Svelato uno dei grandi misteri dell’editoria!

Il mercato editoriale cartaceo di fascia alta, come sai, è sempre più esclusivo e focalizzato essenzialmente sugli autori noti.
Traduzione: se non sei già noto non pensare di diventarlo. Alla faccia degli editori big che affermano nei loro siti di accettare manoscritti.

L’affermazione è della mia agente, la traduzione mia 😀

Ora, ciò che segue nella mail odierna, non è neanche tanto male, ma non è di questo che parliamo oggi, bensì della scoperta davvero del Santo Gral dell’editoria. Essere in fascia alta non significa esserlo in termini qualitativi, almeno per me. Questo libro mi ha fatto pietà, questo invece mi è piaciuto molto. Il primo è Mondadori, il secondo self. Per cui ho risposto: il mercato editoriale cartaceo di fascia alta, spesso non qualitativamente alto, ma solo in termini di notorietà, ho ormai messo via l’idea di raggiungerlo…
In realtà avrei voluto rispondere: cazzomenefrega tanto io ho estinto il mutuo!

Ma capirete che non era pertinente, e se l’agente il mutuo non ce l’ha? Se magari è ricca di famiglia e la casa gliel’hanno pure regalata? Eh! Che figura ci facevo? La solita, quella dell’autore che forse vorrebbero sbolognare, ma in fondo qualcosa li fa guadagnare per cui se lo tengono.

In ogni caso risolto uno dei misteri dell’editoria 3.0. Perché non ci sono nuovi autori italiani in grado di ribaltare il sistema? Perché in fondo gli americani ci sorpassano sempre in possenza narrativa? Perché sempre solo Volo, Camilleri? Perché se non sei riuscito ad affermarti almeno un lustro fa (come Genovesi) e badate bene io parlo di arrivare agli editori attraverso canali normali, spedire un testo, essere rappresentati da un’agenzia letteraria, non attraverso canali preferenziali di conoscenze, di fama pregressa (calciatori) o di letto, ora il panorama è questo, quello della spendibilità insufficiente, sempre parole dell’agente, un po’ per tutti noi, ai quali manca sempre qualcosa. Oppure abbiamo qualcosa di troppo. Troppe pagine per dire.

E se chi valuta le nostre opere, amici cari, trova per forza lacune o eccessi ci rimangono le briciole. Fermo restando che anche la pagnotta degli autori celebri è meno grossa di quanto si pensi e imbottita con fette di reticenze e menzogne.

Come sempre la parole azzurre sono cliccabili per approfondire e capire.

Baci

PS. ma ve l’ho detto che abbiamo estinto il mutuo? 😀

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25 thoughts on “Svelato uno dei grandi misteri dell’editoria!

  1. Sandra, con la tua ironia ti muovi leggiadra come una pattinatrice in mezzo al ghiaccio dell’editoria. Già, l’editoria mi pare sempre più una lastra di ghiaccio fredda e scivolosa. 😀

    • nonché piena di Iceberg la cui punta si infila nei pertugi! L’ironia mi ha salvata già parecchie volte in diverse situazioni! Bacioni dalla non tanto leggiadra in realtà, Sandra

  2. Come si dice da noi: Si, hai estinto il mutuo, ma la bottiglia dov’è?? 😀
    Non ho letto il primo libro (ma devo dire che tra le recensioni negative di Amazon ce n’è una davvero esauriente), quindi già mi manca un termine di paragone.
    Però mi fido della tua parola.
    Detto ciò, dato che l’editoria è in crisi, le scelte che stanno facendo sono “di comodo”, dettate dalla mancanza di coraggio nell’investire alla sicurezza di un personaggio già creato. Pare che oramai lo scouting letterario lo facciano in rete, dal curiosare sulle pagine facebook di autori improvvisati sopra i 10mila utenti, ai profili twitter più seguiti, ai forum di fanfiction (dove, si dice, han scovato le 150 sfumature e la serie After).
    Stando così le cose, la sostanza non cambia nè per l’editoria standard nè per il self: tocca darsi da fare coi stramaledetti social….Prima ci si crea il pubblico e poi si vende. Il mondo a rovescio.

      • Sappi che il mio post di oggi è dedicato a te 🙂
        Che anche di là, nelle altre “stanze”, c’è più di qualche blogger che vuol mollare, che si sente stanco, arrabbiato, deluso. Eh no, eh! Via lo stress, la primavera è in arrivo!

