Numeri

Nei due post precedenti abbiamo fondamentalmente parlato di emozioni, emozioni legate al mio percorso (gavetta), al momento contingente (frustrazione) e al futuro (incerto). Oggi con un po’ di pragmatismo vediamo i numeri in concreto, le vendite de Le affinità affettive, il romanzo che ho sempre ritenuto potesse essere la testa d’ariete per arrivare lontano.

Tenete presente una lieve sfasatura poiché alcune piattaforme minori rendono noti i dati soltanto il giorno 20 del mese successivo, ma sono cifre di poco conto.

Dal 21 aprile (giorno di uscita del romanzo) al 28 agosto

1019 copie vendute di cui:

soltanto 21 cartacee (print on demand)

749 il giorno dell’offerta lancio di Amazon

158 il giorno successivo (per cui a prezzo pieno)

5 acquistate su altri store (non Amazon)

In realtà poi il calcolo delle “revenue” mi risulta ancora nebuloso, in ogni caso se vogliamo andare oltre e parlare di guadagni, tocca togliere: la percentuale che si tiene Amazon, la percentuale che rimane al mio agente, le tasse sui report al momento in cui le royalties (l’anno prossimo ad aprile) arriveranno sul mio conto.

Questi dati fanno riflettere (non tanto la sottoscritta che non ha le risorse per un’analisi seria a parte “wow!” ♥) e sono la conferma di quanto Amazon la faccia da padrone. Trovo che il numero più significativo siano quei 158 lettori che trainati dall’offerta del giorno precedente abbiano deciso di acquistarlo nonostante fosse tornato a prezzo pieno.

Per avere un parametro Ragione e pentimento, pubblicato dallo stesso editore, ebbe 313 download nella giornata di offerta lancio di Amazon e 71 il giorno seguente.

Considerate le identiche modalità pubblicitarie portate avanti dall’ufficio stampa di goWare e supportate da Amazon, possiamo ipotizzare che l’impennata di vendite sia dovuta a:

  • un pubblico pregresso già affezionato all’autrice che aspettava il romanzo (e ha pazientato per averlo a 99 cent)
  • una trama che ha avuto un impatto migliore sugli utenti abituali Amazon
  • una bottarella di chiul

Non ho mai detto di voler lasciare perché vendo poco. Intanto sempre a proposito di Amazon sono in aumento le recensioni a 1 * , ecco, so che non devo farci caso, ma leggere che è la storia di “una donna che si piange addosso” un po’ vi confesso che mi ha ferita.

A voi nei commenti le considerazione che aspetto fremendo e leggerò con piacere.

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33 thoughts on “Numeri

  1. allora non l’ ho ancora letto quindi non commento sul testo, ma ti racconto il mio iter per acquistarlo!

    vivendo all’estero per me è più semplice acquistare in formato elettronico. MA comprare libri on line e poi metterli sull’ebook reader (sony) per è un patema. non ci riesco, non capisco, ci perdo tutte le volte minimo 2 ore!

    è dunque diventato un gigante nella mia mente, una di quelle cose che continui a rimandare e rimandare. faccio liste e la volta che acquisto acquisto in massa.

    quando hai scritto dell’offerta amazon io stavo per partire per l’italia per un paio di giorni di mare (e letture) e mi è sembrato perfetto: lo prendo, è pure in offerta, e così non mi porto in valigia libri pesanti!

    MA questo è un lavoro che io posso fare solo dal pc di casa, e il giorno dell’offerta io dall’ufficio sarei andata direttamente in aeroporto senza passare dal via.

    come si fa, come non si fa, ti sei già rinvenuta? io ci ho messo un po’. amazon = kindle = no sony = no offerta!

    alla fine l’ho preso in quei giorni, forse il giorno prima che scattasse l’offerta, su goware se non erro. di certo non su amazon.

    ciliegina sulla torta, il giorno dopo sono partita per l’italia e mi sono scordata il reader sulla scrivania in ufficio!!!

    • wow Francesca tutto sto sbattone epocale per leggermi! Mi piace l’espressione “è diventato un gigante nella mia mente” spiega alla perfezione l’ossessione compulsiva che tutti abbiamo (alcuni più di altri, va detto) e che ingigantiamo appunto dentro di noi. Abbraccione!

