Le letture per le vacanze dei vostri figli

Tempo di fine della scuola: feste, recite e saluti, per alcuni dei vostri figli/nipoti si chiude un ciclo scolastico importante. Mio nipote Nanni a settembre andrà alle medie, lo dico con un po’ di groppone. E la professoressa delle medie ha assegnato ai suoi futuri alunni una lista di libri da leggere durante le vacanze, che voglio condividere con alcune riflessioni.

Obbligatori: Il piccolo principe (A. de Saint-Exupéry) e La famosa invasione degli orsi in Sicilia (D. Buzzati.)

Uno a scelta tra: Momo e La notte dei desideri (M. Ende), Le straordinarie avventure di Caterina (E. Morante), Priscilla e Io e mio zio (G. Anguissola), Le avventure di Pierino al mercato di Luino (P. Chiara).

La prima domanda è: trovate corretto costringere alla lettura di un determinato libro? Io no, mi spiace, credo sia più valida la scelta, soprattutto durante un periodo di vacanza, di alcuni titoli in un ventaglio di più proposte, gli obblighi mediamente allontanano. Mio nipote era partito molto bene con la lettura, ma da 6 mesi circa la sua grande passione per il calcio è diventata quasi monotematica, morale legge solo storie di partite di pallone, una serie di libri per ragazzi Le cipolline. Abbandonati gli interessi precedenti: Rodari, Gialli per ragazzi, Calvino, basta.

Al contrario sua sorella minore di 2 anni giusto un anno fa diceva: “i libri o sono troppo lunghi o noiosi” e non aveva ancora letto un romanzo, solo illustrati. Le ho portato qualcosa che ero fiduciosa potesse piacerle: l’ha adorato e ha dato il via a un luna park di letture di romanzi, la scorsa estate addirittura 18! Ieri mi ha detto che leggere è bellissimo e che siccome lei invece dovrà leggere 4 libri a scelta durante la pausa scolastica di sicuro sono troppo pochi!

Questi sono anni importanti per appassionarsi alla lettura, naturalmente l’amore potrà sbocciare anche più avanti, d’altra parte è pur vero che se tutti gli studenti avranno letto lo stesso libro, al ritorno se ne potrà parlare in classe, ma possiamo ipotizzare scenari diversi: gruppi di lettura di chi ha scelto lo stesso titolo, confronti e magari la voglia di leggere il libro scartato durante l’estate, grazie alla relazione accattivante che faranno i compagni.

Rispetto all’elenco qui sopra, dunque: Il piccolo principe, letto alle medie in classe e apprezzato molto poco (recita finale in cui io ovviamente volevo fare il piccolo principe e mi fecero fare la rosa); La famosa invasione degli orsi in Sicilia, letto da adulta, fu il regalo di uno che un po’ mi piaceva col quale uscii una sola volta, uscita molto deludente. Di M. Ende ho letto La storia infinita e non ricordo nulla, Di G. Anguissola ho adorato Il diario di Giulietta, che ho conservato e penso di dare a Cecilia tra qualche anno. Le avventure di Pierino al mercato di Luino era stato regalato a mia sorella da un’amica di mia mamma, mai letto né da lei né da me e ora che servirebbe pare smarrito (gettato durante qualche trasloco, forse).

Le mie attuali proposte invece sono:

Un sacchetto di biglie (J. Joffo), La capanna dello zio Tom (H. B. Stowe), Pattini d’argento (M. Mapes Dodge), Il giornalino di Gian Burrasca (Vamba);

Cecilia in questo momento adora Roald Dahl quindi lo aggiungo volentieri ai miei suggerimenti e metto anche Neil Gaiman. Non mi sento invece di condividere l’articolo trovato in rete sui 100 titoli imperdibili, dei quali ne conosco pochissimi, non mi piace quindi parlare delle cose che non so.

Naturalmente buona Festa della Repubblica a chi passa di qui oggi!

