Ha senso scrivere ancora sapendo di non sfondare?

Una settimana pestifera, giovedì sono stata di nuovo male, per fortuna non così tanto come lunedì, sono certa che chi mi tiene sulla graticola e ha detto che entro venerdì avrebbe sciolto il nodo (e non l’ha fatto!) ha una grossa responsabilità nella questione. Il weekend, nonostante i 3^ e la pioggia battente di ieri, mi ha rimessa in pace. Abbiamo visto questa commedia amara e divertente e siamo stati a cena da cari amici ieri, e a pranzo con altri amici oggi. Ho cercato di non sgarrare troppo sulla tabella dietetica che prevede la colazione con biscotti ricchi di segatura e diverse privazioni che hanno brutti effetti sul mio umore già messo a dura prova dalla graticola di cui sopra! Ma mi sono comunque goduta del buon cibo ben cucinato!

In tutto questo ho ragionato sui dati di vendita (vedi post precedente) che non sono certo quelli con i quali mi relaziono. Per me la pietra di paragone è di sicuro Ragione e pentimento, il mio romanzo meglio pubblicato, quello che ha venduto di più, con l’unico editore che l’ha promosso in maniera efficace. Tocca però prendere atto anche del fatto che goWare probabilmente rappresenta non solo il meglio confrontato con le altre realtà che ho conosciuto di persona, ma probabilmente anche il meglio che io possa ottenere in generale. E non si conoscono autori goWare che abbiano sfondato, che siano noti alla massa, che siano nel giro che conta.

Ha senso continuare a scrivere con questa consapevolezza?

Sì, e vorrei raccontarvi i motivi.

Il primo è il più importante: scrivere è la mia valvola di sfogo, il mio rifugio, il mio posto bello dove tutto è possibile. In questo schifo di settimana ho raggiunto le 100 mila battute del romanzo nuovo, quello di Marta. Ho bramato momenti al pc quando mi sono resa conto che stavo entrando in un pericoloso tunnel di “magone” (la chiamate anche voi magone quella sensazione infantile di malinconia e ansia e frustrazione?) e li ho preservati dallo sfinimento che mi stava attanagliando.

Le vendite di Ragione e pentimento sono replicabili e aumentabili con i prossimi due romanzi, porteranno quindi un profitto concreto di tutto rispetto e l’euforia di una condivisione più ampia delle mie storie.

Magari arriveranno altre presentazioni e incontri con i miei lettori, ce ne sono state tante in passato, ho avuto l’immensa fortuna di spostarmi nel nord e centro Italia prevalentemente con Frollini a colazione ma anche con gli altri, di trovare persone meravigliose e generose che hanno creduto e investito in me. Io questo non lo dimenticherò mai e vorrei tanto che si ripetesse. Se non scrivo nuovi romanzi, dubito che possa accadere, il ciclo dei miei lavori precedenti si sta esaurendo, è logico, siamo subissati da un mercato che prevede la pubblicazione di anche 150 libri in un giorno, lo sapevate? Bisogna fare posto alle novità, accantonando anche a malincuore i lavori più vecchi.

Ho delle emozioni da mettere in circolo, la vita dispone l’autore romanza: essere infertili, impazzire d’amore per una bimbetta e vederla partire probabilmente per sempre, ritrovare un vecchio amore e non saperlo rincorrere, avere rimpianti che attanagliano, sperare in qualcosa di meglio con il caffè del mattino dopo quando la vita ci ha presi a calci, credere nella seconda possibilità di un amore che prende l’allungatoia ma poi arriva, l’invenzione di Brian che non è un robot o un astronauta, ma un pupazzo che sembra un bimbetto di dieci anni circa e può essere scambiato per umano, un marito fa i conti con la costruzione all’apparenza perfetta che la moglie ha edificato intorno alla sua vita.

book-case-door-after-iiEccole, sopra, una grossa manciata di tracce, di trame, di spunti, di idee, di cose su cui, credo, ci sia molto da dire, e io lo faccio come lo so fare: inventando una storia intorno oppure dentro, a seconda delle occasioni.

Sono tutte motivazioni interessanti per cui anche se ogni tanto quando sono tanto avvilita dal sistema, vi dico che smetterò, anche se Mondadori non mi ha ancora chiamata, be’ penso che scriverò ancora per un po’ 😀

E se poi qualcosa di straordinario dovesse accadere da consentirmi la ristrutturazione della casa dei miei nonni che ha un sottoscala perfetto per diventare come la libreria-passaggio segreto qui a fianco, be’ sarebbe super!

 

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25 thoughts on “Ha senso scrivere ancora sapendo di non sfondare?

  1. Caspita quanta carne al fuoco! Mi sa che quando ci si butta nel mondo dell’editoria, quando ci si mette in gioco come persone davanti al pubblico ci si aspetta per forza di cose un ritorno di qualche genere. Scrivere è un modo per rendere impersonali cose profondamente intime, davanti alle quali si finisce per dire di se sempre molto più di quello che si vorrebbe, e per sentirci molto più delusi del previsto quando la risposta non è quella sperata. Eppure scrivere è davvero come trovare il proprio angolino caldo, la poltrona davanti al fuoco, il luogo nel quale chi scrive si sente davvero a suo agio. Quindi… Avanti tutta, quando meno te lo aspetti secondo me succederà qualcosa.
    E poi ricordati che dopo le elezioni si potrebbe riparlare di un invito qui. Diciamo che prima capisco quanto spago mi daranno i prossimi, poi vediamo. Baci