  2. I numeri sono buoni, ottimi direi se riferiti alla promozione Amazon.
    Se ti ricordi a caldo ti dissi che il tuo romanzo, aveva avuto solo guardando gli effetti sulla classifica vendite, una performance straordinaria.
    Le 158 copie del giorno dopo sono un altro dato interessante. Il libro terminata la promozione, quindi senza più spinta di Amazon non è precipitato subito, ma ha concluso le 24 ore successive in 5a posizione. Questo significa che la quasi totalità delle 158 copie è il regalo della visibilità della classifica. Anche in termini di incasso. Se il tuo libro fosse stato in self publishing avrebbe generato 442,4€ netti (tolta la percentuale Amazon). Invece questi 442€ andranno a Go Ware che in base alle royalty che avete per contratto, ti verserà il tuo dovuto fra un anno. In self publishing Amazon avrebbe pagato in 60 giorni.
    Questo significa due cose. La prima, l’offerta del giorno di Amazon è estremamente potente. Ne avevo accennato sul blog di Maria Teresa, al terzo post dei fondamenti di marketing.
    Solo che per un autore self publishing poterci accedere è molto difficile. Ti contattano loro soltanto se il libro rientra in parametri di performance da loro stabiliti.
    GoWare, da editore ha un canale preferenziale per accedervi, e questa una nota positiva a loro favore.
    Però vedendo questi dati, io mi pongo la domanda più importante.
    Cosa sarebbe accaduto se in contemporanea all’offerta del giorno e per qualche settimana successiva, il libro avesse avuto dietro una campagna marketing decente da parte dell’editore?
    Se fosse stato sostenuto e il libro fosse rimasto in classica per 10 giorni, di che numeri di vendite oggi potresti parlare?
    Nei giorni di Ferragosto io e Serena unendo le nostre teste e competenze, abbiamo compiuto col suo romanzo una vera e propria incursione-marachella sulla classifica dei gratuiti Amazon. Non dico di più, perché magari un giorno ne vorrà parlare Serena, ma le possibilità di marketing ci sono e un editore che non si prende la briga di assumere un marketer per sostenere i suoi scrittori, oltre che poco avveduto, sta perdendo una barca di soldi.

    • Grazie per la tua analisi che aspettavo! Un altro dato importante sono quelle 21 copie cartacee, pochissime, e in buona parte acquistate da me, dietro pre ordini di gente che lo voleva a cui ho fatto il favore di comprarlo e rivenderlo allo stesso prezzo. Affiliarsi a un paio di librerie amiche, molti piccoli editori oggi hanno una pagina “librerie amiche” nel sito, dove i libri goWare appena vengono pubblicati approdino di de fault, con uno sconto per il libraio (un accordo col Amazon in tal senso potrebbe garantire uno sconto maggiore del 30% attuale), intendo un paio di copie pilota, in modo che il lettore abbia un punto di riferimento fisso dove trovare i libri goWare.
      Sì, avevi visto lungo sulla performance, ora chiaramente è in calo, riferendomi ancora a Ragione e pentimento, continua a vendere, e quelle 6 copie scaricate dopo l’offerta lancio de Le affinità sono chiaramente state acquistate da chi ha approfittato dell’offerta per poi cercare altri libri miei.

      • Che l’editore riesca ad agganciarsi a librerie sul territorio mi sembra davvero un’ottima iniziativa.
        Sulle sei copie a traino del romanzo precedente è un’ottima cosa.
        Però, e te lo dico per sincerità da amico. Ne avresti potuto vendere molte di più del libro precedente se solo sull’ebook di Affinità Elettive ci fosse stata una maggiore accortezza.
        Sempre come dicevo da Maria Teresa, a fine libro vanno inseriti gli agganci al lettore. Quindi segnalare i libri precedenti usciti, un eventuale iscrizione alla newsletter e ai social (che tu non hai, quindi fa niente) ma il riferimento a seguire l’autrice sul blog questo poteva esserci.
        Questi elementi io da Maria Teresa li ho chiamati proprio fondamenti, perché dovrebbero essere l’abc che ogni scrittore dovrebbe avere in self publishing, ma anche pubblicato da editore.
        Cioè, a conti fatti, quanti di questi mille lettori che ti hanno letto, di cui la maggior ti ha apprezzato, quanti sono entrati in contatto con l’autrice, e quanti tu o l’editore è in grado di contattare all’uscita del tuo prossimo romanzo? Quasi zero.

        La colpa non è tua, ma dell’editore che pubblica libri senza avere le minime cognizioni di marketing. Ma non solo Goware. A volte trovo errori grossolani pure negli ebook Mondadori per dire. Lì c’è un po’ di raziocinio, ma chi si occupa di marketing dovrebbe imparare dalle tecniche sviluppate dai self publisher americani. In America è avvenuto pure questo. I grandi editori con fatturati miliardari si son messi a copiare le strategie vincenti degli autori in self publishing. Guarda come gira storto il mondo.