  3. Anche il mio agente insiste su questo: non è tanto questione di qualità o non qualità, ma di una situazione sfavorevole a priori e di numeri ridicoli. Vabbè, ce ne faremo una ragione, chi in un modo, chi nell’altro. Poi c’è chi ha estinto il mutuo… 😀

    • Si, veramente non possiamo permettere a sta situazione sfavorevole di buttarci giù il morale, perchè davvero non c’entra nulla con la qualità delle nostre opere. Un bacione

  4. Gira vota e firria, come la metti la metti, la voce in capitolo l’avranno sempre editori e agenti (anche in senso letterale, volendo!), ma le soddisfazioni possono avere molte forme, tipo di… mutuo estinto?
    (dove l’ho già letta sta cosa?) 😀

    • Esatto, alla fine mi pare una sorta di “leggo il testo, ma so già che troverò qualcosa che non va.” Una sorta di tac. Mentre agli autori noti manco une esamino del sangue…

  5. Sandra, tu non puoi capire quanto ti invidio. L’estinzione del mutuo è uno dei miei grandi sogni di gloria. Mi vedo entrare in banca, sganciare la notizia con annesso materiale cartaceo e uscirne urlante con coriandoli che precipitano dal cielo quasi fosse tutto organizzato. Eh, eh.
    Complimentissimi! ^_^

  6. La tipa della banca, dopo ennemila “siete sicuri” perchè ora dopo anni di sofferenza la rata era piuttosto bassa, ha concluso con “oggi molta gente vi invidia!” A volte i sogni si realizzano e ti garantisco che non l’avrei mai detto! Grazie

  7. Non sono d’accordo al 100% (anche se hai ragione almeno all’80%). Non ho pubblicato con un big, ma sono arrivata a un passetto, cioè al colloquio con il direttore editoriale di una big big. E lui mi sembrava davvero desideroso di trovare un nuovo autore, anche perché le sue collane gialle di riferimento o erano di autori stranieri deceduti da poco (quindi con magari ancora due o tre romanzi inediti in Italia, ma non di più) o di italiani non proprio di primo pelo (e non tutti sono Camilleri, che a novant’anni ancora sfornano romanzi). Quindi cercava in particolare un nuovo autore che potesse piacere al pubblico di XXX, per poter sostituire idealmente una serie (che per altro io amo molto) di un’autrice deceduta ormai da qualche anno. Quell’autore, alla fine, a suo avviso, non ero io (in effetti no, pur amando quella serie, i toni del mio romanzo erano diversi, è oggettivo) e non mi risulta l’abbiano trovato. Al di là del dispiacere personale, credo che ci siano delle nicchie di possibilità, ma sono nicchie.
    È immensamente difficile inserirsi con qualcosa di nuovo, di fuori dagli schemi pre costituiti. Se invece si ha un’opera molto rispondente ad alcuni canoni e si ha la fortuna di capitare nel momento giusto uno ce la può anche fare.
    Come il solito verità assolute non ne ho, ma ho la sensazione che uno privo di spintarelle possa arrivare ai big in due modi:
    a) arriva al momento giusto con il romanzo che il big stava cercando, perché a volte capita che cerchino
    b) si fa strada pian piano dalla media editoria di qualità fino a che non raggiunge una massa critica di pubblicazioni per segnalate e recensite e può fare il grande balzo
    Conosco esponenti di entrambe le categorie.
    La qualità, però, è un fattore esterno. Al big non interessa gran che, al big (oddio, anche al medio e al piccolo editore) interessa vendere e preferiscono puntare sul venduto sicuro. È un po’ triste, ma mi rendo conto che se fossi un editore farei anch’io così.

    • Ciò, cara Tenar, che potrebbe capitare (i tuoi punti A e B per capirci) trovo sia plausibile ma siamo nel campo delle mere eccezioni, quindi il fortunato di turno potrà dire che le cose vanno diversamente dal mio post, ma non fanno media, non spostano chissà cosa. Il tuo caso secondo me conferma il mio pensiero “ti mancava qualcosa”, a ragione, però perchè non rischiare con un autore non proprio perfetto per quella sostituzione, ma nuovo, fresco, con pubblicazioni alle spalle e di sicuro capace?

