Come vivere felici (anche) senza figli è qui!

Gennaio 2012, un giorno imprecisato intorno all’Epifania, Emanuele è in ferie, io no; ci organizziamo per fare qualcosa insieme quando esco dall’ufficio: è così raro che lui sia libero in quell’orario. Ma qualcosa non va, io non vado, non funziono, sto male, al punto che comincio a piangere sommessamente in metropolitana e poi lo dico, butto fuori l’enorme pensiero che mi sta soffocando i giorni: “non sarò mai più felice!”

Meno di un mese prima avevamo sostenuto il colloquio in tribunale, da dove eravamo usciti a pezzi. Il decreto di non idoneità alle genitoralità adottiva non ci era ancora arrivato, ci vorranno ancora mesi che con noi la burocrazia se la prese comoda assai, ma quel momento era pure peggio del no che ci aspettava. Era come salire sulle montagne russe in ansia per la successiva discesa, vigilia brutta di qualcosa di tremendo che stava per accadere e non potevamo evitarlo.

Non sarò mai più felice.” Ma volevo tanto esserlo ancora. Non poteva essere tutto finito, a 44 anni, così da lì ho cominciato a lavorare in tal senso, per poter dire che sì, si può essere felice (anche) senza figli.

Questa anticipazione non è inclusa nel libro che esce oggi, ci ho ragionato su per ricordarmi il preciso istante in cui ho temuto che la mia vita sarebbe stata una distesa di grigio e invece no, poi è esplosa in mille colori di libri, viaggi, orso, blog, amici, famiglia, mare, ristoranti, relax, nipoti, Natallia, bicicletta, prati, spiagge, tramonti, fatica che fa bene, riempie i minuti e dà senso a tutto. Nella foto a sinistra (sabato 29/4) io seduta al Loggiato di Cortona, cittadina così importante per noi e significativa nel percorso di mancata genitorialità. Prima visita: marzo 2011, in pieno tunnel e alla vigilia dei colloqui coi servizi sociali, ci prendemmo infatti una vacanza prima di affrontarli.

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9 thoughts on “Come vivere felici (anche) senza figli è qui!

  1. Lo prendo!
    Il mio percorso ha avuto un esito differente ma l’idea della non idoneità o comunque di una non concretizzazione dell’adozione, sopratutto in un periodo in cui molte copie si sono trovate impantanate per problemi burocratici sovrannazionali, ha pesato molto anche su di me e mio marito. C’è stato un momento in cui eravamo sommersi da storie tragiche, con l’ente principale della zona bloccato senza colpe, abbinamenti già fatti e bimbi ancora sul posto di cui non si avevano più notizie, bambini giunti in Italia con malattie inguaribili e le nazionali impantanate in un limbo legislativo. Gli stessi servizi che ci seguivano, con cui pure avevamo un buon rapporto, a dirci che proprio non era un gran momento… Ho capito che la mia felicità non poteva essere del tutto appaltata a quello. L’amore, le amicizie, il lavoro, la scrittura, tutte cose che avevano un valore e non potevano svanire in nulla, se quel sogno fosse sfumato. La vita, per fortuna è terribile ma anche meravigliosa, con svolte improvvise e la felicità a volte va afferrata e inseguita col bastone. Adesso, tu, nella foto, hai un sorriso radioso e sei un vulcano di iniziative, idee e un modello di imprenditorialità scrittorea.

    • Ho imparato tante cose cara Tenar, una tra queste è che nessuno stato garantisce la felicità: né essere genitori, né essere sposati ecc. Però la mancata maternità smuove desideri ancestrali ed è dura da accettare, se poi ti piove addosso un disastro burocratico importante, il tribunale tanto per dirne una perse la nostra relazione, ti senti davvero impotente. Il concetto che il tribunale fa passare è “meglio i bambini in istituto che a voi” è dura, davvero dura da digerire ed elaborare. Ma poi c’è tutto un POI fantastico di mondo, vita e risorse dentro e fuori da me, da Emanuele che ho voluto raccontare nel libro, ed eccolo qua.
      Grazie infinite.

  2. Acquistato e sincronizzato sul kobo! E poi domani caricherò la mia prima recensione sul kobo-sito! Che su Amazon sennò mi sgammano come tua groupie! 😉

  3. Questo articolo mi ha toccato davvero tanto, Sandra. Penso che quanto più si investe su un progetto, e qui è stato un progetto davvero importante, tanto più se ne esce con le ossa rotte se il progetto non va in porto. Non posso nemmeno immaginare che cosa hai provato, e per fortuna che hai trovato la forza di reagire. Ognuno di noi è composto di vari aspetti, e come dico sempre uno solo non ci rappresenta! Prenderò senz’altro la versione del libro per il kobo, e nel frattempo ti abbraccio forte.

    • Cristina, grazie davvero per le tue parole (e per l’acquisto del libro). E’ vero, abbiamo diverse sfaccettature per fortuna e attualmente penso che se avessi avuto figli miei non avrei potuto fare così tanto la zia come sto facendo soprattutto ultimamente, forse era questo il mio destino. Ricambio l’abbraccio.

      • Le zie sono importantissime, basti pensare a Jane Austen! E non te lo dico perché sei tu. Ho appena acquistato il formato del libro per il kobo. 🙂

  4. Congratulazioni anche per questo libro cara Sandra, si può essere felici anche senza figli è vero, se nella propria vita c’è comunque l’amore e la passione per quello che si fa 😊

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