        Costruire il legame con il lettore è tutto. E la base è proprio il libro. Da Maria Teresa parlavo di ecosistema, ma non ricordo i termini esatti. Memoria corta, lo so. 😀

        Comunque è stato un bel risultato il tuo libro. Messo alla prova dei lettori, tra titolo, sinossi e copertina ha attirato parecchio.

  3. Mille copie in quattro mesi mi pare in linea con l’andamento del mercato editoriale classico, diciamo così. Da quello che si dice i numeri sono questi, se non sei Volo o Camilleri; magari basta un colpo di email a CBM per averne conferma puntuale. goWare avrà i suoi limiti e i suoi difetti; immagino che non ne siano esenti neppure Fazi o minimumfax, comunque.
    Che non si faccia per i soldi mi pare assodato; che i tuoi risultati siano tutt’altro che disprezzabili, pure. Le stelle di Amazon valgono poco: non ti crucciar di lor ma guarda e passa.
    E complimenti per il coraggio di mettere in piazza il backstage…

    • Il backstage aiuta gli altri ha ragionare in concreto senza tanti voli di fantasia e illusioni. CBM dice che 500 copie di e book equivalgono a 15 mila cartacei se il romanzo fosse stato ben posizionato in libreria, per lei i miei sono numeri grossi.
      Le vendite vere sono il tabù dell’editoria (c’è ancora chi si fida di fascette e classifiche) di sicuro non scardinerò nulla mettendo in piazza i miei numeri, ma ho messo in piazza cose ben più personali e mi piace la gente che dice le cose come stanno senza giri di parole e fumo. Un bacione.

  4. 1019 copie vendute e tu sei qui che parli di frustrazione??
    Ma ma ma…che diamine! C’è da aprire una bottiglia!
    Dobbiamo sempre considerare di essere in Italia e in Italia NON SI LEGGE, checchè ne dicano le fascette.
    Sono comunque d’accordo con quanto detto da Marco sopra.
    Per quanto GoWare sia un editore “standard”, ci sono un po’ rimasta a ricevere il cartaceo con i refusi e, come dici tu, sospettare che non abbiano nemmeno un correttore di bozze. Men che meno ho visto tutto questo movimento di pubblicità dai loro social (che quasi quasi te ne abbiamo fatto di più noi utenti dai nostri). Inoltre, considerato che tu non sei social, 1019 sono tantissime. Forse con l’utilizzo anche da parte tua dei social sarebbero addirittura triplicate.
    Trovare Sandra Faè su Facebook è molto più semplice di cercarla su Google o ricordarsi il link in fondo al libro (se ci fosse) ilibridisandra.wordpress.com
    Anche un bel sandrafae.it sarebbe una svolta. 😉

  5. @ Sempre convinta che Barbara e Marco siano menti rubate all’editoria, davvero. Siete avanti, propositivi, concreti e vi sapete destreggiare come pochi. Non ho molto da aggiungere, oggi il post lo fate voi, io ho solo “dato i numeri”! 😀

  6. Io credo che con questi numeri l’editore big che bussa alla tua porta non sia un sogno impossibile. E temo che un cartaceo ben distribuito, a meno di non diventare caso nazionale, non venda tanto di più in un arco di tempo simile, anzi. Per il cartaceo non c’è una cosa simile all’offerta del giorno di Amazon con il suo relativo traino di vendite. Quindi FIEREZZA che in altri lidi più blasonati i risultati potrebbero essere inferiori.

    • L’editore big viene qua legge i numeri e pensa “quasi quasi”, poi legge pure quanto sia una lagna io e ripensa “no, no!” 😀 Però sempre grazie, ti ho mandato una mail. Goditi le vacanze però.

