Oh, che combinazione! (E pure un po’ di editing)

Il commento di Silvia al post precedente mi offre l’occasione di parlare di combinazioni, no, non quelle della cassaforte, ma di situazioni che ci fanno esclamare “oh, che coincidenza!”

Ed è buffo che proprio mentre stavo già pensando a questo post, in un commento è stata usata la parola coincidenza: la prova provata che il caso non esiste.

Sono in molti a crederlo e io sono tra questi. La possibilità che qualcosa si verifichi o non si verifichi sono date a 50% e 50%!

Il romanzo Non è possibile si apre con una coincidenza, appunto. Marta e Lorenzo, ex fidanzati, si ritrovano dopo molti anni nello stesso hotel a Ferrara. A me è capitato innumerevoli volte di incontrare in vacanza gente che conosco. Sulla spianata delle basiliche di Lourdes, l’impiegata comunale del mio paesino in Valtellina, 400 anime.

Lourdes: 20 anni fa, un pellegrinaggio che volli fortemente fare. Io e una collega arrivata da poco in azienda, un gruppo di 100 persone, arriviamo in sala da pranzo, ci sono tavoloni da 8 posti, un po’ occupati, un po’ no, io mi dirigo a passo sicuro verso uno dove siedono 2 suore, dicendo “sediamoci lì.”  Io, che con le suore insomma, scarso feeling.

Nacque un’amicizia che ricordo con piacere e nostalgia. Raccontai che qualche mese prima all’imbarco per la Grecia nel gate accanto c’era un volo per Lourdes, e io pensai “non sapevo che ci fosse l’aeroporto.” Poi all’ingresso del centro commerciale vidi una locandina per un pellegrinaggio a Lourdes e infine il parroco propose un viaggio sempre a Lourdes. Ero stupita da tutti questi segnali ravvicinati e la suora più anziana mi disse: “la Madonna ti stava chiamando!”

Entriamo quindi in una sfera molto personale: ognuno declina al proprio sentire e al proprio vissuto segni mistici che sconfinano nell’esoterico. Io ci credo e con la morte di papà tutto è diventato esponenziale; i più scettici potrebbero obiettare che si tratta solo di una strategia consolatoria, un raccontarsela, ma a me non importa.

Tornando al mio romanzo, se la coincidenza dell’incontro tra Marta e Lorenzo non ha bisogno di alcun supporto di credibilità, la faccenda si complica di fronte a quello che è il punto cardine della narrazione: una seconda combinazione molto forte che potrebbe far esclamare al lettore proprio la frase che dà il titolo al romanzo: “Non è possibile!” Giammai, la verosimiglianza è fondamentale, se mi capita di dire il classico “seeee, figurati!” leggendo una storia, il mio indice di gradimento precipita e penso sia così anche per altri.

Eppure, questa seconda coincidenza non può essere eliminata, è l’elemento cruciale che dà il via a importanti esplosioni emotive e conseguenze che determinano il proseguo della storia stessa. Qui entra in gioco lei, CBM, perché l’editing non è revisionare il testo, è portare elementi nuovi, instillare dubbi e proporre soluzioni.

Stabilito che se Marta esclama “non è possibile!” (e lo dice proprio) altrettanto non può fare il lettore, CBM ha suggerito che per supportare la coincidenza ed eliminare il rischio che la si classifichi alla voce “assurdità” Marta googli cercando casi straordinari di coincidenze. E ne troverà un sacco. Lo so per certo, perché così ho dovuto fare io.

E’ bastato infatti scrivere “coincidenze eccezionali” per scoperchiare un vaso enorme. Quelle che mi hanno colpita maggiormente e ho ritenuto più adatte alla storia sono finite quindi nel manoscritto, perché sono semplicemente quelle che anche Marta troverà in rete per placare il suo sbalordimento di fronte all’improbabile che diventa possibile.

 

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9 thoughts on “Oh, che combinazione! (E pure un po’ di editing)

  1. Macchè coincidenze! Sono i guardiani del destino!! (non avete visto il film con Matt Damon e Emily Blunt? E’ bellissimo! ❤ )
    A parte mia madre, che quando esordisce con "Stanotte ho sognato…" e tutti si guardano inorriditi dato che lei prevede gravidanze prima ancora del ritardo e ahimè pure casini famigliari prima ancora delle intenzioni a crearli… è capitato pure a me questa settimana. Un sogno strano: accompagno il tecnico di ex cliente per prendere di nuovo in consegna il progetto, che da soli non son riusciti a gestire. Al risveglio mi son chiesta: ma che c'entra? Non abbiamo contatti da quasi 5/6 anni!
    Mi chiama un collega: la sai la novità? Pare che ritorniamo noi come referenti! :O
    Gliel'ho raccontato e mi ha chiesto perchè non mi sogno mai una schedina… 😀

  2. Una delle parti che mi affascinano di più della scrittura sono le ricerche per approfondire e dare credibilità alle storie che si vogliono raccontare. Molte volte mi sono ritrovata a leggere fatti sorprendenti che mi hanno fatto esclamare: “ma dai…”, eppure, reali. La mia fantasia si è sentita un tantino in imbarazzo a competere con il destino che sa tessere trame incredibili e intrecciare vite che mai davvero a pensarlo. Secondo me, le coincidenze esistono, ma esiste anche qualcosa di misterioso che a volte si insinua nelle nostre vite. Buon lavoro, Sadra. Aspetto di leggerti. 🙂

  3. Si dice che in narrativa le coincidenze vadano evitate perché fanno sentire troppo la mano dell’autore, ma anche qui dipende. Nella vita le coincidenze accadono eccome, perciò non avrebbe senso bandirle dalle storie che scriviamo. Quanto alla loro interpretazione, la penso come te. I segni mistico-esoterici smettono di sembrare assurdità quando metti in discussione alcuni pilastri della nostra cultura materialistica che ci vengono trasmessi dalla nascita. Ora non posso immaginare una realtà priva della dimensione spirituale, ma la ricerca è stata lunga. Per fortuna al mondo c’è posto per tutti, scettici e no. 🙂

    • Questa cosa della mano dell’autore non l’avevo considerata, quindi ti ringrazio per avermela fatta notare. Questo fulcro narrativo è davvero il caso in cui sarà il lettore a decretare un sì o un no, se regge oppure non è abbastanza convincente. Ecco, neppure io posso immaginare una realtà priva della dimensione spirituale come hai detto molto bene tu.

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