Cercare lettori

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Foto sabato 8 ottobre gita dell’Orso a Premana LC

In tempi recenti mi sono trovata due volte catturata da conoscenti che propagandano prodotti che usano con entusiasmo e con i quali hanno scelto di fare business. In un caso c’è stata poca trasparenza, in entrambi invadenza che mi ha infastidita e messa per un attimo alle corde.

Quando si è trattatato di dare il via all’organizzazione del party per l’antologia l’Orso mi ha ricordato i due episodi come monito e ho quindi fatto tesoro delle sue parole.

Va detto che ho organizzato molte presentazioni dei miei romanzi e mi muovo quindi su un terreno che conosco, vado spesso anch’io a presentazioni e non mi sento in alcun modo obbligata all’acquisto. Questa è la formula, molto semplice e chiara: si parla del libro, c’è un bel rinfresco e si sta insieme. Il libro sta lì se vuoi lo compri altrimenti, soprattutto se c’è molta gente, la cosa non verrà neppure notata.

Cercare lettori è diverso rispetto a cercare consumatori di articoli per il benessere? A livello di strategia di marketing forse no. Se, come dice Serena, la mailing list è la cosa più preziosa che abbiamo, be’ nella mia ci sono anche imbianchino e serramentista: eviterei di comunicare loro l’uscita dei miei libri, anche se magari mi perdo lettori importanti. In realtà poi io non mando mail a nessuno.

Il confine tra merketing e stalking è sottile, oltrepassarlo è un attimo e può essere un punto di non ritorno nella stima che il destinatario ha di te.

Fatemi una maglietta con sta frase!

Sto al di qua della frontiera. Al punto che, a parte mio marito che segue il processo creativo da “mi è venuta in mente una nuova storia” a “esce domani!”, se qualcuno mi chiede se stia scrivendo qualcosa, allora lo informo con piacere circa a che punto siamo, altrimenti mi sento piuttosto dire “ma Sandra, scusa, è uscito un tuo libro e non me l’hai detto?” Io lo dico a voi, nel blog. Non propongo, regalo poche copie, che compro perché il bottino di copie omaggio da distribuire esiste solo nella testa di chi non sa nulla di editoria e fine.

Cercare lettori in questo modo probabilmente è poco efficace, o comunque poco e basta perché acchiappo un pubblico ristretto, ma da sempre quella che sono e quella che appaio sono figure che aderiscono alla perfezione.

Mi sembrava che non avessimo tutto sto rapporto per cui tu ora mi rompi il cazzo chiami (poi scusa chi cazzo te l’ha dato il mio numero, oddio non ricordavo di averti dato il mio numero, chissà poi mai quando visto che non ci vediamo mai) per parlarmi di xyz. Ecco, questo sono felice che di me non si possa dire.

In quanto alla mail, a meno che sia nome-cognome e allora risalgo magari a persone incontrate secoli fa in palestra, Chiesa, corsi di scrittura, per questioni di lavoro, per rogne burocratiche, per menate mediche, per stracciamenti di palle condominiali, di cui ho perso del tutto le tracce; altri, se hanno avuto l’ardire di comporre l’indirizzo con un personaggio di fantasia come Ellery Queen in un momento di esaltazione, che manco le droghe pesanti, non so proprio più chi siano. Allora no, no che magari mi ritrovo a scrivere involontariamente a chi mi sta oltremodo sui coglioni e ho dimenticato di togliere dalla rubrica!

Ma pensa te che deriva ha preso questo post! In ogni caso il party è saltato, non ci viene concesso l’uso della sala condominiale dove abitualmente ci si trova per le riunioni con gli amici di scrittura, perché ci sarebbe un maneggio di denaro e attualmente la danno solo per assemblee tipo quella del gruppo che si incontra da secoli, o festine di compleanno per bambini. Peccato, ma se ci sono di mezzo io incagliarsi con la burocrazia pare il minimo. Sono abbastanza delusa 😦 ma in fondo pazienza. Per l’antologia siamo in tanti e la forza del gruppo la porterà comunque lontano.