  7. Tu pensa a quante persone hanno letto il tuo libro e a quante hanno lasciato la recensione. A me fa sempre uno strano effetto ragionarci su. Alla gente lasciare commenti negativi piace, molto più che lasciare commenti positivi. Con questo non voglio dire che non ci devi pensare perché so quanto fastidio dà. Voglio solo dire che il web è pieno di gente che ha adorato ciò che hai scritto ma che ha scelto di non dirtelo. 😉

  8. Io, questo, lo chiamerei successo! Per me più di 1000 copie vendute sono un mare! I giudizi contano ma fino a un certo punto. Un libro si acquista, poi è normale che non tutti possano averne la stessa impressione. Lo so che non è facile ignorare le opinioni, ma io al posto tuo sarei contenta del risultato ottenuto in questi mesi, più che pensarmi piagnona agli occhi di qualcuno! 🙂
    (Devo solo riorganizzare qualche idea e poi… gliele aggiungo io le cinque stellette su Amazon! 😛 )

  9. @Monica @ Marina grazie. L’approccio migliore è sempre quello di guardare al positivo. Certo se le mettessi tutte vicine 1019 persone sono un bel gruppone, e poi sì il libro è chiaro può non piacere, quanti non ne sono piaciuti a me?, ma io trovo una voglia di colpire quasi perfida in chi assegna una stella.

  10. Ho letto i commenti precedenti, che spunti interessanti! Spero che anche il mio lo sia, almeno un po’: da lettrice (anche) su Kindle penso che l’offerta del giorno serva anche ad “assaggiare” un autore, con tutte le logiche che sono state spiegate.
    Poi per quanto riguarda le recensioni su Amazon, leggendole ho preso qualche cantonata. Credo che chi ama la lettura preferisca spostarsi su Anobii o Goodreads per confrontarsi con altri lettori.
    E comunque cin cin per questo bel risultato!

    • Veramente questi ultimi post sono stati tanto arricchenti grazie ai lettori commentatori che non si sono risparmiati. Sì, in effetti i recensori su Amazon sono un po’ particolari, recensiscono col medesimo piglio un libro come una pentola. Cin cin!

  11. Per quanto riguarda Le affinità affettive sai già. Per le recensioni, capisco che tu ci rimanga male, per me però lasciano il tempo che trovano. Se sui gusti non si discute, sui modi sì e su alcuni elementi oggettivi pure. Leggo le recensioni, mi fanno sorridere e spesso, quando ce ne sono tante, leggo le peggiori per poi non tenerne assolutamente conto. Tra recensioni positive “fasulle” e recensioni negative “cattive” davvero inutile usarle come criterio di valutazione per una scelta. Esempio, in un campo diverso (ristorazione) e un portale specifico (Tripadvisor) si trova di tutto anche gente che sostiene di amare la cucina giapponese che critica il ristorante perché ha servito del pesce crudo; c’è chi critica i costi e non specifica nemmeno cosa ha ordinato e a che prezzo; chi si lamenta del servizio perché lento e chi dello stesso servizio perché pressante…
    Sono d’accordo con Barbara e Marco sull’operato di GoWare (per i refusi, per il marketing/non marketing) ma anche questo lo sai già come ti ho scritto nella mail. Poi ti auguro di arrivare all’editore top, come ho detto a Michele all’editore che ognuno reputa top…sperando che poi si riveli all’altezza. Io parlo solo da lettore, ignoro i meccanismi dell’editoria e anche quelli della scrittura. Tornando alle stelline su Amazon, leggendo le tre recensioni a 1 stellina io ci vedo solo un’opinione legata al gusto personale quindi a parte il valore statistico della stellina non lo trovo un dato negativo. Io, personalmente, pur non trovando affinità con Claudia non la reputo una donna che si piange addosso. E, qualche giorno fa, facendo la spesa al supermercato, sono stata attratta dall’espositore dei libri in cui c’era Le affinità elettive…per un attimo ho pensato che potesse essere Le affinità affettive che, ribadisco, mi farebbe piacere trovare in copia cartacea qua e la.

    • Ahha, il buon Goethe, Le affinità elettive io lo adoro è un libro modernissimo tra l’altro. Meno male che per te Claudia non si piange addosso, è confortante saperlo. Anch’io ho pensato a TripAdvisor (dove mi trovate con lo pseudonimo Polipetti residente a Miami perché volevo scrivere Milano, mi proposero Miami cliccai per sbaglio e non riuscii più a modificarlo) spesso un oceano di risentimento e contraddizione di utenti con le palle girate che sputano veleno per sentirsi importanti.

      • Su TripAdvisor c’è anche la concorrenza che si diverte in recensioni eccessivamente negative (e infatti il mio sport preferito è andare a verificare la verità e riequilibrare la bilancia). Che sia così anche per Amazon? La prima cosa è stato verificare cos’altro hanno recensito le tue una-stella, ma se sono scrittori hanno certamente un’altra utenza.

