Un solo lettore

E’ stato un po’ paradossale pubblicare il post “Brrrr” e poi cadere sul ghiaccio il giorno dopo. Grazie per la lunga fila di commenti interessati alle mie botte, mi hanno fatto davvero piacere. Riguardo l’arnica che sto usando, ho un aneddoto. I miei nonni raccoglievano in Valtellina i fiori d’arnica e li mettevano appesi a testa in giù in terrazza, la sera spremevano il succo in una boccetta, pochissime gocce ogni volta, ma davvero preziose per le ammaccature. Come quella volta che nonno cadde dalla sedia dove era salito per sistemare l’orologio a parete.

Oggi sono un po’ maculata, il che è persino un aiuto: individuo subito i punti dove stendere la pomata 😀 – Ma non è di questo che volevo parlarvi.

Aspiranti, esordienti, emergenti, selfisti, autori di punta di marchi editoriali celebri, tutti gli scrittori hanno un obiettivo comune: avere più lettori possibili.

Sì, certo sarebbe bello, chi non sogna platee sgomitanti alla presentazione del proprio libro? Il sold out, la vetta della classifica, premi. Cose già dette, che non nego ma rispondendo al Big magic period che perdura per fortuna, sto scrivendo una cosa per un unico lettore. Sì, uno soltanto: mio nipote.

Dovete sapere che Nanni si è appassionato a questi gialli per ragazzini Agatha Mistery, lui è così se qualcosa gli piace diventa simpaticamente ossessivo, ed è per me fantastico se si tratta di libri! Io cerco di partecipare attivamene a ogni suo interesse compreso il calcio (in questo caso non con poca fatica), ma qui, capirete, ci sguazzo per cui conversazioni al semaforo come questa:

“Allora zia, ti dico un po’ di titoli di Agatha Mistery che vorrei leggere…” mi esaltano e danno il via a un sacco di domande da parte mia.

Tantissimi anni fa, al primo corso di scrittura creativa 1999 (che a scriverlo ora fa quasi impressione) parlammo di una serie analoga, inglese, scritta da un certo Tom B. Stone. Mi innamorai perdutamente di quello pseudonimo. Tom B. con una forte assonanza con tomba, e stone, la pietra tombale. Efficacissimo. Impiegai giorni a tentare di inventare qualcosa di altrettanto potente. Nacque Nina Strick  (leggetelo al contrario), e un lungo racconto davvero confuso che ho buttato da tempo. Palestra, se ne fa tanta. Ma lei Nina Strick è rimasta, sopravvissuta a tagli, fogli, ripensamenti. E parlando con Nanni di Agatha Mistery ho trovato un’assonanza con le poche battute (1000 forse) di una seconda storia con Nina che giaceva nelle mie cartelle da anni, bloccata. Non era l’omicidio a cui accennavo (c’era il ritrovamento del cadavere) il fulcro del romanzo, non lo so neppure gestire, mi incarto al primo alibi e al secondo movente, ma in quelle righe c’era anche la scomparsa di un personaggio, sparizione risolta subito; perché sprecare questa idea? Perché non farla diventare il mistero portante, eliminando il delitto? Una persona che scompare all’improvviso lasciando tutti stupiti rimane comunque un bel caso da risolvere. Così, suonando il campanello del dentista ho detto a Nanni:

“Sai, ti faccio tutte queste domande perché sto scrivendo una cosa dello stesso genere. S’intitola Nina Strick e Investigatto e la scomparsa del Conte Grant.”

Lui mi ha risposto: “Chi è il Conte Grant?”

Ecco, suscitare domande nei lettori è la strada maestra per farli proseguire la lettura.

Lo sto scrivendo per lui, ho una certa fretta perché non vorrei che la passione per Agatha Mistery venisse meno, anche se ora afferma di volerli leggere tutti, sono 24 e un po’ di tempo ci vorrà. Un solo lettore. Confezionerò il libro in qualche modo, be’ spero non in quaderno ad anelli, insomma qualcosa di più professionale e glielo darò.

Poi, non so cosa succederà al libro, né m’interessa sul serio. Arriverà il giorno in cui io non sarò più su questa terra, spero in un posto migliore. Vorrei che Giovanni adulto mi ricordasse come quella delle storie, della moussakà (gliene ho portato un pezzo ed è piaciuta tanto) e dei magneti sul frigorifero.

“Nanni, sai, abbiamo cambiato il frigorifero oggi.”

“E i magneti?”

“Tranquillo, li abbiamo tenuti, anzi ora c’è molto più spazio per aggiungerne ancora.”

