Il confine di Giulia

In qualità di lit-blogger sono stata invitata all’incontro riservato a giornalisti e blogger per la presentazione privata del romanzo Il confine di Giulia di Giuliano Gallini Ediz. Nutrimenti.

Ci sono due piani di lettura per questo evento: quello squisitamente personale, le mie emozioni, l’iniziale soggezione e il successivo riuscire a esprimermi anche in mezzo a giornalisti e blogger ben più noti, la mia empatia che alla fine risulta sempre essere la chiave per arrivare alla gente, anche se non sono laureata, né altisonante. La baldoria delle bollicine finali, molte risate, il clima intellettuale alto ma mai spocchioso né parruccone. Perché questo è stato e poi il libro e il suo autore, una gran bella scoperta.

Dunque, ho letto il romanzo in tre giorni interrompendo Anna Karenina e questo va detto, e siccome va detto l’ho pure detto in quella sede, suscitando l’ilarità generale. Per cui sono passata da una cupezza all’altra. Ma anche da un livello alto di linguaggio e stile a un altro che ha saputo tenergli testa, non è poco davvero.

Succede che Giuliano Gallini nel 1999, in trasferta due giorni a settimana a Reggio Emilia, la sera si annoi nell’appartamento privo di tv e inizi a scrivere, per poi scoprire che gli piace molto e gli manca quando non può dedicarsi a quelle pagine. Colpito dalle vicende di Silone gli è sembrato che fosse il rappresentante migliore per la storia che voleva scrivere, ma avrebbe potuto benissimo essere anche un personaggio di fantasia, poi la figura femminile di Giulia ha preso il sopravvento. Non siamo, attenzione, di fronte a un romanzo storico, ma a una storia d’amore tra Silone e Giulia, il suo alter ego, una donna dall’animo leopardiano. Gallini ha voluto raccontarci i possibili esiti di una ricerca esistenziale di chi a tutti costi cerca di credere a qualcosa, di chi ha una fede (religiosa, politica, addirittura per esempio i vegani!) e attribuisce ad essa un grande significato che aiuta a vivere. Ignazio Silone è così, Giulia Bassani, giovane poetessa, al contrario fatica a vivere, a scegliere, a capire quale sia il proprio desiderio su cui impilare i mattoni dei giorni. E Gallini sente una vicinanza con persone tanto sofferenti e sofferte.

Così, il nostro autore esordiente dirigente d’azienda, dopo molti anni e molte pagine fa leggere qualcosa alla moglie, che trova questo romanzo (che inizialmente era il capitolo di un’altra opera, reso poi indipendente) buono al punto da volerlo proporre a qualcuno. Sceglie Loredana Rotundo quasi puntando il dito sullo schermo, lo invia e l’agente rimane talmente stupita da questo testo, dal registro stilistico che aderisce a un’epoca – siamo nel 1931 il fascismo è al potere – da diffidare che Gallini ne sia l’autore, immagina che possa aver trovato dei diari perduti di Silone, o qualcosa del genere. Ma dobbiamo dire grazie alla fantasia di Gallini se oggi abbiamo tra le mani un romanzo insolito, che parla di malessere, che ricalca momenti storici importanti per il nostro paese, e che certo, ci racconta anche un amore, in una sfumatura diversa.

Cos’altro dire su questo incontro prezioso? Abbiamo parlato di Tolstoj, dell’importanza della cultura, anche per piantare un chiodo, del rischio concreto che corre una persona realizzata come Gallini mettendosi in gioco con un romanzo, ed esponendosi a possibili stroncature. Le critiche in realtà sono tutte lusinghiere, il romanzo sta ottenendo ottime recensioni, e io posso solo aggiungere la mia, con questo post.

Giuliano Gallini nella dedica mi ha scritto:

A Sandra con tanto affetto” e ha specificato che quell’affetto è proprio reale, perché lui, a sua volta, ha percepito il mio affetto, nelle mie domande.

Giuliano Gallini mi è sembrata una persona splendida, che non insegue il successo, e nonostante abbia il cassetto pieno di testi, potrebbe anche non pubblicare più nulla, una papà al quale chiedere un consiglio, un capo da non temere e un ottimo scrittore.

Sono felicissima di averlo conosciuto così da vicino, grata all’agenzia Punto & Zeta che mi ha invitata e anche un po’ a me stessa, che mi sono fatta strada solo con la forza delle mie letture, delle mie parole e della mia spontaneità in questo ambiente. ga

L’incontro si è svolto nella sede di Punto & Zeta l’8 febbraio, grazie al part time ho potuto esserci. Amo il mio secondo lavoro! Ho selezionato una foto in cui sono di spalle, la migliore tra i vari scatti.  

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15 thoughts on “Il confine di Giulia

    • Grazie a te, Tenar. Non ho praticamente detto nulla della trama: Ignazio e Giulia sono entrambi pazienti di Jung ed è nel suo studio che si incontrano, perché ben reperibile ovunque e ho preferito lasciar parlare qualcosa di più legato all’incontro stesso, quindi unico.

    • Nato a Ferrara, vive a Padova e fa queste trasferte a Reggio Emilia e in più durante il periodo Expo ha abitato anche un po’ a Milano, perché buona parte dei ristoranti di Expo erano gestiti dall’azienda dove lavora. La storia della pubblicazione è molto lineare, segno che le belle storie a volte ce la fanno senza troppa gavetta e questo è fantastico.

  1. La tua spontaneità e la tua ironia sono la tua forza, Sandra cara, insieme a tutto il resto.
    Sei una delle persone che ammiro di più e da cui traggo continuamente ispirazione. Magari avessi un briciolo della tua spontaneità e spigliatezza…

    • Barbara, sono sinceramente e veramente (troppi avverbi ma qui ci stanno tutti) lusingata dalla tua opinione generosa nei miei confronti che credo sia un po’ esagerata 😀 ma molto affettuosa. Un abbraccione

    • Sì, l’occasione di scoprire un libro che probabilmente avrei magari preso in mano solo perchè Giulia è il nome di mia sorella 😀 ma non mi avrebbe attratto molto. Bacione

  2. Credo che blog diversi attraggano lettori diversi. Per quanto mi riguarda, adoro il mix di consigli di lettura, racconti di scrittura ed emozioni personali. Poi nel tuo caso, come si potrebbero separare libri e vita? Non sarebbe possibile! 😗

    • No, non sarebbe possibile, sì, ho un pubblico di lettori variegato. Il mix a volte riesce altre un po’ meno, ma difficile venga meno l’entusiasmo di provare a proprre qualcosa di diverso e molto sandra style. Grazie infinite per tutto, sei molto molto molto cara per me.

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