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34 thoughts on “Le letture per le vacanze dei vostri figli

  1. Ci credi se ti dico che volevo parlare di questa tematica? Allora ne parlo qui e non apro nessun dibattito altrove.
    Io, quest’anno ho cambiato tutte le mie idee, solo gli “sciocchi” non lo fanno mai, anche contraddicendomi..
    Devo fare due distinzioni tra vacanze poiché ci sono anche quelle natalizie. Ti parlo della mia esperienza.
    Sono d’accordo quando nelle vacanze natalizie la maestra ha dato un libro ciascuno da leggere e successivamente, una volta tornati a scuola ne hanno parlato esponendolo a voce e, in seguito, con un riassunto.
    I libri sono stati scelti dagli alunni, ogni bambino sceglieva il proprio, quindi libera scelta, seppur ridotta perché la scuola non è una libreria.
    Invece, mia figlia ha avuto, durante l’anno alla scuola materna, il progetto libro:
    ogni settimana i bambini sceglievano il proprio libricino tra tanti attraverso la biblioteca comunale, e ci sono tanti.(Immaginati 4 libri al mese per tutte le sezioni). In questo modo c’è ampia scelta e, a rotazione, ne usufruiamo tutti. Il libro viene letto da una persona grande, ovviamente, il bambino farà un disegno su ciò che gli è stato narrato. Il libro è rigorosamente posto in ogni borsa colorata e personale da riconsegnare in un determinato giorno. Da qui il rispetto del libro, dopo sgridate da parte delle maestre perché alcuni riportavano i libri rotti e/o scarabocchiAti, anche in giorni diversi dalla consegna. Colpa dei genitori che non assistevano i bambini di 3 anni.
    Queste due iniziative per me, sono state positive per i miei figli. Sono stati degli incentivi a leggere, trattare bene i libri e possibilità di scelta.

    Torno dopo perché ti dico la mia decisione suoi libri per le vacanze estive. Per ora ho scritto tanto.

    • Il progetto libro di cui parli mi sembra fantastico anche, come giustamente sottolinei tu, per il rispetto per l’oggetto in sé ed è valido proprio a partire dai bimbi più piccoli che imparano ad affezionarsi ai libri e alle storie. Purtroppo mia sorella ha la biblioteca lontana da casa, io ce l’ho invece sotto casa e ho provato a portarci i nipoti, incaricandomi io poi delle restituzione dei volumi. La biblioteca per me è stata molto formativa, un vero patrimonio importante per la mia crescita e ne caldeggio la frequentazione. Da Cecilia oltre alla biblioteca scolastica ne hanno addirittura una in classe, foraggiata da regali/donazioni varie.
      Ti ringrazio tanto per questo tuo lungo intervento che ho letto con molto interesse e piacere, perché offre nuovi spunti anche sul discorso del prestito (leggere è bellissimo, bene, ma i libri costano e occupano spazio!) e della condivisione.
      Un bacione.

      • Grazie, Sandra. Mi fa piacere che un mio commento aggiunga qualcosa all’argomento. Come promesso, eccomi qui.
        Riguardo ai libri per le vacanze estive ho deciso di cambiare quest’anno. In pratica non ho preso i libri proposti dalla scuola, i quali contengono disegni per mia figlia e pagine di scrittura, problemi e poche pagine da leggere.
        La piccola può benissimo disegnare su foglio oppure ci sono libricini più economici per colorare.
        Per il grande, anziché scrivere, scrivere e poi scrivere, gli farò scegliere tra i libri che già ha.
        Nel mio caso mi pare una soluzione ottima sia dal punto di vista educativo che economico. Scrivere soltanto non è buono. Durante l’anno le letture sono inferiori rispetto allo scrivere, anche se, non posso lamentarmi, il programma è fatto bene.
        Non sono neppure una di quelle che dice di non far nulla per 3 mesi, mi pare troppo. Tra niente e troppo risiede il giusto.
        Ricambio il bacione.

  2. Il piccolo principe, come pure Alice nel paese delle meraviglie, sono più libri da adulti, con significati nascosti preziosi. Pattini d’argento l’ho adorato, mi pare regalo di compleanno o prima comunione. Sono d’accordo che il cosa leggere dovrebbe essere una scelta personale, però è anche vero che molti adulti non leggono perché non sanno cosa gli piace e nemmeno iniziano per evitare fatica e delusioni. Forse leggere un titolo imposto ti aiuta anche a dire: questa roba qui mai più! Con maggior sicurezza.
    Ps: sto leggendo Ciabatti pagina 180 del kobo in… mezza giornata?! 😉
    Ma ora sospendo perché mi sono ripromessa di ri-cominciare il mio “lungo”…

    • Molti adulti sono un mistero, non sanno cosa gli piace, azzecchi il libro, mostrano entusiasmo, iniziano di slancio e poi puf si arenano, è proprio l’attività lettura, solitaria, a risultare ostica. E comunque sì, certe imposizioni scolastiche mi hanno fatto gridare all’orrore, al mai più! Buona scrittura, dunque.

