Economia domestica!

Alcuni tra voi hanno mostrato un certo interesse per l’argomento gestione economica, per cui approfondisco con un post. Alcune premesse doverose: so bene che i figli costano e io non ne ho, non intendo insegnare nulla, ma portare la mia esperienza, non parlando di cifre il tutto risulta un po’ fumoso: tanto/poco non significa nulla, ma empiricamente il nostro sistema può essere applicato a 100/1000/1000 euro e pure ai fantastilioni di Paperone.

Quando si mette su casa con qualcuno è d’obbligo decidere come gestire entrate e uscite. Diversi sistemi. Un unico conto per entrate (gli stipendi) e le uscite (tutte le spese dal mutuo agli sfizi) soluzione più pratica con un grosso svantaggio: addio all’autonomia del singolo. Dover giustificare ogni prelievo e/o ogni spesa non fa per me!

Un conto in comune e uno per i diversi membri adulti che contribuiscono al menage (moglie e marito in linea di massima). Molto efficace, ma la gestione risulta più articolata. Gli stipendi su quale conto vanno? E le spese?

Noi abbiamo optato per questa soluzione, mantenendo i nostri vecchi conti di quando eravamo single, con il nuovo conto stipulato quando abbiamo comprato casa, che è diventato quello di appoggio al mutuo, nonché quello utilizzato per la domiciliazione delle utenze e per tutte le spese comuni. E sì, è pure quello dove ogni mese ci accreditano gli stipendi. Ne consegue che i vecchi conti sono fermi, rappresentano una sorta di risparmio che ognuno di noi gestisce più o meno come meglio crede. Ogni mese attingiamo dal conto in comune una cifra uguale per entrambi e decisa di comune accordo per le spese personali: estetista, parrucchiere, libri, hobby, abbigliamento, ricarica telefonica del cellulare ecc.

Trovo sia un ottimo metodo, anche se chiaramente non risolve ogni questione.

Quel tot personale può non bastare quando magari si accavallano ceretta, taglio capelli ed è pure il compleanno dell’Orso, e mannaggia come vorrei una borsa nuova! Posso decidere di attingere dal mio vecchio conto, ma cerco di farlo il meno possibile: è un piccolo fondo di riserva. Con un po’ di buon senso anche le spese personali possono essere gestite dal conto in comune oltre la cifra stabilita, nessuno si opporrà all’acquisto di un paio di calzature se nevica e dal vecchio paio di stivali passa l’acqua!

Oltre alle spese fisse sulle quali abbiamo poca voce in capitolo (bollette, tasse) molti costi sono estremamente variabili in una casa. Discount o biologico? Vestiti firmati o mercato? E i nuovi acquisti importanti? Un divano nuovo o ci facciamo andar bene quello mezzo sfondato? A rate o tutto subito? Quante volte al mese si esce a cena? Trovare un punto d’incontro può essere vitale per la sopravvivenza, davvero.

E se ci siamo riusciti noi, con un’impostazione familiare molto diversa, con idee spesso opposte, possono farcela tutti. Occorre impegno e saper cedere: una volta io, una volta l’altro. Ragionare a tavolino, cercare e trovare soluzioni, e rifare tutto da capo se una strada non ha portato a un buon risultato: è successo e siamo ripartiti.

Un buon trucco è quello di segnare tutte le spese, tutte tutte. Io lo chiamo “fare le casse” ci perdo un botto di tempo, ma so perfettamente quanto spendiamo al supermercato, in farmacia, in benzina. E mi è chiaro quando è necessaria la legge di stabilità, un piano di rientro o si possono fare programmi più a lunga scadenza per spese grosse: es. tra due anni cambiamo la macchina.

Non c’è il giusto o lo sbagliato, mediamente intendo. Spesso è solo questione di scelte. Chiaro che se ci si indebita per il mega apparecchio Tv da 3000 euro, di cui ho appena visto la pubblicità e poi si è in serie difficoltà col dentista, o se ci si imbruttisce dietro desideri ma appagati forse bisogna rivedere i fondamentali. Di fronte alla vera povertà alzo bandiera bianca, ma Dio sia ringraziato, non è il caso di nessuno vicino a noi; mentre avere due entrate molto alte (non è il nostro caso – insomma gente che si capisce che di soldi davvero ne ha, per lo stile di vita che conduce), non mette al riparo da magagne perché spesso non ci si sa accontentare, o non si è in grado di gestirsi.

Ognuno agisce come crede, ma la lagna “non ho soldi” di chi spende un intero stipendio per sta roba qui che fa andare in delirio, non l’accetto, così come non accetto che quarantenni con due stipendi continuino a essere foraggiati dai genitori.