  12. Cara Sandra io ho adorato il tuo libro e se non l’avessi pensato credo che avrei sigillato la bocca. La mamma mi ha insegnato che se non posso dire niente di carino, è meglio non dire nulla, specialmente se non è richiesto. Lo so, che si sogna il tributo universale con gli alieni che scendono dallo spazio per chiederci un autografo (lo sognavo io quando ero ancora giovane e selvaggia), ma la realtà è che c’è chi ci apprezza e chi no; chi ci invidia e chi ci copia. E anche chi ignora totalmente la nostra esistenza. Prendi da questo potpourri, quello che ti rende felice e quello che ti fa riflettere. Le critiche come buone medicine e i complimenti come lo zolletta di zucchero per mandar giù l’amaro. Qui, ci sono tanti lettori che credono in te come persona e come scrittrice. InZòmma, fuori i Cocomeri! Baciotti ^_^

  13. I tuoi numeri mi danno persino le vertigini, tanto sono abituata alle due cifre! 😉 Ma naturalmente hai ragione, scrivere non è questione di (soli) numeri. Qualcosa deve ribollire dentro, in una forma o nell’altra.

  14. 1000 e più copie sono un grande successo. Autori di altre case editrici pagherebbero per simili risultati. Vorrebbe dire essere alla seconda-terza ristampa. Sicuramente è un numero che ti parifica quantitativamente a ben altri nomi.

    Resta però il tuo senso di frustrazione, da cui sono scaturiti i tuoi post precedenti Per quanto mi riguarda, se interpreto bene il tuo stato d’animo, la tua insoddisfazione non può essere colmata da questi risultati malgrado siano interessanti. Perché sono sì assimilabili come quantità a quelli di altri autori, ma non dal punto di vista dell’eco nel mondo delle lettere. E credo che il punto da non scordare, la tua lucidità su questo, sia riferibile a tale aspetto.

    Aspirare a vendere è importante, ma l’aspirazione di uno scrittore non può avere come obiettivo unico e finale il conto economico, ma deve elevarsi ad altre considerazioni. Come sai non guardo di buon occhio lo scrittore che si “accontenta” di raggiungere un gruppetto esiguo di lettori, né quello che è si sente arrivato per avere raggiunto un certo numero di vendite.

    L’esempio del corso di scrittura, non più da fruitore ma dalla parte di chi riunisce intorno a sé un certo numero di aspiranti, mi pare uno degli sbocchi sociali, delle conseguenze logiche che possono scaturire dall’aver venduto così bene. Anche questo fa scrittrice, forse più di qualche vendita. Non vedo perché l’editore non “usi” la tua persona per promuovere eventi culturali all’interno di Bookcity, giusto per restare qui a Milano. Non capisco perché il punto di vista di una scrittrice come te su adozioni, trame del cuore, sentimenti femminili non possa dire la sua in dibattiti culturali al pari di altri nomi (sempre quelli). Questo non viene mai preso in considerazione, purtroppo. Il libro dovrebbe essere un pretesto. Dalla visibilità dello scrittore dovrebbero scaturire le vendite. In fondo fai parte di una scuderia, perché non “sfruttarti” mettendoti al centro di eventi che non siano solo il tuo libro?

    • Non è, carissimo Hel, che sia facile entrare in certi giri. Ma ci proverò, tempo permettendo. Tu scrivi: la tua insoddisfazione non può essere colmata da questi risultati malgrado siano interessanti. Perché sono sì assimilabili come quantità a quelli di altri autori, ma non dal punto di vista dell’eco nel mondo delle lettere.
      Esattamente, proprio così, ho venduto oltre 1000 copie, ma chi lo sa? Io, Amazon, l’editore, voi e mio marito. Di molti autori che hanno venduto non si sa quante copie, si sa però che in qualche modo che ESISTONO COME SCRITTORI il libro sta alla coop, brutto, bello, venduto o invenduto che sia.
      Un bacione super.