  3. @ Tiziana, tu sottolinei la giusta via di mezzo sempre la più difficile da perseguire. Un po’ di esercizi per non andare giù di mano che tre mesi sono lunghi. E comunque anche certi libri delle vacanze eserciziari costano! Perché caricare le famiglie di così tante spese? Non lo trovo affatto giusto nella scuola dell’obbligo! Buona l’idea anche di scambiarsi i libri tra compagni eventualmente per abbattere i costi e condividere.

  4. Argomento spinoso.
    A mio parere il dare titoli e libri in obbligo non incentiva affatto, ma allontana, una generazione (stiamo parlando dei 10 anni ) che non ama quasi per nulla leggere. In casa mia sono l’unica a farlo e senza costrizione alcuna. Se fosse per il maschietto si andrebbe avanti solo a fumetti, per la femmina libri corti, scritti grandi e poco impegnativi, seguiti dal “se proprio devo”. Tanto per dire Il piccolo principe lo hanno trovato noioso entrambi, nonostante tutti i miei sforzi. Quindi no, non credo sia la strada giusta, almeno con i miei.
    Fortuna vuole che il libro delle vacanze ne porti due corti che spero convincano del contrario, che leggere è bello e piacevole, ma consiglierei davvero libri leggeri con il sano potere dell’evasione per accompagnare i ragazzi in questo passaggio all’età dei grandi.
    Io spero sempre che si innamorino del Conte di Montecristo come è successo a me.

    • L’importante, cara Nadia, è che s’innamorino di qualcosa, se poi è qualcosa che abbiamo amato pure noi tanto meglio, perché a furia di consigli sbagliati/obblighi il rischio allontanamento è troppo alto!

  5. Buona festa della repubblica in ritardo oppure buona domenica visto che per quella sono ancora in tempo. Per i libri da leggere trovo anch’io che sia meglio non imporre dei titoli obbligatori, forse è meglio che i ragazzi siamo lasciati liberi di leggere quello che vogliono, in fondo l’importante è leggere!

  6. Ciao! Se mi parli di libri “obbligatori” viene freddo anche a me, ho addirittura costruito un progetto per la scuola media per allontanare questa Barbara usanza… :-). In ogni caso ti do alcuni suggerimenti per Nanni: – Momo sicuramente è splendido, se gli piace il genere, aggiungo “Il mio mondo fino a 7”, “fesso”, “Il mistero del London eye”, “Il libro di tutte le cose”, “Ce ne sono altri di molto molto belli, ad esempio si sono messi a pubblicare Il piccolo Nicholas, che è spassosissimo, riprendo in mano la lista che stavo studiando (me li sto leggendo) e ti darò altri suggerimenti. Sono cose che hanno suggerito anche a me, a parte Nicholas che ho letto in francese alle medie (santi Sempe e Goscinny), la lista sarebbe ancora più lunga. Baci

    • Bella questa lista, grazie, mi attira molto questo Nicholas, Goscinny è lo stesso di Asterix, suppongo. Purtroppo in questo momento Nanni davvero è interessato solo al calcio ed è difficile trovare un genere nelle sue corde, ma zia Sandra non molla di certo. Grazie ancora un bacione.

      • Guarda, Goscinny e’ proprio quello di Asterix, e i libri del piccolo Nicholas sono strutturati a racconti brevi, e mostrano la vita vista proprio con gli occhi del bambino. Credo che un racconto su una disastrosa partita di calcio si trovi in ” Il piccolo Nicholas e i suoi amici”, l’interesse intorno al personaggio glielo puoi far venire anche con i due film che sono in giro, Il piccolo Nicholas e i suoi genitori e Le vacanze del piccolo Nicholas. Splendidi.

  7. Come prof delle medie il discorso è complicato.
    Io preferisco dare una lunga lunga lista di libri tra cui scegliere, ma sempre di lettura obbligata si tratta. Molti se non obbligati non leggono proprio e non possono imparare davvero l’italiano senza leggere. Pochi già leggono molto e troveranno nella lista qualcosa di loro gradimento. Qualcuno, per caso, scoprirà un libro che lo appassiona. O almeno ci spero.
    La lettura di uno o due libri però mi sembra ancora il miglior compito delle vacanze, sopratutto in un’epoca in cui pochi hanno la fortuna di avere genitori (o zie) che li accompagnano verso i libri come fai tu.

