Fertility day – Cosa ne penso io!

Prendo direttamente dal sito del Governo i cardini di questo Fertility day che dovrebbe far puntare l’attenzione di tutti su (tra parentesi le mie brevi note):

  • il pericolo della denatalità nel nostro Paese (oh, ve ne accorgete solo ora?)
  • la bellezza della maternità e paternità (stavamo giusto aspettando che ce lo dicessi tu!)
  • il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori (l’inquinamento è tra le cause primarie dell’infertilità, difficile sottrarsi se abiti ad esempio a Taranto, endometriosi, tumori alle ovaie e altro, noto una stonatura in questa frase, come se non ben specificate malattie fossero in qualche modo evitabili, tipo “metti la maglia di lana altrimenti prendi il raffreddore!”)
  • l’aiuto della Medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini (4000 euro una Fecondazione in vitro – senza contare gli esami pre – e ti togli lo sfizio di provarci nel privato, oppure keep calm e mettiti in lista d’attesa!)

Cos’è il Fertility day? Un giorno in cui si tromba e lo stato ti garantisce di rimanere incinta? Un giorno in cui lo stato riconosce i propri limiti assistenziali in termini di asili nido pubblici e quant’altro e pone rimedio? E c’è pure un Fertility Game.

fertility

La fertilità e in maniera più ampia la genitorialità non sono giochi, sono cose serie che meritano rispetto, come lo meritano tutte le coppie che non ce l’hanno fatta, quelle che ancora ci provano e inorridiscono a leggere queste vaccate.

Cara Ministra Lorenzin, io l’esame AMH me lo sono pagata di tasca mia perché il Servizio Sanitario Nazionale non lo passa(va)! E Datti una mossa! lo dici a qualcun altro!

Dopo giorni di attacchi mediatici alla campagna la ministra ha dichiarato che non intendeva offendere ma provocare una riflessione e ora aggiusterà il tiro.

Bene, io ci rifletto da più di 10 anni e se vuoi contattarmi affinché ti crei una campagna di sensibilizzazione migliore, trovi la mia mail lassù, non sarà gratuita, come non lo è la PMA in Italia! Fammi almeno rientrare delle spese che ho sostenuto per cercare di avere un figlio, che non ho mai avuto!

#NOFertiltyDay

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28 thoughts on “Fertility day – Cosa ne penso io!

  1. sono senza parole….
    per fortuna le tue sono molto concrete! non riesco a capacitarmi dell’ignoranza immensa di chi ci rappresenta….che tristezza e che rabbia….

  2. PS: 4000 euro per la fecondazione in vitro? Le ultime mi hanno riportato 5500 di solo intervento + 2500 di farmaci/ormoni. Ricordiamo (a chi non lo sa) che l’SSN consente solo 3 interventi nella vita di una donna, le liste di attesa sono di circa 2 anni negli ospedali con maggior percentuale di successo, e comunque questa non supera il 25% di impianto e poi un altro 25% di gravidanza completa. Cioè su 5 donne, solo una rimarrà incinta. Ma questa avrà solo il 25% di possibilità di arrivare al parto. All’estero, le percentuali sono maggiori perchè è consentito uno studio ed una selezione pre-impianto (in Italia è stato bloccato dalla falda cattolica).
    Ma la cosa che più mi fa incazzare è che a fronte di 2 anni di lista di attesa nell’ospedale pubblico, a pochi km ci sono le cliniche private, CON LA STESSA EQUIPE MEDICA, che l’intervento lo fanno in 3 mesi (giusto giusto la preparazione).
    Su questo la signora Lorenzin dovrebbe riflettere.

    • I miei dati non sono aggiornatissimi, mi baso su cose che hanno detto a noi (preferisco evitare il sentito dire) e stiamo parlando del 2009 (se ben ricordo, perché molte cose il mio cervello le ha rimosse per farmi sopravvivere, ma facendo i dovuti calcoli visto che sono certa di aver presentato domanda di adozione l’1 dicembre 2010)

      • Mi intrometto per aggiungere dei dati che ho scoperto recentemente e mi han lasciato di stucco… una mia conoscente canadese ha pagato 14000 dollari (10000 euro) per un tentativo di fecondazione in vitro, iniezioni escluse. L’intero viaggio (visite, esami, ecc…) è costato sui 17000 euro (e purtroppo non ha portato ad alcun risultato).

