Di cose agostane

Da sempre nell’età adulta ho preferito luglio ad agosto. Adesso siamo qui, tra una settimana è Ferragosto, poi tutto in discesa, con la sensazione di un’estate che sfugge via. Domani riprendo a lavorare, è sempre buffo questo part time che in estate però diventa risorsa e opportunità di spezzare di continuo. Questi due giorni sono stati prevalentemente dedicati alla casa, così mentre lavo-stiro, faccio-disfo, pulisco ecc posso pensare agevolmente, continuo ad imbambolarmi su sogni scrittori consapevole però che agosto è il peggiore dei mesi, se già normalmente le risposte latitano, ad agosto l’editoria chiude e si crea uno stallo pesante. Tocca aspettare ancora di più di quanto non si faccia abitualmente. Spero davvero che a settembre e non oltre si sblocchi qualcosa. Domenica sera in auto mentre tornavo dalla Valle mi è venuta un’idea per un secondo episodio di Nina Strick, ma da marzo su 28 editori a cui l’ho inviato hanno risposto in 5 negativi, per il resto un oceano di silenzio, per cui mi sono detta: che senso ha mettersi a scrivere un secondo capitolo quando il primo è ancora al palo? Il senso sarebbe il divertimento scrittorio, certo, la parte ludica, ma non riesce, almeno per ora, a superare lo scoglio dell’abbattimento morale. Va così, consapevole tra l’altro che io in goWare sto bene, sono bravissimi, ma non è l’editore ideale per l’infanzia.

Sono ancora ovviamente abbronzatissima, grazie a Rimini nonostante sia stata parecchio all’ombra, causa calura esagerate pure lì e sono direi piuttosto in forma, sto molto attenta a ciò che mangio perché ho bisogno che il mio stomaco stia bene a lungo. Leggo moltissimo – presto su questi schermi nuovi consigli – e mi sento in pace con il creato, il che è un po’ contraddittorio con quanto scritto sopra, vero, ma l’editoria non fa parte del creato, è una galassia a sé stante che si muove caracollando come un dinosauro con rari guizzi e quindi (cit.) destinata all’estinzione.

E poi c’è l’euforia sottile di programmare una nuova vacanzina, quella che la prima settimana di settembre celebrerà il nostro decimo anniversario di nozze. Abbiamo appena prenotato un soggiorno dal 3 al 9 settembre in una città italiana, capoluogo di regione, che non conoscevo e che mi ispira da tempo.

Se volete provare a indovinare qual è…

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13 thoughts on “Di cose agostane

  1. Secondo me invece se senti la necessità di scrivere il secondo episodio lo dovresti fare, metti mai che all’improvviso ti viene richiesto e sei impegnata in altro? Mai lasciar scappare l’ispirazione.

    • Oh, Nadia, che mi venga chiesto quando il primo non ha avuto esito, almeno per ora, la vedo difficile, considerato poi che io lavoro bene sotto pressione (il che è una maledizione perché sul lavoro l’hanno capito e mi caricano apposta così do il meglio fino a che non crollo) in qualche modo ce la farei. Vediamo, insomma domani appunto riprendo l’ufficio, magari a fine mese al prossimo giro di part time prima dell’altra fetta di vacanza butto giù qualcosa.

  2. Ma ciao! Io sono tornata da poco dalla mia vacanza in Scozia, ma in effetti in estate e’ proprio lento, il ritmo dei blog… Pazienza. E, secondo me, andate a Carrara. (La sparo, ovviamente, ma sembra una di quelle belle province poco note…)

      • in effetti Roma e Venezia le conosco bene. Seconda scelta. La casa di Giulietta e Romeo Verona ma sei giorni lì… mi sembrano troppi. Bastano un giorno o due. Mi arrendo

  3. Neanche io amo agosto. Qui da noi si dice Feraust, cap d’invern. E infatti in genere si abbassano le temperature , ma soprattutto si inizia a notare come le sere siano più corte. E io, più che il caldo, bramo la luce di giugno e luglio.
    Quanto a te, se posso permettermi un consiglio, prendi comunque nota della tua idea. La voglia tornerà quando meno te lo aspetti e allora riannoderai tutti i fili.
    Ps. Napoli?

    • Sì, le sere che si accorciano si notano già e le patisco un sacco. Giusto, mi annoto il fulcro dell’idea, perché trattandosi di un giallo la chiave dalla quale non si sfugge su cui si basa l’intera narrazione è la più difficile da ideare, soprattutto per me che non sono una giallista, meglio non perderla dunque.
      No, non è Napoli, neppure Verona suggerita da Newwhitebear, entro domani ve lo dico. Un bacione.

  4. Io ti dico di scrivere anche il secondo capitolo di Nina Strick e, una volta terminato, aggiungere ad altri invii del primo manoscritto l’informazione che c’è un seguito, e che potrebbe divenire una serie. Un autore prolifico ha più possibilità di aggancio nell’editoria per l’infanzia. 😉

    • Che prevedevo di farne una serie, mi sembra di averlo scritto nella mail di presentazione (ovvio posso controllare, anzi controllerò). Poi occorre farlo illustrare da Rossella, non le ho chiesto se abbia voglia di continuare. E niente, Barbara, c’ho il mood negativo (solo sull’editoria, per il resto tutto bello)

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