30 anni fa la mia maturità

Diversi colleghi, amici, coetanei sono stati nelle scorse settimane alle prese con la maturità dei figli, il che mi ha fatto ripensare al mio esame sostenuto esattamente 30 anni fa!

I voti erano dati in sessantesimi e la commissione era interamente esterna ad eccezione del membro interno, perno sul qualche ruotava buona parte dell’andamento della prova. Il nostro era la prof. di tedesco, la sua prima volta, era del tutto impreparata rispetto a certe dinamiche e secondo me non fu all’altezza del ruolo. Verso aprile uscivano “le materie”, quattro sulle quali occorreva prepararsi per le prove orali, una oltre al tema di italiano che era fisso, per la seconda prova scritta. Ne consegue che da quel momento in poi le altre materie non venivano più studiate (circa perché c’erano i professori che interrogavano fino alla fine). Delle 4 orali il candidato ne sceglieva una per l’orale, la seconda veniva invece scelta dalla commissione, ma il compito del membro interno era portare a far scegliere quella che lo studente gli aveva indicato. Chi è della mia generazione ricorderà il tormentone del “aiuto, mi hanno cambiato la materia!”

Portati italiano e fui fortunata perché si cominciò con la domanda a piacere e potei esprimermi al meglio sul mio amato Leopardi. Poi inglese, dove sfoggiai una bella padronanza linguistica ma la prof. di tedesco, membro interno, non mi perdonò di non aver portato tedesco appunto.

Presi 54/60 un ottimo voto, ma che ritenni un po’ scarso rispetto alle aspettative. Ambivo al 60 o almeno un 58. Guarda caso chi portò tedesco ebbe 60!

Ritardammo la partenza per la Romagna, dove da sempre trascorrevamo le vacanze balneari, per aspettare i tabelloni. Quel viaggio in treno è indiscutibilmente legato a una tragedia italiana di cui ricorre il trentennale quest’anno: la strage della frana della Val Pola, in Valtellina. Proprio a causa di quel drammatico evento il nostro treno fu in forte ritardo e lo aspettammo in stazione centrale senza notizie per 4 ore. Da valtellinese poi non posso che ricordare la catastrofe con una stretta al cuore.

Le vacanze a Rimini non furono degne di particolari note, ma le successive in Valtellina, di cui tra l’altro ricordo una sovrabbondanza di zanzare pestifere proprio pare per colpa della frana, furono talmente straordinarie da essere, giuro, ricordate ancora oggi in paese per le scorribande della compagnia che si creò tra giovani villeggianti e locali, di cui facevo parte. M’innamorai perdutamente, mi feci le prime meches, e aspettai trepidante l’arrivo di settembre che mi avrebbe vista alle prese con la ricerca di un impiego.

Le emozioni legate alla maturità sono molte, tuttavia avendo frequentato una scuola 3+2 e avendo cambiato istituto per la quarta e la quinta (nel primo non c’erano), ho ricordi più belli e importanti rispetto ai primi tre anni, la classe era molto più unita e gli insegnanti di gran lunga più validi. Non mi spiacerebbe una rimpatriata con i compagni di quinta, ma dovendo scegliere preferirei quelli con i quali ho condiviso l’esame per la qualifica di terza.

Di entrambi gli esami ricordo indubbiamente tanto, ma tanto studio e altrettanto timore. Ricordo di aver praticamente fatto il tema della maturità alla mia compagna Ramona che manco mi ha ringraziata. Ricordo che per il tema di letteratura uscì il ‘900 che noi non avevamo fatto, per cui mi ritrovai spiazzata, io che portavo italiano! Ricordo il caldo e la discussione dell’orale tardissimo a luglio inoltrato.

Ora trovo ci sia una forte sfasatura tra i risultati scolastici e quelli che poi si raggiungono nella vita e nel lavoro, perché poi subentrano molti altri fattori, ma sono contenta del mio percorso di studi e della cultura che mi sono fatta. Ancora oggi, dopo trent’anni, mi capita di ritrovare una nozione, un elemento, un frammento di qualcosa che ho studiato a scuola, in un libro o in un fatto di attualità. All’Achilleion visitato durante la vacanza a Corfù, c’è una statua di Byron e io ho subito ricordato quanto mi avesse appassionata lo studio dei poeti romantici inglesi della prima e della seconda generazione.

E poi provo molta simpatia per quella diciottenne magra magra che si sentiva sempre e ovunque fuori posto tranne che sui libri.

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15 thoughts on “30 anni fa la mia maturità

  1. Io ricordo le corse al bagno per la fifa blu che avevo e mia madre più ansiosa di me che insieme a tutte le mie amiche assisteva agli orali. Ricordi ricordi che hai fatto risalire a galla! Che bei tempi anche solo per l’età e la purezza delle emozioni. Ah Sandra ad aver la macchina del tempo!

