Scrittori si nasce, selfisti si diventa # 1 Primi passi e parole

Parte oggi, come annunciato, la mia rubrica sul self. Avrà cadenza mensile e conto di andare avanti un anno almeno.

L’ho intitolata Scrittori si nasce, selfisti si diventa perché trovo che racchiuda l’essenza della mia esperienza. Nasco scrittrice, non nel senso che sono nata con una penna/macchina da scrivere/pc in mano, ma piuttosto che sono stata prima scrittrice e poi blogger, quindi sono diventata blogger, la storia è nota, proprio per promuovermi. Così quando voi mi avete conosciuta ero già un’autrice con una pubblicazione alle spalle. Ed è buffo, perché all’epoca avevo un editore tradizionale ma mi comportavo istintivamente come se non l’avessi, come se fossi già dedita all’auto pubblicazione. Invece no. Quella è arrivata molto dopo, per cui ho scritto che lo si diventa.

Sono passata al self quando, riassumo, l’agente che mi rappresenta ha deciso di non proporre agli editori il mio manoscritto Le affinità affettive se non avessi accettato di fare grossi tagli e modifiche. Non credevo nel valore della loro proposta e ho cominciato a valutare la strada del self. Ho deciso di addentrarmici con cautela, accompagnata da un blog amico carissimo che si è offerto di occuparsi della parte informatica, quella che mi agitava parecchio e rischiava di essere un reale impedimento. Così ai primi di dicembre gli ho mandato un romanzo breve che ho pensato fosse quello giusto per il mio esordio nel self. Ho ritenuto infatti di non uscire con Le affinità affettive perché non mi sentivo pronta, preferivo tastare il terreno con un’opera meno impegnativa emotivamente. Poi a mano a mano gli ho inviato anche il resto che abbiamo deciso di includere, come la biografia, le presentazioni delle opere passate e future. Abbiamo studiato la copertina, partendo da una bella fotografia di mio marito e lui ha elaborato e preparato il tutto, per trasformare le pagine nel risultato finale da mettere in vendita, leggibile su tutti i dispositivi.

Durante questa fase ho parlato di Villeggiatura per due qui nel blog, sperando di catturare l’attenzione dei miei lettori e far crescere l’aspettativa. Nella mia testa a un certo punto, senza preavviso, è scattato l’innamoramento per il self e il crollo dei tanti pregiudizi che fino ad allora mi avevano tenuta lontana. imagesZSG7NYYF Basta editori arroganti, basta mancati pagamenti, basta rendiconto farlocchi, basta promozione inesistente, basta rifiuti, basta attese di mesi che diventano anni che diventano mai. STOP in definitiva, a cedere i diritti di un’opera che l’autore scrive e che l’editore fa diventare sua, in nome di un filtro qualitativo che, ahimè, ormai non esiste più 😀

E’ stato, capirete, un momento importante.

E arriviamo a questi giorni. Trascorse le festività il prodotto è quasi pronto, manca proprio poco pochino. Tipo domani o dopo. 😀

Come disse qualcuno: il dado è tratto. E anche Chi ben incomincia. E pure sì, che Il buongiorno di vede dal mattino. Io preferisco dire Chi trova un amico, trova un tesoro, perché senza l’innominabile al massimo potevo spedirvi il pdf e voi due monete in una busta. Due monete, una da un euro e una da cinquanta cent, tanto costerà.

Dai, non li spendereste 1.50 euro per farmi un regalo e darmi un po’ di fiducia? Io dico di sì. Ma se così non fosse, rimaniamo amici, eh. 

Ci leggiamo presto per l’e-book e tra un mese per la seconda puntata di questa rubrica.

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19 thoughts on “Scrittori si nasce, selfisti si diventa # 1 Primi passi e parole

  1. Ahi, ahi, ahi….perchè io ti vedevo come il baluardo che l’editoria tradizionale ancora produce qualcosa di buono! E adesso mi sei passata al Lato Oscuro della Forza 😛
    Le investirò volentieri quelle due monete, un caffè di meno un libro di più.
    Possibilità di stampa cartacea a richiesta? Prendetela in considerazione…non tanto per me, io mi adatto, ma l’80% delle mie conoscenze ancora legge in carta.

