Pensieri stanchi di una donna in tilt

Nei giorni scorsi sono andata in tilt. E’ successo che giovedì avendo una cena vicino all’ufficio ho deciso di fermarmi a lavorare, senza passare da casa, perché avevo parecchio da fare, poi però l’orario della cena è stato posticipato e alla fine la lunga tirata mi ha messa ko. Il giorno dopo ero un catorcio e pure sabato non è che fossi uno splendore, tanto che ho annullato un impegno serale, probabilmente facendo rimanere male un’amica. E con questo si aprono mille scenari sull’incapacità di dire “no”, sulle priorità, sul capirsi. Il caldo torrido ha avuto la sua parte, che Dio mio, certo, lavoro con l’aria condizionata, ma ci sono anche altre situazioni. E poi si è sommato il fatto che nello stesso giorno fosse arrivata una brutta notizia. Il progetto con l’editore big è saltato e non l’ho presa affatto bene. Continuo a rimuginarci su, a sentirmi stanca e poi mi arrabbio con me stessa perché le tristezze della vita sono altre. Sono troppo delusa: se non mi avessero detto nulla stavo come prima, contenta del mio Figlia dei fiordi che sta comunque piacendo moltissimo a chi l’ha letto, ma così pareva una cosa certa, e poi invece no.

Il mio cellulare una settimana fa è defunto, così, l’era paleolitica in cui non ero smartizzata si è conclusa. Ho preso uno smart phone dismesso da Emanuele, ho fatto un nuovo contratto e ho cominciato a usarlo, per la gioia di chi trovava assurdo che non avessi ancora whtsapp. Scoprendo quindi che mio cugino preferito e sua moglie vivono ancora nell’era precedente, dove stavo pure io fino a settimana scorsa appunto. Lui è un ingegnere.

Sono di fronte a una svolta epocale: prima ad esempio in vacanza non potevo controllare le mail. Ora però mi sono resa conto di un aspetto importante: essere sempre connessi, con lo squillo che ci avvisa non solo di sms e chiamate ma pure di ciò che appunto passa attraverso internet, elimina del tutto l’effetto sorpresa, che era bello. Ogni qualvolta rincasavo mi sedevo al pc e controllavo la posta, per tutto il giorno potevo illudermi che si fosse fatto vivo un editore! E spesso trovavo mail di amici. Adesso non più, adesso tutto avviene in tempo reale, annullando l’attesa e il suo piacere, la vigilia e lo stupore. Comodo eh, ma spesso le comodità sono brutte, (es. le scarpe).

Ieri si è scatenato un mal di testa intermittente ma con assalti feroci e la sensazione di essere una carretta non mi ha dato tregua 😦

Oggi lavoro, poi inizia il giro part time prolungato dall’aggiunta di ferie, tuttavia il 29 andrò in ufficio extra per smaltire alcune cose. Ieri è venuta mia suocera a pranzo per i saluti pre vacanza, è in gran ritardo rispetto alle sue abitudini e parte mercoledì per la Grecia, dove si fermerà tre mesi giusti, beata lei! Spero tanto che possa essere una buona estate per tutti, ovunque decideremo (o potremo) trascorrerla.

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19 thoughts on “Pensieri stanchi di una donna in tilt

  1. La vita è questo. Ci sono dei periodi che TUTTO o quasi va a rotoli. Sei in buona compagnia, purtroppo, solo che a differenza tua sono stanca di combattere. E non è da me arrendersi, ma poi le forze finiscono.
    La vita, comunque, si aggiusta sempre, anche se non ho idea di come faccia se non attraverso il trascorrere del tempo.

    • In realtà a parte che continuo a sentirmi sottosopra i momenti in cui la vita è andata a rotoli sono stati altri, adesso forse è solo colpa del caldo, di quella stanchezza che proviamo tutti in questo periodo, del tanto lavoro e di un sogno che sembrava realizzato invece puf è svanito. Un abbraccio.

