Piombo sul cuore

Mi addormento cercando le parole giuste per esprimere un sentimento che non so se sia comune. Sento infatti spesso genitori di bimbi piccoli dire “non vedo l’ora che cammini, che vada all’asilo, che cresca!” E io sempre penso no, io non vorrei.

E allora lo chiedo a voi mamme (e papà) non vorreste trattenerli con le braccia, fermare gli anni e loro in una vita perfetta di magia e incanto, quella della scuola primaria al massimo, senza malizia e ricca di stupore?

Non vorreste rimanessero sempre così, ancorati al gioco? Facendo loro forse un torto, privandoli dell’età adulta, ma sicuri che se solo potessero sapere cosa c’è oltre la barriera dell’adolescenza poi vi ringrazierebbero? Perché l’infanzia è tutto, l’ha detto così bene anche Leopardi.

E quando ieri sera mio nipote è arrivato baldanzoso a mostrarmi la sua scatola piena di gommine, una nuova collezione, ho gongolato, ricordando il post sui tappi e ho pensato che non tutto è perduto, che lo adoro in una maniera che non potrebbe essere più immensa se fosse mio figlio, e spaccherei tutti gli orologi del mondo per fermare sì questo tempo, per proteggerlo da una vita che di sicuro, almeno qualche volta, gli farà male.

Per lasciare che il suo zainetto ora pieno di possibilità rimanga vigilia bella, perche poi la realizzazione avrà qualche piega nera, dove si annidano le sconfitte…

E quando mi sveglio la notizia del terremoto, almeno due bambini morti, due bambini come i miei nipoti per i quali l’orologio si è fermato alle 3.36 ma non come intendevo io.

Ed è piombo sul cuore.

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17 thoughts on “Piombo sul cuore

  1. Piombo, davvero piombo, pesantissimo, come sempre di fronte a queste tragedie.
    Per la domanda sul fermare il tempo, è vero, vivere i bambini fino ai 5 anni è un’avventura meravigliosa, nel mio cuore è forse il periodo più magico della mia vita, eppure no, non vorrei fermare il tempo, è bellissimo anche accompagnarli e vederli diventare adulti, scoprirli pian pianino come diventeranno da grandi. E’ difficile e doloroso e pauroso, perché a volte penso che uscire bene dall’adolescenza sia (anche) un gran colpo di culo (basta pensare a tutto quello che riguarda il motorino), però no, non voglio fermare il tempo, voglio godermi anche i tredici e i quattordici e quelli che verranno, e lottare perché mio figlio sia indipendente e sicuro, sempre sperando che le radici che cerco di dargli gli rimangano ben ancorate dentro.

    • Il tuo è un discorso molto giusto e lucido, migliore del mio, radici e ali come è stato detto. I miei nipoti hanno quasi 8 e quasi 10 anni e li vedo scapparmi dalle mani tanto in fretta, per questo quando se ne escono con bambinate tenere, come ieri, quasi mi commuovo.

  2. Cara Sandra, il piombo sul cuore per il terremoto è grandissimo. Come sempre, questi eventi mi gettano nello sconforto e risvegliano pensieri tristi sulla precarietà della nostra esistenza, verso tutte quelle persone che si sono addormentate con una testa piena di sogni, di progetti da realizzare, di faccende da sistemare e bambini che aspettavano di crescere con quei cuoricini che avevano da poco iniziato a battere per gioia, paura, rabbia. Affondo in queste riflessioni e resto in silenzio. E’ la vita che è così. A volte, mi sembra che sia una variante del grande gioco dell’oca. Capiti sulla casella sbagliata e cadi nella botola. Quindi, è così? la nostra esistenza è tutta in un lancio di dadi? ….

    Da mamma, ti dico che ci sono momenti in cui vorrei fermare il tempo. Lo vorrei per me stessa, per non sentire il vuoto nella braccia, ma anche per il timore delle delusioni che la vita riserba. Scherzando mi capita di dire a mio figlio che avrei tanta voglia di rimetterlo nel pancino. So che mi mancherà terribilmente quando crescerà e io diventerò la sua adorabile (si spera) rompiscatole, la sua vecchietta, il generale a cui chiedere il permesso. Boh, non lo so che mamma sarò quando crescerà, ma mi auguro di conservare il rapporto meraviglioso di adesso. Sono felice di vederlo crescere, di vederlo diventare un uomo gentile e sicuro, ma già metto in conto la nostalgia per questi anni.

  3. Si spera che la nostalgia per gli anni passati, (oh i terrible two ma che bello è stato sentire chiamarsi zia per la prima volta e via di sto passo) sia sempre mitigata dalla meraviglia del presente, che ogni età regali nuove gioie tipiche appunto dei 10, dei 15 e dei 30 anni che non si avrebbero se ci si fosse fermati alla prima infanzia.

