Metti un sabato mattina con collegafigo

Passeggiata mattutina e colazione sui navigli con collegagiramondo. Non lo vedevo da sei mesi e quando ci siamo accordati per l’incontro mi sono resa conto di essere emozionata. Ho messo in fila tutte le tessere del mosaico: mi manca sul lavoro, è una persona speciale sul serio, è un po’ collegafigo, lo ammiro, gli voglio bene. Poi le ho mischiate tutte ed è saltato fuori questo risultato che completa un processo importante fatto dentro di me in un tempo molto lungo; scrivere in qualche modo di lui, partendo da lui e confrontarsi poi con la richiesta editoriale avvenuta già due volte di eliminarlo mi ha fatto capire una grande cosa. Consapevolezza giunta anche grazie a tre post:

di Tenar sul servizio della letteratura

di Marino sui bilanci di un autore per il suo compleanno

di Helgaldo sulla letteratura non solo nei libri

ebbene la felicità che ho provato nei momenti più intensi della scrittura, non credo possa essere sorpassata da quella di vedere il distillato de Le affinità affettive posizionato in una vetrina del centro o in una pila accanto alla cassa. Perché la gioia delle parole quando si scrive è dentro, ma quando si espone il libro è fuori. E’ questo il vero arcano. Dentro/fuori. Perché non è stato solo scrivere, ma molto di più, è stato creare un piccolo mondo che entrava nel mio e il mio entrava nel libro in un continuo scambio, per cui oggi era questo:

“Facciamo sui navigli, scegli tu il locale (…) Dubito di poter essere scambiata per una Milf ma sedere al tavolo con un uomo visibilmente più giovane di me, nonché assai piacente, mi dà una sensazione strana.”

E io queste righe, credetemi, le ho scritte ne Le affinità affettive almeno un anno e mezzo fa! E oggi mi sono girata a Porta Genova e l’ho visto sbucare dalla metropolitana sorridente e ha esclamato “Ciao Belen” e poi c’è stato questo abbraccio di piumini – abbiamo il piumino dello stesso colore petrolio e in ufficio li appendevamo uno accanto all’altro e io dicevo che erano parenti 😀 – e baci e ditemi che sono pazza, ma ero nel libro, però no, ero nella vita. Il grande privilegio è avere il dono di inventare storie non quello di vendere e andare da Fazio. Adesso sono davvero oltre. Ho superato la frustrazione e sono approdata nella dimensione incredibile dell’appagamento. Gli ho regalato “Tutti primi sul traguardo del mio cuore” di Fabio Genovesi perché gli avevo trascritto un paio di frasi particolarmente adatte a lui e penso che l’intero libro potrà fargli una buona compagnia. E lui mi ha detto che riesco sempre a spiazzarlo. E mi sento anche qui privilegiata perché ho la capacità di trovare le risposte nei libri.

IMG-20160123-WA0016Così la mattina con collegagiramondofigo è stata bellissima, in una Milano gelida ma con un pallido sole, ed è terminata con un selfy. Anzi tre: lui non era mai soddisfatto di come veniva, perché ormai, lo capirete, ha una certa fama da difendere.

Eccoci qua, sia chiaro che si è dovuto abbassare perché è 30 cm più alto di me!

 

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22 thoughts on “Metti un sabato mattina con collegafigo

    • Certo perché le Milf hanno diverse sottocategorie. Io però non posso proprio essere milf per definizione. Milf = mother I’d like to fuck, e io non sono mother.
      Bacione Chiara!

  1. Wow! Collegafigo è alquanto notevole! Da noi i colleghi sono come mosche rare, poi quelli che abbiamo sono molto cari, ma non fighi!
    Parlando d’altro: Come si chiama quell’autrice di libri sulla shoa che avevi conosciuto di persona ad una fiera del libro dell’anno xxxx?
    Mannaggia che non metti i tag e le categorie ai tuoi post!

  2. Bono è bono, se poi è anche affettuoso, gentile, premuroso ecc ecc non vedo il motivo di toglierlo, anzi! Me lo ero immaginato leggermente più “english-style” (ma è colpa della mamma, sicuramente!), però il genere era comunque questo!
    Sono felice, immensamente felice, di questa tua frase perchè penso che esprima un concetto meraviglioso, in barba agli editori sforbicianti e alle pubblicazioni “solo per”….
    oggi mi esprimo in maniera inquietante….ed è solo lunedì!
    vado a leggermi anche tutto il resto, come promesso, anche se è una giornata da incubo, ma sono partita da qui perchè ero troppo curiosa!
    supersmack!
    (qui -nonostante i colleghi quasi esclusivamente maschi- fighi zero….anche quelli che magari lontanamente -solo per miopi- possono assumere questa caratteristica, poi aprono bocca….e ciao)

  3. …..vedo che la frase non è uscita, avevo incollato “Il grande privilegio è avere il dono di inventare storie”…..sono proprio storta oggi!

    • Collegafigo è davvero un elemento raro. Non è perfetto, ovviamente, nessuno lo è ma ha grandi qualità, molto importanti poi sul lavoro per stare bene ed evitare casini. Allora buona giornata, anche la mia parte nel caos. Grazie di essere qui come sempre con il tuo entusasmo!

  4. Conosci uno scrittore e la tua anima diventerà immortale!
    (la citazione originale non me la ricordo, uffa)
    Direi che il tuo sabato è andato sicuramente meglio del mio, rinchiusa dentro una grotta di sale. Grotta…stanza pitturata a sale, riempita di sassetti di sale, con un grande aerosol che spara nebbia al…sale?! Seduta su una poang di Ikea, al semibuio colorato in sequenza dai led, ascoltando Enya. E niente, la mia indole da navigatore non ci sta molto bene al chiuso, ci han provato, ma io la prossima volta mi piglio un quaranta minuti di strada e vado a camminare in diga, ed un cappuccino al chioschetto non me lo toglie nessuno. 🙂

    • Oh, però la grotta di sale ha grandi effetti benefici sulle vie respiratorie e le mie sono assai compromesse. Sì un sabato al top, aggiungo che mentre ero beatamente sui Navigli, mio marito ha stirato a fatto i vetri della sala, quelli più alti, io non ci arrivo manco con la scala. A onor del vero io avevo quindi fatto gli altri sabato scorso. E siccome l’Orso non deve essere sminuito nella sua fondamentale funzione nella mia vita, per pareggiare i conti collegafigo nel libro l’ho chiamato come mio marito 😀

  5. Pingback: Quando la scrittura reclama un tempo migliore | ilibridisandra

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