        Per il resto non mi esprimo perché da qui ho solo sentito voci in opposizione alla campagna, sui social media, quindi sarebbe facile denigrare i coglioni che l’hanno ideata. Voglio lasciar loro il beneficio del dubbio e sperare che avessero motivi validi per offendere in questo modo infame intere generazioni di donne: quelle giovani, che si trovano ancora più sotto pressione; quelle di mezzo, che magari è dieci anni che provano a restare incinta e non riescono; quelle della mia età, che magari non hanno mai trovato il seme giusto per coronare il loro sogno ma a cui è negato il diritto di adottare; e infine quelle che non provano il desiderio di diventare madri, a cui viene negato il sacrosanto diritto di non procreare.

  3. Resto della mia opinione che esista gente priva di cuore e di cervello. Decidere di partire con una simile campagna è chiaramente un suicidio. Da che mondo è mondo avere o non avere figli è un argomento quanto mai delicato.
    Detto questo mi sento profondamente offesa, questo mondo è pieno di gente bacata che vuole dettare regole, non aiuta e non si mette nei panni altrui.
    Per il tuo personale stato Sandra, ti invito a riflettere sul mio post, a volte avere figli accresce situazioni di stress, non che voglia sminuire nulla, ma non fissarti, non essere madri non è un limite, tu hai cuore e cervello e la stima di tante persone. 😘

  4. Diciamo che m sta sul culo non aver avuto grandi scelte. Però essere in 2 spesso è una pacchia, tipo in vacanza, poi c’è tutto il discorso ancestrale “cosa resterà dopo di me” e via dicendo. Grazie.

  5. Sono andata a leggere sul sito dedicato all’iniziativa. Trovo che ci sia qualcosa in più rispetto a quello che è emerso ed è diventato virale con le conseguenti parodie che, come sempre, sanno cogliere nel segno più dell’originale estremizzando certi concetti con dei meme geniali.
    Esempio:
    – Non aspettare la cicogna, qualsiasi uccello va bene.
    – Tenete presente che poi per nove mesi non potete bere (con la bottiglia di birra).
    Trovo che il gran polverone si sia alzato molto di più per quanto riguarda la campagna mirata alle donne che per quella mirata agli uomini e quella generica sulla salute. Non so, forse non essendo una campagna mirata solo su un concetto se ne perde il senso. O forse ognuno ne tira fuori solo la parte che più gli è vicina. L’argomento è molto delicato e allora le reazioni escono forti. A parte la banalità della campagna (perché venitemi a dire che non si tratta di banalità: giusto peso, non fumare, attività fisica senza estremismi, fare figli da giovani è meglio che a 40 anni), coniare il #fertilityday è una cosa oscena come il #familyday per il semplice motivo che, in entrambi i casi, non si celebra nulla di bello, reale e concreto. Non si fa altro che catalogare, dividere, classificare secondo i criteri di qualcuno. E pur volendo trovare il lato positivo in un’iniziativa del genere, accettando la buona fede e che lo scopo possa essere l’informazione e la conoscenza, non ci trovo nulla di concreto che favorisca poi la messa in pratica di ciò che si promuove. Che poi ci sarà pure chi, come me, sceglie (per i più disparati motivi – e a volte non è neanche proprio una scelta diretta ma conseguente di qualcos’altro) di non avere figli? E quindi? Sono giovane e sana: dovrei dare il mio contributo al bene del paese? Poi ci sono le ragazzine che rimangono incinte a 16 anni: e poi? Le ragazze che vogliono un figlio ma rischiano di perdere il lavoro (se per fortuna ce l’hanno). Solo per citare le cose più evidenti. E dal punto di vista maschile? Che diritti/doveri hanno questi impollinatori? Qui qualcuno ha confuso la fertilità con la genitorialità. Quando si deciderà di supportare le persone in quanto tali, come individuo nelle sue necessità (diverse per ognuno certo) senza voler uniformare a standard decisi da qualcuno (che poi di solito li sbandiera e non li rispetta nemmeno)?

    • Dici molte cose di buon senso, ViolaEmi, se lo scopo della campagna, e quello era- è l’informazione, perché se ne sa poco, bene venga, ma a livello più generale non come un invito al concepimento non supportato da fatti. Gli slogan sono da brividi.
      Non aspettare la cicogna, qualsiasi uccello va bene FAN.TAS.TI.CA.
      E’ entrata a gamba tesa, spendendo soldi pubblici, va detto anche questo.