    • Sono passata al lato oscuro ma tornerei alla luce della tradizione più che volentieri se dovesse arrivare una proposta indeclinabile. Temo non accadrà. Comunque grazie, le tue parole sul fatto che io sia un baluardo dell’editoria tradizionale mi riempiono di gioia. Sul cartaceo sì, è nei piani in seconda battuta, anch’io ho lettori non digitali, e tengo a loro, su questo punto arriverà un post credo settimana prossima. Intanto grazie davvero.

  2. io non sono digitale ma cartacea, ma nel caso aspetto volentieri (e intanto accantono le monetine che, si sa, coi tassi attuali potrebbero diventare un capitale davvero 😀 !), la vera lettrice affezionata sa contare i giorni sul calendario senza tamburellare (troppo) con le dita 😉

  3. Mi fa piacere seguire questa evoluzione, che è derivata anche dai tanti rospi che hai dovuto ingoiare.
    Dalla scorsa estate mi sono convertita (in parte) agli ebook e ti devo dire che se il libro è buono la magia rimane la stessa del cartaceo! Che emozione sarà averti sul mio Kindle ❤

  4. Ho ingoiato rospi molto indigesti, ne convengo. Un po’ è colpa mia, che non ho saputo scegliere bene, ma tanto anche del sistema al tracollo che non aiuta. Grazie a te che mi segui da tanto.

    • Gli editori tradizionali ne combinano così tante che in certi casi gli autori indie ne vengono fuori molto, ma molto meglio. Naturalmente non è il caso di tutti. Il mondo è vario e quindi ci sono editori ed Editori, autori ed Autori.

      • Generalizzare – ciao Giovanni che ti chiami come il mio adorato nipotino – non va mai bene, ma sì, l’editoria tradizionale sta facendo un sacco di guai in vari sensi, scarsa qualità dei testi e via dicendo.

      • Non generalizzavo 🙂 . Ci sono editori con la E maiuscola che fanno bene e spesso sono sconosciuti. Ma saranno il 5% del totale, forse il 10%. Stesso discorso per gli autori. 🙂

  5. Che il self sia con te, cara Sandra! Fai bene a sperimentare l’autopubblicazione. Ho già messo da parte il resto della spesa di oggi per acquistare l’ebook! 😉

  6. Darò felice di avere la compagnia del tuo e-book!
    Credo che per il self ci voglia coraggio, il giusto staff, ma anche il libro giusto. Come sai in questi giorni sto revisionando in mio romanzo. Con molta preoccupazione, più lo guardo e meno lo immagino votato al digitale (ancor prima che al self), che è vero che self non è = digitale, ma è pur vero che il 90% del self vende in digitale. Oltre tutto l’editore con cui mi trovo bene al momento ha cambiato nome da Delos Books a Delos Digital… Quindi chissà… Per ora revisiono e leggo te, con i tuoi romanzi e i tuoi resoconti, che spiani la strada.

    • Delos quindi ormai è solo digitale? Paura! Spero di spianare la strada, forse lo farò emotivamente con te, con tutti voi, ma ho paura anche di sonori inciampi! Intanto grazie.

    • Avervi è stato fondamentale per portare avanti questa scelta. Da sola potevo solo distribuire fotocopie in metro sperando almeno in un caffè o di individuarti sulla gialla 😀

  7. Eh sì, è un momento di cambiamento importante. Non so se si avvicina anche per me, perché ho parecchie perplessità sul self-publishing per i romanzi YA. Intanto mi seguo la tua rubrica e imparo. 🙂

  8. Io ho perplessità su tutto, del resto però tu parlando non ricordo in quale blog hai giustamente fatto notare che o l’editore big o il self, purtroppo con i piccoli si rischia l’oblio e altre magagne già provate. Grazie!

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