Buona domenica ai miei lettori domenicali, e buona settimana a chi arriva qui il lunedì!

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17 thoughts on “Cercare lettori

  1. Ciao Sandra. Parlo chiaramente, come so fare. Forse a volte, troppo diretta ma da lettrice, mi fa riflettere le tue considerazioni, idee. ( l’anima da scrittice la metto da parte o la espongo solo un po’). Ti do le impressioni che mi dai quando leggo nel tuo blog. Innanzitutto mi trasmetti la normalità della vita quotidiana che è fatta di piccole cose e di cui tu ci fai partecipe, come fossimo amici di vecchia data. Successivamente esponi i tuoi stati d’animo che abbiamo tutti e, se ci sono problemi di pubblicazione, la sala riunioni non concessa, tu ammetti candidamente che sei triste, arrabbiata proprio come verrebbe spontaneo dire. Sveli non solo che siamo umani e ci sta tutta che ti vien voglia di sbuffare o se si è cupi perché non va come vogliamo. Noto sempre un eccesso di sicurezza o del “chissene” per mostrarsi “caxxuti” quando in realtà non è così. Quando sbaglio qualcosa, mi criticano fino allo sfinimento, ahi voglia se mi deprimo, mi arrabbio o dico ” Hai fatto un disastro “. E mi interessa eccome migliorare, scrivere, pubblicare, sentirmi che ho fatto un lavoro eccezionale. Questo costa tanto studio, pazienza, volontà, arrabbiature, pianti. Ecco, ammettiamo che non è facile e sfoghiamo tutti gli stati d’animi ( belli o brutti ). Tu lo fai, io forse privatamente ma che non mi si venga a dire che non si provino queste emozioni. Se andasse sempre bene (editorialmente parlando e non –>vedi vita quotidiana ) avremmo un sorriso stampato come fosse una paresi, la realtà è ben diversa.
    Ti leggo sempre volentieri, mi piace la tua spontaneità.

  2. Mi sento molto in linea con te. Non so propormi, perché non voglio apparire una stalker. Non che mi nasconda, ma tirare le persone per la giacca per dire “Ehi! È uscito il mio libro, compralo!” non è proprio nella mia natura. Per anni molte persone che incontro nel quotidiano non hanno saputo che scrivo.
    Un po’ mi ha aiutato facebook: un post e via. Se vuoi leggi, altrimenti scorri. E anche in questo caso con moderazione: non post in continuo, ma solo uno una volta ogni tanto: è uscito il mio libro, in quel giorno faccio la presentazione. Punto.
    Perderò un po’ di potenziali lettori, ma più di così sarebbe una violenza al mio modo di essere.

  3. Ci sono talmente tante cose in questo post, che temo di diventare prolissa.
    Mi spiace per il party saltato, per mancanza dello spazio fisico. Non conosco la tua zona, ma vedo che qui riescono ad organizzare anche dentro bar e pub: non si paga un affitto, ma ovviamente la gente che viene a vedere consuma, in genere si offre il dolce, la torta commemorativa, mentre le bevande sono a pagamento.
    Sul marketing: distinguiamo il marketing, dallo stalking di certe piattaforme MML (marketing multi level) o dei call center in appalto, per cortesia. Il marketing fatto bene non è insistente oltremisura, non infastidisce e soprattutto ha ben coscienza di quel che vende. Nelle vendite piramidali invece quel che sta sotto produce le percentuali per quelli che stanno sopra e, gioco forza, punta ad alzarsi nella piramide. Il prodotto però non lo conoscono, leggono solo i depliant (ricordo ancora quando una parente cercò di vendere a mia madre un aspirapolvere -no, non quello, un altro- da 5.300 euro con un “esclusivo filtro Hepa xxx”; in poche ore le trovai il sito dell’Hepa e le dimostrai, internet alla mano, che di esclusivo quel filtro non aveva nulla, era utilizzato anche negli aspirapolveri da 300 euro del Brico…)
    Delle truffe da call center penso ne sappiate abbastanza tutti, soprattutto da quando l’energia è nel mercato libero. Quello non è marketing, ma sciacallaggio telefonico.
    Proporre un libro non rientrerà mai in queste categorie, perchè conosci il “prodotto” e non sono mai cifre altisonanti per un singolo acquisto, nè si tratta di abbonarsi a vita. Serena ha ragione a dire che la mailing list è importante, ma non si riferisce alla tua personale rubrica di posta elettronica, quanto agli indirizzi che si raccolgono tramite il blog (e in effetti nel tuo non vedo il form per la newsletter, io ricevo gli aggiornamenti tramite wordpress.com, ma non è la stessa cosa perchè così escludi tutti quelli che non hanno un’utenza wordpress). Ecco che allora lì sì puoi mandare una mail con “Sai è uscito il mio nuovo libro” anche a chi non legge il blog tutti i giorni. E se lì in mezzo ci sono l’idraulico e il serramentista è perchè hanno voluto esserci e saranno lieti di ricevere l’aggiornamento. 🙂

