Trattative

A una lettura più approfondita de Le affinità affettive versione ridotta, che d’ora in poi chiameremo Distillato, per ovvi motivi editoriali 😀 non andava già più bene alla curatrice della collana femminile. In sintesi perchè “comincia alla grande ma poi si sgonfia.” Condivido: infatti si è poi lavorato soprattutto sulla seconda parte, da sempre la più problematica; così alla proposta di sistemare il Distillato, ho detto un secco no. Non spendo energie per sistemare un testo che in realtà è già stato modificato. Tuttavia l’editore è passato da volerlo dimezzato a voler togliere alcuni capitoli, quelli corti che inframmezzano la storia, dando, a mio avviso il giusto ritmo, e riguardano tutti collegafigo and friends.

Ho come percepito che ci fosse ancora margine di trattativa. Ho quindi dichiarato di essere disposta a modificare il titolo (Le affinità è già stato cassato), il finale (giusto con una frasetta di maggior speranza) e nulla più, rimanendo sulla versione lunga. Ha risposto “ci penso”. Così ho sceso il carico da undici. “Se le mando la foto della vera Natallia, la convinco!” “Ah, ma è una storia vera? Sarebbe disposta a dichiararlo? Questo dà un valore aggiunto all’opera!”

Ho concluso dicendo che sì è in parte autobiografico, ma che basta, non le avrei più detto nulla. Ha in mano tutti gli elementi, ho ricordato l’anniversario di Chernobyl ma non mi sarei più fatta viva. Questo con toni molto distesi. Però che decidessero. E’ passata una settimana e non ho più avuto notizie. Non so se è un no, ma credo che me lo farà sapere, perchè fin dall’inzio ha detto di non lasciare in sospeso gli autori.

Più trattavo e meno avevo voglia di tranciare collegafigo.

L’attaccamento all’opera sta diventando forse un ostacolo, ma non posso considerarla come se fosse un lavoro come un altro, perchè non lo è. Ieri sera mi ha scritto collegagiramondo e io vedevo collegafigo. E’ una vaccata, lo so, collegafigo non esiste, è solo un personaggio ispirato da collegagiramondo, il mio vecchio collega con il quale ho lavorato a meraviglia per 9 anni e che mi sono illusa tornasse, illusione basata su chiare affermazioni del mio responsabile. Collegagiramondo che è sì rientrato in Italia, ma non in ufficio, per scelte aziendali che non condivido. E che ora mi scrive “Ciao, Sandrina come stai?”

E io permetto a pochi di chiamarmi Sandrina, come faceva mio nonno.

Lui sì. Ed è chiaro che mi batterò per lui nei miei romanzi. Anche se sì certo lo so che lui è collegagiramondo non collegafigo.

Ma in fondo un confine tra i due non esiste, e ci sguazziamo.

PS. perdonate eventuali refusi in questo post, ma sono in ufficio ed è ora di cominciare. Inoltre abbiamo avuto un rallentamento col Kobo di Villeggiatura per due (è disponibile su Amazon e lo trovate due post sotto) e col cartaceo di Novelle nel vento ma è tutto sotto controllo.

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23 thoughts on “Trattative

  1. Collegafigo non deve essere toccato! Perchè quando a qualcuno tocca in sorte la fortuna di avere un collega così, non può essere eliminato, è fondamentale. Punto.

  2. Pensa te, anch’io ho un collegagiramondo. Il collegafigo no, quello manca da sempre, ma forse è meglio così, che poi non si lavora più bene 😛
    Le affinità affettive lo trovo un titolo corretto, dato l’argomento, e abbastanza curioso nell’assonanza. Che di titoli banali le librerie sono piene, va là.
    Sui Distillati ho già detto la mia sul post di stamattina. Tra la granitina in bicchiere di plastica ed una coppa 4 gusti + panna + cioccolato a scaglie + caramello + granella + biscotti, secondo te io cosa preferisco?!

    • Scelgo la granitina solo se penso al colesterolo! E non è un bel pensare.
      Le affinità affettive continua il filone Ragione e pentimento e Cene tempestose, quindi ha il suo perchè. Dopo leggo il tuo post. Un bacione

  3. Questo collegafigo non vuole proprio decollare (a parte nella realtà!). Eppure, avendomene parlato e fatto una descrizione molto affascinante, io leggerei il libro solo per il piacere di ritrovarlo anche lì!
    Però, bello, in edicola, accanto alla Mazzantini, il tuo distillato! 😉

    • Figurati, mi sta venendo voglia di pensare a un nuovo romanzo tutto su di lui! Il problema è che vorrebbero distillarmi il libro prima che sia uscita la versione intera, in pratica, mi distillano senza che abbia fatto i soldi della Mazzantini! E allora è no.

  4. Quando un testo è sentito la trattativa con gli editori è davvero più snervante. Loro pensano alle vendite, noi ai pezzi d’anima che ci abbiamo messo dentro.
    Ti capisco, a se ti capisco.
    Ieri ho finito la ruminata al mio romanzo. C’è un personaggio su cui credo di non poter tollerare ulteriori modifiche. Perché è davvero troppo personale. È oggettivo, però, che era il personaggio uscito peggio nella prima versione, perché così vicino a me da non riuscire a pensarlo con distacco. Mamma mia com’è difficile.
    Tu tratta, difendi i personaggi e non arrenderti!

