Scrivere un romanzo passo passo

Anche se ho dichiarato più volte di non avere alcun metodo, il mio non metodo non è sempre lo stesso 😀 Sfiancata dalle 5 (ora diventate 6) stesure del romanzo di Natallia dissi pubblicamente che non avrei più scritto nulla. Tenar che è sempre molto arguta, rispose che quando meno me lo sarei aspettata mi sarebbe caduta una storia tra le mani ed è stato così. Figlia dei fiordi è di sicuro la mia opera più felice: parole fluide, molto piacere nello scriverlo, pochi tentennamenti, immediato riscontro positivo dell’agente

Ecco, a quel punto ho individuato una certezza tra i miei non metodi: voglio scrivere solo in quelle condizioni, che si stanno ripetendo ora con il romanzo di cui ho parlato in questo post. Si tratta di una costruzione simile a quella a fascicoli venduti in edicola, ogni settimana o 14 giorni, non importa che sia un galeone, o la casa delle bambole, è passo passo.

Il primo è sempre l’idea: una donna eredita una casa sul lago da una vecchia zia e quando va a prenderne possesso succede che, in Figlia dei fiordi; una donna in trasferta per lavoro incontra per caso in albergo il suo primo grande amore, in questo ancora senza titolo.

La seconda fase è scrivere, così, come viene, capendo fino a dove ci si possa spingere, se ci si blocca subito è un grosso guaio, ma non è avvenuto. A mano a mano si introducono situazioni e personaggi, il quadro inizia a delinearsi. Stabilisco a priori un numero di battute orientativo, diciamo 220 mila minimo, ma non voglio scriverne molte di più, non voglio incartarmi, se arrivo, come è successo, a 100 mila in maniera spedita capisco che la storia c’è.

Faccio quindi il punto della situazione: di cosa voglio parlare? Qual è il cuore della storia? Ci sto girando intorno o l’ho già ben individuato? E ancora se, questo capita, la trama si sta appiattendo è il caso di inserire qualcosa? Nuovi personaggi, forse? O ne scegliamo uno già esistente e lo rendiamo co-protagonista? I conflitti? Ce ne sono abbastanza? Si crea una sorta di stallo apparente, ma è tutto sotto controllo.

La questione occupa il mio cervello per qualche giorno in cui smetto di scrivere, di solito è un elemento esterno a darmi la chiave. Nel caso del romanzo nuovo questo è stato determinante, nel caso invece di Figlia dei fiordi è stata decisiva la scelta di portare il meccanico ad avere un ruolo più importante di quanto avessi previsto all’inizio.

Si ricomincia a scrivere con grande slancio e verso le 170 mila battute occorre cominciare a preparare il terreno per il finale, a richiamare a sé le diverse linee narrative. E’ un po’ come fare l’appello. Poco dopo il finale va conosciuto senza troppe sbavature. Voglio il lieto fine? Personaggio X e personaggio Y si fidanzano? Voglio la tragedia? Personaggio Z muore all’improvviso? Mi serve un colpo di scena? Posso benissimo non sapere affatto come arriverò al finale, ma devo sapere qual è, altrimenti sarò in grosse difficoltà per riempire quelle pagine che ancora mi separano dalla parola fine. Ipotizziamo di aver scelto personaggio X e personaggio Y si fidanzano, bene a pag. 110 ancora personaggio X sta insieme a un’altra e personaggio Y è a Tokyo per lavoro, be’ devo escogitare qualcosa che sia allineato al registro narrativo usato fino a quel punto affinché X si sfidanzi – ogni cosa apre nuovi scenari: la vecchia fidanzata lo lascia? Perché? O è lui a lasciare lei? Ma se stavano tanto bene insieme? Muore? (La morte nei romanzi risolve un sacco di guai!) Non lo so, ma stabilito che Y e X si metteranno insieme devo lavorare in questa direzione. C’è ancora tutto il tempo per tornare indietro a pag. 20 e cambiare il contratto di lavoro a Tokyo di Y da tempo indeterminato a determinato, se questo mi facilita il compito.

La fine è vicina, scrivo con un po’ più di lentezza, ma ci arrivo. La prima stesura può dirsi conclusa. E’ un momento grandioso, ma l’euforia dura poco, tocca iniziare la revisione.

pppApprofitto del tema del post per ringraziare Mimi e la sua pizza tag

che mi chiede alcune info circa il mio amore per la pizza e il mio modo di mangiarla. Be’ semplicemente non sono affatto una fanatica della pizza. Comunque la preferisco alta, al trancio con le acciughe!

Come ultima cosa oggi si incrociano diverse ricorrenze: è la domenica delle palme, la giornata internazionale della felicità e inizia anche la primavera, con un giorno di anticipo a causa dell’anno bisestile. Non possono quindi mancare i miei auguri in greco Kalli Anixi! 😀 Come vedete sono tornata con un sacco di energia!

