Ancora sul tabù: Ruggine

Qualche settimana fa abbiamo fatto un viaggio dentro i tabù nella scrittura. Ci siamo, o almeno io ho agito in questo modo, guardati dentro per dare una connotazione ai tabù, per riconoscerli ed eleggere il nostro tabù più tabù di tutti, abbiamo tentato di affrontarlo, superarlo magari, scrivendo un pezzo del celebre Thriller paratattico. Molti ricorderanno anni fa un film proprio dal titolo Tabù: la tragedia di un disastro aereo dove i sopravvissuti in attesa dei soccorsi, si ritrovarono a cibarsi dei cadaveri dei compagni deceduti. Cannibalismo per necessità. Non è poco davvero. Ma il mio super tabù è un altro: pedofilia con omicidio e il dramma è raccontato dalla madre della vittima. Il tabù è spesso associato a sesso e sangue, ovvio, e alla morte, questo (laddove non c’è violenza) è strano, perché la morte è la cosa più naturale che ci sia e per me non rappresenta affatto un tabù. Ecco, è stata interessante ogni tappa del percorso e ora, inaspettatamente, mi si presenta una nuova fase, quando ritenevo di aver concluso il viaggio: il libro vinto con un’altra puntata del Thriller ha per tema un grosso tabù, uno al quale non avevo neppure pensato, eppure è proprio tosto: l’incesto.

Ce ne parla Anna Luisa Pignatelli nel romanzo Ruggine, edito Fazi. E’ un libro che mai avrei comprato ma che sono felice di aver letto (e di questo debbo ringraziare Helgaldo che l’ha messo in palio, Michele che ha ereditato la competizione e un pelino me stessa che in quella sfida sono risultata la più credibile e ovviamente chi mi ha votata!). La scrittura è secca e impeccabile, nota di gran merito, il tema difficile, ma appena sfiorato, eppure è presenza ingombrante e tutto sommato protagonista della narrazione. Una donna emarginata, che vive in un contesto di degrado, che non disdegna un goccetto per guardare il mondo con un pelino più di fiducia, solo il gatto Ferro a farle compagnia, in un paese gretto dall’orizzonte privo di speranza. Questo è e questo è faticoso da leggere, da metabolizzare, da digerire. E’ narrativa non di svago, è narrativa scomoda, perché Ruggine – il soprannome della donna dà il titolo al romanzo – non provoca simpatia, e me ne vergogno, perché chi vive ai margini urta col suo buio di sporco e fango la comodità della mia vita piena di luce.

Io vi consegno quindi questa storia, anche solo per chiudere il cerchio qui trovate il thriller paratatattico a tema tabù, mentre il libro è uscito nel gennaio 2016 quindi di facilissimo reperimento, era molto ben esposto con cartelloni uguali copertina al Salone di Torino.

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17 thoughts on “Ancora sul tabù: Ruggine

  1. Sono orgoglioso che il libro sia risultato interessante e duro. L’ho scelto assolutamente a caso, anzi a caos. A volte nel caos c’è un filo che collega tante cose: thriller, tabù, Sandra, Helgaldo e tante altre persone e cose.

    Devo ammettere inoltre che le recensioni classiche, di cui sono pieni anche i blog, allontanano dai libri. Invece tu incuriosisci con le tue considerazioni personali e fai venire voglia di leggere. Recensione viva: è la migliore pubblicità che puoi fare a un romanzo.

    • Sono le recensioni Sandresche, cioè non recensioni. Tu già altre volte mi ha fatto notare che le mie invogliano alla lettura e ne sono ben felice. Sempre più convinta che dovrei lavorare da un editore 😀 grazie ancora per la tua generosità e scelta.

  2. Scelgo spesso libri “scomodi” da leggere, quelle che ti feriscono il cuore e la mente, le storie vissute sono le miei preferite, restano nell’anima, ti modificano impercettibilmente.

  3. Mamma, l’incesto! Hai ragione: un tabù-one. Un po’ mi spaventa una lettura del genere, ma nello stesso tempo mi incuriosisce. Lo metto nella lista dei “vediamo”. 🙂

  4. stavo già meditando di prenotare per il rientro dalle ferie “Gomorra”, a questo punto direi che aggiungo anche questo….
    è vero, le tue nonrecensioni invogliano alla lettura, non sono un riassunto, sono uno spunto ispirante! grazie!

    • Grazie a voi, è pieno il web di blog letterari che
      A raccontano tutto il libro, persino il finale, gli effetti sorpresa ecc. = no grazie, magari lo leggo da sola
      B copiano la quarta di copertina, aggiungono le stelline di valutazione e ciao
      C copiano la quarta di copertina e basta
      Il mio blog è differente! Aahhahah buona giornata cara!

  5. Tabù con la T maiuscola! Ricordo il senso di turbamento che mi ha lasciato “Come l’acqua che scorre” della Yourcenaur (che adoro). Il racconto è estremamente garbato ed elegante, ma solo il fatto che un tabù fosse presentato come una cosa che può capitare e non come una colpa mi ha dato molto da pensare, anche sulle mie barriere mentali.

    • Se scrivi di certi argomenti con garbo ed eleganza non c’è niente da dire: sei bravo e basta! In quanto alle mie barriere mentali ecco hai usato il termine giusto, grazie.

  6. A proposito di tabù, qualcosa di interessante (che non vi svelo per non rovinarvi la scoperta) è disseminato nei racconti di Alice Munro. Bacio!

  7. Grazie per il link al thriller sul mio blog. Sai che anch’io sto ancora meditando su quali siano veramente i miei tabù letterari? Non sono ancora così certa di avere scavato in profondità. Probabilmente lo scoprirò solo scrivendo.
    Anche a me ha incuriosito molto il libro di cui parli, per cui ho messo anche quello nel kindle. Adesso devo prendere un anno di aspettativa da tutta la mia vita e leggere 24h su 24! 😀

  8. @ Barbara, sì Alice Munro sa andarci giù pesante, penso al racconto Bambinate ad esempio. E @ Silvia, aiuto quanto da leggere c’è? E noi che perdiamo pure tempo a scrivere… 😀

  9. Ho letto il tuo thriller sul tabù, brava Sandra, molto bello. Il tema dell’incesto è davvero terrificante, per me credo sia addirittura peggio della pedofilia (che pure ne è una forma). Il romanzo Ruggine mi incuriosisce, chissà può darsi che più avanti mi venga voglia di leggerlo.

    • Grazie mille, Giulia. Be’ difficile scegliere tra le varie forme di tabù, credo però che queste letture e questi tentativi di scrittura diano almeno la possibilità di tentare di guardare in faccia il mostro.

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