Perché Sanremo è Sanremo – Anche per me

Sono nazionalpopolare: il festival di Sanremo mi piace e lo guardo volentieri; magari non tutte le puntate, qualche sera sono fuori casa, magari intanto leggo e ascolto soltanto, però è un appuntamento che non mi fa esclamare “spengo la tv!” Mi piace anche parlarne i giorni seguenti, commentare vestiti e canzoni, spettegolare, e può addirittura capitare che una melodia si insinui subito nella mia testa. Non amo Carlo Conti, non amo neppure Fabio Fazio, né Paolo Bonolis a dire il vero, non amo Maria De Filippi ma l’ho trovata più azzeccata rispetto a quelle ochette spesso incapaci di parlare che appagano giusto l’occhio maschile. Questa conduzione 2017 mi è sembrata piatta, a volte trascinata: tenere Totti sul palco così a lungo l’ho trovato irritante, ma in generale le canzoni mi sono parse di buon livello, senza voler esprimere giudizi da intenditore. Fin dal primo ascolto Ermal Meta mi ha commossa e mi è piaciuta la freschezza di Lodovica Comello, voci nuove, chissà se faranno strada… intanto per lui un terzo posto che giudico meritato.

Mi piace ripensare ai festival passati. Random, frugando nei ricordi (controllando in internet).

Nel 1982 vince Riccardo Fogli con Storie di tutti i giorni. La sua fu una vittoria annunciata dalla sua foto nella copertina di Sorrisi e Canzoni, qualche giorno prima.

Sempre nel 1982 Zucchero Fornaciari esordisce con Una notte che vola via, un flop che mai avrebbe potuto far immaginare lo straordinario successo futuro (cambiando del tutto genere!)

Nel 1989 il festival è condotto da 4 figli d’arte che faranno una papera dietro l’altra ricevendo molte critiche.

Per alcune edizioni è prevista oltre a Big e Nuove proposte una sezione di mezzo: gli emergenti, i quasi famosi insomma: crea una grande confusione.

Nel 1981 le Nuove proposte concorrono insieme ai Big e questo decreterà Alice vincitrice con Per Elisa, Loretta Goggi giunta terza, ma prima tra i Big, con Maledetta Primavera, non gradirà il penalizzante stravolgimento delle regole

Nel 1983 Toto Cutugno con L’italiano non vince il festival suscitando grandi proteste.

Divertente e competente la conduzione di Raimondo Vianello nel 1998.

Non mancano gli scandali: nel 1986 Loredana Bertè sale sul palco con un finto pancione, l’anno precedente Anna Oxa si era esibita indossando una tutina attillata che fece molto discutere, nel 1981 proprio appena prima del festival Marina Occhiena, la bionda de I Ricchi e i Poveri, lascia il gruppo per dissapori con Angela Brambati la mora, nonostante ciò la loro canzone Sarà perché ti amo avrà un successo strepitoso.

Molti i cantanti che partendo da Sanremo sono diventati celebri nel mondo: Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Giorgia, Elisa per citarne alcuni, ma anche Vasco Rossi, nonostante l’esordio senza il botto nel 1982.

In questa pagina trovate il podio di tutte le edizioni. Potrebbe essere simpatico verificare quante e quali canzoni sono rimaste nel nostro cuore tra i vincitori, e quanti cantanti invece sono addirittura scomparsi dalle scene, come i Jalisse, sempre citati in questi casi. E tra le Nuove proposte, quante sono riuscite ad affermarsi nel tempo? Fabrizio Moro ad esempio, vinse esattamente 10 anni fa con Pensa, una canzone molto bella contro la mafia, eppure non ha ancora raggiunto la fama che forse avremmo immaginato allora.

E ora, proprio come Carlo Conti ha chiesto a ogni ospite quale sia la sua canzone di Sanremo, io lo domando a voi, dopo aver postato il video della mia: (o forse di una tra le mie).

Ci sarebbe molto altro da aggiungere: la spallina del reggiseno di Patsy Kensit, la caduta di Michelle Hunziker, i trionfi veri del Trio Morandi, Tozzi, Ruggeri e dei Pooh, gli sguardi sciolti negli occhi di Al Bano e Romina quando ancora erano insieme e felici. Senza parlare dei tanti comici che ci hanno intrattenuti fra una canzone e l’altra. Ho pescato un po’ a caso e ho tirato fuori questi elementi, voi di sicuro ne avrete altri, ammesso che guardiate il festival, naturalmente 😀 Senza dimenticare che, come dice Bennato (che non ha mai gareggiato a Sanremo), sono solo canzonette, certo, aggiungo io, ma talvolta sono utili pure loro!

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19 thoughts on “Perché Sanremo è Sanremo – Anche per me

  1. Sanremo per me è ad anni alterni, o forse solo bisestile… Quest’anno non mi ha attirato particolarmente e appena ho acceso mi sono ritrovata Al Bano (antichi dissapori jacksoniani…).
    Come dimenticare però La terra dei cachi di Elio e le storie tese?? 😀

  2. Ecco, no, Sanremo non mi dice molto. Lo trovo prolisso e noioso e per una canzone che mi piace, dieci non mi dicono nulla. Non lo guardo, ma come non guardo il calcio o gli altri mille programmi che guardano tutti, senza farne drammi o proclami, ognuno si rilassa come meglio crede e a volte mi scopro a guardare delle cose veramente terribili (tra l’altro, proprio in queste sere, “Orgoglio, pregiudizio e zombie” che mi ha morbosamente affascinato). L’unico effetto collaterale è che quando sono dal parrucchiere e sfoglio le riviste di gossip riconosco un vip su dieci e mi sento un po’ un’aliena.

