La nostra voce e le nostre lacrime a Bruxelles

 

Rimando il post che avevo in mente, perchè il mondo è sotto shock ovviamente per i fatti di Bruxelles. E nella capitale belga, che io ho visitato esattamente vent’anni fa in questi giorni, vive una mia blog amica speciale, la lettrice che ho scelto per affidarle il compito di lettrice beta di Figlia dei fiordi.

Viaggia tantissimo per lavoro, per vacanza e per tornare in Italia dalla sua famiglia, come avrebbe dovuto fare oggi. Lo scorso anno ha preso 45 volte l’aereo.

In questo tempo ho davvero imparato a volerle bene, per la sua allegria e la sua sensibilità, venerdì mi ha scritto questa mail: “domani in Italia è la festa del papà e so che il tuo non c’è più e che ti manca. Un abbraccio grande.” Che pensiero delizioso! Quindi ieri per me è stato naturale e immediato pensare a lei non appena ho saputo dell’attentato e preoccuparmi. Vorrei che leggeste le sue parole, le trovate in questo post molto toccante eppure pieno di vitalità.

Quando nei commenti le ho detto che avrei rimandato il post in programma mi ha risposto: “Sandra nooo, che i tuoi post sono fra le cose che ci servono per andare avanti e continuare a pensare che il mondo sia un bel posto nonostante tutto! ♥”

E mi ha commossa di nuovo. Così il post originale lo trovate se accettate l’esortazione:

Il set fotografico per la copertina ha prodotto tre risultati molto buoni. L’Orso si è applicato un sacco, in sala non abbiamo il lampadario ma tre lampade a muro per cui ha provato le svariate opzioni di luce, arrivando a tenere accesa quella vicino al soggetto da riprendere, ma coperta con uno straccio. Alla fine l’editore ha tenuto le due foto sotto al ballottaggio. La matrioska, forse l’oggetto che nell’immaginario collettivo meglio rappresenta i paesi dell’Ex blocco sovietico, è anche un perfetto simbolo di maternità, tema portante del romanzo. Quelle che vedete sono molto diverse, a destra direi classiche, a sinistra invece più cicciotte, provengono da una zona della Groenlandia dove sono presenti popolazioni Inuit della Russia (portata da mio cognato). Solo dopo aver rivisto la foto mi sono resa conto che una matrioska non è chiusa perfettamente e i fiori e le foglie risultano sfalzati.

L’immagine scartata era una lavagnetta con alcuni magneti bielorussi.

Con gioia ho letto la mail dell’editor di oggi al ricevimento di tutto il materiale, che dovevo produrre (vedi post precedente), mi dice: Sandra, perfetto, ho riguardato e funziona tutto: hai fatto un buon lavoro. Questo post è per Francesca e per chi non si arrende alla paura, anche se ne prova tanta e vede sacrificata la propria libertà.

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19 thoughts on “La nostra voce e le nostre lacrime a Bruxelles

  1. Per il post da Bruxelles: una parola è troppa, e due sono poche. E nemmeno quelle mi vengono.
    Ieri sera in Italia, in tv nazionale, qualche benpensante che esce dalla sua dorata casa solo per le interviste ha pensato bene di dire che “ci dobbiamo abituare a questi fatti”. Mi rifiuto.

    Per Sandra: delle due foto, la luce mi porterebbe a scegliere comunque quella di sinistra, più chiara, anche se non sono chiuse perfettamente (ma non è forse questo un anticipo dell’imperfezione naturale che aleggerà nel testo? 😉 ) Inoltre le faccette sono più sorridenti, mentre quelle di destra, vuoi per la luce che per il disegno, mi emanano tristezza.

    • Mi sa che sceglierà l’editore, anch’io preferisco le Matrioske cicciotte e imperfette più insolite e simili a me 😀
      Io in questi giorni ho sentito una marea di cretinate, tipo che bisogna guardarsi alle spalle e che dovrebbero controllare ogni passeggero in metropolitana, ma la gente ha idea (io prendo la metro ogni giorno) di cosa comporti?

