Chiamiamolo prontuario: risposte e approfondimenti

Come ha giustamente fatto notare Barbara, che ha creato il poster qua sopra e ditemi se non è stupendo (grazie Barbara! ♥), il mio non era un decalogo, avendo solo 9 punti. Già, è che cercando il titolo non ho riflettuto sul “deca” (proprio io che faccio quella che sa il greco, ver-go-gna!) ma ho piuttosto pensato a un “prontuario”. Siamo qui oggi 1 maggio – auguri auguri auguri – a rispondere con un discorso omogeneo un po’ a tutti voi.

Marina e Giulia mi sembrano molto serene nella scrittura al di là dell’obiettivo pubblicazione. Alessandra mi chiede quando scrivevo prima del part time. Se è indubbio che ora abbia più tempo (meno di quanto si possa pensare), la concentrazione è un elemento che spesso non viene considerato, (ecco il 10 punto di questo decalogo!)… ho sempre scritto la sera prima e dopo cena, e ho sacrificato molti pomeriggi di sabato e domenica. Mi sono davvero immolata. E voler trovare un approccio più professionale alla scrittura/pubblicazione è stato uno dei motivi per cui ho chiesto il part time. Una scelta molto felice, ma anche coraggiosa. E se questo decalogo l’ho scritto ora, a quasi 7 anni dal mio primo romanzo e vi è sembrato tanto saggio, be’ ha alle spalle cantonate e disgrazie varie, lo dico a tutti ma soprattutto a te, Tenar. Gli editori che non pagheranno i diritti non lo sottoscrivono nel contratto né lo dichiarano nei loro siti, e di quelli io ne ho incontrati diversi 😦  Sondare il mercato significa, per esempio, rendersi conto che Delos permette ai propri autori di uscire con più titoli a distanza ravvicinata, e pubblica anche lavori più brevi, quindi fa al caso mio per alcune mie opere. Ci vuole senso pratico e dedizione anche per questo.

Molto interessanti i lunghi commenti di Marco, la libreria rimane un rimpianto, ma è pur verissima la faccenda del gradino che lui ben sottolinea. Siamo portati a considerare i colossi editoriali coi titoli super strombazzati, ma ne hanno altri centinaia in catalogo a cui l’ufficio stampa riserva un’attenzione differente.

Si è, in definitiva, verificata la fortunata congiunzione per cui sto uscendo con tre libri nel giro di un mese o poco più, e questo mi ha spinta a riflettere e buttar giù una ricetta. Un altro punto per pubblicare molto è considerare la pubblicazione in digitale al pari di quella tradizionale, per cui “fa numero” tanto come appunto un libro cartaceo. Per pubblicare molto occorre sganciarsi da certe trappole e camminare senza farsi distrarre troppo da chi è già in vetta e ci saluta: non l’abbiamo visto sul sentiero e forse ha fatto molta più fatica e collezionato maggiori rinunce di noi. E ognuno dia alla parola rinuncia il significato che crede (dalle pagine buttate dall’editor, alle ore sottratte ad altro).Lungo la strada ci si potrebbe imbattere in qualcosa di meraviglioso come questi fiori viola rampicanti (foto scattata nel borgo medievale di Corciano PG sabato 29/4)- Sarebbe un peccato non fermarsi ad ammirarli.

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13 thoughts on “Chiamiamolo prontuario: risposte e approfondimenti

  1. Penso proprio che me lo stampo, ci trovo una cornice all’ikea e me lo appendo in studio. Chissà che non sia da monito a quelle persone che non credono in me 😉

  2. Nella foto sei bellissima!
    Per il resto sì, ci vuole esperienza e davvero sei preziosa nel mettere la tua a servizio degli altri.
    (E Delos, ti posso assicurare, paga i diritti come un orologio svizzero, ti manda anche il documento per la dichiarazione dei redditi, è vero che sono pochi centesimi a copia e quindi quando ti ci puoi pagare una cena è festa grande, ma la correttezza ha un valore non monetizzabile)

    • Sì, Delos e goWare sono inestimabili e quando vidi il modello ex CUD (ora si chiama CU ma io lo chiamo sempre CUD) sbiancai, trovarlo in casella ha reso così concreto tutto quel lavoro di scrittura, no?
      Più di me direi che sono bellissimi quei fiori così fitti, ma grazie!

  3. Bellissimi fiori Sandra! Anch’io sacrifico molti sabati e domeniche mattina, oltre a qualche sera durante la settimana, se mi sento ispirata. Ma sai che non mi ero accorta che il tuo decalogo era formato da nove punti?! Pensa un po’ come sono distratta 😉

    • Be’ neppure io li avevo contati.
      Questi fiori oltre che bellissimi erano proprio fitti fitti.
      Si spera sempre che il tempo sacrificato a scrivere, che poi scrivere è bellissimo ma faticoso, venga ripagato, che non lo si debba mai rimpiangere, ecco.

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