Mi mantengo da oltre 28 anni e la mia è una lunga serie di non: non abbiamo elettrodomestici all’avanguardia, non abbiamo chi ci fa i mestieri, non abbiamo apparecchi particolarmente tecnologici, non abbiamo la Tv in camera da letto né in cucina (e soprattutto abbiamo avuto un televisore grande come un francobollo per molti anni dopo sposati, dismesso da mia sorella), non abbiamo Skype, non abbiamo tendaggi da 1000 euro (questo lo dico perché un pirla un tipo che conosco ha detto che è il minimo sindacale per le tende). In realtà è cominciata ben prima del matrimonio: non sono andata all’università (Dio, solo sa quanto avrei voluto, ho sempre saputo che era no e non sono dovuta andare dallo psicologo per il trauma), non ho fatto la gita scolastica in Germania in quarta superiore (non ci tenevo un granché per fortuna) e potrei continuare a lungo.

Sono veramente felice di poter dire che non mi ha regalato niente nessuno, anzi. Che mi sono tolta un sacco di voglie e ancora continuiamo a farlo, grazie al lavoro che non è mai mancato ed è una fortuna, lo riconosco, ma anche grazie all’economia domestica e al fatto che, anche nei momenti più neri, e ci sono stati, quando ero a un soffio dall’andarmene dall’ufficio, disperata, con la salute compromessa, ho tenuto duro. Ora sono qua, siamo qua, con la casa pagata, le vacanze ogni anno ma ancora con l’abitudine di controllare lo scontrino del supermercato, per verificare che mi abbiano applicato tutti gli sconti dei prodotti che sì, ho comprato proprio perché erano in offerta!

Anche Paperone, vedete, le pulizie se le fa da solo!

Anche Paperone, vedete, le pulizie se le fa da solo!

 

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20 thoughts on “Economia domestica!

  1. Niente, si sente proprio che siamo dello stesso giorno!!! 😉
    C’è chi si stupisce per il fatto che, essendo io un informatico, in realtà la tecnologia che uso sia vecchia. La tv “grande” l’abbiamo presa in saldo e credo la cambieremo solo quando farà puff. Il mio computer fisso ha 1 anno, ma sostituisce un pc di 13 anni. Il mio cellulare è un samsung s3 (ora siamo all’s7, tra poco s8), preso quando è sceso sotto i 300 euro. E già mi sembrano tanti. Quelli che ne spendono 700 sono folli. Perchè non hanno capito la differenza tra tecnologia e status symbol.
    Tra l’altro, “quella roba lì che fa andare in delirio” è considerata il male assoluto a casa mia. Il gemello di Cracco qui dietro si rifiuta categoricamente di usare quella sorta di aggeggio: “Il risotto lo faccio io, ma quel coso no.” 😉

    • 1200 euro, non discuto sono stata a una presentazione, le cose le fa bene e soprattutto LE FA DA SOLO! Ma cazzarola, sono soldi. E siamo sempre lì, ognuno li spende come vuole, ma se poi ti lamenti e so che il tuo stipendio è di 100 euro superiore a quella cifra, be’ ragiona! Però, il gemello di Cracco, complimentoni!

  2. Mi piace il tuo atteggiamento pratico ed efficace verso la gestione del denaro familiare. Hai imparato nella vita a dare ai soldi il loro valore, ma sei capace anche di allargarti, se è il momento giusto. E’ il modo che piace anche a me! 🙂

    • Dare ai soldi il loro reale valore è davvero importante: devono assicurare benessere, la possibilità di curarsi con una visita privata al volo, garantire una vecchiaia senza troppe preoccupazioni, non sono una cosa da esibire e non li porteremo nell’aldilà.

  3. Ah, il Bimbi! Tutti me ne parlano come una meraviglia, ma io con quel prezzo mi ci faccio due vacanze. E continuo a tenermi le vacanze.
    Non sono molto scientifica come economia domestica. So che devo spendere meno di quanto guadagno, considerando anche per due mesi l’anno non guadagno (che per la disoccupazione c’è sempre qualche inghippo e anche se va bene la pagano a novembre) e che le cose si sostituiscono quando si rompono o poco prima e che si comprano se servono. Credo che mi aiuti il fatto che io alle cose mi affeziono. Sto male al pensiero di cambiare il cellulare ogni anno, in un anno il cellulare ha appena iniziato a diventare il mio! Ogni oggetto dovrebbe avere almeno dieci anni di vita, per poter costruire con me un percorso significativo… Mio marito mi prende molto in giro per questo, ma credo che ringrazi per il mio non voler acquistare cose ogni fine settimana. Libri a parte. Ma quelli sono come il cibo, non si può risparmiare sulla prima necessità.