    • Dimenticavo, in fondo alla lista metto sempre l’indirizzo della più vicina biblioteca e tengo una buona percentuale di classici nella speranza che li abbiano già in casa, così evito le sfuriate dei genitori per il costo. Purtroppo, però, non ho trovato un altro modo per assicurarmi che tutti leggano se non interrogarli a tappeto (la relazione scritta no, se no la scaricano da internet pari pari) e per interrogarli io devo conoscere bene i libri, da cui la necessità di una lista…

      • Credo cara Tenar (e ti confesso che aspettavo il tuo commento da prof. con molto piacere) che tu sia dalla mia: una lista lunga o breve dalla quale attingere, per avere una sorta di canovaccio, altrimenti mio nipote appunto che lo stiamo già perdendo per strada, leggerebbe solo Le cipolline. Sui compiti a casa poi, io continuo ad assistere a svolgimenti fatti da terzi, oltre che da internet, è sempre stato così eh, ricordo la fantastica traduzione dal tedesco fatta da un compagno piuttosto scarso che sorprese la prof. certo era stata fatta dalla segretaria del padre! Leggi un libro imposto e poi ti interrogo, detta così pare un po’ una tortura, del resto capisco bene che tante alternative non ce ne siano e la tecnologia sta avendo gravi conseguenze sul lessico, l’ortografia e la sintassi.

    • Salve, in effetti la lunga lunga lista è uno splendido modo per convincere i più riottosi a leggere, (io sono bibliotecaria, e quando mi arrivano con le liste lunghe respiro di sollievo, anche se in genere la prima cosa che il pivello lista munito mi chiede e’ di dargli il più breve.) A volte cedo di schianto, in genere sciorino tutti i libri che conosco, sottolineando i punti fighi della trama e sperando che scelgano in base all’interesse che tento di suscitare. Il lavoro che ho proposto per un laboratorio almeno trimestrale con la scuola media prevede una ventina di titoli per ogni tema che ho proposto (storia, fantasia, ribellione, …non ho il progetto in mano, purtroppo), e mi piacerebbe che i ragazzi contribuissero poi ad un blog con le recensioni dei libri che leggono. O, perché no, vista la moda, con brevi trailer.

  8. Hai ragione, Tenar. Alcune letture vanno imposte, altrimenti, non leggerebbero. Quando si può avere la scelta, è solo che una grande fortuna. Ma creiamo la scelta, non solo la scuola, anche dalla famiglia. Si punta troppo il dito alle istituzioni o ai professori, ma i genitori predicano bene e razzolano male. Per quest’anno ho deciso per i libri da leggere, altri li avranno a scuola, che in entrambe (elementare e materna) funziona l’insegnamento del leggere.
    Sono anche del parere che il rispetto dei professori o maestri, dipende dalla scuola, sia fondamentale. Il ragazzo deve leggere o svolgere il compito dato, anche quel libro.Nessuna lettura è errata se ti prepara all’abitudine di leggere.

  9. Sandra che ricordi che mi hai tirato fuori con questo post, soprattutto con Pattini d’Argento. Sai che quella corsa esiste davvero in Olanda, e che non la fanno da anni perché non ghiaccia abbastanza da molto tempo, e ogni anno c’è grande attesa per sapere se stavolta si farà? E sai che Bram quel libro non lo conosceva??

  10. @ Tiziana, Bridigala credo che il lavoro perfetto sia l’unione tra famiglia, scuola e biblioteca. Ma se Bridigala è una bibliotecaria capace, attenta e davvero in gamba non tutti sono come lei, da me mi pare di parlare con dei rintronati onestamente. Del resto come pure ha sottolineato Tenar, in molte famiglia non viene data alcuna importanza alla lettura e gli insegnanti si ritrovano spiazzati.