  3. erano quasi 25 anni che non guardavo più Sanremo (non amo le canzoni melodiche…e poco le canzoni italiane), ma quest’anno ho fatto un’eccezione la prima sera perchè….volevo vedere Crozza 😀
    e voto anch’io per Elio, uno specchio dei tempi!

  4. “Dietro la porta” è una canzone meravigliosa.
    Come sai, anch’io seguo Sanremo (e credo che ne scriverò), ma non solo: svolgendosi nella mia città, lo vivo. Ho dei bellissimi ricordi, legati a questo evento, specialmente quand’ero adolescente e, come le amiche, facevo le poste ai cantanti fuori dagli hotel (c’era Nek!).
    A quale canzone sono più affezionata?
    Beh, posso dire che la mia “memoria storica” è legata a “Trottolino amoroso dududadada”: avevo 8 anni, ed è il primo brano che ricordo di aver ascoltato in tv. Un’altra canzone a cui sono legata, è “La solitudine”, di Laura Pausini. E, sempre negli anni dell’adolescenza, “La forza della vita” di Paolo Vallesi e “Oggi sono io” di Alex Britti. Tra le più recenti, ce ne sono tante che mi sono piaciute, ma nessuna che mi abbia “segnata” a parte, forse, l'”Angelo” di Renga.
    Quest’anno il festival mi è piaciuto. Le prime tre posizioni sono state meritatissime. Per la prima volta in 35 anni, ho anche televotato, proprio per il cantante che citi tu: Ermal Meta. Aveva un testo molto importante, e meritava di vincere. 🙂

    • Ed ecco il nostro inviato speciale sul posto!
      Negli anni dell’adolescenza forse è più facile rimanere coinvolti, no? Anch’io quest’anno mi sono ritrovata d’accordo col podio, Gabbani è un po’ canzone da villaggio turistico, ma mi piace e farà di sicuro il botto. La Mannoia è una grande professionista con un buon pezzo. Di Ermal Meta ho già detto e ribadisco il gradimento.

      • Credo che parlerò di loro nel post di giovedì, a meno che Mattia non confermi il suo guest-post. In tal caso, lo farò giovedì prossimo. 🙂

    • Spalle al muro, grande canzone scritta da Mariella Nava che vidi in concerto, ottima cantautrice che si è ritirata stanca di un sistema discografico poco meritocratico che spesso ha premiato la bellezza delle cantanti piuttosto che voce e testi. Un bacione

  5. Non guardo Sanremo più che altro perché non guardo proprio la televisione, se non raramente qualche film. Quest’anno non sapevo neanche che fosse iniziato, l’ho scoperto leggendo i commenti su fb. E pensare che avrei voluto vedere Tiziano Ferro e me lo sono perso.
    Nei miei ricordi, la canzone che ho più apprezzato è Almeno tu nell’universo di Mia Martini, o forse La nevicata del ’56, non saprei scegliere.

  6. Mi hai fatto fare un tuffo nel passato fantastico: anni e anni fa ci riunivamo addirittura in casa di qualcuno per guardare in tv le serate di San Remo e commentare. Ci facevamo risate coi fiocchi: io ero sempre spoetizzante e facevo la guastafeste. 😛
    Negli ultimi anni ho seguito sempre meno la kermesse canora, non mi piacciono le canzoni, trovo liscio come l’acqua Carlo Conti e non so più parlarne. Pensa che non ho ancora sentito le tre canzoni del podio. Sento parlare di Al Bano o di Ron e mi dico: “ancora”? 😀
    Non fucilatemi, però! Ahaha

    • Ma grazie a te per le tue parole circa “tuffo nel passato fantastico” sono felice di avertelo fatto fare e ora corri a sentire Ermal Metal che io più lo sento e più mi commuovo.

  7. Ermal Meta è piaciuto molto anche a me, una vera scoperta. Quest’anno per la prima volta ho seguito il festival (però dopo le dieci cadevo stecchita sul divano come al solito emi svegliavo sul dopo festival) nonostante tutto qualche canzone l’ho sentita, a me piaceva molto la canzone di Paola Turci e anche quella della Mannoia, quella di Francesco Gabbani molto ironica e piena di ritmo. Confesso che Maria De Filippi mi è piaciuta, nonostante io non riesca mai a guardare gli altri suoi programmi.
    La mia canzone di Sanremo Gli uomini non cambiano di Mia Martini meravigliosa, però da ragazzina ho adorato Vita spericolata di Vasco Rossi, un vero inno della mia generazione. Più recentemente anche E se poi di Malika Ayanne.
    A proposito di meteore del festival vi ricordate Tiziana Rivale che vinse con Sarà quel che sarà? vinse e poi sparì …

    • Tiziana Rivale, come no! Bionda col papillon tipo cameriere. Anche lei beneficiò della formula “nuove proposte che concorrono coi big!” e sparì. Misteri della discografia, immagino sia un campo minato peggio dell’editoria.

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