Affetto in affitto

Nel nuovo centro commerciale New Galaxy splende sempre il sole, anche quando fuori piove come in questi giorni. Peccato non avere tempo adesso per noleggiare una sdraio, pazienza, mi abbronzerò guardando le vetrine, ma questa volta non mi fregano, un mese fa mi sono ustionata un braccio per aver sostato troppo tempo davanti all’Happy Chair, oggi ho comprato una monodose di crema fattore di protezione 421; qui il sole picchia sul serio.

Ho tre negozi da visitare, del resto il biglietto d’ingresso al centro bisogna pur ammortizzarlo. Mi dirigo quindi con passo deciso verso la Ciberia Cibernetica, devo ancora cenare e sono già le 23.22.04, ordino frullato alla cotoletta e concentrato di pomodori maturi, non ho voglia del primo. Poi un gelato al gusto banana. La cameriera mi guarda compatendomi.

“La banana non la teniamo più, sai proprio non andava, è così stantia, prova il rododendro, è pieno di vitamine.”

Non sono convinta ma accetto la proposta.

Seconda tappa: l’agenzia di viaggi. Devo aspettare ancora 13 minuti; a mezzanotte infatti scatterà l’abbassamento delle tariffe per effetto del passaggio della cometa Quala Dreams, lo sconto sarà considerevole. Ma difficilissimo da calcolare perché la formula matematica è legata alla velocità della luce, a quella alla quale sta viaggiando la stella e alla variante equinoziale. Se ci fosse ancora la mia prozia Giulia saprebbe dirmi esattamente quanto sto per risparmiare. Ma soprattutto i prezzi ridotti dureranno pochissimo, circa 9 minuti, infatti ho dovuto prenotare, e sono riuscita a farlo solo grazie al trasmettitore di impulsi celebrali. Costa una cifra, ma è comodissimo. Basta indossare la cuffia e lui si adopera per ottenere una reazione istantanea al tuo input di desiderio.

Sto per soddisfare il mio bisogno di visitare Marte, impossibile senza lo sconto, è un viaggio carissimo, altrettanto impossibile senza il trasmettitore, una mia collega ha usato internet e non ha fatto in tempo a prenotare. Dio Mio, internet, che scelta obsoleta!

All’entrata trovo una coda di gente che aspetta l’orario giusto, ignara che senza la prenotazione la fila è del tutto inutile. Passo davanti a tutti grazie all’aura dorata che attesta l’avventa riserva dell’opzione, e saluto allegramente l’agente di viaggio, che mi risponde sorridendo. “Salve Carlotta, sono così felice che tu sia riuscita a prenotare, appena ho visto il tuo impulso mi sono detta, finalmente ha comprato la macchinetta, è la volta che su Marte ci va davvero! Peraltro anche il tour di Saturno ha un prezzo niente male grazie alla cometa … ok, ok, ok, non fa per te, ok, ok, ok …ormai hai selezionate Marte, e Marte sia …”

Adoro Shoon Yi,è così facile essere gentile con gli asiatici, sono talmente pochi, poverini, dopo l’enorme epidemia di Sars del 2035. Ovvio che io non ero ancora nata, ma mia nonna ne parla sempre, sia zia si trovava in Giappone in quel periodo ed è tornata giusto in tempo primo che isolassero tutti gli orientali. I nonni di Shoon Yi sono riusciti a scappare, anche loro da quell’inferno e lei è la persona più dolce che conosco.

“L’anno scorso sulla Luna è stato davvero bello, le spiagge sono tutte stupende, ma Marte è Marte, e se non approfitto di quest’offerta chissà quando mi ricapita.” Dico soddisfatta.

Afferro i miei documenti di viaggio, pregando che la navicella spaziale sia in orario, non come per Plutone che ho aspettato alla Base per tre giorni, ed esco dall’agenzia.

Il sole sta tramontando, la luce arancione si riflette sulla catapulta che mi porta al piano superiore. Non mi abituerò mai a questi mezzi, sento il gelato che si catapulta anch’esso nel mio stomaco. Mi guardo le ginocchia, sono già rosse.

Ed ora l’appuntamento più importante, più importante addirittura di Marte,

“Buonasera, vorrei affittare un fidanzato”

“Si per quanto tempo?”

“Oh!, solo per una giornata, poi mi stanco subito di solito, ma a questo matrimonio devo andarci accompagnata, non ho voglia di subire i commento delle solite zie impiccione.”