  2. Anche io preferisco la foto di sinistra: mi sembra più allegra. 🙂
    Per quel che riguarda Bruxelles, ormai in situazioni come queste mi trincero dentro un dignitoso silenzio. Preferisco sembrare algida, che piegarmi a dire banalità. E preferisco fornire la mia solidarietà alle vittime in altri modi, meno visibili. 🙂

    • Purtroppo cara Chiara, io sto sentendo un sacco di vaccate, ne parlo con mio marito e con poche altre persone, e qui anche per solidiarietà con Francesca, per il resto figurati, in ufficio ahahahah.

  3. a parte il fatto che dobbiamo smettere di farci piangere a vicenda :-), ma io sono l’unica che invece preferisce la seconda immagine?
    l’espressione della bamboline mi sembra più vera; più materna; meno sorridente, è vero, ma proprio questo la rende più vera, e se non erro il romanzo è dolce ma anche un poco amaro, e mi pare che questo aspetto venga riflesso meglio dall’immagine di destra.
    un bacio!

    • 🙂 Ok, basta lacrime!
      Non ho lanciato un vero sondaggio sulla copertina, i miei amati lettori stanno esprimendo spontaneamente le preferenze e per ora sì sei l’unica per le matrioske classiche. Il libro è amaro in molti punti (incazzoso e doloroso) ma pervaso da una nota positiva per l’amore per la vita, la rinascita e il divertimento con collegafigo. Secondo me, tornando alla copertina, siccome verrà tutta rosata, per avere un’idea si può cliccare sopora su quella di Ragione e pentimento e vedere come uscirà essendo la stessa collana, bisognerà vedere quale risulta meglio dopo questo trattamento. Bacione

  4. a Bruxelles ci sono stata ai primi di luglio dell’estate scorsa….odio il terrorismo, di qualsiasi forma, colore e manifestazione…..
    per la foto, da brava bilancia a me piacciono esattamente tutte e due in maniera identica! 😀

  5. Se non sto confondendo due tuoi progetti, c’era di mezzo un’adozione, giusto? Perché non provi a mettere la matrioska piccola e rotonda come terza dopo le due slanciate o viceversa? 😛
    Se non avete voglia, do comunque la mia opinione sulle foto già candidate: secondo me, è migliore la prima, per la luce – l’altra è più scura, credo troppo. I due set di matrioska sono entrambi carini, quello a sinistra è per me più insolito: se vuoi spiazzare, usa il primo, mentre se vuoi collegarti a un’idea più classica, il secondo.

    Riguardo ai fatti di Bruxelles… ho diversi amici, lì, dunque la cosa ha avuto una carica ancora più inquietante, per me (stanno bene, per fortuna). Temo che non sarà facile esaudirmi, ma spero che sia l’ultima volta che un orrore del genere prende forma.

  6. Eh, Daniele rifare le foto diventa complicato: le matrioske non sono nostre e le abbiamo già restituite, e poi significherebbe rallentare il processo dall’editore, anche se sinceramente la tua idea mi piace molto, però sto facendo pressione per uscire il 26 aprile, trentennale del disastro nucleare, e ora proporre altro, anche con la Pasqua di mezzo, significherebbe ritardare troppo. Sono contenta per i tuoi amici, certo quando le tragedie avvengono in luoghi dove abbiamo dei cari emotivamente siamo più coinvolti, logico. Un bacione Daniele grazie per i tuoi commenti sempre lunghi.

    • Io sì, il lavoro da fare in un paio di settimane l’ho consegnato dopo una soltanto, ora il boccino ce l’ha l’editore, che ha un fitto calendario editoriale da rispettare… bisogna vedere se mi infila.

  7. Mi piace la seconda foto, anche se è vero che la luce è migliore nella prima; ma forse, a questo problema si può rimediare con qualche programma di fotoritocco.
    I fatti di Bruxelles mi hanno dato molto da scrivere, perché troppo spesso resto senza parole, ma non senza pensieri. Ciao ^_^

  8. Piccola cosuccia inutile e personale… il mese prossimo, forse qualche giorno in più, andrò a farmi fare il mio primo tatuaggio e ho scelto proprio una matrioska che per me, ha sempre avuto un significato particolare. Non vedo l’ora!!! 😛

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