Amo il greco # 2

imagesqgbturyqBenritrovati cari amici della Grecia. Riconoscete l’omino che si sfrega le mani e ridacchia qui a fianco? E’ lui il nostro protagonista di oggi.

Tratto da una delle storie di Asterix, di cui sono appassionata tanto da aver visitato anche il villaggio gallico in Bretagna, e precisamente da Asterix e la zizzania, è maestro in quella pratica odiosa di sobillare, sparlare e mettere in cattiva luce gli amici degli amici, facendo tutto alle spalle e, in definitiva, agitare gli animi con l’obiettivo finale di mandare a ramengo amicizie e rapporti felici, magari consolidati da anni.

Ne conoscete? Io sì, più di uno, e cerco di starci alla larga, tuttavia non è sempre facile se te li ritrovi tra i piedi sul lavoro!

Ebbene, Διχόνοια (dichonia) è la zizzania in greco e quindi Asterix e Διχονίξ (Dichonix) il titolo dell’albo in greco che trovo suoni fantasticamente perché sembra proprio il nome di un personaggio come i vari Panoramix (il druido), Obelix (colui che cadde nella pozione magica da piccolo), Idefix (il fedele cane) e tutti gli altri i cui nomi finiscono appunto in X. Insomma, ancora una volta le parole greche hanno una marcia in più e maggior fascino! Nel fumetto italiano si è scelto di dare al seminatore di discordia il nome latino di Tullius Detritus.

E allora oggi la mia piccola mossa dichonixiana e convincervi a non comprare i vari yogurt alla greca che stanno affollando il mercato. Un prodotto “alla” non è realmente originario di quel posto, pare ovvio. Trovo fuorviante la pubblicità con le tipiche casette bianche azzurre per propagandare qualcosa che greco non è, e poi che bisogno c’è?

In ogni supermercato si trovano facilmente yogurt greci delle più comuni marche come la Fage Total che l’Orso marito dice essere la marca storica numero 1 in Grecia. Piccola curiosità: un tempo la Fage e la Total erano due aziende separate, infatti io ricordo molti anni fa, tipo 20 nei miei primi viaggi in Grecia (quando mai avrei pensato di sposare un greco, ma già ne subivo il fascino!) due confezioni distinte nei negozi.

Buon yogurt a tutti, con miele e frutta secca; se passate da casa nostra ve lo possiamo offrire con vere amarene greche sciroppate da mia suocera, e mi raccomando, cercate di riconoscere i Dichonix delle vostre vite e a scappare in tempo!

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17 thoughts on “Amo il greco # 2

  1. VOTO 10!!!!!
    per lo yogurt vero Fage Total, io lo prendo direttamente nei vasetti da mezzo chilo….
    per il miele di timo, che si trova solo in Grecia e che è fantasticissimo (e ne ho un mini vasetto che centellino)!
    per Asterix, Obelix, Idefix e SPQR 😀
    e per averci messo in guardia dai Dichonix (qui pochi, per fortuna, ma comunque ci sono….)
    buon martedì (sarebbe gradita lezioncina di greco coi nomi della settimana, che proprio non so! e tu dirai “e vatteli a cercare! 😉 )

    • Ma figurati se dico: vatteli a cercare. Mi stanno venendo un sacco di idee per questa rubrica, al punto che sto pensando di renderla quindicinnale, poi ci sono le vostre gradite richieste, oppure faccio delle puntate extra random. In un albo c’era Obelix che doveva scrivere a Giulio Cesare e aveva la lettera con l’indirizzo così:
      Cesare
      Giulio
      Roma
      Italy
      una roba che mi ha fatto sbellicare.

  2. E così scopro che abbiamo in comune anche Asterix. Ho il cofanetto con tutti i dvd originali, ma gli albi in effetti non mi ho mai visti. Il mio sempre preferito è Le 12 fatiche, e tra quelle la casa dei pazzi (non è cambiato nulla in 2000 anni), Per Osiride e per api (il mago egizio), Il cuoco dei giganti e soprattutto Le sacerdotesse dell’isola del piacere (“Ah no no no, la chiamano l’isola del piacere e non ci sono cinghiali??!”)
    Memorabile anche i pirati veneti di Asterix e Cleopatra (“Chi ga dito all’arembaggio?”) 😛
    Sullo yoghurt greco si, l’avevamo notata questa cosa. Anche quando compriamo la feta stiamo attenti che sia feta davvero greca.

