Scrivere dentro una gabbia

Nonostante i miei NON ho sempre il problema della spirale stritolante, tipo boa constrictor o come si chiama, insomma l’ansia da risposta. C’è solo un modo per combatterla: scrivere e basta, quando finalmente si è dentro la storia ci si dimentica del resto, del brutto dello scrivere, quello che viene dopo, perché c’è solo il durante e la sua magia. Però anche nei momenti in cui si verificano le condizioni necessarie per sedersi al pc, cioè tempo e testa (le due T), magari non ci sono idee nuove e i vecchi lavori sono finiti, o non pronti per essere riaffrontati. Insomma non credendo all’efficacia di mettersi alla tastiera e provare a scrivere, di solito raggiungo solo l’obiettivo di navigare in rete e concludo zero, torno al punto di partenza: controllo le mail e rompo le palle alla mia agente.

Stare dentro le rigide regole di un concorso, come minimo quello del numero di battute da rispettare, ma molto meglio un tema preciso o addirittura più tracce insieme trovo sia un buon metodo per trovare idee e liberarsi dal boa. Il tema libero di scuola sembra un aiuto, in realtà è una trappola.

https://it.wikipedia.org/wiki/Strategie_Oblique

il link sopra è un ottimo punto di partenza. Ma se qualcuno l’ha preparato per te, tanto meglio. Eccolo:

http://bookblister.com/2015/11/19/tramando-2016-di-male-in-peggio/

Sono molto affezionata al concorso Tramando, non sono mai arrivata manco in finale, ma grazie a lui sono nati: Cene tempestose e Cesare. Mica poco. Leggo la nuova formula, che prevede una trama anziché un racconto e decido che è il momento giusto per spezzare le catene del “non ho nuove idee, allora continuo a stracciarmi l’anima e a controllare le mail” prima che la neuro bussi alla porta. Dei tre indizi uno è già dentro Figlia dei fiordi, perfetto. Uno lo riesco a piazzare senza grosse grane, mentre il terzo se lo metto, e lo devo mettere, condizionerà la storia, creando un nuovo scenario, non sconvolgente, ma, di sicuro pagine impensate fino poco fa. Il primo premio, oltre a una cassa di libri, wow! consiste nei servigi della mia editor, aggratis. Interessante, unico guaio: il vincitore verrà decretato a fine marzo, questo significa che fino a quella data il manoscritto non potrò inviarlo. Questo non è un problema, può essere anzi una grande opportunità di arricchire il testo, e magari, punto al primo posto, vincere una collaborazione che so già utile ed efficace, di aspettare e lavorare ancora, di più e meglio, perché muoversi dentro una gabbia fa bene alla mia scrittura. La sinossi è già pronta, tocca accorciarla di un terzo, ahia 😦 Così facendo, oltre a occupare un sacco di tempo bello che non spreco in cazzeggio, scopro nuove formule per dire la stessa cose sintetizzando.

L’incipit passa da così:

Anna ha trentasette anni e una figlia diciassettenne, Mia, concepita durante una relazione di pochi giorni con un coetaneo danese durante il viaggio con l’Interrail, regalo dei suoi genitori per la maturità. Lavora come commessa in un celebre grande magazzino milanese e ha da poco ereditato una villa liberty sul lago Trasimeno da una zia deceduta senza eredi diretti.

A così:

Anna ha trentasette anni e una figlia adolescente, Mia, concepita durante una breve relazione con un coetaneo danese nel corso di un viaggio con l’Interrail, regalo dei suoi genitori. Fa la commessa e ha ereditato una villa sul Trasimeno da una zia deceduta senza eredi diretti.

369 Battute contro 278. Il contenuto direi che non ne ha risentito troppo. Proseguo sull’intero testo. Sistemo la pagina in modo che sia più una trama che una presentazione per la mia agente, infilo ovviamente a ragion veduta i tre indizi, chiudo e invio. Soddisfatta perché ho fatto un botto di esercizi e ragionamenti dentro la mia gabbia. In definitiva avere paletti molto rigidi all’interno dei quali muoversi ci fa aguzzare l’ingegno, è una sorta di selezione naturale per i testi poco validi, quelli dove si scantona, perché tra le sbarre le scappatoie non sono consentite, pena l’eliminazione dal concorso.

Io spero che anche molti di voi abbiano voglia di cimentarsi con questa sfida che trovo davvero utile. Antonella, Barbara, Chiara, Cristina, Helgaldo, Lisa, Marco, Maria Teresa, Marina, Michele, Monica, Serena Bianca, sto parlando con voi!!! 😀 partecipate?

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15 thoughts on “Scrivere dentro una gabbia

  1. Ehm… L’invito è interessante, la gara pure, ma al momento… diciamo che… detto fra noi… senza volermi allargare… facciamo che desisto… 🙂

    P.s. Eh però quella risposta, e che sia del tono giusto, deve arrivare… incrocio le dita per te. 😉

  2. …fiuuuuuu (sospiro di sollievo)…..! stavolta non parlava di me! (eh eh ti farai la fama della prof che guarda l’elenco alfabetico prima dell’interrogazione a sorpresa eh eh eh!)

    scherzi a parte (o no 😀 ), “avere paletti rigidi fa aguzzare l’ingegno” è una frase che mi piace molto, perchè è stimolante, ma ha un sottofondo di amara realtà italiana…..
    supersmack!

    • vedi, Claudia cara che sul registro hai solo ottimi voti 😀 l’amara realtà italiana è il campo dove mi muovo, di lì non si scappa, meglio capirlo subito se si vuole scrivere e pubblicare. Supersmack a te!

  3. Come sempre, in questi concorsi tra il serio e il faceto, non riesco mai a capire se premieranno il sommamente bello o il sommamente brutto (posto che, alla fine, i due opposti non si congiungano!) 😉

    • il brutto si becca il Tramiro, oggetto di solito bruttarello pure lui, poi c’è il discorso dei gusti, un paio di anni fa si scatenò una polemica non da poco tra i contendenti scontenti del podio. Però dai prova!

  4. Devo studiarmelo bene, ho letto di fretta il bando, ma tu lo sai, l’ho anche scritto, io con queste prove ci vado a nozze. Grazie per avermi fatto sapere che c’è un nuovo modo per divertirmi e allenarmi! 🙂

  5. Concordo perfettamente con la tua analisi. Scrivere dentro una gabbia è l’unico modo per lavorare creativamente, non ne conosco altri. Sono attratto solo da ciò che ha dei paletti, più paletti si mettono più divento creativo e concreto. Però anche se partecipassi, non lo sapresti mai. Anzi, ti dico una cosa. Partecipo e vinco. Quello che vincerà sono io. Chiunque esso sia. Chi potrà smentirmi essendo l’uomo (la donna) del mistero?
    Già per questo fatto dovrebbero premiarmi… Ora che ci penso, vinco e arrivo anche ultimo. Assolutamente speculare. 🙂

    • Io penso che se tu fossi una donna mi verrebbe un colpo. Daaai fatti vedere: alla Open c’è di nuovo lo spritz aggratis se compri un libro, io sta sera ci vado filato. Se partecipi e vinci in qualche modo dovrai almeno a Chiara dire chi sei: ti dovrà spedire la cassa di libri, a quel punto corrompo Chiara che mi vuole bene. Uh, uh.

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