    • Esatto, è proprio la faccenda del distacco, “staccati da Natallia, non proteggerla, non è la tua Natallia, è la Natallia del romanzo” così mi disse Chiara BM vedendo che tratteggiavo Natallia senza addentrarmici. E ora anche collegafigo, col fatto che mi manca tanto in ufficio, non posso tradirlo nel romanzo, no, non si molla di un centimetro.

  5. Ho sempre seguito il tuo blog con silenzioso apprezzamento e mi sono sempre trattenuta dal commentare se non ero d’accordo su qualcosa perchè penso questo sia il tuo blog e tu abbia il diritto di scriverci cosa ti pare. Però la faccenda della foto mi ha lasciato l’amaro in bocca, spero davvero tu non avessi intenzione di condividere la foto di una bambina senza il permesso dei genitori per vendere meglio un romanzo. Penso di no, e penso che sarebbe stato meglio alludere al fatto che si tratta di una storia vera senza tirare in ballo la foto di una bambina nel tentativo di vendere meglio un’opera commerciale. Non volermene, questa cosa mi ha lasciato abbastanza sconcertata.

    • Non te ne voglio, ma tu vedi il male dove non credo ci sia. Messa come la metti tu sembra che io mercifichi Natallia, aspetta un attimo a sparare certe bordate. Ricordo che l’associazione, anzi le associazioni quella di Natallia e quella di Olga, hanno entrambe una pagina FB e senza alcun permesso le foto dei bimbi ospitati vengono pubblicate regolarmente. Se mi segui da tempo sai bene quanto poco io invece le abbia postate qui.

      • appunto per questo sono rimasta sconcertata, Se gli altri fanno male non vuol dire questo giustifichi i nostri comportamenti, trovo assurdo queste associazioni pubblichino foto di minori senza permesso e in modo pubblico. In ogni caso, tu farai cosa credi giusto, semplicemente questa volta quello che hai scritto mi ha lasciato una brutta sensazione.

  6. @ Mi spiace, il tuo parere per me è stato fonte di riflessione. Mi sono chiesta: “ho tentato di accelerare una decisione da parte dell’editore usando la carta Natallia?” E mi sono risposta no, era una battuta simpatica credo, unita a una 😀 per veicolare il messaggio. Ho sempre pensato che se pubblicherò Le affinità affettive e capiterà di fare delle presentazioni mi porterò la foto incorniciata di Natallia e la metterò affianco al romanzo. Per vendere di più? No, per dare un senso alla cosa. Natallia è esistita e ha dato il via al romanzo. Questo è. Non sarò mai disposta a rivelare il suo cognome ad esempio. Visto che in qualche modo Eleonora tu hai giustamente espresso la tua opinione, e sono felice che la gente si senta libera di farlo qui, però non hai mai commentato, neppure nei miei momenti brutti, quando una pacca in più sulla spalla l’avrei gradita, hai deciso di uscire allo scoperto oggi per un disappunto. Quindi potremmo dire che ti smuove di più una lezione morale piuttosto che un moto di solidarietà.

    • Il tuo commento è verissimo, sicuramente ho scelto di commentare adesso perchè questa cosa mi ha toccato più da vicino di qualsiasi altra cosa tu abbia postato, perchè ho creduto di vedere una parte di te che non mi è sembrata in linea con quello che ho sempre percepito leggendoti. Tuttavia, non vuol dire che la mia sensazione sia corretta, posso benissimo essermi sbagliata e la tua spiegazione mi sembra più che soddisfacente. In ogni caso sono sicura tu abbia il permesso di Natalia e dei suou genitori per usare la sua foto quando ci sarà una presentazione, e la loro opinione è l’unica che conta. Ritorno all’osservazione silenziosa.

      • Lo spero anch’io di poter chiedere il permesso, significherebbe che sono collegati su Skype cosa che ahimè non avviene più da tempo 😦 spero anche Eleonora che vorrai seguirmi ancora e che io possa tornare a stupirti in positivo 😀

      • Continuerò a seguirti sempre! E che tu possa sentirli prima o poi, penso che una foto della figlia di un’amica o di qualsiasi altro bambino non la userei senza permesso e che lo stesso dovrebbe valere per tutti. Ma tu mi hai già dimostrato di saper affrontare le critiche in modo maturo, ho piena fiducia in te e buona fortuna per la pubblicazione!

  7. marò sandra, quante cose al fuoco! tutte belle però 🙂
    che le cose per le affinità elettive si stiano smuovendo, in un modo o nell’altro, mi sembra una bella cosa.
    e ovviamente incrocio tutto per figlia dei fiordi ♥
    un abbraccio!

    • Oddio, speriamo di non bruciarla tutta sta carne, perchè il rischio delle grosse grigliate è proprio questo. Ci si illude di avere tanto cibo e invece nulla, tutto da buttare. Figlia dei fiordi è alla prima lettura extra autore, lettore Beta 😀 e sono molto ansiosa del giudizio che spero non arrivi tra tre secoli. Oltretutto sta cosa mi ha smosso una voglia di Trasimeno pazzesca, al punto che ho trascorso la pausa a cercarmi immagini del lago in internet e a stare lì con l’occhio pallato e il cuore saltellante.

  8. @ Eleonora qua sopra, che non riesco + a fare “rispondi”. Grazie mille, davvero, sono molto contenta di questo confronto perché in primis è la dimostrazione che parlare si può. Un abbraccio a te!

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