Purché se ne parli

Eccomi. I tre giorni di Ferragosto sono stati il copia incolla della precedente vacanza valtellinese, anticipati però da una sosta super piacevolissima venerdì sera; sulla strada abbiamo infatti pensato di fermarci a Varenna a cena. Esattamente qui, ed è stato bellissimo, tutto ottimo: cibo, servizio, panorama, atmosfera. Adoro Varenna, sembra un pezzo di 5 Terre staccato sul Lago di Como, ci ero già stata, e per una bizzarria burocratica Varenna appare sul mio estratto di nascita, nonostante io sia nata a Milano, la mia registrazione all’anagrafe è avvenuta proprio lì, nel comune dove mia mamma (in realtà nella vicina Lierna) abitava prima del matrimonio, supponiamo che non avesse ancora spostato la residenza quando sono nata. Non si ricorda. In ogni caso su quella riva di lago ho mosso i primi passi.

Archiviato pure Ferragosto, un po’ la scrittura comincia a reclamarmi. Lo slancio creativo è ancora in ferie però, e non ha intenzione di finirle a breve, forse pure mai. Ma le elucubrazioni quelle alla grande!

Vi butto lì qualche spunto:

che valore hanno – il mio non è livore ma ragionamento – aggettivi quali: banale, ripetitivo e noioso per poi darmi 3 stelle? E ancora gli stessi aggettivi con l’aggiunta di prolisso se non sono affiancati da un’analisi del motivo? (E qui mi sono beccata una stellina soltanto, che vi dico crea movimento, perché la gente e io non mi sottraggo al richiamo, ama sguazzare nel torbido altrui, una stroncatura dà visibilità!). “Senza contenuto” poi lo trovo davvero ridicolo! Genitorialità, adozione, immigrazione, sono solo alcuni dei temi trattati, di contenuti ce ne sono, eccome, eh sì l’avrete già capito, sto parlando delle recensioni negative a Le affinità affettive!

Quanto, riusciamo a chiamarci fuori dal gusto personale se vogliamo dare un’opinione oggettiva di un qualcosa? Lo so è difficile, ma se temo di non riuscire, magari evito di scriverci su.

Questo sconosciuto lettore invece ha apprezzato la lettura al punto di pubblicare un video sulla sua pagina FB, vi invito a vederlo, io ancora non sono riuscita, se avete voglia commentate e ditegli che l’autrice sprovvista di Facebook ha gradito assai e lo vorrebbe ringraziare tanto!

Intanto la mia beta lettrice è all’opera, lo testimonia con una foto:IMG_20160813_103441 e io ringrazio anche lei di cuore!

Vi lascio con la frase che sta nel sito dell’editore Fazi nella pagina per l’inoltro dei manoscritti:

Siate spietati con voi stessi, perché – per amore di quei rari lavori davvero buoni che troppo spesso finiscono soffocati nella pila della cattiva narrativa – noi saremo spietati con voi.

Nessuno chiede ai recensori di Amazon di essere spietati 😀 ma trovo che sia molto giusto ritenere che lavori buoni spesso finiscano soffocati dalla pila della cattiva narrativa, mi piacerebbe essere abbastanza buona per Fazi, ma non m’importa affatto non esserlo per chi spara a zero, senza argomentare.

Se dovessi davvero smettere però, non sarà certo per queste recensioni, che francamente mi hanno fatta sorridere, ma perché l’investimento emotivo è troppo alto e per emergere sul serio ormai è chiaro, anche se gli autori arrivati non lo ammettono, è necessaria la classica botta di culo. Questo non significa che laddove ci sia stata non fosse stata supportata da talento e tenacia, ma senza, amici miei senza… lascio a voi le conclusioni. Io vado ad asciugarmi i capelli ancora dritti dritti grazie al trattamento!