“Bene, hai fatto proprio bene a venire con un certo anticipo, la scelta è più ampia. Certo, ci sono ragazzi non disposti a farlo solo per un giorno, sai è poco redditizio, ma altri cercano sempre occupazioni temporanee, sono quelli che ancora non hanno capito che si può frequentare una persona per lungo tempo senza necessariamente affezionarsi! Che mentalità arretrata. Vediamo, ehhhhmmmm si Brad è libero, cara, te lo straconsiglio. Guardalo coi tuoi occhi.”

Un clone di Brad si materializza, i cloni non possono essere usati come fidanzati perché, se la clonazione non è perfettamente riuscita fanno dei disastri colossali, quindi vengono tenuti a scopo dimostrativo, come campionario. Brad è notevole e lo scelgo senza indugio, firmo il contratto, il prezzo mi pare ragionevole, e me ne vado, ma non sono del tutto felice.

Temo che possa accadere come per San Valentino; avevo affittato un ragazzo per uscire a cena. Tutto è andato a meraviglia, ci siamo divertiti un sacco, mi pareva di conoscerlo da sempre, ma quando gli ho proposto di vederci ancora mi ha risposto “volentieri, ma dovrai passare dall’agenzia per definire le date. Sai che non posso impegnarmi senza di loro.”

Lo stesso era capitato a mia cugina quando aveva affittato la mamma, dopo che la sua era morta improvvisamente. L’affitta per un mese intero, spende una cifra, ma si trovano benissimo insieme, si somigliavano persino fisicamente, tanto che tutti le scambiavano per madre e figlia naturali. Quando scade il contratto mia cugina la invita per un week end al mare e la mamma alla domenica le presenta il conto.

Già che ci sono mi dirigo al negozio di antichità, avevo lasciato alcune cose da far valutare. In realtà si tratta solo di segnalibri di inizio millennio, fatti interamente a mano, con cartone e nastrini colorati, ma solo per sapere quanto possono valere, non me ne separerei mai visto che li ho ereditati dalla mia bisnonna.

“Buonasera ho lasciato dei segnalibri di cartoncino colorato per una valutazione, il mio codice è 1463.”

“Un momento che guardo, Ah si ecco qua, il lavoro non è precisissimo ma l’epoca è di grande interesse, già in quegli anni i lavori manuali erano piuttosto in disuso, l’abbinamento delle tinte è gradevole, dunque per tutti e otto siamo disposti a darle 150’000 pschummli.”

È una bella somma, il viaggio di su Marte mi costa 1’000’000 di pschummli , si, è molto di più di quanto avrei osato sperare e non mi capacito del motivo. “Vede signorina, già nel 2000 o giù di li, le cose fatte con questo materiale erano rare, e questi segnalibri indubbiamente sono stati fatti con questo materiale, capisce? Oggi non se ne trova praticamente più …”

“Non capisco, non si trova più il cartoncino?”.

“È chi ha parlato del cartoncino? Io stavo parlando dell’amore …”

Milano, 18 febbraio 2104

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7 thoughts on “Affetto in affitto

  1. Malinconia. Chissà se anche le storie saranno valutate “scritte con amore”…
    Interessante il fidanzato in affitto per evitare terzi gradi delle zie. Il passo successivo è bebè in affitto?? 😛

      • E dopo qualche anno di “il bambino è a casa a fare i compiti”, si passa al trucco utilizzato da una coppia di simpaticissimi pensionati: la prima volta che li vidi, il marito cominciò a lamentarsi “In Sicilia sono andati! Ci han piantato qua e non telefonano mai! Sti disgraziati!” Tutti ridevano e non capivo perchè. Mi spiegarono che la coppia non ha mai avuto figli, ma la sceneggiata era da Oscar!! 🙂

  2. ooooh grazie per aver illuminato (anche se la protezione 421 non ce l’ho e vado a mio rischio e pericolo!) il mio martedì mattina, questo racconto è proprio carino!!!
    ho apprezzato in particolare la scelta di Brad come fidanzato (embè!), il trasmettitore di impulsi cerebrali (si trovano già? mi servirebbe proprio!), il fatto che lo scrap fatto con amore a distanza di anni venga valutato un capitale (non ho bisogno di ereditare nulla, sono già ricca di mio allora 😀 ) e soprattutto il fatto che le zie impiccione sopravvivano a secoli, mondi lontani ed ecatombi!
    non ho invece gradito il frullato di cotoletta, ma probabilmente dipende dall’orario, magari verso mezzogiorno ci ripenso!
    un baciottone!

  3. Mi sono resa conto di aver già pubblicato questo racconto, l’ho modificato leggermente, 2 anni fa, però è sempre carino secondo me. Direi che la cotoloetta è assai apprezzabile normale bella croccante (mangiata domenica sera!)

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