  2. Mi spiace che si siano incasinate tante cose, spero che si sbrogli tutto lo sbrogliabile – e che il progetto dell’editore big torni a realizzarsi 😉
    Riguardo al furbofono, se ti da fastidio la notifica di qualsiasi cosa, puoi sempre levarle e tornare all’effetto sorpresa 😉

    Un abbraccio e buon lavoro (sia quello titolare che quello di scrittura) 😉

  3. Con il telefono cara Sandra ci prenderai la mano compreso il disattivare tutto per risultare off Line. Ma saranno più gli aspetti positivi di quelli negativi, fidati.
    Con il caldo…. come ti capisco non so più cosa vuol dire dormire e avere pensieri umani perché le poche idee si sciolgono veloci.
    Per l’editore sii paziente, non abbatterti, era in fase embrionale anche se già lo vedevi concreto. Concentrati sulle vacanze, sui risultati di Figlia dei fiordi, e fai girare le energie positive. Sorridi non lasciare che questi imprevisti abbiano la meglio hai superato montagne questi sono scogli.

  4. L’estate, il caldo, hanno questo brutto effetto collaterale di esasperare tutto. Quando poi c’è una congiuntura negativa di cose che non vanno, è decisamente peggio. Posso solo augurarti un periodo migliore e belle notizie che bilancino tutto questo. Sull’essere sempre connessi non potrei essere più d’accordo. Per me è un male. E poi ogni tanto è bene staccare, dimenticarsi della rete e godere del mondo che ci circonda. Un abbraccio

  5. Anch’io mi sono traghettata verso lo smartphone da poco e per forza, ma mi trovo bene e non ho effetti collaterali. Dal punto di vista energetico il caldo ci mette a dura prova più di quanto crediamo. Le delusioni scrittoriali, poi, sono sempre mazzate… per fortuna si metabolizzano nel tempo. Gli scrittori sono tenaci! 😉

  6. Non bisogna prendere sottogamba le allerte del gran caldo e afa solo perché lavoriamo a favore di climatizzatore. Comunque dobbiamo spostarci dentro-fuori ufficio/auto/metro/ecc, comunque il fisico risente di un’aria artificiale, senza contare che siamo già più stanchi in estate per il maggior numero di ore luce, che spesso ci porta a strafare.
    Sulle questioni editoriali lasciamo ogni considerazione a settembre, che anche le case editrici saranno a personale ridotto per le ferie e dubito prendano grosse decisioni adesso.
    E sullo smartphone e la tecnologia in generale: il fatto che ci sia, non ci obbliga ad usarla. 😉
    Io per esempio non ho whatsapp, a chi continua a dirmi di installarlo rispondo “se hai qualcosa di urgente da dirmi, mi telefoni; altrimenti mi scrivi una mail.” (alcuni gestori stanno togliendo gli sms dai contratti, quindi non li considero). E comunque puoi spegnere la connessione dati quando vuoi, o con il tasto apposito (lasciando acceso la parte fonia e sms) oppure isolandoti completamente con la modalità offline/aereo (risulti non raggiungibile, ma non è come spegnere il telefono, perché basta un tocco per riattivare tutto mentre accensione/spegnimento necessitano di più tempo). Poi quando sono in casa, io il telefono me lo dimentico proprio. Chi ha bisogno ha il fisso, tutto il resto può aspettare. 😉
    Penso che adesso sei in quei primi giorni in cui c’è la novità, ma è una novità che implica studio (è un bel salto da vecchio cell a smartphone). E ti capisco. Io dovrei cambiare smartphone, ma sono qui che mi tiro indietro, perché poi mi aspetta: backup, aggiornamenti, importa contatti, scarica foto, installa app., aggiorna app, sincronizza app… e no, proprio non c’ho voglia! 😀

  7. @ Conte, grazie, non avevo pensato di poter spegnere le notifiche
    @ Nadia, sempre carina con me, hai ragione: sto mettendo in circolo energia negativa e questo NON va bene
    @ Maria Teresa, sempre pragmatica, hai ragione si esaspera tutto in estate come a Natale, e non dovremmo
    @ Grazia sì, gli scrittori sono tenaci, io l’ho già dimostrato più volte, testa alta e si va avanti
    @ Barbara, ho visto che non sei whasttsappata neppure tu, Ed è vero: quel dentro/fuori caldo freddo ti ammazza.
    @ Tutti, grazie che ci siete, ad ascoltare le mie lagne, che uno un blog ce l’ha anche per questo no? A prestissimo!