  11. di Dahl mia figlia (quasi11) ha letto il GGG con passione. Io con terrore, ma vabbè.
    Adesso sto leggendo wonder, che vorrei farle leggere… per la scuola media ancora non ci è arrivato niente, ma se la facessero leggere sarei contenta, perchè io mamma-divoratrice di libri non riesco mai a trovare titoli accattivanti per la sua età (forse perchè alla sua età non leggevo…)

    • Ciao Trasparelena, sono appena rientrata dalla libreria, ho giusto guardata GGG pensando chissà se Cecilia l’ha letto, in quanto a Wonder avevo puntato pure a quello, un grande successo – che per ora non ho letto. Bisogna un po’ guardare e informarsi ma secondo me i bei libri per quell’età si trovano e sono pure tanti, poi chiaramente ognuno ha i suoi gusti.

      • si parla molto anche di “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie” però è consigliato da 8 anni. Non vorrei che per una quasi 11-enne fosse un po’ “da piccoli” ….. (nel senso che lei pensi che lo sia, perchè suvvia, non c’è mica un età massima per leggere un libro! )

      • Confermo per il libro “delle bambine ribelli”. Da 8 anni in su, quindi basta non averne meno. In realtà lo può leggere una persona grande anche per i più piccoli, ma non primi dei 6 anni. Sono biografie sotto forma di favola, ma pur sempre biografie.
        Mi sento un po’ in imbarazzo, ma le cose belle (che capitano di rado, talvolta) è giusto condividerle. Io ho scritto la 101 sul sito della Mondadori ed è pubblicata lì assieme ad altre 4 che hanno vinto il contest. Inizio a diventare bordeaux, non sono abituata, ma ben vengano certe emozioni.

  12. @ Trasparelena, sì di bambine ribelli ecc si è parlato molto e mia sorella la preso per Cecilia che ha appunto 8 anni. Sulle fasce di età c’è anche molto da dire, ho letto Olocausto a 10 anni (saltando le parti più truci ma rimane una lettura decisamente adulta) e libri tipici per l’infanzia li ho recuperati da grande perché non avendoli letti mi piaceva colmare la lacuna, trovandoli comunque godibili. Certo, ci vuole una traccia, non si possono dare in pasto letture senza che la testa dei piccoli lettori abbia gli strumenti per capirli, però il processo contrario tutto sommato si può ben fare, soprattutto se è alternato a letture più in evoluzione.

  13. La lista che ho dato a Sandra, cui aggiungo La stagione delle conserve e Per questo mi chiamo Giovanni, contiene libri per le medie. Aggiungo un libro che tratta con molta grazia un tema difficile, che però a quel l’età comincia a dover essere affrontato.Per la fine della seconda, o in terza, va più che bene. Si intitola Speak, le parole non dette. Parla di stupro, ma quella parola compare solo alla fine del libro, quando il superamento e’ alle porte. E’ il diario di una ragazzina, che durante l’estate prima delle superiori perde improvvisamente tutte le amiche, va al liceo, ma praticamente non parla, non ha rapporti significativi coi genitori. A tirarle fuori tutto e a spedirla verso una vita felice penserà il professore di arte. Bellissimo, va letto prima dagli adulti per capire quando il lettore e’ emotivamente pronto.

    • Per questo mi chiamo Giovanni l’ho guardato con attenzione perché mio nipote si chiama Giovanni!!!! Grazie per questo continuo aggiornare, sto post sta diventando tra i più commentati, che bellezza, tanti titoli, tante idee dalle quali attingere.

      • Per questo mi chiamo Giovanni e’ costituito da un lungo dialogo tra un figlio, la voce narrante, ed un padre che gli spiega tutta la storia di Falcone e degli altri uomini che come lui hanno combattuto il mostro. Bello, scritto con un linguaggio semplice che arriva al cuore, scritto dall’autore delle cipolline, oltretutto, Luigi Garlando. In genere lo danno a scuola, io vorrei sdoganarlo invece come un libro che tutti i bambini dovrebbero leggere per il gusto di scoprire qualcosa di bello della nostra Italia che non sembra avere più speranza, almeno finché non ricordiamo che c’è chi ha combattuto, e si è impegnato per darci un futuro!

    • Fortuna lo schermo, che se fosse dal vivo, non mi uscrirebbe mezza parola. È quello su Amalia Moretti Foggia.
      Sandra, avvertimenti, che io con le sorprese rimango con la faccia da ebete. Grazie a te.

      • Ma Tiziana, qui siamo tra amici, si partecipa alle gioie altrui, meglio alle gioie che ai dolori, direi (io ci sono in entrambi i casi ma preferiamo sempre che vinca la buona sorte)

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