Da personaggio ereditato a Spin off

Giusto un anno fa frequentavo il corso di tecniche narrative, dove, ne ho già parlato, con uno scambio di personaggi mi sono ritrovata tra le mani un “bel ragazzo che ama saltare dai cornicioni”. L’esercizio in tre tappe prevedeva che alla prima ognuno inventasse due personaggi descrivendoli (il numero delle parole era fissato dall’insegnante e tassativo), poi dopo un testa testa a eliminazione abbiamo scritto un breve componimento con uno dei personaggi sopravvissuti alle selezione inventato da un compagno e assegnatoci dal prof. e alla fine, con un ulteriore scambio di personaggi, è toccato scrivere un racconto di circa 3600/4000 battute (due cartelle). Il mio racconto mi piacque al punto che decisi di partecipare al concorso Tramando, non arrivò in finale, ma l’amicizia con le organizzatrici mi consentì di chiedere lumi in merito: il passo narrativo non era da romanzo, avrebbero voluto saperne di più di quel “bel ragazzo che ama saltare dai cornicioni.” Ancora non lo sapevo ma era nato Cesare, il protagonista di Figlia dei fiordi. Quindi uno dei personaggi che considero meglio riusciti, comunque di sicuro ben posizionato in alto nella classifica dei più amati, non è mio! Buffo, no?

Misi da parte il racconto e quando fu necessario darci dentro per creare la seconda linea narrativa de Le affinità affettive mi tornò utile. Avevo bisogno di qualcuno che fosse poco più di una comparsa, le vicende narrate nel racconto erano perfette per creargli un po’ di contorno, per presentarlo al lettore con un flash back. Me ne innamorai strada facendo, “merita un ruolo da protagonista” pensai senza forzare la mano, atteggiamento di sicuro poco producente quando si scrive, lasciai decantare e poi è storia recente. Senza rendermene conto stavo scrivendo uno Spin off, pratica usata soprattutto nei telefilm quando uno o più personaggi hanno un successo particolare che induce regista/produttore a pensare a una serie nuova, tutta per loro. Come Joanie e Chacky che da Happy Days hanno avuto (con scarsa fortuna, va detto) uno spin off in cui erano protagonisti. Wikipedia lo definisce la rielaborazione tratta da elementi di sfondo di un’opera precedente.

In questi giorni con Olga, non più questi ormai, ma quelli, la scrittura mi è mancata un sacco, anche se avevo organizzato le cose in modo da non avere nulla di urgente in ballo. Mi sono limitata a partecipare a qualche iniziativa da Helgaldo e Michele e sono proprio contenta di come sono andate le cose: ho vinto un romanzo con la mia versione del Thriller paratattico e quando è toccato parlare di Figlia dei fiordi, anche in forma anonima, pare che il pubblico abbia gradito assai.

Cesare per me è una specie di amante segreto al quale torno con piacere; anche se il romanzo ha subito già tre letture da parte della mia sempre fantastica Beta lettrice 😀 e lo considero pronto, penso che me lo terrò stretto ancora un po’. Si tratta di una mossa strategica per non intasare la mia agente con le mie produzioni, meglio prima avere chiara la collocazione dell’ormai attesissimo (vero?) 🙂 romanzo di Natallia, ma anche di una mancanza di voglia di recidere il cordone autore-romanzo, anche se l’anima di fondo di Cesare l’ha inventata un compagno di corso e ora, ahimè, non ricordo neppure più chi fosse… e non lo/la posso ringraziare.

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15 thoughts on “Da personaggio ereditato a Spin off

  1. Ciao ❤ Mi sono letta gli aggiornamenti su Olga, quelli che mi mancavano. Non so che dire 😦
    Mi spiace soprattutto per lei; tu sei grande e questa è una delusione che puoi superare, lei mi sembra davvero tanto infelice, e ha sprecato qualcosa di bello.
    Che poi magari spreco non sarà, non possiamo saperlo. Forse le è rimasto dentro qualcosa di voi, più di quello che immaginiamo.
    Ad ogni modo,bentornata alla scrittura 🙂
    Un abbraccio, per ora solo virtuale.

    • La delusione la sto superando sì e mi sto riprendendo dalla fatica fisica, i rifiuti di Olga probabilmente rimarranno un mistero, spero comunque che in qualche modo possa ricordarci con un briciolo di comprensione. A presto!

    • I buoni sì, sono d’accordo e i veri, quelli che hanno una forza tutta loro e proprio per questo riescono a emergere e a farsi riconoscere da noi che semplicemente li prendiamo in custodia.

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