La ghirlanda triste di Sandra Faè – Racconto free per tutti

C’era una volta una vecchia ghirlanda natalizia, che giaceva abbandonata sul fondo di uno scatolone, nel retrobottega di un negozio di giocattoli.

BABBINGTON’S GIOCATTOLAIO” recitava l’insegna lucida e luminosa della bottega. Era la metà di novembre e Mr. Babbington stava già pensando ad allestire la vetrina con le decorazioni natalizie.

Mentre decideva come sistemare i vari addobbi accanto a trenini, bambole e orsacchiotti, Mr. Babbington prese tra le mani la vecchia ghirlande e pensò che ancora una volta era rimasta invenduta dall’anno precedente, perché non reggeva il confronto con i festoni più moderni: era fuori moda! Malgrado ciò il negoziante volle tentare a esporre la ghirlanda in vetrina.

“Eccomi qua” pensava tra sé e sé la vecchia ghirlanda “ancora un altro Natale in questo luogo mentre io vorrei essere attorcigliata a un abete profumato”.

Non le erano certo d’aiuto i suoi compagni. Di rimando le risponde un rotolo di carta blu stellata, prepotente e presuntuoso, perché voleva farla sentire vecchia e inutile: “Tu rimarrai qui fino a quando il padrone, non ti butterà, e finirai a marcire in una discarica puzzolente”.

“Già” insistette con un atteggiamento crudele un puntale rosso scarlatto “i tipi come te sono decrepiti; devi solo rassegnarti: è il tuo destino!”

Solo una piccola stella cometa sembrava essere dalla sua parte, e disse con la sua vocina “Insomma lasciatela in pace, siete cattivissimi, eppure questo dovrebbe essere il periodo in cui tutti sono più buoni!”

Così accadeva tutte le notti, fino a quando la povera ghirlanda non si addormentava esausta.

I due piccoli Smith, figli del pasticciere erano sicuri di vincere almeno uno dei tre premi quando il 26 dicembre il Sindaco avrebbe premiato l’albero di Natale più bello: ogni anno la madre entrava da Mr. Babbington per acquistare i nuovi addobbi. Mente il giocattolaio, spiando oltre il vetro, si fregava le mani, pregustando i buoni affari, Oswald Smith, di otto anni, notò la vecchia ghirlanda e con la voce impastata (aveva la bocca piena di cioccolato) disse “C’è ancora quella orrenda ghirlanda argentata …”

Anche la sorella agitando il braccino, vestita con un cappotto rosa come i confetti che suo padre vendeva per le neonate, confermò che era davvero brutta. Quando i tre Smith uscirono dal negozio avevano l’occorrente per addobbare trenta alberi di Natale, dovettero quindi farsi aiutare dalla commessa per portare le borse.

Ovunque si andava, una musica allegra seguiva il passante: Natale era alle porte. Intanto gli Smith con molta soddisfazione avevano preparato l’abete di casa, quello del giardino e quello allestito in pasticceria. Quest’ultimo era carico di caramelle, cioccolatini e torroncini, oltre a vari ninnoli.

La ninna nanna di Brahms veniva emessa ogni qualvolta un cliente apriva la porta del negozio, e questo accadeva molto spesso.

Si prospettava proprio un doloroso 25 dicembre per la ghirlanda argentata; la sua tristezza crebbe quando anche la piccola stella cometa venne venduta: ora era davvero sola, la sua unica amica se ne era andata e gli altri la deridevano sempre più. Era la vigilia, verso le quattro del pomeriggio, i Woods, la numerosa famiglia del taglialegna, arrivarono in città. Avevano un vecchio pino silvestre con pochi aghi e sempre le solite palline di legno un po’ ammucchiate. Davanti alla vetrina di Babbington, mentre il più piccolo ammirava una scatola di costruzioni, Bob, il maggiore esclamò: “Ehi guardate quella bellissima ghirlanda argentata, sarebbe perfetta sul nostro albero!”

Dopo un rapido giro alla bancarella dei dolci, dove Mickey il caramellaio ambulante aveva dei bastoncini canditi candidi come la neve davvero squisiti, i Woods decisero di entrare nel negozio di giocattoli per comprare proprio la vecchia ghirlanda che era piaciuta per la sua semplicità.

Ma in vetrina la ghirlanda non c’era più: il proprietario aveva pensato di cominciare ad allestire la vetrina per l’Epifania, così quando il sig. Woods disse “Buonasera, vorrei comprare qualche festone”, si sentì rispondere “Mi dispiace ma ho venduto fino all’ultimo addobbo”.

“Anche la ghirlanda argentata?” chiese ancora il taglialegna.

Il sig. Babbington sembrava sorpreso ed esclamò: “Quella si è affezionata al mio negozio” sospirò, e continuò “Non la vorrete mica acquistare?”

“Se non le dispiace.”

“Vado subito a prenderla.”

Con mano sicura estrasse la ghirlanda dal suo vecchio scatolone per appoggiarla sul bancone e ne disse il prezzo ad alta voce.

“Oh è un po’ bagnata, ci deve essere una forte umidità là dietro.”

Il signor Woods, che aveva un cuore più grande del giocattolaio, capì immediatamente che non si trattava di acqua ma solo lacrime gioiose, per essere stata finalmente venduta.

La ghirlanda non era mai stata tanto felice. Mentre veniva incartata, sentiva che d’ora in poi avrebbe vissuto dei Natali meravigliosi.

🙂 🙂 🙂

Presa da mille cose, come tutti, con i periti che si accavallano per i tre grossi danni subiti in casa in 5 mesi, devasto lavorativo, pranzi, cene, concerti, regali, self publishing da organizzare, oltre al solito quotidiano, mi porto avanti regalandovi un racconto molto datato, pubblicato in antologia, in seguito a un buon piazzamento a un concorso a tema natalizio e sul giornale locale valtellinese con il quale collaboro. Buona corsa verso le feste e buona lettura per il momento.

12 pensieri su “La ghirlanda triste di Sandra Faè – Racconto free per tutti

  1. ehi ma grazie! divorato come un dolcetto prenatalizio, così a metà mattina ci voleva proprio! e poi io adoro gli addobbi argentati, mi piacciono di più che quelli d’oro…
    buonissimo ultimo weekend prima di Natale, non correre troppo, ogni tanto fermati anche e goditi l’attimo!

    • Oggi cara Claudia, sono in ferie. Ho appena finito il devasto mestieri, ieri sera c’era un’amica a cena e ci ho dato dentro in cucina, poi sai servizio bello ecc. ero stravolta!!! Però ti assicuro che il Natale me lo sto godendo. L’Orso mi ha appena detto che è arrivato il tuo graditisssssimo pacchetto, fino a sta sera non potrò aprirlo dunque, ma sono certa che sarà SUPER. Un bacione felice che tu abbia gustato il raccontino.

  2. Mi piacciono le piccole storie così, mi ricordano tanto quelle che mi raccontavano alla sera prima di dormire quando ero piccola.. 🙂

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