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Nelle foto il vecchio frigorifero blu che non ha mai funzionato bene. Tanto che il primo in garanzia ci era stato sostituto con grande difficoltà (dovette intervenire mio cognato avvocato), ma il secondo – identico modello – presentava, seppure in tono minore, lo stesso difetto: faceva un ghiaccio tremendo. Ci siamo stufati di operazioni di sbrinamento epocali e ne abbiamo comprato un altro. E così abbiamo chiuso il post con la stessa parola dell’inizio: ghiaccio. Il frigorifero nuovo è ovviamente di un’altra marca, di colore acciaio, alto almeno 2 metri, un sacco di posto per i magneti!

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29 thoughts on “Un solo lettore

  1. Oh mamma quanti magneti!!! No, son sicura che se avessi una porta frigo così, non so come, ma li farei cadere un giorno si e uno no! 😛
    Nina Strick mi piace da matti! Posso aggiungermi ai lettori, anche se la carta d’identità mi frega?
    PS: non ricordo chi, forse Helgaldo, aveva consigliato questo libricino “Come si scrive un giallo” di Patricia Highsmith edizioni Minimum Fax, prefazione di Camilleri, traduzione di Cagnoni-Coyaud. Ce l’ho qui in attesa, mi sembra buono. 😉

    • Ma no dai, non li faresti cadere.
      Certo, ti aggiungo più che volentieri ai Nina Strick fans!
      Il libro che citi l’ho già preso in mano (però ne ho rimandato l’acquisto) è davvero eccezionale, per non dire che la Highsmith di cui credo di non aver mai parlato nel blog, è una scrittrice che amo veramente moltissimo, una vere fuoriclasse

  2. Bello pensare a un solo lettore.
    Anch’io spesso mi sono dedicato a un solo lettore o a una sola lettrice.
    Di più ancora mi sono dedicato come contastorie per i miei piccoli.
    Per loro ho inventato Coniglietto Esploratore, che con i suoi intrepidi amici Cavallino Furioso (il coraggioso) e Maialino Vagabondo (il fifone), affrontavano il Signore del Tempo Oscuro e le sue trame diaboliche.
    Le storie prendevano vita nelle uscite in auto, andata e ritorno. A letto prima di dormire. O dalla porta di casa fino alla soglia della scuola.
    Anche a me prima o poi piacerebbe metterle per iscritto e illustrarle. Non per altri lettori, ma per me e per i miei piccoli ormai grandi.

    • Hai ancora una piccolina, Marco, o mi sbaglio? Forse un po’ tutti inventiamo storie per i piccoli di casa, mio nonno aveva un’unica storia su una volpe, ma noi autori abbiamo una marcia in più quella di poter dare una vita completa a Maialino Vagabondo e Nina Strick, un respiro più ampio che possa sopravviverci sulla carta. Non lasciamo che rimangano il guizzo felice che ha riempito noiosi viaggi in auto, anche se questo comporta un certo lavoro sottratto magari ai romanzi per adulti.

  3. @ Sempre Mamma sì, no frost! Col vecchio sbrinare era un lavoraccio, tipo che allagavo mezza cucina, proprio per il tanto ghiaccio che c’era.
    @ Tenar e Sempre Mamma (ancora) sì, speriamo che il risultato del lavoro per il nipote sia davvero wow – immagino che il wow di Tenar si riferisse a questo, anche perché lei scrive gialli senza avere i miei problemi

  4. Sei ordinatissima anche nella disposizione dei magneti. Anch’io ho il frigo tappezzato, ma sono attaccati tutti in ordine sparso e ogni tanto gli cambio posizione (ma solo perché urge mettere in alto quelli che i miei figli fanno cadere puntualmente.)

    Sei nella fase del livido blu, ancora. 🙂

    Fortunatissimo tuo nipote. Ma lui lo sa, vero? 😉

    • Ehm, i magneti incasinati non li sopporto, tutti rimangono stupiti dalla nostra disposizione a righe e raggruppati per argomento. Sono nella fase lividi neri/verdi//gialli/blu ma continuo a ripetermi di essere stata molto fortunata, i medici vanno ripetendo di non aver mai visto una giornata come quella di venerdì per le cadute.
      Io credo che Nanni e Cicia apprezzino molto gli zii, quando Nanni è in cima alla scala della scuola e io sono lì a prenderlo mi fa un sorriso che davvero annulla ogni guaio.