      • Non so, mi sono fatta delle domande, però.
        Quando ho pubblicato il mio primo libro, con un piccolo editore ma molto conosciuto in zona, l’editore mi ha detto: in due anni venderemo x copie. Gli ho chiesto se ne era sicuro e la risposta è stata “se sbaglio anche un solo libro qui si chiude baracca e io devo lasciare a casa 5 persone”. Ecco, ho paura che l’editoria italiana oggi sia così. Avrei il coraggio di osare, nella sua situazione? Onestamente non me la sento di rispondere “sì, certo”.

  8. @ mica per niente si chiama rischio d’impresa 😀 Ti ringrazio per la tua testimonianza, davvero, questi commenti arricchiscono non solo il blog ma le mie conoscenze. Rimango perplessa di fronte al fatto che l’editore big big non abbia trovato ciò che cerca, in Italia scrivono tutti, e molti sono giallisti. Forse cerca l’impossibile!

  9. Ancora non capisco Giordano come abbia potuto salire tanto in alto. Non c’è trama né stile né qualche argomento che tocchi le corde di un determinato periodo storico. Eppure c’è un editor tra i più famosi alle spalle. Mistero.

    • Il romanzo caro Hel a molti è piaciuto, mia madre è tra questi, e sopratutto è stato spinto al massimo, le vendite, è noto, generano altre vendite per l’ effetto mediatico del parlarne. Dietro c’è invece un succeso costruito ad arte da un editore, a tavolino proprio, prendi un bel ragazzo (carino via, Collegafigo è molto meglio), una storia accettabile, confeziona tutto e dai il prodotto in mano a un professionista dell’editing, aggiungi il marchio, ed è fatta.

  10. Mi hai fatto sussultare quando ho visto il link del secondo libro! Ti meriti un super bacione, smack 😀
    Sul grande svelato che dire? Può permettersi di essere famoso solo chi è già famoso. Ormai non mi stupisce più nulla nell’editoria. Però il mutuo estinto, questa sì che è una grande notizia 🙂

  11. Logiche, incomprensibili, di mercato. E il mercato non sempre premia chi lo merita. E’ triste ma, alla fine, l’editoria è un mercato come un altro… Vedi che il self publishing è un ottima alternativa! 😉

  12. Sono della tua stessa opinione Sandra (Puoi essere letto) : tre anni fa ho avuto la fortuna di essere letto dai più grandi editor italiani, dai direttori editoriali di Mondadori, Rizzoli, Longanesi ed Einaudi. Ma anche molti altri: Garzanti, Feltrinelli. Non ero portato da nessuno, non avevo agenzia, avevo solo mandato una mail. Purtroppo il mio romanzo è stato scartato ma ci riproverò. Devo dire che la mia personale esperienza con i Big è stata buona. Poi perchè vendano sempre gli stessi non chiediamolo agli editori, ma ai lettori. La dura verità, che dovremmo accettare, è che i lettori hanno gusti infimi, leggono cacca e gli piace pure. Gli editori soddisfano i bisogni del loro bacino di utenza: bisogni espressi ed inespressi. Si chiama marketing.

    • In Italia si legge poco e il lettore medio, non mi ritengo lettore medio, va in Mondadori o in Feltrinelli e acchiappa i libri impilati nelle novità, quelli che hanno grande visibilità, e il mercato del bestellerone si autoalimenta.

  13. D’altro canto, la Mondazzoli va in cerca di successi assicurati. Esempio: c’è una pagina facebook di una giovane insegnante che si diletta con poesie e piccoli paragrafi sulle pene d’amore, forse un po’ autobiografica, forse no, ma scrive bene. Le sue frasi in pochi anni sono diventate vere e proprie citazioni che girano per i social. La pagina ha raggiunto quota 187.000 persone, sulla fascia 14-30 (io sono un outlier). Le hanno sempre chiesto quando scrivi un libro, ci ha provato ma non si sentiva in grado (e forse è vero, un romanzo è impegnativo rispetto a 20 righe). E’ arrivata Mondazzoli, ha fiutato il successo garantito dal già presente pubblico, uscirà in libreria a marzo, è già prenotabile, le fans si stanno già scatenando. Dal punto di vista Mondazzoli è stato un “Ti piace vincere facile?”. E’ vero che forse non ci sarà un seguito. Ma in quel caso potrebbero decidere di far entrare in campo un ghostwriter.
    E comunque ancora una volta, il social marketing vince. uff.

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