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18 thoughts on “Scrivere un romanzo passo passo

  1. Dopo tanti corsi di scrittura come partecipante, è il momento di pensare al tuo primo corso da docente. La chiarezza di questo post ne è la prova. 🙂
    Meditare…

    • be’ grazie, io non so se sarei in grado di andare oltre queste quattro cose del post. C’è da dire però che ho conosciuto insegnanti di scrittura creativa davvero incapaci… (in realtà penso a una specifica signora al limite del ridicolo) e per fortuna anche molti eccezionali, che sicuramente qualcosa mi avranno trasmesso. Buona domenica caro Hel.

    • tu puoi comunque già dire che certe cose che inventi finiscono nei libri altrui. Non è poco davvero, e di sicuro molto più di ciò che fece la signora di cui al commento sopra 😀

  2. Interessante la tua esposizione di come realizzi le storie. Passo passo. Insomma, navighi anche tu alquanto a vista, e non hai da subito in mente il finale, come ho letto da altri. La tua “tecnica” assomiglia a quella descritta da Stephen King: parte da una situazione e “sta a vedere” come si evolve, senza “tramare” (…eppure qualcuno di vuole tramatori, o tramatisti, o tramandanti… 😀 )

    • Non tutte le storie nascono così, ma è di sicuro il sistema che mi è più congeniale nonché il meno faticoso, di sicuro NON è stato così per Le affinità affettive. Sì, sto a vedere strada facendo, si fanno sempre belle scoperte.

  3. Post molto interessante, stavo ripensando al “metodo” che ho seguito io nella stesura del mio romanzo. È stato un po’ come allenarsi per una maratona o un incontro di pugilato: la costanza dello scrivere quotidianamente è stato il primo passo da affrontare: almeno un ora al giorno seduto davanti allo schermo (il tempo effettivo di battute sui tasti non lo so) poi una volta allenato il cervello mi sono ritrovato a scrivere sugli autobus o durante la pausa pranzo quasi dimenticandomi di mangiare. La struttura della storia la avevo più o meno chiara, ma poi è stato come se i personaggi mi avessero guidato, oltre la metà del romanzo verso il finale che a loro più piaceva.
    Ho perso il conto delle stesure, ma alla fine oltre che la fatica mi è rimasta tanta esperienza che spero mi aiuti nei miei prossimi romanzi..

    • Grazie Matteo per il tuo apprezzamento al post. Quello di cui tu parli lo conosco molto bene, e lo chiamo palestra, io in generale scrivo proprio tanto tanto tanto, anche se evito di darmi un tot di battute per giornata, perché quando lo feci fu deleterio.

  4. La frase “Anche se ho dichiarato più volte di non avere alcun metodo, il mio non metodo non è sempre lo stesso” è il cuore del post. Anche questa dovresti “brevettarla”!

  5. che bello sentirti così carica! la curiosità di sapere come evolverà qualcosa che si sta scrivendo, come se fossero i personaggi a muoversi e non noi a manovrarli, mi affascina tantissimo. buona settimana!

  6. @ Tenar, Barbara e Francescabianca: grazie per l’entusiasmo, per la cartolina (uh. non ho ancora aperto la mail) sì i personaggi come ho detto più volte dopo un po’ vanno da soli, adesso per esempio sono alle prese con una moglie stronza, io da autore vorrei che lo fosse un po’ meno, vediamo se mi ascolta! 😀 Bacionissimi

  7. io mi perdo nella trama anche se devo scrivere la lista della spesa 😀 …..quindi ti ammiro molto per come “tiri i fili” e non lasci nulla in sospeso! non mi piacciono i libri dove qualche personaggio si perde nelle pagine e non riemerge più, neanche magari solo citato….ognuno deve concludere la propria storia in qualche modo!

    • In Cene tempestose avendo molti personaggi a un certo punto ho pensato a un bell’attentato (si fa per dire bello) che risolvesse la situazione, perchè chiamarli a raccolta tutti è stato difficile. Nessuno può mancare all’appello e avere la sua chiusa, il lettore non può rimanere in sospeso, mai!

  8. La cosa più bella è che hai dato pratica applicazione a tutti i giochi e agli esercizi che ci divertiamo a fare qui in rete, che sembrano passatempi e invece ispirano e insegnano più delle regole scritte e studiate.
    Anch’io seguo il tuo metodo: scrivo e vado dove, via via, la storia mi porta; nasce come idea e poi è lei a condurmi. Ma io sono pigra e spesso la ignoro, tu, invece, sei grande e non ti fai sfuggire le occasioni.
    Buona primavera, cara Sandra! 🙂

    • Buonissima primavera a te cara Marina che hai colto il fulcro: i giochi proposti prevalentemente da Michele e Helgaldo per me sono sempre un’ottima palestra, e spesso si sono rivelati qualcosa di più, come dici tu, un’occasione da non sottovalutare. Il personaggio del Maalox è diventato un protagonista e mi piace molto.

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