    • Sì, cara, è inevitabile aspettarsi un ritorno dopo tanto lavorare sulle idee. In ogni caso ripeto fino alla noia quanto tornerei volentieri da voi, ho anche in mente alcune cose se fattibili tipo rinfresco, magari musica, ma prima deve uscire un nuovo romanzo, che Novelle nel vento è un po’ piccolino ecco. Bacione grazie

  2. Nonostante la settimana pestifera che hai alle spalle, questo post è una sferzata di energia.
    Cara, ti capisco. Anch’io aspettavo una risposta che mi tiene tantissimo sulla graticola, perché è probabile che da essa dipenda gran parte della mia vita futura, ma niente, siamo ancora in attesa (e non è che possiamo prendercela con qualcuno, la persona con cui parliamo la attende da un’altra che la attende da un’altra…). E sulla graticola si vive proprio male!
    Scrivere è una gran valvola di sfogo, non c’è che dire. È gioia e senso di liberazione. Le ansie vengono dopo, sul che fare dei miei scritti. Ma scrivere non è in discussione. Pubblicare se mai e con chi… Al peggio finirò come quegli autori di cui alla morte si scoprono decine di romanzi nel cassetto… Chissà, magari mi godrò il successo da una nuvoletta?

    • Ahhah, sì davvero, potrei fare anch’io la stessa fine sulla nuvoletta intendo. Tu nei miei momenti di stanchezza mi hai spesso detto che le storie mi sarebbero cadute tra le mani ed è successo già due volte, per cui ti ringrazio tanto. Spero che ci tolgano in contemporanea dalla graticola con la migliore delle risposte che potrebbe arrivare. Un bacione galattico!

  3. “la vita dispone l’autore romanza”
    Bella questa frase, e non la trovo in giro per cui devo presumere che sia tua.
    Ce la vedrei bene in un canva (quelle immagini stupende con sopra le citazioni), a firma Sandra Faè, da far circolare in rete…
    Ha ragione Marco quando nell’altro post ha scritto: a quando la tua pagina Facebook? 😉

  4. NON entro in merito alle questioni economiche ed editoriali perchè non è il mio campo… ma in contesti diversi, mi sono posta la stessa domanda: che senso ha?? e la riposta è stata; “non importa il NON ritorno (che sia economico o in termini di gratificazione o riconoscimento dei meriti)… importa che a me piace!!!” Quindi si va avanti!

  5. ha senso eccome, anche soltanto per “contenere il magone”, che si dice pure qua!
    e non trascurarti mai, queste influenze con climi assurdi sono le peggiori (te lo dice una appena ritornata in ufficio con una tosse tipo fumatore di sigari….), poi i “mali da graticola” si uniscono al coro….e per ripartire poi ci vuole una vacanza!

    • Non credo sia una forma influenzale però. In ogni caso sta notte c’avevo pure la tachicardia, ufff. Una vacanza sarebbe proprio necessaria, credo che la prima sarà quella in Romagna 3 giorni che comunque già sanno di felicità. Riguardati anche tu!

  6. Scrivere, scrivere, irresistibilmente scrivere… partendo da noi stessi e dal nostro piacere come carburante essenziale. Tutto il resto è un’incognita. (Adoro i passaggi segreti! 🙂 )

  7. Sicuramente sono molto diverse le aspettative per una persona come te, che ha già pubblicato diverse opere, rispetto a quelle di chi, come me, si trova a ridosso della prima pubblicazione. Per me questo è già un punto di arrivo. Un anno fa, per me era un punto di arrivo aver tirato fuori dal cassetto il mio romanzo e essermi messa in gioco.
    Il fatto è che con il tempo e le successive esperienze cambiano le aspettative, cambiano gli obiettivi, cambiano i sogni. Quello che spero di non dimenticare mai è che è vero che chiunque di noi scrive per essere letto (anche quando tiene il romanzo in un cassetto), ma è altrettanto vero che se ciò che si scrive riesce a creare un ponte anche solo con una persona, allora la narrativa ha raggiunto il suo scopo e, comunque vada, è già stata un successo.

  8. Ciao Silvia! Credo che se anche tu sei alla prima pubblicazione le nostre aspettative non siano tanto diverse, perchè un paio dei miei libri sono stati tipo “le prove generali” mentre tu parti già molto bene 😀 In quanto ai ponti sì, speriamo di edificarne numerosi e lunghissimi che ci portino a tanti lettori, ma hai ragione ogni lettore (non parente/amico) va considerato come un miracolo.

    • Mi sa che anch’io sono ancora in fase “prove generali”. Quello che sto scrivendo ora è costruito con tutt’altri presupposti. Comunque, girando su amazon mi è capitato di acquistare il tuo “Villeggiatura per due”. Lo leggerò con interesse. 😀

      • Sto facendo un autogol pazzesco ma ti dico che non è certo il mio lavoro meglio riuscito! 😀 E’ un racconto lungo, lo leggi in una sera e ridi un po’, benone per ombrellone e divano, però ecco si farai la conoscenza col mio stile.Comunque grazie mille per la fiducia davvero.

    • Sì, Grazia, in questo momento sono piena di fiducia verso la mia scrittura e di indulgenza verso i miei insuccessi, me la vivo bene ecco. Proprio come dici tu, a prescindere da chissà quali cifre, è più una questione di percezione e di fare pace con certe aspettative e di smetterla di guardare a chi, a mio avviso almeno, non ha grande talento e va lontano. Esperienza ricca e arricchente. Un bacione

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