    • Le dodici fatiche è emblematico e ahimè realistico. Gli albi li stanno anche riproponendo, mia sorella era più fanatica di me, aveva una bellissima maglietta presa a Parigi, con la tipica posa di Obelix che al posto del menir porta sulla schiena la Torre Eifell

  3. Lo yogurt “alla” greca non s’affronta. Il Fage non è male, almeno nella confezione da 1/2 chilo: ha lo stesso sapore anche comperandolo in Grecia. Il Delta (che è una marca che a volte si trova anche qui) è meglio, ma quello che vendono qui decisamente no. Forse anche per colpa dei vasetti piccoli. Uno dei migliori che abbia mangiato era di capra, una piccola produzione artigianale cicladica venduta nei vasetti classici di terracotta. Perché lo yogurt nella plastica si rovina: dovendo respirare, è meglio la terracotta, #sapevatelo. (Anche se poi buttare ogni giorno nell’immondizia i vasetti di terracotta mi ha procurato un certo mal di cuore).

    • E’ vero c’è anche la Delta, abbastanza nota. La plastica del resto è un pessimo materiale, vedi l’acqua quanto più buona è nel vetro. Quest’estate c’era questo piccolo produttore di miele (che ovvio si accompagna assai bene con lo yogurt) senza negozio, con i barattoli tutti diversi sul davanzale della finestra. Oh, ecco adesso tocca morire di nostalgia.

  4. Insomma qui c’è tutta una cultura dello yogurt greco di cui sono all’oscuro! Da mezzo chilo, vasetti in terracotta… E io l’ho sempre mangiato un po’ così come veniva!
    Però questa cosa mi colpisce perché quest’estate, in un impulso dettato dal caldo e dalla distrazione, ho comprato uno yogurt alla greca, tipo della Danone, e l’ho trovato davvero terrificante! Non butto mai il cibo, ma mi sembrava talmente finto, addensato in modo artificiale, quasi gelatinoso, che a metà non ce l’ho fatta più. E la cosa mi ha un po’ scioccata proprio perché è difficilissimo che arrivi a buttare il cibo, e insomma ho scoperto questa truffa assurda dello yogurt “alla greca”.
    Adesso penso andrò a comprare un Fage, per rifarmi! 🙂

    • Eh, si fa presto a dire yogurt. Ormai dappertutto c’è quello di mucca, che è quello che si compra generalmente nei bar con il suo miele e le noci d’ordinanza.
      In realtà in Grecia lo yogurt paradosiakòs (cioè tradizionale: io per qualche anno l’ho scambiato – per la pigrizia di non aver consultato un banale vocabolario – per paradisiaco e non riuscivo a capire come mai tutto, là, fosse tanto sublime) è fatto di latte di pecora e di capra (dico bene, Sandra?). Ha un gusto tutto suo, un po’ acidulo e un po’ amarognolo che per un italiano è faticoso da ingoiare. Io, almeno, ho dovuto imparare. Però adesso mi piace. Tanto che anche qui compero raramente latticini di mucca. 🙂

      • Interessante… Beh, grazie per le spiegazioni, che svolta questa! (e comunque urge un viaggio in Grecia, cavolo!)

  5. Asterix! Quando ero piccola lo vedevo anch’io e mi piaceva un sacco, ma non ho la memoria tua e di Barbara in merito ai vari episodi.
    Per ora le parole greche, in casa mia, vanno a ruba, una versione sì una no dei miei figli al liceo. In più mio figlio ha il maestro di conservatorio greco. Yogurt greco? No, no pervenuto, ma immagino che mi perdo una gran cosa.

  6. @ Michele ti faranno cittadino onorario di qualche posticino greco di quelli che piacciono a noi!
    Consulto il marito (che si complimenta per esserti ricordato la Delta) sì conferma e ha sorriso per la tua iniziale traduzione paradosiakos, uh come lo pronuncia bene lui!
    @ Daria benvenuta e abbiamo una testimone diretta dello yogurt “alla” che come supponevamo non è un gran che! Grazie!
    @ Marina, yogurt greco tassativamente bianco che poi aggiungi tu gli ingredienti, anche se ora la Fage Total lo fa anche alla frutta ma l’Orso dice orrore, provalo, lo trovi ovunque

    • Gli accenti, in greco, mi fanno ammattire: ma c’è una regola oppure dipende dalle zone, tipo dialetto?
      Per esempio l’acqua: si dice nerò, su molte bottiglie mettono l’accento. Impossibile sbagliare. Poi un giorno, in spiaggia, sento un bimbo dire al fratellino: “Vassili, polì nèro.” E allora mi domando: dove cavolo si mette, l’accento? #ellinikìinèdiskoli 😛

  7. Che bellezza gli album di Asterix! 🙂

    Ce li ho tutti perché mio papà non se ne lasciava sfuggire uno. Quand’ero piccola ci mettevamo lì seduti uno vicino all’altra a leggerli, ma prima ci dividevamo le parti. Di solito lui leggeva Obelix e Abraracourcix e io Asterix e Panoramix. Per gli altri personaggi ci si alternava. L’avventura con Detritus è una delle più indovinate, con i fumetti che diventavano tutti verdi per l’invidia. Mi piaceva molto anche l’avventura con Cleopatra e soprattutto Asterix il Legionario dove Obelix era perdutamente innamorato di Falbalà.

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