L’Acchiappami di Michele con Sandra e Brian

Il blog del caro Michele è in tour e io sono molto felice di esserne una tappa. Mi sono aggiudicata una puntata del suo celebre acchiappami dove scrittori ben intenzionati propongono o una presentazione della propria opera o la quarta di copertina, sperando così di acchiappare un editore e/o dei lettori. Tocca essere accattivanti, acchiappanti, piacioni e strizzare l’occhio sia alla qualità che al mercato.

Perché se una storia è davvero bella lo sai solo quando hai finito di leggerla, ma prima occorre non solo scriverla ma appunto cercare lettori e ridurne il contenuto in poche battute, indicativamente una cartella ogni 100 per la sinossi, e 800 battute per la quarta di copertina. C’è chi è più in difficolta con la prima, nella quale ricordo è necessario riassumere tutto tutto e se è un giallo dire pure chi è l’assassino e lasciar capire lo stile della narrazione, e chi con la seconda perché qui al contrario di prima si deve dire e non dire, è solo la curva dietro la quale immaginiamo un fantastico panorama, ma quella strada ci deve venir voglia di percorrerla.

Terminato lo spiegone inutile, che ho ritenuto di fare per chi non legge abitualmente Michele, veniamo a noi.

Dopo il “continua a leggere” trovate la sinossi del romanzo che sto scrivendo, se non volete spoiler fermatevi qui, ma così facendo non potrete partecipare. Quello che vi chiedo infatti è di creare la quarta di copertina adatta (che non è un riassunto del riassunto perché non deve dire tutto, mi raccomando). Grazie a chiunque avrà voglia di cimentarsi.

PS. questo in realtà è quindi un Acchiappami doppio, l’editore deve aver voglia di acchiappare il mio manoscritto grazie alla mia sinossi, e il lettore di leggere il libro pubblicato grazie invece alla vostra quarta di copertina. Un acchiappami bi-fase, diremmo un up grade se fossimo fighi. Se vi va nei commenti potete anche dire se foste un editor se la mia presentazione vi indurrebbe a leggere l’intero testo. Dite pure di no, dite quello che vi pare, mi state solo aiutando. Non dimentichiamo un po’ di leggerezza in questo tour. Non salviamo vite umane! Grazie!

Marta ha quarantatré anni, scrive e illustra libri per bambini, ma ha difficolta a farli pubblicare. Durante una trasferta a Ferrara, dove si trova proprio per incontrare un editore, rivede per caso Lorenzo, che assieme a Giovanna e Andrea, è stato un caro compagno di scuola al paese che entrambi hanno lasciato intorno ai vent’anni. È stato soprattutto il primo grande amore, un amore finito a causa delle troppe ragazze che da sempre gli giravano intorno. I contatti si sono persi con tutti: Andrea ha vissuto l’immensa tragedia della morte della figlia e nella disperazione sta mandando in rovina la florida industria paterna che gli aveva consentito un’infanzia molto agiata. Lorenzo è in vacanza con la famiglia: due scatenati bimbetti e una moglie rompiscatole. Lui e Marta non si parlano neppure ma quando lei torna a Milano, senza una risposta definitiva da parte della casa editrice, è piena di rimpianti e pensa che non avrebbe dovuto lasciarlo. A consolarla c’è Mirko, amico gay che si finge il suo fidanzato con i parenti, nelle occasioni in cui essere single la metterebbe a disagio. Mirko si è visto costretto a interrompere gli studi di ingegneria prima della laurea, a causa del dissesto finanziario di suo padre, lavora alla Ocean Toys & Games che sta per lanciare sul mercato Brian, un pupazzo destinato a diventare il migliore amico di ogni bimbetto: ha sembianze umane al punto che è impossibile distinguerlo dai ragazzini ed è programmato per essere un ottimo compagno di giochi, studioso, tranquillo e molto chic. In totale disaccordo con questo progetto, una notte Mirko sabota un Brian che uscirà dalla fabbrica con un’indole del tutto differente. Brian spopola ovunque, al punto che arriverà in azienda William, un ingegnere inglese, per studiarlo e adattarlo poi al mercato britannico. William ha lasciato a Londra una situazione curiosa: è un uomo felice, trascorre tutte le sere al pub con gli amici a discutere di calcio, mangiare Shepherd Pie e bere Guinness e nonostante ciò il suo stomaco regge alla grande. Vede la fidanzata Marion solo nel weekend e questo rende il rapporto perfetto. Così, grazie alle sue leggendarie mangiate documentate su Face Book, è stato contattato da una nota casa farmaceutica che lo vuole come testimonial per il lancio di un rivoluzionario gastro protettore, il Cramplex; in breve William diventa celebre e la gelosia di Marion, unita agli appostamenti delle fans, gli fanno venire proprio quei crampi allo stomaco che non aveva mai avuto prima. La trasferta in Italia è quindi provvidenziale per prendere le distanze da tutto ciò, stringe amicizia con Mirko e Marta e torna a stare bene.

