Festa della mamma, facciamola diversa

Oggi facciamo una festa diversa.

Celebriamo chi non ce l’ha fatta: le mamme in prestito, le tate, le zie.

Chi per infertilità, chi per poliabortività, chi perché non si sa.

Chi perchè il tribunale ha detto no, chi non aveva manco i requisiti per provarci.

Chi i figli li voleva in terra, ma ce li ha solo in cielo. E se anche sono angeli, li avrebbero voluti un po’ diavoli.

Portate un mazzo di fiori (vabbe’ ne basterà uno), una scatola di cioccolatini (no, di cioccolatini uno solo non basta, che siano almeno due), un libro (ma sceglietelo bene!) a una di loro, tanto la battaglia sarà comunque impari, perchè le altre, le mamme vere, avranno sempre i lavoretti dell’asilo e della scuola, e magari pure del catechismo, sgangherati, con i pezzi che si staccano ma più preziosi dei diamanti.

Celebriamo per un giorno le quasi mamme, che per festeggiare le mamme ci sono già 364 giorni, perchè voi i figli li avete sempre. E noi neppure un giorno in cui qualcuno ci dica grazie, per tutte le volte che siamo mamme con i figli degli altri. Che è una fatica doppia perché rischi di varcare il confine e abusare di un ruolo che non ti appartiene.

Che anche dopo S. Valentino hanno inventato S. Faustino, per festeggiare i single, che non si sentissero troppo soli, allora se non è l’8 maggio dateci il 9, il 10, l’11 o chissà.

E se queste parole in qualche modo ti hanno colpito, condividile, così magari il post diventerà virale e farà riflettere.

Auguri non mamme!

Auguri mamme!

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21 thoughts on “Festa della mamma, facciamola diversa

  1. mi sono venute le lacrime a leggerti.
    La mia mamma stamattina, mentre dormivo, mi ha portato a casa un mazzo di fiori.
    Mi ha sorpreso.
    Da mamma a mamma.
    Condivido su fb il tuo post. Grazie tantissimo, auguri a te.

  2. Ecco Sandra, era proprio quello che volevo dire! Ieri pomeriggio su un FB ormai monotematico ho scritto “basta con questa festa della mamma”. Buh, a me non sono mai piaciute queste celebrazioni… E come l’8 marzo l’unica cosa a cui penso è che molte donne non hanno purtroppo nulla da festeggiare, stessa cosa faccio l’8 maggio. Sarà che questa festa l’ho a lungo odiata 🙂

    Un abbraccio.

    Ti leggo dal cel sempre, ma come ti ho detto lasciare commenti non lo faccio quasi più perché per me è una tortura scrivere con il cellulare… L’altro giorno ho acceso PC e stavo commentando il post dell’incontro, ma mi si è riavviato il PC!!!

    Cerco di recuperare!

  3. @ Sempre mamma, grazie! @ Anna, bellissimo il gesto di tua mamma @ Marica, figurati lo so che ci sei, anche se non commenti, guarda è giusto festeggiare, ma quando tutto prende una piega “le mamme sono migliori di chi mamma non è (accade, non neghiamolo!) allora è proprio brutto.

  4. L’anno scorso sui social (lo trovi in G+) ho caricato una foto di zia Paperina con Emy, Ely, Evy(le nipotine). Sotto c’è questo testo:
    ” Jane Austen una volta scrisse a una parente a cui era appena nato il primo nipote: “Ho sempre sottolineato l’importanza delle zie. Ora che sei diventata zia, sei una persona con un ruolo importante.” Jane Austen sapeva di cosa stava parlando. Lei stessa era una zia senza figli, amata dalle nipoti e dai nipoti come preziosa confidente e ricordata per i suoi motti di spirito. […]Tolstoj dichiarò che sua zia Toinette era stata la persona che più l’aveva influenzato nella vita, perchè gli aveva insegnato “la gioia morale dell’amore”. […]John Lennon fu allevato dalla zia Mimi, che l’aveva convinto che un giorno sarebbe diventato un artista importante. […]Coco Chanel, rimasta orfana da bambina, fu allevata dalla zia Gabrielle, che le insegnò a cucire: capacità che, converrete tutti con me, si sarebbe rivelata fondamentale. […]E vi siete mai domandati a chi si sia ispirato J.M.Barrie nel creare il personaggio di Peter Pan? Per Barrie, che rispose a questa domanda nel lontano 1911, l’immagine, l’essenza e la meravigliosa felicità di Peter Pan potevano essere trovati in tutto il mondo, vagamente riflessi “nei volti di molte donne che non hanno bambini”. Cioè la Brigata delle Zie. ”
    da “Giuro che non mi sposo” di Elizabeth Gilbert (quella di “Mangia Prega Ama”)
    Io quindi festeggio LA BRIGATA DELLE ZIE 😉

    • Ottimo pezzo, cara Barbara, dovremmo proprio raccogliere le firme per istituire la festa degli zii, del resto c’è quella dei nonni a ottobre. Dell’essere zia, la zia dei libri, parlo nel post appena pubblicato. Buona settimana, cara.

  5. @ Violet, Tenar: grazie, è che faccio la dura ma alla feste della mamma mi rammollisco e mi parte l’emozione creativa che sfoga nelle parole! (Poi passa)

  6. arrivo con calma, eh…..
    bellissimo post, w la mammitudine in generale, che sia diretta, che sia acquisita, che sia mancata, che sia rinunciata, ma è una condizione che va comunque festeggiata, sempre!
    e GRAZIE!

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