  15. Sandra comprendo che le tre recensioni a 1 stella ti abbiano ferito. Se può consolarti provo a darti la mia interpretazione. I tre bassi voti sono il frutto di un errore. Non tuo, ma dei lettori in questione.
    Sembra la classica conseguenza del fuori target.
    Ciascun lettore ha dei generi che predilige su altri. Spesso si hanno interessi esclusivi. Alcuni che leggono fantascienza non leggerebbero mai un rosa; chi legge solo rosa non leggerebbe un thriller.
    In pratica è molto probabile che chi ha rilasciato quei giudizi negativi appartiene a generi diversi dal tuo libro. Un mainstream con connotazioni sociali, sentimentali, di introspezione.
    In genere questo errore di scelta da parte del lettore non succede, perché il prezzo è un deterrente che permette di scegliere un libro con maggiore accortezza.
    Nel tuo caso, questi tizi hanno sbagliato genere per la combinazione di due fattori.
    Il prezzo in offerta e la visibilità delle prime posizioni in classifica hanno esposto il libro a una platea vastissima di lettori.
    Quindi non è il tuo romanzo noioso, o prolisso, ma sono quegli zucconi che non hanno saputo scegliere la loro lettura.
    Succede a tutti, un po’ come me che ascolto Ludovico Einaudi e mi ritrovassi a dare un giudizio su Fedez. Insomma, sarei parco di stelle anch’io. 😀

    • Insomma se sbaglio libro poi è chiaro che non mi piace, be’ molto arguto, grazie. Del resto funziona così con tutto: non amo il cibo piccante, non è che poi posso dare una stella al super ristorante messicano! Grazie, Marco, come sempre ti sei speso un sacco per me.

  16. Ho strabuzzato gli occhi e di primo acchito avevo voglia di dirti: ma che fai, con mille copie ti lamenti? Ma no, non te lo dico, in realtà conosco e comprendo quell’insoddisfazione “a prescindere”, anche se in ambiti diversi. Magari sono le stelline singole che possono fare davvero male, ma Marco ha sicuramente colto nel segno dicendo che a volte le persone sbagliano genere e poi se la prendono con l’autore. Si aspettano qualcosa e restano infastidite se non lo trovano. Sono giudizi soggettivi che lasciano il tempo che trovano.

    • 1000 fa impressione lo riconosco, infatti ho spiegato rispondendo a Helgaldo che già ci aveva preso, il perché la cifra, resa nota l’altro ieri, mitiga un filino quasi niente la frustrazione. Una stella è proprio l’hotel scalcagnato dove vai per risparmiare e poi pensi “era meglio stare a casa!” 😀

  17. Salve a tutti, sono Patrizia di goWare e scrivo anche a nome della redazione.
    Prima di tutto ringraziamo Sandra per aver avviato questa interessante discussione e tutte le persone che sono intervenute anche con idee costruttive e valide.
    Lavoriamo con Amazon da cinque anni e abbiamo pubblicato oltre 400 titoli. Tutti i giorni monitoriamo quello che succede sullo store e le sue dinamiche che non sono facili da capire.
    Possiamo dire in tutta sincerità che il risultato ottenuto da Sandra è ottimo. Non ci sono ancora statistiche attendibili ma la media annua di un ebook in Italia non supera le 100 copie vendute.
    Ma c’è un aspetto ancora più importante che il risultato di Sandra può far emergere, come è già successo in altri casi.
    Il suo titolo grazie alla visibilità nelle classifiche può essere notato da un editore maggiore, che ha anche degli scout che spulciano queste classifiche di Amazon. Questo grande editore può immetterlo nel canale delle librerie tradizionali che è un’ottima cosa.
    Ma questo non è né garanzia di successo, né garanzia di guadagni. Abbiamo molti autori di ritorno dagli editori maggiori con i quali hanno ottenuto risultati piuttosto magri.
    C’è sempre la via dell’autopubblicazione, come suggerisce Marco, che è un’ottima idea. Però a questo punto l’autore deve trasformarsi in un imprenditore, essere superattivo sui social, occuparsi dell’editing e della copertina, della distribuzione, della promozione, di controllare i pagamenti e via dicendo. Ci vuole tanto tempo e poi non è sicuro che si porti a casa qualcosa.
    Ringrazio nuovamente tutti i partecipanti alla discussione e vi saluto con l’invito a contattarmi se avete altre curiosità sul nostro lavoro.
    Patrizia (patrizia@goware-apps.com)

    • Ecco, siamo stati scoperti e non possiamo più spettegolare! 😀 Grazie Patrizia, come vedi io metto tutto in piazza, sono fatta così, sogno che mia madre un giorno tra le corsie della Coop trovi un mio titolo e si convinca che non sono solo fantasie le mie, e che quando le dico che ho pubblicato un altro libro non mi risponda “un altro?” come se mettessi bombe sui treni. Non sono messa bene a 47 anni a cercare ancora l’approvazione di mammà, ma lei è una lettrice forte, una vera cartina di tornasole, però delle 1000 copie non le ho ancora detto nulla, magari le basteranno per ricredersi. Un abbraccio!

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