Mentre il matrimonio tra Tiziana e Lorenzo vacilla; il Brian sabotato capita proprio al loro figliolo e, in poco tempo, le sue stramberie inducono Tiziana scrive alla ditta produttrice per una sostituzione del pupazzo: il rischio di un danno d’immagine è notevole, e la ditta ha solo interesse che del Brian sbagliato non si sappia nulla, ma il figlio non vuole separarsene e anche Lorenzo parteggia per il Brian bischero, arrivando a lasciare casa durante una brutta litigata. Pernotta nell’hotel dove lavora a capo della reception. Per ingannare il tempo contatta Andrea, il vecchio amico, che lo invita a stare da lui per un paio di giorni lui. Durante il soggiorno gli mostra la fabbrica vicina al tracollo, e gli consiglia di tornare dalla moglie e dare il massimo per ricostruire un matrimonio felice. Lorenzo si convince e fa ritorno a casa, dove viene a sapere che Tiziana è stata contattata da un dipendente della Ocean Toys & Games, che pare intenzionato a girare un video con Brian, e lei ha accettato di vederlo. Si tratta di Mirko che ha saputo il nome della donna durante una riunione straordinaria indetta per affrontare l’emergenza. Arriva accompagnato da William e Marta, così a cena Lorenzo si lascia scappare di conoscere Marta e scoppia il putiferio perché non ha informato subito la moglie quando aveva visto Marta quella mattina. Durante il weekend Marta e William passano la notte insieme e Marta scaccia così il rimpianto per Lorenzo.

Nonostante la litigata viene girato un video molto accattivante, che diventa virale, il tracollo economico non avviene, forse c’è addirittura un ritorno vantaggioso: c’è infatti chi spera ci sia in circolazione un altro esemplare di Brian sabotato e spera di accaparrarselo. Alcune menti vengono scosse dal messaggio del Brian di Mirko e invocano una maggior considerazione del diverso e un ritorno a una giocosità più naturale. Marta disegna un robottino da produrre con materiali di riciclo nella fabbrica di Andrea, avrà il cuore del Brian sabotato e sarà la rivincita di Mirko che può finalmente lasciare l’azienda dove è stato frustrato per anni, e aiutato dai guadagni della pubblicità del Cramplex dà il via al suo sogno di un pupazzo che non castri la fantasia.

Con cura Lorenzo ricuce ancora una volta gli strappi di un matrimonio a brandelli, e il lieto fine è a portata di mano per tutti.

“Non è possibile” si compone di circa 270 mila battute e strizza l’occhio alla magia dell’infanzia che non deve mai essere violata dalla troppa tecnologia, mentre suggerisce al lettore che le storie d’amore passate sono prati nei quali è stato bello correre, ma i cui fiori sono secchi ormai e se sono ex significa che non erano giusti per noi e non ci avrebbero reso felici. Voltarsi indietro a cercare quel manto erboso non ha alcun senso. Molto più efficace è darsi da fare per costruire un presente che aderisca alla nostra idea di stare bene.

Marta, Lorenzo, Mirko e William mettono in scena le fragilità umane in una società esasperata e contraddittoria nel romanzo più divertente e allo stesso tempo inquietante di Sandra Faè.

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27 thoughts on “L’Acchiappami di Michele con Sandra e Brian

  1. Pingback: Blog Tour #5 – La copertina di Sandra (e i suoi libri) – Scrivere per caso

  2. Pingback: Blog Tour e Buona Pasqua – Scrivere per caso

  3. Sandra Fae’ torna con un romanzo spumeggiante.
    Marta e’ una scrittrice e illustratrice di libri per bambini, e in occasione di una trasferta incontra di nuovo un grande amore del passato, Lorenzo. Il destino le farà incontrare l’anima gemella? Tra una bambola sabotata, vecchi amori che finiscono e nuovi amori che, forse, nascono, crolli e rinascite, la felicità e’ a portata di mano per chi la sa acchiappare?

    Ciao Sandra, sono sicuramente stata troppo sintetica, l’idea comunque è molto carina, per nulla scontata. Buona giornata

    • Già il fatto che tu ci abbia provato di buon mattino è ottimo e il risultato mi piace molto. Penso che terrò presente quel spumeggiante, che ricorda sia lo spumante che la spuma delle onde del mare. Grazie

  4. 800 battute tonde tonde 😉

    La tecnologia trasformerà le bambole in pupazzi quasi indistinguibili dai bambini veri, ma incapaci di combinare marachelle. I primi amori possono tornare ed essere migliori degli amori attuali. Una dieta a base di birra e carne è l’ideale per rimettere in sesto lo stomaco; l’unico ingrediente da assumere con moderazione è la compagnia della propria fidanzata.
    Se a ognuna delle precedenti affermazioni avete esclamato “Non è possibile”, questo è il romanzo che vi racconterà perché, non sia possibile, e come invece dovrebbe essere: la magia dell’infanzia non deve mai essere violata dalla troppa tecnologia e le storie d’amore passate sono prati nei quali è stato bello correre, ma i cui fiori ormai sono secchi. La felicità è un lavoro da fare tutti i giorni con chi ci è vicino.

