E la scrittura?

Non scrivo da molto tempo, a parte qualche sprazzo legato a iniziative sporadiche come concorsi per racconti brevi, dove ho comunque riciclato e adattato materiale già pronto. Non ho detto che non scriverò più, non lo so, perché non sono in grado di prevedere il futuro, ma che non cercherò più un editore.

Sulla scrittura aleggia un grosso punto di domanda. Scrivo quando ho qualcosa da raccontare: una storia, un’esperienza di vita che ritengo possa interessare e magari anche appassionare. Da mesi semplicemente non ho idee. C’è da dire che ho iniziato la prima stesura di Ragione e pentimento nel novembre 2009 e da quella data non ho quasi mai mollato la tastiera. Forse il mio giacimento si è esaurito, forse occorre solo scavare più in profondità, ma per farlo è chiaro che ci vuole un guizzo che ora manca.

Le idee possono essere in qualche modo chiamate a sé, ne sono convinta e conosco una serie di esercizi in merito, ma credo siano più efficaci quando ci si impantana nel mezzo di una narrazione, per sbloccarsi, non per cominciare.

Non ho disimparato a scrivere, se capita l’occasione mi rimetto con la stessa energia di sempre, ma deve esserci qualcosa da fuori, che mi chiami appunto.

I miei romanzi nel cassetto mi hanno regalato momenti molto belli in fase di stesura, soprattutto Figlia dei fiordi è stata una scrittura davvero felice e fluida, senza rogne, la trama è arrivata terza a Tramando ed è stato un gran bel momento per me. Domani non lo so, scrivere è sempre stata la risposta a un bisogno primario per me, se non ne sento il bisogno, o se comunque è sufficiente farlo nel blog (che rimane una risorsa importante perché ci siete voi!) va bene, perché significa non avere nulla da appagare.

Ho una casa senza mutuo, un marito che amo e che mi ama col quale ancora mi diverto un sacco, un lavoro che spero si confermi part time, una vita sociale assai soddisfacente, una famiglia a volte difficile come tutte – ma che non cambierei con nessun’altra, la salute e gli occhi blu. Oggettivamente è parecchio! 😀

Se domani un editore stellato bussasse alla porta di uno di voi, io sarei la prima ad applaudire, a ballare sul tavolo e urlare “yeaaah!” queste sono solo le mie esperienza, niente di universale. Datemi atto di aver sempre esposto i fatti in maniera esaustiva, fin troppo, spesso senza omettere nomi e stati emotivi forti, numeri di vendita e sconfitte, percorsi e inciampi, continuerò a farlo, è nella mia natura.

Ho puntato la sveglia alle 9. Sto ancora vagando per casa senza aver concluso nulla ed è trascorsa mezz’ora, un po’ di sano blog interessamento agli aggiornamenti altrui. 😀 Un caffè e indovinate? No, non scrivo. Pulisco casa. Ma per una abituata a farlo spesso di sera, è una pacchia.

Ieri sera dopo molti mesi ho riletto qua e là Non è possibile trovando diversi passaggi arguti e amore per quello che so fare. Il punto di domanda è ancora lì, ma guardandomi indietro vedo molti punti esclamativi e qualche

Immagine da Sardegnaricerche.it

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24 thoughts on “E la scrittura?

      • girovagavo sulla posta e mi sei apparsa. Mi ci sono buttata al volo e mi pareva servisse un incoraggiamento a non abbattersi. Ci sono momenti in cui si legge senza freno, in cui ci si ferma, in cui si scrive come treni…ecco sono solo momenti. L’arte non scappa. Si riposa un pochino.

  1. Io ho passato molti mesi leggendo, ed è stato così che a volte m’è venuto da scrivere.
    In buona sostanza, però, non invidio chi lo faccia per mestiere: sedersi tutte le mattine alla tastiera DOVENDO scrivere qualcosa mi sembra peggio – o almeno non meglio – che andare in ufficio.

  2. Quindi è proprio crisi va…
    Editoria out e scrittura a seguito che perde il mordente… uhm…
    Non so, in genere la crisi è roba buona perché permette di rimettere le cose a posto, fisiche e mentali.
    E le crisi negli scrittori si contano come le gocce in una pioggia.
    In questi casi gli amici possono fare ben poco se non mandare un grosso grosso abbraccio e dire, in culo agli editori, io credo in te. 😉

  3. secondo me saranno i personaggi nascosti nella tua penna che prima o poi busseranno per uscire, e quando succederà vorranno farlo in fretta! si vede che al momento sono in ferie pure loro….un po’ di tregua, insomma!

  4. Nadia, Michele, Marco e Claudia siete davvero molto cari.
    Sì è crisi, ma meno sofferenza di prima. Potrebbe essere la crisi Einsteiniana da cui parte il cambiamento, ma non capisco come, da me visto che il self non ha funzionato, ho bisogno di un editore con certi requisiti! Sull’ufficio Michele, io mi occupo di adempimenti fiscali e doversi sedere ogni giorno alla scrivania sapendo che la normativa è nebulosa e le sanzioni dietro l’angolo, che i clienti tenteranno fantasiose operazioni di fatturazione esente che si chiamano “contrabbando” e/o evasione e io dovrò farglielo capire, e molto altro be’ preferirei scrivere di qualsiasi cosa.