  4. Vi ringrazio molto per queste CONSIDERAZIONI sulla mia spontaneita’ e sul marketing. Il post voleva essere anche un po ironico. Nel frattempo il pc e morto, abbiamo tirato fuori quello vecchio ma nonostante l’abbia usato per anni boh non mi trovo per cui perdonate questo commento collettivo ma sono impacciata e lentissima

  5. Anche io ho degli amici che si occupano di multi-level marketing: in compagnia sono persone squisite, i prodotti sono ottimi, ma quando sono andata a una loro riunione mi sembrava di essere finita nel covo di una setta… a parte questo, io sono una brava promoter sul web, ma una pessima venditrice face to face: mi sembra quasi di prostituirmi 🙂

  6. peccatissimo per il party saltato….anche da noi sull’utilizzo delle salette sono diventati ossessivi (vogliamo essere polemici e chiederci invece cosa succede nei garages??? no, dai, non di lunedì!)
    se la stagione fosse diversa, avresti potuto proporre un incontro pomeridiano in un parco, qualche panchina e un tavolo….ma mi sa che l’autunno in questo propone una gran cornice ma non aiuta sulla sicurezza-meteo!

  7. Non fermarti. Trova un altro posto dove poter promuovere l’antologia. Non conosco bene i particolari del libro e non so se ho ben capito che siete più di uno coinvolti nella presentazione.
    Se è così (che non sei l’unica autrice del libro), ci sono varie soluzioni :
    1) ognuno cerca un posto e chiede l’autorizzazione per poter fare la presentazione ( più persone coinvolte, più possibilità di trovarlo).
    2) l’idea diversa di farlo in locali pubblici tipo bar o pub non è da sottovalutare visto che sono luoghi frequentati.
    3) non scartare la classica possibilità di farlo in una libreria.
    4) di cosa tratta il libro? A seconda del tema trattato puoi organizzare e stabilire il luogo adatto. Ti cito l’esempio che avevo trovato in un articolo ma che rende l’idea ( ovviamente è opinabile ma è sempre una possibile soluzione) :
    Per esempio, diciamo che il tuo libro è un romanzo e che nella storia è molto presente un cane o un gatto: potrebb’essere interessante presentarlo nel negozio di animali del tuo quartiere. Hai scritto una storia d’amore? Che ne dici di un giardino di rose, un ristorante, un negozio di fiori o…(vedi tu).
    5) chiedi al parroco ( di solito hanno dei posti da affittare, tipo oratori. Qui ne abbiamo uno e funge come sala eventi per ogni occasione).
    6) chiedi in comune per un luogo disponibile ( vivendo in paesino è più semplice, non so esattamente da te).
    7) se ci sono associazioni culturali, chiedi anche lì.
    A me sono venuti in mente queste soluzioni.
    Ti faccio in un bocca al lupo.