Annunci

25 thoughts on “Purché se ne parli

  1. Non ho capito Montmartre a cosa si riferisca rispetto al mio post 😀 e colgo pure l’occasione di dirti che è sparito il mio commento al tuo ultimo articolo. Per il resto felice di averti qui, come sempre!

      • Urca, l’hai ingrandita del 300%? Comunque sì, c’è Montmartre ma niente Thriller. Complimentoni! Scusa, sono rinco, non è sparito nessun commento, ricordavo io male, l’avevo messo al post successivo.

  2. Mi dispiace per queste opinioni negative, ma immagino che chiunque si esponga, sia preparato a questa eventualità. Di solito, le critiche sono utili per migliorare, ma negli aggettivi che hai elencato non ci sono suggerimenti e non servono molte spiegazioni. Un abbraccio cara. 🙂

  3. Brava, le classiche critiche utili (per esempio so che il libro ha troppi refusi e grazie a questa cosa che mi è stata detta mi sono resa conto che probabilmente goWare non ha un correttore di bozze dedicato). Io non ci sono rimasta male, non l’ho presa sul personale, avrei avuto giuro la stessa reazione se avessi trovato queste recensioni per qualsiasi altro libro, il problema è l’incoerenza totale di aggettivi dispregiativi e poi 3 stelle, e di un vuoto assoluto di opinioni concrete, tipo: l’autore non ha approfondito a sufficienza il personaggio X, che rimane quindi estraneo alla vicenda, un po’ messo lì mentre avrebbe potuto dedicargli un respiro più ampio con flash back sulla sua infanzia ad esempio che ne giustifichino il comportamento antisociale. Ecco un esempio di critica costruttiva e ben argomentata.

  4. Che il lato B sia d’aiuto è una costante della vita. E l’editoria non fa eccezione, credo. Per il resto, le recensioni su Amazon lasciano il tempo che trovano in generale, proprio nel senso di meccanismo di valutazione. In particolare, considerando quanto sia difficile trovare un lettore beta capace di dare indicazioni sensate, le valutazioni tratte da un lettore a caso sono praticamente inutili.

  5. @ Michele: recensioni così sono un insulto per chi invece si spende a scrivere qualcosa di più denso che abbia una o cinque stelle, e sul colpo di fortuna è da talpe non riconoscere che abbia il suo peso come dici tu in tutti gli aspetti della vita, trovo fastidiosi gli autori che non lo ammettono perchè nessuno sta sminuendo la loro bravura nè la fatica del percorso. @ Sabrina: oh ecco che mi capisci per lo Spray blond, io lo usavo un sacco, meglio se non vedi i refusi, ho un’amica che li sta segnando e sono rimasta sconvolta, ma lei ha davvero occhio. Grazie a entrambi!

  6. E alla fine anch’io ho detto la mia.
    Ho anche girato i ringraziamenti al sig. Leonardo Bellini tramite un messaggio su FB.
    Lo spray blond per me era il Cristal Soleil, ricordi di Estati Corse (nel senso di Corsica). E in un attimo mi ritrovo a ricordare le Estati da bambina prima e ragazzina poi proprio come Claudia (con Laura e SaraMara!).

    • ViolaEmi ho letto e gradito tantissimo la tua mail, ti scrivo in serata o al massimo domani. Credo che Cristal Soleil sia arrivato dopo, ma è del tutto simile a Spray Blond: spruzzi e schiarisce. Secondo me la parentesi estiva SaraMara (che era un racconto a sè che ho voluto a tutti costi infilare) è molto evocativa, Bacione Grazie per l’intercessione con Bellini