  6. Lo scopo della campagna…ancora mi chiedo qual era (escludendo i soliti contratti in appalto fuori in marketing, media, consulenze varie, e il risultato elettorale prossimo). La ministra ha risposto: “Insulta chi non ha figli!” Certo, ma è proprio a loro che si rivolge la campagna o sbaglio?!
    (al che intuisci quasi uno scollamento totale tra la dirigenza e la realtà dei cittadini)
    Era una campagna per accontentare l’ordine dei ginecologi e ostetrici? Perchè se avessero puerpere più giovani, il lavoro sarebbe meno difficile? E le statistiche del ministero farebbero più bella figura? Far credere al cittadino che “stiamo lavorando per voi”?
    Ma non era meglio impiegare i soldi per sveltire le liste di attesa di qualsiasi esame? O meglio renderli completamente gratuiti?
    Tanto per quel che ho visto la soluzione principe di ogni male è la separazione completa delle carriere: se lavori nel pubblico, caro dottore, non è giusto che tu abbia la clinica privata. O qui o lì. Paghiamoli anche di più, per carità, ma devono essere concentrati in un solo luogo di lavoro.

  7. Oggi sono tutti lì a scusarsi per tutto quello che non pensavano che i loro slogan facessero (offendere?). Ora, tanti l’hanno presa sul ridere e le parodie sono fantastiche, ma, Sandra lo sa benissimo, certe ferite bruciano. C’è chi non ha riso per niente e donne che per inseguire un figlio che non arrivava si sono rovinate la vita, anche per le pressioni che avevano e che davano a loro la colpa. Io al pubblicitario avrei dato due schiaffi e se mi capita a tiro non garantisco di trattenermi.

  8. Sai che il “videogame” ha lasciato peplessi anche i videogiocatori? Per lo meno, quelli che vivono il gioco con passione. Il fertility game aveva tanti difetti gravi – giochi finché non perdi, ergo è impossibile il lieto fine della fecondazione; nella versione femminile, devi fare incetta di spermatozoi, più che puoi; varie ed eventuali, specialmente dal punto di vista tecnico.
    Un gioco fatto bene, con una storia scritta bene, avrebbe potuto essere un bel colpo per informare divertendo, ma così è solo il colpo di grazia a una campagna mal progettata dall’inizio alla fine.

    Credo che chi ha creato la campagna non avesse informazioni adeguate sull’argomento, oltre a poca fantasia e buon gusto. E obiettivi discutibili.

    • La Lorenzin sta sera ha ribadito che è un problema medico e lei voleva solo avvisare le donne che magari se a 36 anni cominci a programmare un figlio e sei in difficoltà così, con questa campagna, non potrai dire “e ma me o dovevate dire prima!” Per rimediare continua a fare altri danni. Grazie Daniele per le tue info sul gioco di cui non conoscevo i dettagli.

  9. Cara Sandra, che brutta storia! Uno schifo! Su FB girava di tutto, prevalentemente commenti di donne, ma non solo, incavolate di brutto (tra le quali io) e post ironici di chi ancora attende una stabilità economica dopo anni di studi e tirocini non pagati.
    All’inizio credevo fosse uno scherzo. Quando ho capito che era una vera campagna governativa mi sono davvero offesa e, ovviamente, incaxxata.
    Le mie amiche senza prole, anche straniere, hanno reagito dicendo: ma chi sono loro per dirci quello che dobbiamo fare? Perché può essere una libera scelta come no. E nel caso del no pecca davvero di pessimo gusto e di poca sensibilità umana.
    In entrambi i casi il Governo (non la MInistra, ma il Governo!) ha fatto una bruttissima figura.
    Se l’intento fosse di informare correttamente da un punto di vista scientifico, basterebbe organizzare una corretta educazione sessuale nelle scuole, ma chissà perché in Italia è tabù (vedasi puntata di Presa diretta che mostrava l’educazione sessuale insegnata nei paesi nordici, ad es. in Germania, e in maniera seria). Poi, secondo il Governo, noi donne saremmo un popolo di dementi che avrebbero bisogno di foto con cicogne e clessidre per capire.
    Ma qualcuno al Ministero avrà dato indicazioni in merito? Avrà visionato la campagna prima di renderla pubblica? Si sarà posto qualche domanda? … considerando che stavano utilizzando i soldi dei contribuenti! Evidentemente no!!!
    Mi vergogno di essere italiana per i politici che abbiamo, ma sono fiera di esserlo per il modo in cui le donne (e mi ci metto anche io) hanno reagito.
    Scusate se posso aver ripetuto cose già dette nei commenti precedenti ma li ho letti rapidamente.