  2. Essendo della stessa generazione, anch’io ho fatto l’esame di maturità con la stessa tipologia, commissione esterna, membro interno (anche il nostro insegnante nuovo, ci conosceva solo da un anno, gli altri professori hanno rifiutato, vuoi per simpatie, vuoi per politiche), voto in sessantesimi, per me 47, ‘O muorto, una decina di punti persi proprio all’orale (esame scritto di Ragioneria invece perfetto, solo in 2 l’abbiamo terminato), perché portai Italiano e Tecnica bancaria, e studiai talmente tanto, ma tanto, ma tanto, che alla fine esplosi. Boom. NonMiRicordoPiùNulla. Feci quasi scena muta, l’hard disk girava a vuoto senza fermarsi sul blocco di memoria corretto.
    E qui imparai che il voto della maturità non determina quasi niente. Vale per i concorsi, ma sul mondo del lavoro privato si ricomincia con gli esami ogni giorno. E poi mi rifeci all’università, dove nell’aula dei Quaranta tenni banco per mezz’ora buona, con proiettore e slide, e la commissione interessata (eh, parlavo di fondi comuni d’investimento, dovevano essere preoccupati per i loro 😛 )
    Però c’ero andata con un altro atteggiamento: alla discussione della tesi i giochi del voto sono già fatti, per cui ero tranquilla, “come va, va”. E pensa che non ho un “papiro” di laurea (a luglio erano tutti in ferie, mannaggia!) ma ho quello della maturità, scritto dai miei zii putativi, e ricordo la festa a casa terminata con gavettoni, Liquidator, bacinellate e canna dell’acqua del giardino 😀

  3. Che bei ricordi… i tuoi! Facciamo a cambio? 😛
    L’unica cosa buona della mia maturità, fu il disfarmi dei cinque anni peggiori della mia vita – prima dei cinque anni di scientifico, adoravo le scienze.
    Vabbè, ormai son solo brutti ricordi, distanti nel tempo alcuni lustri 🙂

  4. @ Marco, Nadia, Barbara (grazie per il lunghissimo commento), Conte, ricordi ricordi, temo che la mente abbia filtrato come sempre selezionando solo quelli belli e piacevoli, ma si sa la maturità rimane tutta la vita e pare – per me è così – che venga sognata di continuo anche molti anni dopo, se volete parlarne da voi, sarebbe interessante, anche senza trentennale.

  5. maturità? Ricordo bellissimo. meno fortunato di quelli più recenti. Voti in decimi, tutte le materia e il programma dei cinque anni liceali. Ammissione solo con la media del sei. Si cominciava ai primi di luglio per finire dopo una lunga maratone oltre il 20. Niente tecnologia ma bigliettini cuciti un po’ ovunque. Però il ricordo più bello il mese di giugno di preparazione. Uscì con la media del sette. Sembra poco oggi ma l’otto era in non plus ultra.

  6. Più di tutto, ricordo il mio gruppo di studio negli afosi giorni di fine giugno e inizio luglio. Si studiava dalla mattina presto, si mangiava insieme e si trascorrevano i pomeriggi tra chiacchiere, pronostici, pause romantiche sul balcone tra un bacio e una Marlboro lights.
    C’era chi studiava strategie per corrompere i collaboratori, i membri della commissione, i compagni più bravi, il mondo intero, invece di studiare semplicemente il programma.
    Qualche giorno prima dell’orale decidemmo di disertare e andare tutti al mare. Fu una giornata memorabile, per il divertimento, la libertà, la ribellione, l’amicizia che ci faceva sentire invincibili. E poi, gli incontri a casa della prof. di tedesco mi resteranno per sempre nel cuore. Un’insegnante unica come non si riuscirebbe a inventare neanche nei migliori dei film. Il mio esame si è svolto con semplicità. Sono sempre stata segretamente secchiona e con il livello emotivo sotto controllo. Del tema mi viene in mente che per le prime due ore non scrissi una parola; proprio io che ai compiti in classe d’italiano avevo sempre avuto voti eccellenti. Poi, alla fine le parole sono arrivate ed è strano riflettere, oggi, a come l’emozione sia esplosa più nella prova scritta che in quella orale. Grazie Sandra per questo volo nel passato.

    • Prego, grazie a te per questa bellissima carrellata di ricordi, anche tu quindi hai un insegnante di tedesco nel tuo remember. (Ma migliore della mia che era una nazista dichiarata)

      • La mia era giovane, carina e simpatica. Ci insegnava mille strategie per imparare verbi, aggettivi e declinazioni. Non faceva sconti a nessuno, ma imparare con lei era bellissimo e quasi nessuno era sotto la sufficienza. Ci insegnava canzoni e poesie in tedesco e tra le altre iniziative, tenevamo corrispondenza con ragazzi/e di una scuola in Germania che poi abbiamo incontrato (e sono nati amori tra alcuni di loro.) ☺️

    • E’ veramente una frontiera, uno spartiacque irripetibile, c’è un prima e un dopo, e caspita ora che ci penso è anche un tema ben presente in Figlia dei fiordi.

  7. Bentornata dalla Grecia, come prima cosa! 🙂 Come seconda cosa, io ho un pessimo ricordo, invece, della mia maturità come avevo scritto nel meme sugli anni ’80. Avevo dovuto dare l’ultimo anno da privatista ed era stato una specie di bagno di sangue, con la commissione prevenuta e insegnanti che facevano le domande “impossibili” per poterci segare alla grande. Il mio voto su bassissimo (40/60), mentre all’esame di quarta avevo preso, come te, 58/60.

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