    • Libri = prima necessita! Altroché! In effetti anche sull’abbigliamento a parte non seguire le mode in maniera spasmodica nonostante abiti nella capitale della moda, ecco lì come te mi affeziono e quando ho buttato certi abiti, es quello indossato al matrimonio del mio cugino preferito (preso al mercato tra l’altro!) mi è spiaciuto. Sono mesi che faccio il filo a una pentola in un negozio dove ci sono sempre sconti tranne su quella, la commessa ha detto di arrendermi: non la sconteranno mai, e io per ora non la compro!

  4. Tutto giusto quello che scrivi Sandra, ma di difficile applicazione quando i due, pur non avendo figli, sono due partita Iva senza stipendio. Leggi, due liberi professionisti. Che una volta, in un’altra epoca , facevano i soldi. Oggi viviamo giorno x giorno, sperando arrivi un lavoro da fare e che poi venga pagato.
    Se poi ci metti uscite costanti per avere figli, capirai bene che é difficilissimo far quadrare i conti.
    A volte mi sento cretina che non ci riesco, ed é difficilissimo quando il conto risulta vicino allo zero, ma stringiamo i denti, non con poca rabbia, per aver dato priorità ad altre cose ( come la laurea), prima.

    • Non sei cretina, Anna, e la storia come dici tu è molto cambiata una volta chi aveva P.Iva era un professionista molto benestante, oggi non più. Nei primi anni 90 in banca ti davano il 7% di interesse su un normalissimo c/c, se riuscivi a comprarti delle obbligazioni o certificati di deposito a scadenza, qualcosa mettevi via, senza rischi. Oggi non c’è liquidità e la gente non paga, l’insoluto è all’ordine del giorno, lo vedo nel mio lavoro da dipendente. Se fossimo maghi non saremmo qui a parlarne, e col senno di poi si fanno grandi discorsi piuttosto inutili, io non faccio un lavoro che amo, e non l’ho cambiato un po’ certo anche perché mediamente sono un fossile, ma la sicurezza che mi ha dato è stata importante per gettare le basi della vita che conduciamo ora, tu il tuo lavoro lo ami molto invece, e credimi è qualcosa di fantastico, purtroppo poi i tempi di inattività per la ricerca di un figlio (e le uscite economiche) pesano, lo so, lo capisco e mi dispiace davvero molto. Ti abbraccio.

  5. Ciao,
    Sono qui per la prima volta su suggerimento di mia moglie che ti legge più frequentemente. Condivido tutto quello che scrivi sul valore dei soldi e sulle scelte di essenzialità domestica.

    L’unica differenza è che io e mia moglie abbiamo un unico conto in comune. Per noi non si pone il problema di dover giustificare nulla: se abbiamo deciso di condividere le nostre vite al punto di sposarci è chiaro che abbiamo la piena e totale fiducia reciproca su qualsiasi aspetto della beta soldi compresi. Sua chiaro, questo non ci impedisce a volte di avere discussioni e divergenze su certi temi (siamo coniugi, mica cloni!), ma sempre con un base di fiducia reciproca.

    Vale anche per i soldi: se vedo una spesa che non capisco (o se la vede lei), penso semplicemente che c’era qualcosa che serviva. Chiaramente questa fiducia deve essere mantenuta giorno dopo giorno perché se uno dei due scoprisse l’altro a buttare i soldi (ad esempio giocandoli alle slot) è chiaro che ci sarebbe qualcosa da rivedere. Ma non solo a livello economico, ma proprio sui fondamenti del nostro stare insieme.

    Detto questo sia chiaro che non giudico chi fa diversamente da noi. Penso che l’importante sia trovare un qualsiasi accordo che vada bene ad entrambi, perché non esiste un sistema giusto o sbagliata priori.

    Grazie per l’ospitalità e buona notte

    • Ciao Guido, sarei molto curiosa di sapere chi è tua moglie adesso. Sono felice di avere un commento maschile su questo tema. Un conto in comune va benissimo figurati e sono certa che funzionerebbe anche per me e L’Orso, del resto es. l’auto è intestata a lui ma è stata comprata coi soldi del conti in comune, se ci separassimo rimarrebbe a lui ma è stata pagata da entrambi. Quando però sento, e lo sento, frasi tipo. (contesto fiera hobbistica con ogni ben di Dio) “caspita ho già comprato questo, vorrei anche quest’altro (cifre non esagerate), cosa dico a mio marito?” mi cade tutto, perchè lavorano entrambi ed è lì che dico, ma cosa ci sarà mai da giusfificare se hai ritenuto di comprare uno strumentino in più da 15 euro? Un caro saluto a te e a tua moglie.

