Lettera al nipote per il primo giorno di scuola, ora è in quinta e non gliel’ho ancora data

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E’ una notte magica, un po’ come quella di Natale, ma questa avviene una sola volta nella vita!
Avevo pensato di farti un regalo per l’occasione, ma da quando tua mamma ha una cartoleria la faccenda si è complicata ulteriormente, già mi è capitato di non azzeccarci proprio al compleanno. Ricordi quando mi hai detto: “ma questo è per un bimbo piccolo?” Fortuna che hai una sorellina: si impossessò con gioia di quella valigetta da dottore. Forse un gioco? Oh, ne hai già fin troppi. La sobrietà è un bell’obiettivo da perseguire – pensa zia – ma poi guarda il suo armadio pieno di borse e pensa che anche predicare bene e razzolare altrettanto bene sarebbe un bell’obiettivo. Niente moralismi dunque, e be’ anche niente regali.
Magari un post. Si può stampare e conservare per gli anni a venire. Potrai leggerlo da te, non appena avrai imparato. Presto, sarà presto lo so.
Domani è il tuo primo giorno di scuola Nanni carissimo. Non sei più Pimpy, non sei più bimbo-Nanni, forse sei ancora Nanni, ma credo che Giovanni per esteso rivendicherà a breve tutta la sua completezza. Almeno per 8 anni la scuola sarà la tua seconda casa, e 8 anni sembrano davvero tanti per chi non ne ha neppure 6.
Vuol dire più tempo di quello in cui sei stato con noi fino a ora. Oh be’ immagino che poi andrai alle superiori, all’università, master, studi all’estero e altre diavolerie che ci saranno nel 2030 o giù di lì.
Sembra una roba spaziale. Forse farai l’astronauta che a te le nastonavi  son sempre piaciute, o il medico, o l’ingegnere, il giornalista. Professioni prestigiose. Il premio Nobel. Scoprirai una molecola che permette alla gente di non impaperarsi quando deve chiedere l’aumento al capo stronzo.
Sta notte non dormirai, l’emozione sarà tanta ed è un po’ anche la mia. Ho promesso di telefonarti nel pomeriggio, così mi racconterai com’è andata. Le prime impressioni. Ripenso al mio primo giorno di scuola, quando si chiamava elementare e non primaria, quando dovevi guardare bene a destra e sinistra prima di attraversare la strada, mica che un brontosauro ti passasse sui piedi. Insomma un po’ di tempo fa.
Piansi, e te pareva, niente di strano, Nanni, la zia piange sempre. Tira un po’ su col naso anche ogni volta che ti saluta: non è necessario che sia la vigilia del primo giorno di scuola per struggersi di bene per te. Per riconoscere dentro di sè tanta nostalgia per quel nipotino pupazzo che ha troppo presto lasciato il posto a un piccolo alunno della scuola primaria, con la cartella trolley di Cars, e l’astuccio sempre di Cars, ma con Saetta McQueen e tu volevi Francesco Bernulli, e la zia mica lo sa chi è Francesco Bernulli, ma per fortuna c’è internet così adesso va a controllare che ai suoi tempi mica c’era google e manco gli zaini trolley, solo la cartella così come questa però rossa fiammante e gliela aveva comprata il nonno e adesso la zia è proprio costretta a mandar giù il groppone, pensando al tempo che fu, non solo a quello di domani.

Sono trascorsi più di 4 anni e l’avevo già pubblicata nel mio vecchio blog, l’ho recuperata per i nuovi lettori. Ora che vado spesso a prendere Nanni a scuola non tiro su più col naso ogni volta che lo saluto, ma mi struggo comunque sempre un po’.

PS. Nella foto, il sorriso radioso di zia Sandra quando iniziano i giorni di part time! In realtà la foto è stata scattata sabato 4 febbraio alla festa a sorpresa per i 40 anni di un’amica (il marito ha organizzato tutto a sua insaputa, quasi 60 invitati!)

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16 thoughts on “Lettera al nipote per il primo giorno di scuola, ora è in quinta e non gliel’ho ancora data

  1. me la ricordavo, che bella!
    bella anche la foto (il part time fa bene all’umore), e anche la borsa col pinguino dietro di te 😀

    • La borsa è mia e da una parte ha i pinguini dall’altra l’eschimese con la taschina che è la porta. Imitescion pura Braccialini (original 800 euro!).
      Grazie!

  2. “Scoprirai una molecola che permette alla gente di non impaperarsi quando deve chiedere l’aumento al capo stronzo.” Io aprirei un crownfunding per finanziare questa ricerca!!
    Comunque anch’io avevo la cartella rossa! Se non erro, all’epoca erano rosse per le bimbe e blu per i maschietti, qualcuna più elaborata con gli inserti, ma quello passava il convento.

    • Mia sorella ce l’aveva verdona. Ricordo certi inserti di pelo di cavallo. In effetti c’era poca scelta, però avrei voluto tenerla e usarla ora come borsa, ma con diversi traslochi molto è andato perduto.

    • Be’ grazie. Ieri voleva farne una delle sue, ho un po’ urlato (mia sorella era in trasferta per cui il ziasitteraggio si è prolungato) e mi ha detto: “zia, non ti avevo mai vista arrabbiata! Sei arrabbiata?” Credo che si stia prendendo il meglio di me, e a me ancora non pare vero di poter dedicare tanto tempo ai nipoti. Cecilia è un po’ bistrattata che parlo sempre di Giovanni.

  3. I tuoi post sono sempre pieni di belle emozioni ed è un piacere leggerti.
    Riguardo a cars preparati, che presto al cinema ci sarà il tre. :-p

    • Il tre di cars? Non lo sapevo! Era piaciuto molto anche a me. Anche Planes che era sul genere. Grazie. Io lascio parlare le emozioni, anche quelle di zia, poi mi rendo conto – polemica io – che certi scrit-blogger mi snobbano proprio per questo e nonostante io commenti talvolta i loro blog, loro non si sognano di commentare qui manco un ciao. Meno male che ci siete voi!

  4. Anch’io come Barbara avevo la cartella rossa. Forse siamo davvero gemelle?? 😛
    Comunque, cara, belle emozioni e bel post. Anche il mio bimbo grande è in quinta e davvero sembra ieri il primo giorno delle primarie. Da una parte li vorrei già grandi, per sapere dove sono arrivati e che “va tutto bene”, dall’altra me li godo finché sono piccini che tanto, bene o male, passa davvero troppo in fretta.

    • Aahahha, quindi il trio Sandra, Barbara, Silvia! Per diverse questioni, ovvio il part time, mi sto godendo molto Nanni ora, più di allora, penso che quel tempo non ritornerà ma se mi guardo indietro ritrovo comunque moltissimi momenti passati con lui e Cecilia, tipo le scappatelle al mare dove loro avevano la casa, per trascorrere 1 o 2 giorni insieme. E’ la vita, certo, ma davvero scappa un po’ via tra le dita.

  5. Ah le elementari che ricordi! Bellissimo sorriso Sandra in quella foto, oibò ho visto che hai scritto il post sulle cartoline! Devo passare assolutamente (e non riesco a tenervi dietro!)
    Bacioni

    • Giulia, io ho avuto elementari straordinarie e davvero formative per quella che sono oggi. E sui post, oibò pure io: ne ho pubblicato un altro, ma ora stop per qualche giorno. Un bacione a te!

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