Il marketing dentro e fuori dal web

Quando si parla di marketing è inevitabile l’automatismo di associarlo al web. Quindi strategie di comunicazione, idee per farsi conoscere sempre attraverso internet. Ed è giusto così, la rete non è più il virtuale è una fetta importante di reale, nella vita di molti. I politici lanciano tweet ad esempio (mediamente per insultarsi). Tuttavia muoversi attraverso i social e/o con una mailing list, esclude chi non è connesso. Chi? Mia madre ad esempio, mia madre che è una lettrice forte e che si procaccia i suggerimenti su quali libri leggere altrove, quell’altrove che, capirete, è abbastanza difficile da raggiungere per me. E’ capitato che finissi addirittura su un bel pezzo di pagina del Secolo XIX cartaceo, con tanto di copertina di Frollini, quando lo presentai in Liguria, ma insomma sono eccezioni. Come mia madre c’è un pubblico che è brutto non raggiungere, certo, sono prevalentemente anziani, ma al di là del gran rispetto che nutro per loro, quando ho presentato i miei romanzi a Montegalda, in prima fila sedevano impettite 4 persone, di cui 3 di sicuro potevano essermi genitori, attentissime, empatiche, fiere di sfoderare il libro in grembo.

Forse c’è ancora una parte di mercato che non comunica (solo) con uno schermo davanti. Sui Navigli ho visto un ragazzo che cantava, una canzone scritta da lui, chitarra in mano e un mucchietto di cd in vendita nella custodia. Davvero grande stima per il coraggio, facile assimilarlo a chi strimpella in metropolitana chiedendo l’elemosina, ma era qualcosa di completamente diverso: sfoderava una grande intraprendenza per farsi conoscere. Magari fa qualche serata, magari ha ricevuto tonnellate di rifiuti, non cantava male, ma sappiamo come vanno queste cose: tutti scrivono, tutti cantano, tutti ballano. Ci sono i talent, ma quanti ce la fanno? Lui ha scelto di arrivare alla gente della strada, con quali risultati, non saprei. Ho riflettuto molto su questo fatto, mentre sto studiando una campagna anche fuori dal web.

Il punto è questo: fuori dai social, come ci si sbraccia a dire “ehilà, ci sono anch’io?”

Intanto già sono l’unica finalista a Tramando che non è su FaceBook, quindi è una bella sfida tentare il podio (i 4 e 5 classificati non vincono nulla di tangibile) in un contest che si svolge su FaceBook senza esserci. E’ come guardare la competizione dalla finestra e sbracciarmi per farmi notare, mentre gli altri sono dentro la stanza.

Ammirate che bellezza ha creato nel post qua sotto Barbara.

Oggi è l’ultimo giorno di ferie di questa settimana improvvisata che mi sono davvero goduta un sacco. A parte un temporalone che mi ha colta sotto casa di mia mamma, il clima è stato spaziale, ho girato parchi e giardini con un libro in borsa, cercando una gelateria vicina e stando sulla panchina come i vecchietti. Ho cucinato di più e con più cura. Ho passeggiato tantissimo nel sole. Ho fatto la mammo-ecografia, contattato la ditta per l’unica zanzariera mancante in casa e oggi andrò dai nipoti, abbiamo più tempo per noi perché la loro scuola è sede di seggio.

Ho recuperato e fatto il punto della situazione. Mi sono dedicata con calma alle parole, le parole dentro le storie e qui nel mio blog. Ho fatto le pulizie di primavera, parzialmente in casa ma soprattutto nella mia testa. Ora tutto splende! 😀 Grazie per essere sempre qui, siete importanti!

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19 thoughts on “Il marketing dentro e fuori dal web

  1. Sono dell’idea che ognuno deve fare marketing senza stravolgere sé stesso, ma andando a pescare nelle proprie attitudini e peculiarità. Questo non vuol dire che vadano esclusi degli strumenti ma che vadano utilizzati secondo la propria sensibilità. Penso sempre alla Ferrante, al successo che ha raggiunto senza che nemmeno si sappia chi è. E’ anche questa una strategia? Può darsi, ma è probabilmente quella che le è più consona. Niente comparsate televisive, niente autografi alle fiere dei libri. Niente conferenze qua e là. Ecco io, se potessi mai raggiungere quel tipo di successo (che per me non è il Successo), vorrei essere come lei. Anonima e consapevole del valore dei mio lavoro.

    • La Ferrante tra l’altro pubblica con un editore indipendente di medie dimensioni, che accetta manoscritti in un dato periodo dell’anno, mesi prefissati e negli altri valuta quanto ricevuto. Non ha quindi dietro la mega macchina organizzativa dei 4 grandi, ora ridotti a 3 (Feltrinelli, Mauri Spagnol, Rizzoli e Mondadori ora uniti), e neppure altri editori piuttosto grossi come Giunti. Tutto è strategia: apparire, non apparire, ma in effetti quanto desidero ricevere in termini di popolarità non deve stravolgere la mia vita, le mie attitudini.

