Giochiamo, il risultato con sorpresa

Eccoci con il risultato al nostro giochino del weekend.

Il dessert fotografato a Nizza Monferrato è una mousse di cachi. ViolaEmi si è avvicinata molto dicendo: panna cotta ai kaki e mi ha messo il dubbio se si dice cachi o kaki, pare siano giuste entrambe le soluzioni, ma attenzione, nessun’attinenza con l’omonimo color kaki tipico delle uniformi estive di servizio in molte forze armate del mondo nonché usato nella camicia dell’uniforme degli Esploratori. Quanto mi piace partire da una cosa e arrivare a un’altra scoprendo nel mezzo cose che non so. Dicevamo: ViolaEmi ha quindi indovinato l’ingrediente principale, un frutto tipico dell’autunno in Lombardia e Piemonte, forse anche altrove e ha pure azzeccato il fruttino in cima, con un commento di poco fa: era infatti un lampone, non una fragola.

Sono stati tirati in ballo: budini, mandarini, arance, zucca, creme, panne cotte, marmellata, canditi, cotogne, semifreddi, vaniglia, fragole e non so più cosa, e ci è servito per fare “sluuuuurp” tutti insieme e decomprimere un po’ la pesantezza di questi giorni. Grazie davvero a chi è stato della partita.

Ma non si è trattato solo di un gioco: cara ViolaEmi, anche se avevo chiesto il nome esatto, e tu non l’hai detto, mi sento comunque di premiare te, che sei stata l’unica a citare i cachi. Quindi

clicca e scopri cos’hai vinto!

sì, lo so che avete cliccato anche voi altri che non avete vinto, e magari neppure partecipato 😀 figuriamoci, avrei fatto altrettanto!

mandami per favore via mail il tuo indirizzo, grazie.

A tutti gli altri dico che be’ l’antologia è sempre acquistabile e rappresenta un’ottima idea come regalo di Natale.

Un abbraccione dalla vostra Sandra piena di risorse!

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17 thoughts on “Giochiamo, il risultato con sorpresa

  1. Ah… Noi lo facciamo, ma ci viene più scura (l’albero di cachi ne produce circa 600 ogni anno e dopo un po’ non sai più dove metterli, a me poi neppure piacciono…).

  2. @ Nadia, Marina grazie, questo è marketing a modo mio.
    @ Tenar, in effetti era piuttosto chiara, sì, i cachi non piacciono a tutti es a mio marito no, però ha finito la mia mousse al ristorante (io ero al limite di scoppiare) e l’ha gradita assai.

  3. A proposito di scoprire cose…per te che hai affinità (affettive eheheh) con il Greco, Diospyros kaki, che è il nome scientifico del kaki, significa cibo degli dei o fuoco degli dei? I kaki mi piacciono sia nella versione cacomela (quello duro) che in quella morbida/gelatinosa (Loto di Romagna e Vaniglia campana). Altre piccole curiosità sul kaki? Mi porto il ricordo di me bambina che mangio il cacomela e papà apre a metà i semi per scoprire che “posata” c’è all’interno, la più rara e ambita è sempre la forchetta ancora oggi che continuo questo rito. Inoltre, in alcune zone del napoletano, il kaki è chiamato legnasanta; qualcuno sostiene a causa dei filamenti bianchi interni che, con il frutto tagliato a metà in senso verticale, ricordano la sagoma di Cristo in croce, i racconti della mia famiglia riportano, invece, che sia dovuto al fatto che la croce di Cristo fosse fatta con il legno della pianta del kaki.

    Grazie per il mio premio, mi sono divertita a giocare. Mi permetto di rifiutare dato che ho già la mia copia (e quella da regalare a un’amica, quella lasciata in sala clienti in ufficio, la quarta liberata con il bookcrossing).

    Buona giornata a tutti. 🙂

    • @ Barbara, a dire il vero non so chi l’abbia fatta, l’ho ricevuta di straforo
      @ ViolaEmi, be’ abbiamo beccato proprio un’intenditrice di kaki, sfido che hai indovinato subito! Prendo nota del tuo gentile rifiuto e destinerò la copia ad altro, ci penso su.

      • Pur vivendo qui, non so perché si chiami Loto proprio la varietà tipica della zona. Ho una mia teoria senza, ovviamente, alcun riscontro però te la espongo lo stesso: anche se l’origine della pianta è incerta, questa varietà dovrebbe avere origine giapponese. Inoltre, le foglie che restano sul frutto (non so come si chiama tecnicamente questa parte del frutto, intendo quella attaccata al picciolo) mi ricordano nella forma il fiore di loto. Forse origine giapponese, somiglianza con il fiore di loto, diventa Loto di Romagna e da qui, genericamente, loto per indicare il tipo di frutto. Magari se lo dico convinta, può sembrare pure vero! 🙂

  4. eh ma che bello! brava ViolaEmi e che forti tutte queste notizie sui kaki!
    fra l’altro quelli classici io proprio non riesco a farmeli piacere, e alcune amiche hanno gli alberi e me ne rifilano ugualmente alcune cassette….vabbè il marito li apprezza (io non devo essere presente quando li mangia) …. i kaki mela invece mi piacciono molto

  5. @ Claudia, Francesca e chi ha lasciato anche 2 commenti, guardate quanta cultura ci stiamo facendo oggi, e poi dicono che i blogger sono tutti dei quaquaraqua. Grazie a tutti!

  6. Che bel gioco! E che bel modo di fare marketing! Comunque non avrei mai immaginato che si trattasse di cachi!

    Ps. La locandina l’ho fatta io. Ci siamo divertiti un sacco con i bambini ad anticipare un po’ il Natale con il camino acceso e un pezzo di albero già addobbato. 🙂

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