      • Ciao non ti saprei dire se conosci moglie perché non so se scrive o se legge solo. Ora dorme e non mi pare carino svegliata per chiederglielo. ..

        Quanto al caso che citi, capisco perfettamente. Cosa c’è da giustificare? Semplice; niente. Se hai fatto questa spesa, vuol dire che hai ritenuto di farla e per me è ok. Ho comunque il sospetto che all’atto pratico tra la nostra è la vostra gestione cambi poco.

        Mi fa strano invece quando marito e moglie hanno contabilità separata in toto. Uno guadagna 0 o 10, uno 50 e ognuno si mette via in proporzione di quello che guadagna. Se uno dei due guadagna poco o non lavora affatto (e non per disoccupazione) lo fa per scelta famigliare, per seguire la casa e gli eventuali figli o altri famigliari. E lo può fare perché l’altro lavora tanto fuori, ma l’altro può stare fuori tanto proprio perché c’è qualcuno a casa che si smazza tante incombenze. Troppo comodo quindi dire “io guadagno, tu no quindi i soldi sono miei!”

  6. non avevo dubbi che avresti fatto un post preciso, nel tuo puro stile! mi piace, e poi dalle esperienze altrui si possono sempre prendere spunti e appunti!
    poi ovviamente ognuno di noi cerca il proprio metodo o comunque un metodo utile che non ti faccia rimanere in miseria, ma a volte ci vuole tanto tempo per trovare un equilibrio, sia che si tratti di coppia, che di coppia con figli, che pure di singoli!
    anch’io le spese me le segno tutte, ma proprio tutte, e confrontando quelle dei mesi precedenti ci faccio pure qualche previsione, ma come sappiamo bene l’imprevisto è sempre dietro l’angolo…uffa!
    sguardo allibito prima e risata (in silenzio) poi sulla frase “non abbiamo tendaggi da 1000 euro (questo lo dico perché un pirla un tipo che conosco ha detto che è il minimo sindacale per le tende)”, pensa che io in alcune stanze le tende non le ho proprio volute!!!! 😀

  7. @ Guido sì, ora col part time e lo stipendio decurtato non è che la quota personale si è abbassata, l’economia fa parte di un disegno più ampio di fiducia e collaborazione, trovo meschino rivendicare cose in nome di una maggior retribuzione.

  8. No, il bimby proprio no, grazie. Primo, perché per me la cucina è fatta di manualità, di ore a sminuzzare con il mortaio, a pelare con il pelapatate,a cuocere sulla cucina economica a legna, proprio come faceva mia nonna, che mi ha insegnato a cucinare. Secondo, perché sì, lo ammetto, sono taccagna.
    Io formichina ho sposato una cicala. Poi con gli anni, quando sono arrivati i bambini, anche mio marito è cambiato e ora siamo (quasi) sulla stessa lunghezza d’onda. Non ho lavorato per quasi sei anni quando sono nati i bambini e solo ora inizio di nuovo a guadagnare qualcosa. Con uno stipendio solo (per quanto un buono stipendio) e due figli piccoli non è sempre stata una passeggiata. Nonostante questo, abbiamo potuto fare parecchi lavori per ristrutturare casa e ci siamo sempre potuti permettere di portare i bambini al mare. Cerchiamo di scegliere bene e soprattutto di non sprecare. Ecco, gli sprechi proprio non li accetto.

  9. Ecco
    non pensavo di aver niente da dire, ma quando hai citato il bimby e il televisore da 3000 euro mi sono sentita appoggiata. Il bimby, o meglio, qualcosa che cucini per me mi piacerebbe, non lo nego. Ma non esiste spendere quella cifra per un elettrodomestico.
    Idem il televisore. Il nostri ci ha lasciato la scorsa primavera. Non ti dico la fatica per trovarne uno a prezzo umano. Il commesso dell’unieuro (ma poteva pure essere trony o mediaworld che sarebbe stato uguale) non la capiva, che noi volevamo una roba normale, ho dovuto spiegargli che non mi serviva una ferrari, io volevo una panda, e la sua risposta è stata “qui non l’abbiamo”
    Risultato per spendere la cifra che eravamo disposti a spendere per un tv siamo andati al supermercato (e ci abbiamo pure fatto i punti, tiè!). E abbiamo preso comunque un televisore migliore del precedente e comunque aderente alle nostre esigenze.
    ‘sta cosa secondo me è fortemente indicativa del cattivo stato di salute della nostra società…

    scusa se mi sono dilungata

    • Non scusarti, è un commento che apprezzo molto il tuo, anche noi abbiamo comprato la tv in un supermercato credo S lunga se ben ricordo. E la tua frase finale davvero condivisibile. Un bacione.

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