perlomeno non in questa forma.
    Qualcuno ha scritto bene, dicendo che non é facile arrivare nel paese dei balocchi e poi sapere che tornerai da dove arrivi. O forse, é il contrario, e questa era una bambina sveglia che ha percepito tutto il benessere, la ricchezza, del nostro paese, ma anche l’ansia, lo stress, l’agitazione in cui viviamo. Che non é una bella cosa, e non la ama nessun bambino. Solo che poi crescono e dimenticano.
    Ti dico solo questo: abbracciati forte e non pensare mai, ma davvero mai, che qualcosa che accade sia per colpa tua. Non hai bisogno di aspettare l’amore di una bambina sconosciuta, per quanto splendida, ne’ di pensare a quello di tuo marito, che hai giá, ed é una gran benedizione, prova a pensare una volta ad amarti tu, e basta. Senza aggiunte.
    Un abbraccio forte da Berlino, scusa se mi sono permessa di immischiarmi.

    Ipek

    • Qui ci si immischia volentieri anche con chi non si è mai visto di persona, non credere che i commentatori degli altri post siano tutti amici oltre lo schermo 😀 per cui sei di sicuro il benvenuto e ti ringrazio. Faccio fatica a vedere Olga come il meglio per me, ora, ma su una quantità maggiore di amore che dovrei riservare a me stessa invece sono super d’accordissimo e ti ringrazio quindi ancora per avermelo ricordato. Un saluto a Berlino che non conosco (ancora)

  2. Non credo che tu debba giustificarti, anzi.
    Proprio le verità che racconti, la fatica, la possibilità di una non simpatia reciproca (ci sta anche questo, siamo tutti umani) credo siano utilissima per chi magari sta pensando di fare un’esperienza come la tua. Dio ci scampi da coloro che pensano che i bambini siano tutti dolcissimi, carinissimi, facilissimi da gestire in casa! Ben vengano le esperienze che aprono gli occhi e che raccontano anche le fatiche e le lacrime!

    • Ieri sera e sta mattina Olga ha raggiunto il top del malmostoso e mi sono resa conto di altre cose, tipo che l’associazione non era assolutamente in grado di gestire i disagi. Grazie e un abbraccio

  3. E’ la vita purtroppo! Insegna anche in questa maniera. Si fa tutto il possibile e ci si butta a capofitto però non sempre si ottiene anche solo uno sguardo dolce in cambio.
    Quando poi ci sono disagi a monte tutto diventa molto più complicato.
    Tu sei vera! Sei incredibile! Non lasciarti abbattere e continua ad essere come sei!
    Un bacio!

  4. Scegliendo di aprire un blog si sceglie di raccontare qualcosa di noi, soprattutto se si parla di esperienze, che siano di scrittura o di vita. Tu in questo momento hai scelto di raccontare dei sentimenti, di sfogarti, e non credo che tu debba giustificarlo.
    Ti leggo, anche quando non commento. 🙂

  5. Questa storia delle gioie che sono vette e i dolori abissi mi ha fatto riflettere su una discussione che ho avuto più di una volta con persone diverse. C’è chi va su e giù stile montagne russe e chi invece resta sempre più o meno stabile, emotivamente parlando.
    Ho sempre difeso chi piange e pesta i piedi perché secondo me solo chi soffre in pieno può gioire in pieno. Parecchie persone mi hanno contraddetto, ripeto, questa è solo una mia opinione, però non farei cambio con chi non si fa mai prendere dallo sconforto perché per me è un modo di prendere la rincorsa, così posso arrivare più in alto durante la risalita.
    Sandra, settimana prossima, facciamo un brindisi virtuale!

    • Questo mio stato emotivo da montagne russe è faticoso ma sì anche bellissimo perchè quando si gioisce è una roba inimmaginabile a chi ha una linea un po’ piatta. Bacisss

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