La sera a Pefkohori

Il sole tramontava alle 20.45 buttandosi nel mare, verso il molo, tingendo di rosa l’intera spiaggia e di un colore indefinito l’acqua. La prima sera ci ha lasciato senza fiato, quando abbiamo visto lo spettacolo filtrare dalle palme di quello non sapevamo ancora sarebbe diventato il nostro lido: Yalla Beach!

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Per quell’ora circa ci incamminavamo alla ricerca del posto dove avremmo cenato, di solito sul lungo mare, due volte in due tipiche taverne all’interno del paese. Abbiamo sempre mangiato benissimo. Nella foto mi vedete all’Asterias, il nostro preferito, dove siamo stati tre sere (si notino i capelli dritti dritti con manutenzione quasi inesistente).

E’ un troppo da stronzi irriconoscenti dire che sto morendo di nostalgia, in questi giorni in cui il mondo sta andando a rotoli e c’è chi muore sul serio? Forse sì. Desidero e non per rimediare alla mia sindrome da rientro, scrivere qualcosa su uno dei fatti tragici che si sono susseguiti sul finire della nostra vacanza. Non è ovviamente una gara su quale tra la sciagura ferroviaria, l’attentato di Nizza e il Colpo di Stato turco sia stato il più tremendo, ma leggendo di seguito capirete quale in qualche modo mi ha toccato in maniera particolare e perché.

Venerdì 15 quando siamo saliti in camera, a Salonicco, abbiamo appreso in diretta dalla tv del golpe. Seguivamo il TG italiano su Rai 1, ma anche quello turco (oltre a quello greco ovviamente) proprio sul canale che è poi stato oscurato e avevamo visto la giornalista che è stata costretta a leggere il comunicato dei golpisti. Il confine turco non è lontano e il giorno dopo un poliziotto ci ha raccontato di come i militari fossero stati allertati e richiamati in caserma. Emanuele è nato a Istanbul e ci ha vissuto per 5 anni. Sabato abbiamo visto, solo da fuori purtroppo perché siamo arrivati tardi, la casa di Ataturk il padre della Turchia moderna, nato appunto a Salonicco quando ancora faceva parte dell’Impero Ottomano; poco distante si trova il Consolato turco e molti locali e negozietti hanno i cartelli in lingua turca. Tutto ci è sembrato così vicino, e in effetti lo era, e assurdo.

Abbiamo pregato tanto per le vittime e i familiari di questi drammi che hanno davvero sconvolto il mondo sentendoci così fortunati nella nostra spensierata vacanza!

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9 thoughts on “La sera a Pefkohori

  1. L’Orso è davvero un bravo fotografo, riesce a farti sognare con le sue immagini! Come avrei voluto ieri sera essere lì su quella spiaggia invece che nell’afa opprimente della bassa padana…
    I fatti di questi ultimi giorni (ma anche tutti i precedenti) lasciano davvero basiti…per me è stata Nizza quella che ho sentito più “dolorosa”: eravamo passati lì di fianco tre giorni prima, e anche stavolta non ci eravamo fermati per mancanza di tempo e organizzazione….ora ci vorrei andare subito, lo sento proprio come un dovere.
    Quando ho sentito della Turchia vi ho pensato molto, non sapevo se eravate in zona ma mi ricordavo di Emanuele e di Istanbul….
    Per non parlare della tragedia ferroviaria, io con quei tipi di trasporto regionale ci lavoro tutti i giorni….
    Non credo si tratti di irriconoscenza o altro la nostalgia di certi posti e ricordi, credo che sia anche un modo per la nostra mente per trovare un appiglio di pace in tutte queste brutture.
    kiss

  2. La tragedia ferroviaria mi ha lasciato di sasso. E non si creda che certe cose accadono solo al nostro sud: sono stata pendolare per 10 anni nel nord est padano, l’ultimo viaggio 13 anni fa, uno schifo assoluto. Adesso mia sorella è pendolare sulla stessa tratta ed è una vergogna sentirle raccontare lo stesso identico schifo assoluto. E intanto pontificano sulla Tav…
    Nizza è stato un colpo al cuore perchè questa volta ci sono andati di mezzo tanti bambini. E mi fa rabbia sentire i politici francesi dichiarare che “dobbiamo abituarci” al terrorismo. Imparare a controllare il retro di un furgone no? Capire che è la sofferenza economica, famigliare e lavorativa dei loro stessi concittadini a fargli compiere atti del genere? Se uno è felice, non si ammazza per niente al mondo! Forse, invece che esportare democrazia, dovremmo esportare felicità. E libri. Tanti libri.
    Forse il golpe è quello che mi ha preso di meno, all’inizio, per lontananza geografica. Sono anni che si parla di annettere la Turchia all’Europa…ma stanno addirittura reintroducendo la pena di morte. Il dubbio che sia stato tutto preparato dalla stessa “vittima” è lecito. E come al solito ci vanno di mezzo i poveri civili innocenti, che alla stanza del potere non ci arriveranno mai.

  3. Questi giorni sono stati shoccanti per tutti, credo. Io ho una conoscente che vive a Nizza. Il suo “prima che me lo chiediate, sto bene” è arrivato, per fortuna, in contemporanea con la notizia della strage. Abita a pochi metri dal lungomare e non è uscita a vedere i fuochi perché doveva terminare un lavoro, quei minuti, piccoli casi che ti salvano la vita. Altri amici erano solo a pochi chilometri da lì. Insomma, Nizza ci è sembrata proprio dietro casa. Poi, mentre la ragazza che vive a Nizza ci stava raccontando del dopo, della paura irrazionale di uscire di casa, del lungomare con i fiori e il senso di tragedia che fa a pugni con l’estate, è arrivata la notizia del golpe. Eravamo in contatto con lei tramite una chat wa, insieme ad altri amici guardavano tutti lo stesso cellulare mentre eravamo in un sushi bar e di colpo sulla tv del locale è arrivata la notizia del golpe turco. Il mondo è sembrato davvero impazzito è surreale. Da una parte Nizza, con le persone che ancora non si trovavano, dall’altra Turchia, in cui non si capiva nulla, e in mezzo il sushi e i 35° del centro di Novara e i ragazzini appena fuori dal locale che cercavano i pokemon…

  4. Claudia, Barbara e Tenar, vi ringrazio davvero di cuore per aver lasciato le vostre testimonianze rispetto alle tragedie attuali, non aggiungo nulla ma vi abbraccio: abbiamo tutti bisogno di stringerci un po’ di più uno con l’altro e credere che il mondo sia un bellissimo posto (con l’Orso che lo fotografa!)

  5. Delle tragedie della scorsa settimana ho parlato anche nel mio ultimo post, di solito cerco di lasciare fuori le tragedie del mondo dal mio blog, ma stavolta non ci sono riuscita. Io sono davvero molto preoccupata per quello che sta succedendo in Turchia, non aggiungo altro.
    Comunque devo dire che le tue foto mi hanno davvero estasiato, la spiaggia con la luce rosa è meravigliosa. Voglio tornare in Grecia, mi manca!

    • Ho letto il tuo post, scusami se non l’ho commentato. Sono molto preoccupata per il popolo turco già da tempo, mia suocera ha amiche in Turchia e la situazione non era già bella prima. Ho riferito i complimenti all’Orso, secondo me esiste il Mal di Grecia, tipo mal d’Africa!

  6. Anch’io sono stata in Grecia, circa sei anni fa. Mi sono innamorata di quelle atmosfere azzurre, dei tramonti aperti, delle capannine di paglia sulla spiaggia. Per me, tanto tempo fa…
    Come sei bella in queste foto Sandra.

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