Emozioni e scrittura nella fabbrica della mente alla Open

Martedì sera ho partecipato a una interessantissima serata alla Open, fermo restando che già il luogo mi predispone al meglio a qualsiasi cosa avvenga lì.

L’evento era pubblicizzato sul sito con queste parole:

Emozioni e scrittura nella fabbrica della mente:

“Che stress!” Quante volte ripetiamo questa frase durante la vita quotidiana? Ebbene, se da un lato lo stress continuo diventa un pericoloso fattore di rischio per la nostra salute, d’altra parte non possiamo farne a meno completamente. La soluzione? L’ispirazione è ovunque e il primo luogo in cui cercare è dentro di noi.

Wow! 😀 no?

Non sapevo di essere di fronte alla presentazione di un corso di scrittura creativa, che si terrà in una struttura psichiatrica. Due scrittrici e uno psichiatra mi hanno dato un sacco di spunti che vado un po’ a raccontarvi.

Come prima cosa un esercizio, sono state scelte 4 persone – e io ero tra queste – alle quali è stato detto di chiudere gli occhi ed è stato messo in mano un piccolo oggetto. Dovevamo toccarlo, soppesarlo, capire di cosa si trattasse e quando abbiamo riaperto gli occhi e verificato di aver indovinato cosa fosse, facilissimo il mio era un portachiavi, provare a raccontare se ci avesse trasmesso un’idea di trama, anche minima. Io ho bisogno di pochissimo per scatenare la fantasia, per cui figuriamoci mi hanno detto subito che ero molto avanti, ma puntare sulla fisicità, questo era lo scopo, per attivare la creatività è stata un’esperienza del tutto nuova e molto interessante. In seconda battuta si è parlato dei personaggi, di come occorra andarci a bere un aperitivo, per conoscerli davvero per poterne scrivere, questo è un terreno da me già percorso più volte, ma mi è comunque piaciuta molto l’esposizione.

Infine ha parlato lo psichiatra. Ebbene, pare che l’80% di competenza media sia impegnata a gettare lo sguardo sulle cose, e oggi più che mai, col fatto che si sta sempre connessi, sempre con uno schermo, se chiudiamo quindi gli occhi, recuperiamo l’80% di area cerebrale, con opportuni esercizi, in realtà di pochi minuti, senza stravolgere la nostra vita, da dedicare al benessere. Questo in pochi mesi, prestando attenzione non giudicante al momento presente, senza fatica, sì quella fatica di ripensare al passato (agli errori, ai rimorsi) e al futuro (alle preoccupazioni) ma solo avventurandosi in una dimensione ADESSO, una piccola operazione quindi per annullare passato e futuro. Siamo stati bene in quell’ora? Sì, e per enfatizzare la cosa ci siamo presi per mano, eravamo seduti in semicerchio, e abbiamo chiuso gli occhi. E’ stato tutto molto intenso e piacevole anche per chi, come me, non ha grande affinità con la meditazione, perché mi è sembrato molto concreto. In questo sito trovate qualcosa in più

La scrittura in tutto questo diventa lo strumento per rendersi conto di quanto la nostra realtà sia più ricca e appassionata, così facendo si raggiunge un maggior benessere proprio attraverso la narrazione, spesso relegata a miseri scampoli e schiacciata da cose a cui diamo una priorità che dovremmo rivalutare.

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11 thoughts on “Emozioni e scrittura nella fabbrica della mente alla Open

    • Sì, davvero tanti e poi gente molto preparata, senza sovrastrutture mentali fastidiose. Il corso sarebbe fantastico, ma in questo momento sono un po’ compressa e non credo di farlo.

  1. Belle cose che si organizzano da quelle parti!
    Tempo fa ho “riciclato” un esercizio che mi avevano raccontato: prendi un oggetto inanimato, animalo e racconta la sua storia. Ero seduta in auto, bloccata in mezzo al traffico, osservando (come faccio spesso…forse ero un investigatore privato nella mia vita precedente) gli altri guidatori. E ho pensato: se potessero parlare le loro auto, cosa mi racconterebbero? E se invece potessero parlare i sedili? Ne è uscito un raccontino divertente, per lo meno mi sono divertita io a scriverlo. 😉

    • Infatti l’esercizio sul personaggio in questa serata ha avuto per tema un tavolino! Sì, i motivi che mi legano a Milano sono diversi, ma di sicuro un’offerta culturale senza pari. Le auto racconterebbero un sacco di cose, quante ne vedono! A partire dalla tigre del ribaltabile ops 😀

  2. sai che ho dovuto rileggere questo post un paio di volte? ci sono tante cose dentro!
    quindi se ho capito bene tu sei andata senza saperlo a un corso di scrittura creativa? ma wow!
    interessantissima la teoria sull’80%. vedi che qualcosa del post mi era entrato dentro anche se inizialmente mi pareva di non averlo capito tutto? l’altra sera ci ho provato, e funziona.
    grazie!

    • Senza saperlo sono andata alla presentazione di un corso, pensavo invece che si trattasse di una serata fine a se stessa. Anch’io quando ero là e hanno attaccato a parlare di mindfulness ho detto “eh, scusate non ho idea di che cavolo stiate parlando!” senza alcun problema perché mi sentivo proprio a mio agio e infatti me l’hanno spiegato assai benone. Ma grazie a te!

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