  5. @ Nadia, Giuseppe Grazie. Sto molto meglio, l’arnica avrei dovuto prenderla già venerdì sera invece ho cominciato solo stamane, ma funziona alla grande, è un tubetto con scritto Arnica Forte. Sui magneti credo che siamo imbattibili, ormai ce ne portano sempre dai viaggi, noi quest’anno in Grecia ne abbiamo presi molti, ne abbiamo di davvero particolari. Sono qui sul divano, appoggiata all’Orso e scrivo la storia per Nanni… (ogni tanto controllo il blog) Grazie

  6. Anche se è un solo lettore è un lettore molto importante! A proposito di frigoriferi ma sai che il mio si è rotto (aveva una quindicina d’anni) ed è blu con una quindicina di magneti, ne ho comprato uno nuovo color acciaio che mi consegneranno in settimana, nel frattempo mi tocca mangiar di più per consumare quello che potrebbe andar a male e che non trova posto fuori dalla finestra! Meno male che dovevo far la dieta! Però il cambiamento c’è (una delle mie tre parole del 2017)

    • Giulia, ma dai! Frigorifero blu gettato e acciaio comprato! Come noi! Pazzesco.
      Sai che io quando ci hanno portato via il vecchio ho dimenticato dentro una pizza? Mio marito era in balcone ad aprire la sbarra del parcheggio condominiale col telecomando e ha visto il signore che sventolava la pizza e tornava indietro a portarcela. Chiaramente questa cosa ha fatto morire dal ridere Nanni. Io mi sono vergognata un sacco.

  7. Che bello leggere i tuoi post..si leggono tutti d’un fiato. Sento tanto amore per questo nipoti no ❤ …ma non capisco cosa succede se leggo Nina strick al contrario?!?!

    Ciaooo

  8. fortunatissimo tuo nipote, è davvero una bellissima cosa avere una zia scrittrice 😀 !
    anche la mia anta del frigo (molto banalmente bianco) è piena fitta fitta di calamite, ho controllato, non ne abbiamo una che sia uguale! delle tue mi ha fatto proprio sorridere la cozza, è fortissima!
    arnica=portento! noi usiamo quella liquida, presa dalla Bergila, una ditta dell’Alto Adige che fa tanti unguenti e medicamenti (e caramelle!) con l’aggiunta di pino mugo, è ottima per frizionare anche la cervicale!

  9. Anche mio figlio Leonardo impazzisce per Agatha Mistery. Devo razionarglieli perché quando ne inizia uno non smette di leggere finché non l’ha finito. Babbo Natale gliene ne ha portati tre: a Santo Stefano li aveva già letti tutti.

      • Leonardo, prima di scoprire Agatha, era ossessionato da Geronimo Stilton, in particolare nella collana dei grandi classici rivisitati dal topo. A me Stilton non piace per nulla, però mi sono accorta che appunto lo avvicinava ai classici, quindi glieli compravo lo stesso. E poi in fondo sempre meglio leggere che giocare col tablet, per dire. I libri di Agatha mi sembrano più carini, anche se a essere onesta li ho solo sfogliati.
        Ultimamente sta iniziando anche a leggere qualche racconto di Sherlock Holmes e qualcosa di Agatha Christie, anche se questi gli fanno un po’ paura, in fondo ha solo dieci anni…

  10. Potrebbero piacere molto i libri della collana “Sherlock, Lupin e io”, l’autore è un italiano che si firma Irene Adler e sono gialli ben scritti che raccontano le vicende dei tre da ragazzini. C’è poi la nuova collana (piacevole anche quella) di Young Sherlock Holmes, e ci sono i romanzi della serie Teodore Boone, di Grisham, che sono da ragazzini (forse Grisham è troppo corposo per i bambini delle elementari, ma sono comunque gialli assai “sereni”) per Agatha Christie, basta controllare di cominciare dai racconti che parlano di furti, prima che da quelli di omicidio, ad esempio Il Natale di Poirot, in cui si presta ad una burla di ragazzini mentre risolve un furto. Bella l’idea di scrivere un racconto dedicato, pur non avendo la tua maestria penso che mi cimenterò per amore dei miei nipotini.

    • Che belli tutti questi consigli, cara Bridigala. Anche secondo me qualche Agatha Christie va già bene a 10 anni, ma credo che a sto punto potrei scrivere un post sulle fasce di età perchè trovo ci sia molto da dire a riguardo. Grazie

  11. Ciao Sandra, sono arrivata al tuo blog navigando da quello di Marina. 🙂
    Io da piccola mi sarei venduta un rene (magari un rene no perché non sapevo si potesse fare, ma tutti i giochi di sicuro!) per avere una storia scritta solo per me.
    Da brava figlia unica molto taciturna, passavo molte più ore a leggere le parole scritte che non a parlare con i compagni. All’epoca pensare che un personaggio fosse nato soltanto per me, che solo io potessi conoscerne le avventure, che addirittura qualcuno le avesse scritte pensando a me, magari scrivendoci una dedica col mio nome proprio su, in cima… ecco, mi avrebbe fatta sentire oltremodo speciale.
    È davvero un bellissimo regalo, quello che stai facendo al tuo nipotino! ❤

    • Tutti fan della storia personalizzata, che bellezza! Il frigo blu ci piaceva un sacco, ma attualmente quelli colorati li fa solo la SMEG (credo) e costano davvero troppo. Anch’io sono una grande amante dei colori, non hai idea il mio guardaroba.

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