  2. Il marketing non è una scienza esatta. Ed il marketing per il web è molto più complesso di quello offline. Perchè in rete puoi raggiungere tante persone, ma vanno di corsa, saltano da un sito all’altro, da un messaggio ad un tweet, ad orari diversi in spazi diversi. E ti scontri con certi colossi che pagano quello spazio e quell’orario.
    Fuori invece niente coinvolge di più di un sorriso, una parola, uno sguardo. O un passaparola su una storia eccezionale. In realtà dovrebbero essere loro le protagoniste assolute: le storie.
    Tanto per ricordare (se ne è parlata da PennaBlu): c’è uno scrittore veneto che da mesi gira l’Italia, Scrittore per strada (http://scrittoreperstrada.blogspot.it/). Viaggia con i mezzi pubblici, con la sua macchina da scrivere meccanica, ed i suoi libri sottobraccio. Frequenta piazze e persone, con ogni tempo. Regala tautogrammi (brevi scritti le cui parole iniziano tutte con la stessa lettera) e vende il suo libro. Una faticaccia…però come viaggiatore lo invidio!
    Quindi, marketing senza social si può? (in realtà io lo seguo dagli aggiornamenti social 😛 )
    Diciamo di si, e questo tuo post mi ha fatto tornare in mente un’ideuzza, da vagliare. Vedrò di scriverci qualcosina.

    • Ricordo la storia pubblicata da Pennablu. Occorre come sempre l’idea e magari quel piccolo colpo di fortuna. Le storie mi pare di averle 😀 Quando vado in giro, in una delle città più frenetiche del mondo, la mia, la gente ha quasi sempre lo sguardo basso su un I-coso, e si perde il meglio, io vorrei farglielo vedere, ecco. Fermo restando che se sono qui e adoro il mio blog (lo adoro perché ci siete voi) è perché credo nella tecnologia, non mi va di passare per quella arcaica, sto quindi studiano il giusto mix.

  3. sono felicissima per la tua settimana di decompressione, spero che anche il weekend ti regali tanto relax, sole e spensieratezza! e ti pubblicizzo su instagram, l’unico social che seguo perchè mi piacciono le foto e perchè ho talmente pochi account da seguire che al massimo ci perdo 10 minuti al giorno 🙂

  4. C’è tutto un pubblico di lettori per cui il marketing migliore è l’amica/o che gli dice “sai, ho letto un libro bellissimo, è XXX”. C’è il mondo dei gruppi letterari, che non è affatto da sottovalutare (noi ci siamo resi conti di influenzare, nel nostro piccolo, le ordinazioni delle librerie di Novara), ci sono i frequentatori abituali delle biblioteche, ci sono insomma, i lettori veri. Per questo credo ancora, tutto sommato, che un buon libro debba esistere su carte e su web e, potendo, che si dovrebbe cercare di raggiungere con la comunicazione entrambi i mondi. Una presentazione ben riuscita in un biblioteca o in una libreria (ancora meglio) vale almeno cinque recensioni su Amazon. Ovviamente, poi, si fa quel che si può.
    E senza un bel libro, il resto è fuffa.

    • Sai che io continuo a maturare sempre più l’idea che certi strilloni siano fatti apposta per compensare la mancanza di spessore? Non faccio nomi ma c’è uno sterminio di copertine uguali, mentre noi qui a casa solo per fotografare le matrioske ci abbiamo impiegato ore. Il passaparola è una grande opportunità, la più bella, perché se spendi un giudizio positivo lo fai solo – in qualsiasi campo, anche per una pizzeria – se ne sei davvero convinto e non vuoi deludere l’interlocutore.

  5. In effetti vivono quasi in mondi paralleli i target di chi fa marketing per il web o su qualsiasi media (io per esempio non ho la TV da tantissimi anni, oggi volevo votare per un premio dedicato alla diversity e mi sono resa conto di esser totalmente ignorante in fatto di pubblicità su video, chissà che perle mi sono persa… ). Convengo con Tenar che il passaparola ha un ruolo fondamentale. Negli ultimi mesi sono stata moltissimo in biblioteca, a leggere a scuola, coinvolta in vendite non profit di libri e in gruppi di lettura: in quegli spazi c’è gente che non usa i social, ma ha sempre in borsa un libro, come c’è chi chiede sempre il titolo dei libri che leggiamo e poi li compra o li prende in prestito. Mondi affascinanti e tutti diversi… ciao cara.

    • Sempre bello trovarti fra le mie pagine cara C. infatti sto cercando di studiare un modo proprio per arrivare a queste persone di cui parli tu. Vediamo se funzionerà…

  6. Ciao Sandrina, ho recuperato in fretta gli ultimi post. Sono felice per l’uscita imminente. Ti abbraccio forte augurandoti un weekend luminoso.

    • Ogni tanto ti tocca fare il recuperone perché scrivo tanto, settimana prossima sì, si festeggia alla grande! Buonissimo weekend a voi, salutatemi il mare!

  7. Questa cosa dei CD mi sconvolge… io ormai è da cinque o sei anni che non ho più nessun device che li legge… però la coppietta è molto romantica. Non sono molto brava coi social quindi sono a favore di tutto ciò che non li prevede.

    In bocca al lupo per Tramando!

    • GRAZIE! Io che sono della generazione musicassette, non ho mai in realtà comprato molta musica, però i CD li compriamo ancora, soprattutto per l’auto, credo che in Italia abbiano ancora mercato, fermo restando che da quando si scarica anche illegalmente la discografia è crollata e accompagna l’editoria nel suo rovinoso percorso!

      • Ehm…ho la casa piena di cd e dvd (e hard disk esterni). Al momento sono ancora uno dei backup più sicuri. Le nostre auto poi leggono meglio i cd rewritable che nè le chiavette usb (e li devo sostituire, perchè poi io li “fondo” a furia di ascoltarli).
        Considerate che dove abito io (a 7 km da pieno centro capoluogo provincia) non possiamo abbonarci a Netflix perchè la linea adsl fa schifo…
        Ergo, acquistiamo direttamente “capannine” (o torrette) da 100 supporti al colpo.

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