Frenesia natalizia

Eccola qua la frenesia pre natalizia. Pare debba esplodere il mondo, invece semplicemente arriverà il 25, come sempre. Oh oh oh. Solo che quest’anno il calendario avverso ci frega un weekend, anche se stare a casa il 24 mentre di solito la mattina lavoro non mi spiacerà affatto. L’Immacolata faceva un freddo becco tanto che sono rientrata dalla Valtellina con qualche linea di febbre e un mal di gola feroce, il giorno seguente riprendevo a lavorare e non volevo proprio ammalarmi. Cura d’urto e un po’ di fortuna mi hanno rimessa traballante in piedi, però è saltata la gita programmata per il 10 in Monferrato: tutto il giorno tappata in casa, l’albero ancora da fare e un certo numero di regali ancora da comprare, alcuni pure da pensare.

E in mezzo a tutto ciò, il mio compleanno, anzi mio e della mia gemella: siamo nate esattamente 2 settimane prima di Natale, come avete visto. La mattina io e l’Orso abbiamo finalmente fatto l’albero e addobbato casa (bellissima!) e alle 17 ci siamo trovati nel delirio di locali pieni per cioccolate e torte, però ci siamo ritagliati un angolo delizioso, per soffiare le candeline.

Arriva, come sempre, una sottile preoccupazione per pranzi, cene e cenoni in divenire, quello con il reparto di Emanuele (venerdì 9) è stato proprio bello, ma ho mangiato pochissimo, lo stomaco sta cercando di organizzarsi. E sopra a tutto aleggia la classica frase “dobbiamo vederci prima di Natale”, consulti l’agenda e inizia la tombola degli incastri:

Io posso il 14 ma non il 15, io posso sempre anzi no, io solo un aperitivo veloce, io scappo presto, io mai, io ti farò sapere, io sono in forse il 16, io mi tengo libero il 20, facciamo da me, no dai pizzeria, intanto ti do il regalo in caso non ci si vedesse più, ok anch’io però non ho fatto in tempo a fare il bigliettino, solo pensierini, eh, ma una fetta di panettone in compagnia? Ci sentiamo, ci aggiorniamo.

Mail che cercano di riportare l’ordine: nessuno risponde. Scalette e programmi ma attenzione: sempre che non ci si ammali di nuovo, che non subentri lo sciopero dei mezzi, l’imprevisto, la catastrofe. Ci caschiamo ogni anno. Qualcosa salta, probabilmente in nervi, non i miei che oggettivamente da ste cose non mi faccio più abbattere: prendo solo il meglio. Intanto a tratti parlo come un trans, o con la molletta sul naso, la gola grida vendetta poi passa, spruzzo lo spray, sollievo, poi torna, starnutisco 65 volte di fila, poi si blocca tutto sulla nuca ecc.

Adesso scappo, devo scrivere qualche mail di ragguaglio con la classica domanda del periodo: “allora, quando ci si vede? Io non potrò questo giorno, quello e quell’altro!”

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10 thoughts on “Frenesia natalizia

  1. Oh com’è vero! Soprattutto organizzarsi: pare la cosa più difficile del mondo mettere d’accordo più di tre persone, anche se si tratta di ingegneri….
    Io e le mie amiche (di cui una anche tua 🙂 ) abbiamo deciso che ci vedremo fra Natale e la Befana, almeno ci risparmiamo l’ansia da pre-feste e il casino nei vari locali!
    Buone organizescion!

    • Riusciranno Sandra e Marinella a rivedersi dopo ehm credo 33/34 anni? Quesito degno di Alberto Angela!
      (Con Claudia, ovvio). Sta sera dopo davvero uno sfinimento di mail c’è un buffet tradizionale da amici, che è sempre molto bello, il 19 cena al circolo fotografico di Emanuele, data fissata da tempo, resto il grande boh!

      • dobbiamo invitare anche Alberto Angela? non ce la faremo mai! 😀 😀 😀 😀 (per quanto, se viene, a me va benissimo!)

  2. Post frenetico ! Gronda frenesia da tutte le righe… 😀
    Mi rivedo in tutto, compreso il grande boh, anche se in alcuni casi, il “riusciamo prima di Natale” deve già cedere il passo al “magari dopo Natale”…

    …ma forse è proprio la frenesia che rende elettrizzante l’attesa.

    • Ahahah, arriva un momento e credo sia molto vicino, in cui chiudo e se la frase “dobbiamo vederci prima di Natale” non è seguita da una concreta proposta di quando/dove be’ è probabile che non ci si vedrà. Peccato per lo scambio di doni, che darli dopo proprio non lo sopporto!

  3. Qui la frenesia è diversa. Dobbiamo chiudere prima di Natale e fatturare prima di Capodanno.
    E quindi dicembre diventa la girandola dei rilasci e del sollecitare i clienti…e noi a vederci decurtate le ferie. Le faremo a gennaio. Ma che me ne faccio delle ferie a gennaio?? Se il resto della famiglia lavora poi.
    Sul “dobbiamo vederci prima di Natale” resto sempre un po’ così, soprattutto da parte di quelle persone che mi hanno proprio evitato per un anno e in occasione del mio compleanno si ricordano che esisto…e allora “dobbiamo vederci prima di Natale”, che tanto si tramuta in “ma sei troppo impegnata” (per i motivi di lavoro di cui sopra), al che poi sono capaci di dire che è pure colpa mia.
    Vediamoci la sera della Befana, io sarò quella che porta il carbone. E’ troppo cattiva se gli rispondo così?? 😀

    • Questo post, cara Barbara, non riguarda il lavoro. Io lavoro su scadenza fiscale il giorno 25 per cui è ovvio che mi scippo sempre Natale. Emanuele be’ chiedi in giro com’è il mondo delle spedizioni prima di Natale e saprai. Infatti le sue ferie sono saltate. La gente che si ricorda di me per le feste non la calcolo più da tanto, se i rapporti giungono al capolinea un motivo c’è, magari hanno solo smesso di essere quelli giusti per noi, morte naturale.

      • Concludo: per esempio le cene in settimana sono un delirio perchè l’Orso non sa mai che ora farà in ufficio per cui diventa difficile programmarle, tipo sta sera è alla “quando arriva, arriva” amici comprensivi e poca distanza facilitano la cosa, ma non sempre è possibile.

  4. Io quest’anno mi concedo un Natale senza frenesia, ieri ho iniziato il giro di saluti nelle scuole intorno al lago, irrompendo allegramente nelle classi con la pupattola (allegria credo più dovuta all’interruzione della lezione che alla gioia di rivedere la prof, ma me la sono goduta lo stesso). Pian pianino vedrò parenti e amici e se qualcuno mi scappa lo recupererò dopo. Quest’anno ce la prendiamo comoda.

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