  10. Penso che scriverò un post anch’io su questo fertility day del ca…volo. Quando leggo queste assurdità mi arrabbio da morire e resto allibita, ancora mi illudo che chi ci governa abbia un po’ di sale in zucca e di sensibilità. Io ho tentato di avere un figlio per diversi anni piangendo nascosta in bagno tutte le volte che scoprivo che una mia amica era incinta (e mentre mi complimentavo con lei con un sorriso, pensavo che avrei voluto mettermi una colla al collo e impiccarmi) ci ho messo anni a trovare un equilibrio (nel frattempo il matrimonio è colato a picco) e poi arriva una ministra del cazzo a proporre una campagna ottusa. Ma al di là della mia personale storia quello che mi fa arrabbiare ancora di più è il fatto che in Italia anche i più ‘fortunati’ che concepiscono senza problemi si imbarcano in un avventura coraggiosa in cui lo stato non ti dà nessun supporto: asili nido costosissimi, assegni familiari ridicoli (se hai un lavoro ovvio), mondo del lavoro che ghettizza le donne con i figli perché fanno troppe assenze o perché non sono al top e pienamente efficienti dopo una notte insonne passata a cullare il pupo, sembrano dirti ‘hai fatto un figlio, sono fatti tuoi’ per non parlare della mancanza di lavoro con quarantenni che sono ancora precari con il continuo rischio di trovarsi in mezzo a una strada!
    E poi ipocritamente c’è qualcuno che ti dice ‘ma i figli bisogna farli da giovane’
    Certo verissimo, mia nipote (figlia di mia sorella) si è sposata a 27 anni e ha fatto subito un bambino, ma non ha lavoro (per fortuna il marito sì) e i genitori danno il loro aiuto anche economico (anche la zia finora si è svenata in regali), ma questa scelta serena di fare subito un figlio di mia nipote non avrebbe potuto esserci senza il supporto familiare di contorno, questo ministra lorenzin lo sai?

  11. Carissime Barbara e Giulia vi ringrazio davvero tanto per esservi spese in lunghi commenti e in particolare Giulia che ha lasciato da me un pezzo della sua vita che non conoscevo, evidenziando un aspetto del problema: un matrimonio che non regge di fronte alla difficoltà di concepimento, ne conosco diversi, purtroppo. La ministra si scusa, si dissocia da Renzi (è lui che dovrebbe pensare a politiche sociali di sostegno alle famiglie), Renzi prende le distanze invece da lei, e la gente si incazza, soffre, tira fuori vecchi drammi che sperava avere in qualche modo superato. E’ UNO SCHIFO INDICIBILE!

  12. Come minimo si tratta di una campagna rozza e mal formulata, a partire dal nome. Poi personalmente sono stanca di vedere usare la lingua inglese in modo ridicolo, quando abbiamo un vocabolario ricchissimo. Quando poi si tratta di argomenti come questo, non si può andare giù con accetta e slogan come hanno fatto loro; c’è caso e caso, non siamo tutti fatti con lo stampino. Conosco una coppia che è stata male perché non potevano avere figli, poi avevano intrapreso un percorso lunghissimo e anche umiliante per adottare un bambino – e anche lì ci sarebbe molto da dire! Conosco un’altra coppia che non ha avuto figli per scelta. Meritano rispetto entrambe.
    Addirittura un gioco, poi! Non ho parole…

  13. Che dire se non passare, ancora una volta, in Europa e nel mondo, come un paese di “stupidi che mette al governo dei super stupidi”….ho amiche che hanno tentato per anni di avere figli…qualcuna c’è riuscita…qualcun’altra ha preferito desistere e circondarsi di gatti.
    Le ho viste piangere. Sperare. Arrabbiarsi. Piangere. Cadere e rialzarsi.
    Le ho viste andare in banca per chiedere prestiti per poter andare in strutture private e saltare file interminabili, perché il loro orologio biologico andava di corsa, troppo di corsa. Le ho viste seguire diete speciali e privarsi di qualsiasi cosa che potesse far male…Le ho viste salire in macchina e macinare km su km per arrivare fino a Praga per avere una chance in più…le ho viste pregare per quel bambino mai arrivato….e le ho viste chiudersi a riccio per non soffrire troppo e, ora, arriva questa campagna della cippa lippa a riaprire tutte le ferite…
    Di fronte a certe cose si rimane basite, senza parole!

  14. Le ho viste piangere. Sperare. Arrabbiarsi. Piangere. Cadere e rialzarsi. Dici tu, e dico pure io che ci sono passata.
    Cara MariaElena, quando arrivano messaggi come questi, dal governo, ti rendi conto che per ricadere basta davvero un soffio.

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