  5. Ecco perché io non chiedo niente a me stessa, non chiedo niente alle stelle, scrivo quando ne ho voglia e solo in presenza di una buona ispirazione. Non sono una scrittrice, non lo faccio per mestiere, mi godo la bellezza di altre cose.
    Da quando ho capito che questa non è una crisi, ma un banalissimo dato di fatto, l’ho accettato con serenità e vivo senza ansia. 🙂

  6. Boh, con le dovute proporzioni mi sento di capirti… pure io fatico a scrivere qualsiasi cosa, ultimamente. Magari passa. Per te sono certo che passerà, sei una brava, tu 😉 (un grande abbraccio)

    • Ciao El Gae grazie di ritrovarti qua. A volte preferirei che mi dicessero “non sei brava” sarebbe più facile mollare, ma tu da maratoneta mi dirai di andare avanti, anzi me lo stai dicendo. Un bacione

  7. I ritmi della scrittura non seguono i ritmi circadiani, hanno andamenti più impervi e sconosciuti e del tutto personali. C’è chi scrive sotto stress, quasi usasse la penna come pungiball, e chi scrive solo in assoluta serenità famigliare e lavorativa, una rarità proprio. Direi che semplicemente hai bisogno di riposo (e non sempre le ferie lo sono se poi sai che al rientro hai una spada di Damocle lavorativa in attesa, ne so qualcosa). Consigliano di leggere in questi periodi, che poi la scrittura -e la grinta- tornano naturalmente da sé.

    • Sto leggendo molto infatti, cara Barbara, parlerà anche delle letture presto. In effetti la spada pesa, cerco davvero di non pensarci e in parte ci sarei anche riuscita, ma è lì che pende…

  8. Mi sto aggiornando in questi giorni sui post che mi sono persa, quindi magari non ho un quadro completo di cosa ti sta accadendo, ma così d’istinto mi viene da dire questo… L’amore arriva quando non lo cerchi, quando non ci pensi, quando meno te lo aspetti. Secondo me è una cosa valida per tutti i campi della vita. In sostanza non sarà che hai bisogno di staccarti un po’ dalle aspettative e goderti la scrittura per ciò che ti dà? Il resto se deve arrivare arriverà quando meno te lo aspetti.

    • Nel mio caso il paragone con l’amore, cara Mariateresa, è davvero calzante. Credo che tra il post di oggi e quello di ieri tu abbia il quadro completo, nel senso che ho semplicemente tirato le somme a mente più fresca (durante e dopo le vacanze) sugli obiettivi raggiunti e le aspettative. Un bacione.

  9. Ho letto ora questo post, quello precedente e quello di Hel ( dove già ho commentato).
    Come scrivo là, tu dei in primis essere FIERA molto FIERA di ciò che hai fatto. Hai scritto delle belle storie e le hai pubblicate dignitosamente. Guardati in giro e conta quanti possono dire altrettanto? Modificheresti in maniera radicare una storia per pubblicare da Fazi? Scriveresti l’ennesimo sequel insipido della tua storia di maggior successo solo perché l’editore così vuole? Noi abbiamo una libertà che i così detti autori affermati non hanno e non è poco.
    Per quanto riguarda la scrittura, tieni socchiusa la porta delle storie e queste arriveranno. Scrivi per te, ciò che vorresti leggere. Poi arriverà anche il momento della pubblicazione. Tutto ciò che riesco, con immensa fatica, a pubblicare ha almeno 3/4 anni di giacenza nei miei cassetti virtuali, con punte di oltre 10 di stagionatura. Una bella storia è come un buon distillato. Invecchiando migliora.

  10. Vorrei dirti di non mollare, di stringere i denti e di andare avanti perché te lo meriti. Ma capisco in pieno la sensazione. Capisco che alle volte passi la voglia perché tutto il resto conta di più. E capisco che la lotta sia estenuante, e che in giro ci siano dei movimenti che non sempre è dato capire.
    Vorrei anche non dirtelo perché sembra una frase fatta. Però è vero. Non devi mollare.
    Oppure fallo. Tanto poi la voglia di scrivere torna. Torna sempre. A me, quantomeno, torna sempre. :*

  11. Non le trovo negative le crisi. Non in assoluto. Obbligano a ricostruire, a cambiare e a trovare nuove risorse. Vivi il momento, qualcosa porterà. Un bacione.

  12. Tenar, Monica, Iara grazie soprattutto Tenar evidenzia un aspetto importante: non sappiamo se gli autori “arrivati” abbiano sacrificato pezzi di storia o delle loro vite peggio ancora, da fuori ci sembra il Nirvana, ma chissà. Però avevo bisogno di dirvelo ecco, di raccontarvi come sto, di questa decisione dura ma inevitabile, adesso almeno.

  13. Fare le cose controvoglia non aiuta mai, devi decidere se il tuo obiettivo di diffondere le tue storie è più importante dello scrivere in totale libertà e quando ne hai voglia – ahimè, l’esercizio costante è vitale e lo sai meglio di me 🙂
    Potresti pure provare a scrivere altri generi che ti piacciono, come esercizio, magari hai solo bisogno di esplorare anche altre strade 😀

    • Innanzitutto caro Daniele essere uscita allo scoperto con questi miei pensieri neri ha già messo in circolo un sacco di energia positiva e questo davvero è bellissimo e merito vostro! Grazie!

  14. Ciao Sandra! Mi dispiace di sentirti così “scarica”. La crisi, come ti hanno scritto molti altri più autorevoli di me, e’ spesso positiva, perché spinge a cambiamenti. Tu scrivi bene, e se per te la scrittura è importante come penso… Sarà solo una pausa. Le utentesse saranno ben felici di reincontrarti, io pure, dammi il tempo di far insediare il nuovo comitato biblioteca, poi magari riusciremo a riparlarne! Bacioni
    Chiara

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