Non mi darò per vinto ci puoi giurare (cit.)

Giovedì scorso una serata magica con questa donna che ammiro tanto e che mi vanto di annoverare tra le mie amiche. In questa libreria così diversa dalla Open, che cito spesso, eppure così ugualmente accogliente. Uno spritz, molte chiacchiere, poi nella sala superiore la presentazione dell’ultimo romanzo di Giorgio Vasta che proprio non conoscevo. Come prima cosa mi sono sentita molto ignorante, poi mi sono ritrovata catturata dal vortice delle sue parole e incantata da tutta l’atmosfera dell’incontro.

Fuori il tram n. 3, c’è una fermata proprio lì davanti e porta fino in Duomo. Il tram di Milano, soprattutto quelle rare vetture che ancora conservano le panchette di legno, io lo adoro. Per anni è stato il mio mezzo di trasporto, il n. 14 che dal capolinea dove abitavo all’epoca, arrivava fino al capolinea opposto, al Castello Sforzesco.

La libreria Verso si trova in uno degli angoli più deliziosi della città, dopo le Colonne di S. Lorenzo, all’andata non ricordando esattamente a che altezza del corso fosse, sono scesa alla fermata sbagliata, ma è stato un bene: era piovuto la mattina, ho guardato il cielo già più chiaro e certi balconi, poi lo sguardo laterale alle vetrine dei negozi hipster della zona, ai violinisti davanti alla chiesa. Dio, ma che bella è Milano, quando c’è la luce giusta?

All’uscita invece mi sono resa conto che la fermata era lì, bastava attraversare la strada per acchiappare quello nel giusto senso di marcia. La mitica CBM mi ha presa per mano e poi ci siamo abbracciate e promesse di vederci super presto. E per la proprietà transitiva della fighezza mi sono sentita figa pure io. Il tram è arrivato subito, non era quello con le panchette di legno, ma un modello comunque abbastanza vecchio per fortuna, e mentre ero lì seduta e lo sentivo sferragliare sui binari del mio cuore, mi sono guardata dentro e ho trovato un sacco di frecce ancora nella faretra della scrittura e delle possibilità.

Amici, si ricomincia!

Il tram della mia infanzia era così, oggi è ancora usato come sabbiera e capita di vederlo in giro

Il tram della mia infanzia era così, oggi è ancora usato come sabbiera e capita di vederlo in giro

Un modello abbastanza datato ma ancora in circolazione, attualmente il mio preferito

Un modello abbastanza datato ma ancora in circolazione, attualmente il mio preferito

Le adorabili panchette di legno

Le adorabili panchette di legno

Il moderno e brutto Sirietto, piuttosto scomodo all'interno

Il moderno e brutto Sirietto, piuttosto scomodo all’interno

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18 thoughts on “Non mi darò per vinto ci puoi giurare (cit.)

  1. Aaaaaaaah!!! I tram di Milano, Sandra, che sorpresa mi hai fatto!!! Le mitiche panchette di legno, sì. Io prendevo il 30 per andare a scuola e il 29 per ritornare, non mi ricordo se all’andata o al ritorno (il mio liceo era in via Prina, una vietta su corso Sempione). Quando ero proprio piccola, mi ricordo che quando si saliva c’era il bigliettaio in uniforme che ti staccava quei minuscoli biglietti colorati, servendosi della spugnetta.

    Il Sirio invece lo odio. Secondo me il design è di qualcuno che non ha mai preso un mezzo pubblico in vita sua. Lo prendo in viale Premuda quando torno dalle riunioni editoriali con cui delle due case editrici per cui lavoro. All’inizio non c’erano le macchinette per timbrare nei posti giusti e. siccome è sovraffollato, dovevo sempre andare da un punto all’altro calpestando i calli di tutte le persone.

    • Sono felice di averti fatto un piccolo regalo. Allora, il bigliettaio lo ricordo anch’io, ho vissuto da bambina la fase “introduzione obliteratrice”, le vetture quindi avevano ancora il posto del bigliettaio, vuoto. E ogni volta la lotta: io e mia sorella volevamo sederci lì! Sì, i primi Sirio – molto lunghi – avevano poche timbratrici e ricordo anch’io queste assurde gimcane, o gente che si passava il biglietto di mano in mano. So perfettamente dov’è via Prina, vicino all’Arena, prima di Paolo Sarpi.

      • A proposito della Milano della nostra infanzia, volevo segnalarti questo. Ho aiutato una mia amica ad aprire il suo blog, si chiama “L’angolo di Cle” e lo trovi già nel mio blogroll. Se vai sul “Chi sono”, c’è un link a un filmato delle Teche Rai, che mostra la Milano del 1963, anno in cui entrambe siamo nate, durante le feste natalizie.
        Dura una ventina di minuti, ma vale la pena di vederlo. Mi ha fatto venire un po’ di nostalgia, specie di mio papà…

  2. Adoro i nostri vecchi tram. Il tuo preferito è anche il mio. Quando svolta all’angolo e appare il suo muso potrei innamorarmi. In questo periodo sono in giro per fontane, 74 a Milano, lo sapevi?

      • Infatti ,messa in quel modo la frase, sembrava l’indirizzo di dove eri… No, io non lo sapevo che sono 74 le fontane di Milano. Grazie per la guida turistica tua e di Sandra.

  3. @ Marina, felice che tu apprezzi la mia città, Helgaldo no non sapevo né che ci sono 74 fontane né che tu fossi in giro a cercarle/fotografarle, potresti raccontarle in un post! @ Speranzah eh tu mi conosci 😀

  4. Mi piacciono tanto i tram, anche quelli bruttini e moderni, devo dire, una città ideale per me dovrebbe avere tram, metrò, biciclette (nelle piste ciclabili), cavalli, pedoni e zero auto. Magari qualche dirigibile o mongolfiere in cielo.
    A parte questo, certo che non ti arrendi, hai una grinta pazzesca e ogni volta che ti senti giù poi torni più motivata di prima.

    • Chiara è un’ottima motivatrice, almeno con me funziona. A Milano il bike sharing sta prendendo molto piede, dovrebbero posizionare anche un punto sotto casa nostra. Grazie di cuore anche a te!

  5. Ah il fascino del tram! Quello che hai mostrato in foto è proprio bello! Peccato che tutte le volte che sono stata a Milano ho sempre usato la metropolitana. Mi hai fatto venir voglia di tornare a Milano per un giretto, è una città dalle mille sfaccettature e sa essere molto piacevole. Oh che bella grinta che hai Sandra, mi fa proprio piacere, per la proprietà transitiva è venuta un po’ ancge a me 😉

    • Sì, devo dire che piace molto anche a me e poi quando mi sono messa a cercare le foto dei tram me ne sono uscite un sacco di bellissime. Ma ti ricordi? Le colonne di S. Lorenzo sono lì al negozio dei timbri belli-

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