  5. Ciao Sandra, sto andando a lavoro, ma ritorno per scrivere. Una riflessione sulla tua sinossi, così a impatto: la considerazione sugli ex, mi sembra molto personale e magari, non tutti possono condividere. Io forse sbaglio, ma lascerei al lettore la libertà di tirare le somme. E se all’editore piacessero le minestre riscaldate? :-p
    Controlla qui: “le sue stramberie inducono Tiziana scrive…” mi sembra ci sia un refuso.

    Bacioni

  6. “Per ingannare il tempo contatta Andrea, il vecchio amico, che lo invita a stare da lui per un paio di giorni lui.” C’è un “lui” di troppo 😉
    Passo a rileggermela con calma. Mi sono persa nell’intreccio, per seguire i nomi. Però quella cosa del Cramplex non mi è nuova….

  7. Anche io trovo che la sinossi, così, sia troppo “zeppa”. Piena di nomi e cose, mi ricorda un libro di storia. A mio gusto andrebbe semplificata: tratteggia la storia principale e lascia il resto solo sullo sfondo. Fa lo stesso se non citi tutti i nomi, l’importante credo sia dare l’idea di quale sia l’arco principale.

  8. @ Faccio un unico rispondone per chi non ha preparato la 4 ma commentato in generale la sinossi. Anche secondo me è troppo piena, è un romanzo fitto e ho faticato molto, tutto sommato però e non lo dico per sminuire la mia incapacità di scrivere una presentazione, questa volta mi serve poco averne una perfetta, perché questo romanzo ha già una sua strada davanti a sé, la sta già percorrendo, ecco senza bisogno di una stampella. Per quanto riguarda gli ex (Iara ha sottolineato la cosa) certo, è molto personale c’è chi con gli ex si rimette e vive felice, tuttavia qui l’elemento “piantarla con i rimpianti” è portante, anche se ovviamente spero che la teoria non allontani lettori contrari.
    Marina tu pensa al trasloco, che sta in cima alla classifica degli avvenimenti più stressanti della vita, assieme al matrimonio, secondo studi scientifici! 😀

  9. …..non voglio fare la guastafeste….ma io mi sono “persa” la Giovanna della prima parte (e siccome sono ancora in ansia per la bambina che si era persa in spiaggia…..)

    • Mi sa che nei miei romanzi c’è troppa gente che si perde. Giovanna sì, dalla sinossi va tolta perché è un personaggio minore. Mica è facile scrivere un buon romanzo 😀 😀 😀 😀

  10. Ciao Sandra non ho letto tutto perché poi se devo leggere il libro non voglio conoscere già come va a finire…la trama è intrigante fin dove ho letto, però dovrei scrivere una quarta di copertina, quindi dovrei leggere tutto. Ok magari ripasso 🙂

  11. OK Sandra, l’importante è che tu abbia tutto sotto controllo! Intanto io scrivo quello che mi passa per la testa, sperando di essere utile. 🙂
    ( Oggi proprio non passa…)

    • La scrittura è quasi sempre sotto controllo è il resto che sfugge via. Conosco le giornate che non passano, uh se le conosco (no, non sono mai i giorni di ferie, quelli volano!) E tu sei molto utile davvero.

  12. Marta ha quarantatré anni, scrive e illustra libri per bambini, sperando di vederli pubblicati. In trasferta a Ferrara, rivede per caso Lorenzo, il suo primo grande amore ai tempi della scuola.

    Questo è un esempio di come “asciugherei” l’intera quarta.

    • Sì, mi pare un po’ il tuo genere, io mai e poi mai avrei pensato di scrivere una roba del genere, ma ricordi la trama di Helgaldo? Lui e Michele riescono a tirare fuori cose assai nascoste.

  13. Buongiorno, Sandra, sono sopravvissuta e ancora tra il molto da fare e il moltissimo che mi aspetta ti dedico il mio poco tempo mattuttino:

    Quando Marta incontra per caso Lorenzo, durante una vacanza a Ferrara, il tempo trascorso dalla fine del loro amore restituisce ricordi e rimpianti. La vita, tuttavia, è andata avanti per entrambi: lei cerca di affermarsi come scrittrice di libri per bambini, lui si è sposato, ma non va d’accordo con la moglie e una delle cause è la presenza in casa di un giocattolo cui il figlio si è affezionato: Brian, pupazzo tecnologico lanciato sul mercato dall’Ocean Toys & Games, che lui possiede in una curiosa versione sabotata dal dipendente Mirko, in disaccordo con il progetto. Nella storia si incrociano le vite di altri personaggi: William, bizzarro ingegnere inglese e Andrea, risolutiva presenza nel conflitto sentimentale fra Lorenzo e la moglie.
    Fragilità, dubbi, vecchi e nuovi amori, contraddizioni e buon senso sono gli ingredienti che fanno di “Non è possibile” un romanzo divertente ma anche inquietante, una di quelle storie che in circa 270 mila battute sottolinea la bellezza dell’infanzia non compromessa dalla moderna tecnologia e risalta la magia dell’amore quando trova la forza per rinnovarsi.

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