  4. Sai perché non rimpiango il mio posto di lavoro? Perché io ho preferito vedere crescere i miei figli, perché non volevo perdermi nemmeno un secondo dei loro progressi in tutto e adesso io faccio la differenza rispetto a tutte quelle mamme che invece non hanno voluto o potuto farlo e hanno visto diventare grandi i figli senza nemmeno accorgersene.
    Forse è per questo che mi piace continuare a vederli crescere senza pensare al tempo che inesorabile avanza. C’è stato il tempo dei giochi, quello delle prime lettere dell’alfabeto a scuola, delle prime partite di pallone, quello dei pianti per un nonnulla e dei litigi tra fratelli e ora mi godo alla stessa maniera il passaggio all’adolescenza, con tutti i problemi e le difficoltà e le novità legate a questa età.
    Trovo bello rivivere queste tappe attraverso la vita dei miei figli.

  5. e’ vero, a volte si vorrebbe fermare il tempo, a volte vorresti che passasse più in fretta possibile…ma è poi così anche nei confronti di noi stessi….io spero solo – nei confronti di mio figlio – di essere riuscita a trasmettergli amore, serenità e un po’ di piedi per terra!
    per il terremoto, mentre tornavo in ufficio in macchina ascoltavo i resoconti e mi è venuta una grande angoscia, è proprio vero, è un lancio di dadi…

  6. @ Marina, sì, hai avuto un grande privilegio che molte mamme non possono permettersi e altre credono di non potersi permettere avendo altre priorità, non siamo tutte uguali.
    @ Claudia, uno degli errori della vita, mi riferisco al tuo pensiero che vale anche per noi stessi il rapporto col tempo, è pensare troppo spesso “ah quando es. sarò sposata, sarò ecc. andrà meglio” ma chi lo sa?

  7. siamo tornati dalle zone del terremoto non più di due settimane fa. Posti bellissimi. Posti pieni di storia e cultura. Posti pieni di gente, soprattutto. Perchè davanti a una tragedia del genere chissenefrega se è crollato un campanile antico, il vero problema sono le persone a cui è crollata la casa, e peggio ancora quelle a cui la casa è crollata in testa.
    Noi ci svegliamo con la radiosveglia. Di solito c’è la musica. Stamattina no. Ed è stato proprio un brutto risveglio, anche se in un angolo del mio cuore penso che almeno il terrorismo non c’entra e che quindi non si deve temere un’escalation di violenza. Almeno questo.

    Per quanto riguarda la domanda per le mamme, io mia figlia me la sarei tenuta nella pancia per sempre. Me la sarei tenuta neonata per sempre. Ho un po’ patito il suo secondo anno di vita, perchè ha coinciso col mio rientro al lavoro ed è stato parecchio faticoso fisicamente. Per il resto il fatto che stia crescendo mi terrorizza…. mi domando se sarò all’altezza della situazione, se avrò saputo darle delle basi abbastanza solide per lasciarla al mondo con sufficiente serenità.

    • Quando i luoghi li conosci emotivamente ti senti più coinvolto, questa è stata per diversi motivi un’estate di morte e distruzione, un’estate tremenda. Ti ringrazio davvero perché hai messo nel mio blog sentimenti tuoi molto intimi rispetto alla maternità rispondendo alla mia domanda, grazie di cuore, sono certa che sarai all’altezza, un bacione

  8. Purtroppo sì piombo sul cuore davvero. Per entrambe le cose. Non si può rallentare il tempo e impedire loro di crescere solo le foto riescono ed è l’unico modo per guardare quei visetti perfetti. Non si può ignorare il dolore di certe tremende calamità. Anche se spengo la televisione ho tutto nel cuore a farne macigno.

  9. Da figlia, posso sinceramente dire che a volte avrei preferito camminare più spensierata che avere genitori troppo presenti di vedermi crescere. Se poi mi guardo intorno, dai miei coetanei, ai figli di amici, ai colleghi più giovani, mi sembra di vedere più “svegli” quelli cresciuti con entrambe i genitori lavoratori. “Proattivi” è forse la definizione corretta.
    Sul terremoto. Mi toccherà dire che io c’ero. A soli 45 km in linea d’aria. Che abbiamo dovuto interrompere le ferie e tornare a casa per recuperare un po’ di sanità mentale. E sonno. Lì la terra trema ancora, e la notte non è lieve.

  10. Non ho mai desiderato che mio figlio restasse com’era in un qualche momento della sua crescita, sai? Forse è perché non ho mai percepito l’età che dici come più benedetta di altre, oppure perché vedere mio figlio diventare un uomo è un’avventura così appassionante. Non è facile concepire il distacco, questo è vero; ma amare così tanto è di per se un legame indissolubile, l’unico possibile, secondo me.

    • Oh un’avventura così appassionante, che bella cosa hai scritto, Grazie.
      Sono felice di aver postato questi pensieri così “miei” perchè è uscito un confronto arricchente.

  11. Questo terremoto con tutti quei morti tra cui tanti bambini mi ha straziato il cuore, da quando è nato il bambino di mia nipote, sono diventata ancora più sensibile nei confronti dei bambini.
    Però è bello veder crescere i bambini, vedere i loro progressi, se penso che mia nipote l’ho vista nascere e adesso è diventata mamma, una grande emozione, un’avventura straordinaria.

    • Oggi lo strazio del funerale di Ascoli, quelle 2 bare bianche, davvero non ci si può credere.
      Sì, un’emozione straordinaria la vita che continua con nuove nascite.

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