  8. Tu pensa che io non ho voluto sapere il sesso dei miei bambini fino alla nascita. Eppure le ecografie c’erano già. 😉 Questo per dire, come hanno commentato anche altri, che è una bella comodità lo smartphone, ma poi a usarlo siamo noi, quindi possiamo staccare quando vogliamo.
    Per il resto, mi sa che ti scriverò una cosa in privato. 🙂

  9. Intanto un abbraccio!
    Poi un piccolo consiglio pratico: se puoi e se non l’hai già fatto crea indirizzi email separati per lavoro, scrittura e amici.
    È bello che tu abbia amici che scrivono ancora email, a me non ne scrive quasi più nessuno e mi dispiace.
    Mi vengono in mente un sacco di cose ma scriverei un commento chilometrico… vabbè ne butto due lì.
    Una è che ho qualche amico che riceve i miei post nell’email, e per questo motivo non commenta mai, perché andare a aprire il blog per commentare è faticoso… oppure, se ha qualcosa da dire, me lo dice via WhatsApp. Capisco la praticità ma mi fa un pochetto tristezza!
    E l’altra, che leggevo che spesso si legge (per i blog collegati a Facebook) l’anteprima Facebook del post e si commenta lì, senza andare sul blog a leggersi l’articolo intero. Uffa!
    Oddio volevo tirarti su e invece mi è uscito un commento deprimente! Pensiamo a una cosa positiva, ho trovato una cosina piccola, piccola, per rimpiazzare il timbro, quando ci vediamo te la do.
    Dai che alle vacanze manca poco! Per me e Bram è il penultimo giorno a Quito, oggi andiamo a cercare una libreria. Ciao!

  10. Ciao Sandra, ma sei solo stanca! Chi non ci è passata di noi, furie della tastiera! Dovresti leggere il mio “Quando è troppo, è troppo” ,come e quanto ti capisco! Una passeggiata in campagna, un pò di svago e decompressione e tornerai come nuova.
    E poi ricorda: chiusa una porta si apre un portone. E’ sempre verissimo 😉

  11. L’essere sempre connessi per certi versi è una gran fregatura, anche perché poi tutti danno per scontato che DEVI rispondere immediatamente.
    Quanto agli editori big, i loro no spiacciono. Non c’è niente da fare. La vita mi ha rimesso in riga con durezza ieri sera a farmi capire cosa conta e cosa no, ma spiace lo stesso, anche se è una cosa futile. E non devi sentirtene in colpa.

  12. il cugino ingegnere la sa lunga. E non essere collegati in perenne al mondo esterno è una gran bella cosa. Vivo felice e beato anche senza whatsapp o altro. Non sono schiavo del mondo esterno.

  13. @ Tutti, quanti bei commenti oggi
    @ Silvia, letta tua graditissima mail e risposta, tu tecnologia con giudizio direi
    @ FrancescaBianca, a me piacciono molto le mail: si possono fare discorsi più lunghi e magari scrivo di sera tardi quando una telefonata sarebbe inopportuna. Sarebbe tanto bello rivedersi, intano grazie davvero
    @ Elena, sì sono solo stana e dopo leggo il tuo post grazie
    @ Tenar, ti ho letta ma torno a commentare, certo occorre ridimensionare. Questo no dell’editore big nulla ha a che vedere col valore di ciò che scrivo, solo il progetto non è andato in porto a prescindere
    @ Newwhitebear, no, be’ schiava del mondo esterno neppure io, figurati 😀

  14. Mi dispiace tantissimo! Ho idea che si siano sommate una serie di cose negative. Se una si supera velocemente, con un insieme è più difficile. Il caldo terribile poi mette l’umore sotto le scarpe. Per fortuna ora sta piovendo… Gli smartphone sono comodi, però non è bene essere sempre connessi; magari potresti togliere l’avviso di notifica e guardare quando hai tempo e voglia. Che dici? 🙂

    • Dico che sì, lo posso fare, insomma negativo diventarne schiava. Ogni squillo poi magari sono mail di pubblicità!
      Qui ha fatto un temporale coi fiocchi, tra poco mi stendo e mi godo la frescura.
      Un bacione.

    • Ciao Rosalia, benvenuta tra queste pagine, ecco sei arrivata con un lagna post, mamma non è certo il mio aspetto migliore. Spero resterai per scoprire gli altri, intanto grazie per essere qui e per le tue parole!

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