  7. Sulle recensioni inutili ho già detto la mia. Prendi la moneta per quel che vale. Una recensione senza argomenti non vale niente, e non perchè sia su Amazon, considero tali anche alcune recensioni copiate tra blogger o alcune critiche giornalistiche dove sono chiari invidia e livore per un collega o una casa editrice. Mi fido solo delle recensioni dei lettori “di mezzo”.
    Sul video, l’ho visto e l’ho ricondiviso, anche se purtroppo non posso commentare direttamente e mandare i tuoi ringraziamenti.
    Sul fattore C… non sono del tutto convinta in linea generale. Il fattore C è determinante nella salute e molti fortunati nemmeno lo sanno. Ma sulle cose di tutti i giorni contano anche i sacrifici. Sulla pubblicazione, leggendo la biografia di Stephen King non mi sento di dire che è stato fattore C, è stata lunga e massacrante per lui, la prima stampa che arriva mentre vive in una roulotte e lavora da operaio in una lavanderia. Certo, quella è l’America. Questa è l’Italia, tipicamente paese per nulla meritocratico. Dove c’è il fattore C, ma anche il fattore R di relazioni. Certe buone conoscenze aiutano sempre, ahimè.

    • Come dici tu il fattore C è determinante nella salute, conta molto nel lavoro e di solito io mi confronto col panorama Italia perchè è qui che vivo e le realtà altrove le conosco per sentito dire, può essere certo un sentito dire molto vicino, mia sorella lavora da gennaio per una ditta svizzera, un altro mondo. Qui i sacrifici necessari – figurati e chi si tira indietro? – spesso sono ricambiati con un sovraccarico di lavoro perchè tanto hai dimostrato di riuscire a fare tutto comunque, ci sono passata più volte. Chiaro pure che quasi nessuno ammette di essere un incapace eppure gli incapaci ci sono eccome.

      • No, i sacrifici sul lavoro non servono proprio, diventano sfruttamento. I sacrifici sono per lo più nella zona familiare. Questo semplicemente per dire che a volte si parla di fattore C, solo perchè non si conoscono (o non si vogliono vedere) i sacrifici degli altri.
        Sulla pubblicazione, è proprio quella la questione: e se non valesse la pena di andare prima all’estero a pubblicare? Insomma, un’altra fuga di cervelli…

  8. Il titolo al tuo post riassume il mio pensiero: purché se ne parli. Ti garantisco che è molto peggio essere circondati dal silenzio: vuol dire che nessuno legge quello che scrivi o, peggio, non susciti alcuna reazione.
    Poi sta a te leggere le recensioni, capire se chi ha lasciato il suo commento lo ha fatto con cognizione di causa o se davvero ha sparato a zero. Poi anche (soprattutto) dalle critiche si deve prendere spunto per migliorarsi.

    • Infatti oggi ViolaEmi lassù mi ha mandato una mail molto costruttiva seppure piena di note a margine, sulla quale sto meditando un sacco, il margine di miglioramento è ampio. Convengo anche sul fatto che il silenzio mamma mia, ammazza proprio. Grazie!

  9. Anch’io ho lasciato la mia recensione, spero che tu l’abbia trovata costruttiva.
    Non ti nascondo che quando decido di acquistare un libro leggo sempre le recensioni, ma se le negative sono in minor numero rispetto le positive, non ne tengo conto, significa solo che quel libro, in quel momento, non era adatto a quel lettore.

  10. Anch’io come Barbara ti ho già espresso il mio parere sulla recensione.
    Aggiungo che probabilmente c’è gente che prova un gusto perverso tramite il piccolo potere concesso da amazon a erigersi a giudice. Mi fanno sorridere sinceramente.
    Io personalmente fatico molto a lasciare una recensione e lo faccio solo nel caso in cui l’opera mi sia piaciuta davvero, altrimenti mi taccio. Non mi sento proprio di stroncare opere altrui, con che diritto poi dovrei farlo?

    • In questo blog, ad esempio cara Silvia, parlo solo delle opere che mi sono piaciute molto che credo quindi abbiano qualcosa da dare anche ai miei lettori, eccezionalmente “stronco blandamente” qualcosa, come è successo di recente con la Gamberale ma solo perchè era uno dei libri delle vacanze e avevo promesso di relazionarvi su tutti, altrimenti lascio perdere che non giova a nessuno e poi è meglio veicolare messaggi postivi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...