    • Aggiungo: dal momento che il ricavato andrà a favore dei terremotati, che verserete tramite la CRI (Croce Rossa Italiana), perchè non chiedere proprio a loro una sala dove effettuare una presentazione? Qui da noi hanno uno stabile, non bellissimo, ma almeno utilizzabile anche per queste cose. Oltretutto dovrebbero essere ben disponibili a darvi man forte nel marketing: più vendite, più contributi per Amatrice! 🙂

  8. Torno con calma a commentare tutto, col pc vecchio [ un dramma, tastiera sputtanata, si notino alcuni segni grafici a caso, mail fuori uso ultimo giorno di part time con progetti scrittori andati in fumo. Puffff. Un abbraccio

  9. L’inca***mento da computer non funzionante è terribile!

    Se ti può consolare non sei l’unica (e dai commenti sopra si evince chiaramente) a provare il disagio di chi deve proporsi con il proprio libro, ma questo fa parte del pacchetto “scrittore che pubblica”: poi, devi saperti “vendere”. Ovviamente nei modi giusti: spedire una mail alle persone conosciute dando la notizia non è imporsi sulla loro volontà, forse solo sulla loro attenzione, ma non c’è nulla di esagerato o sbagliato in questo. Cosa diversa è parlare con una persona che ti chiede come va a lavoro mentre tu, una frase sì una no, le rifili la notizia della tua pubblicazione. Quello può risultare fuori luogo.

  10. approfitto della pausa pranzo in ufficio per fare un rispostone, il pc è attualmente in riparazione. Sì, Chiara, certe riunioni mi sono parse assimilabili a congregazioni di sette, mi fanno paura e poi che amicizia potrà mai essere se basata sul profitto di chi si colloca ai vertici? Sulla sala, sì, ci sono svariate possibilità ma non a costo zero, e io vorrei accollarmi solo il costo del rinfresco e soprattutto non far spendere nulla agli altri, perchè non sopporto sta beneficienza sulle spalle degli altri, le sale parrocchiali si affittano magari a modica spesa, ma paghi, le consumazioni al bar chi le pagherebbe? Io ehm, gli ospiti ehm. Vedremo, giustamente come avete sottolineato voi siamo in tanti. In ultima analisi un libro self pubblicato difficilmente le librerie se lo filano, già io con goWare ho avuto riscontri ZERO alle mie richieste. Bacioni mi mancate uffffaaaaa

  11. Il bello delle antologie collettive è proprio che si è gruppo e se tanti fanno poco per la promozione spesso il risultato è comunque meglio di quando uno si sfinisce. Per il resto concordo con te, ho un blog e un profilo fb personale, oltre mi sembrerebbe di essere invadente. Sono scelte, magari sbagliate, ma sono le mie.

    • Tra l’altro sembrano tutti molto social per cui il risultato credo verrà. Di sfinirmi non se ne parla proprio, è del tutto inutile e non aderisce alla mia idea di promozione, infatti già ho verificato quanto il self non faccia per me.

  12. Il grosso scoglio del proporsi l’ho dovuto affrontare con la campagna di bookabook. In quel caso non puoi tenere il segreto, altrimenti non ce la farai mai. Tuttavia sono riuscita a trovare una giusta dimensione per me: nessuna mail privata (allora non avevo ancora il blog), qualche post sulla mia pagina FB per avvisare chi mi conosce. Stop. Poi una presentazione in cui ho offerto un abbondante aperitivo (eh sì, ho investito un 50€ per affittare la sala e un altro centinaio per preparare il buffet) e la gente ha risposto alla grande.
    Per quanto riguarda Buck, capisco la tua delusione. Ma in effetti siamo in tanti, la coordinazione c’è e la voglia di fare bene, anche. L’ho già detto l’altro giorno al telefono a Serena: sarà un successone! Poi, si sa, io sono un’inguaribile ottimista. 🙂

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