Un’autrice avvilita

Ieri verso le 18 uscivo da uno studio medico e concludevo, con due giorni di anticipo, le incombenze che mi ero prefissata per l’intera settimana, nella speranza, andata a buon fine, che i miei chiamiamoli interlocutori fossero tutti rientrati dalle ferie. La visita era andata bene, un punto fermo nel mio stato, un momento importante. Ho percorso una via di negozi con un gelato in mano, ho scoperto che la libreria Mondadori ha di recente inaugurato la nuova gestione della splendida terrazza, sono salita a vederla, con brunch domenicale (adoro il bruch) e aperitivi ogni giorno e insomma mi apprestavo a rincasare abbastanza soddisfatta.

Ormai sono smartizzata compulsiva pure io, c’è voluto poco, mannaggia, e in metropolitana mi arriva la mail di un editore piccolo, nato a gennaio, ma che si sta già imponendo per la gran qualità dei suoi libri per l’infanzia. Avevo inviato Nina Strick: rifiutato con risposta molto rapida e comunque non standard settimana scorsa. Lunedì ho mandato La formica; da quando a gennaio è nato il progetto, questo editore è stato l’obiettivo; quindi non inviare l’albo a decine di case editrici, ma studiare lui per personalizzare il prodotto e proporlo. Tutto con la sovraintendenza di CBM che ha dato il via all’intera faccenda e me l’ha fatto conoscere. Con i problemi che ci sono stati in corso d’opera il tempo è passato, ora che l’albo è quasi finite è venuto il momento di farsi avanti, mancano alcune tavole, ma l’impianto narrativo e le illustrazioni pronte consentono comunque un valutazione. E ahimè è stato “no.”

Ho fatto finta che non “fa niente”. Che la visita medica era più importante, che pazienza, che tra pochi giorni si va in vacanza di nuovo, che speriamo cessi il caldo, che ho archiviato le scocciature così giovedì e venerdì saranno due giorni tutti per me per prendermela super comoda, che quella terrazza da cui si accede attraversando ali di libri è proprio bella e magari convinco l’Orso ad andarci l’indomani. Che è bello, questo è vero, sapere che esistono editori gentili che rispondono in 2 giorni e motivano il rifiuto con un obiezione concreta.

Però sono proprio avvilita. Le cose non stanno andando bene, inutile girarci intorno. Figlia dei fiordi piace molto, ma vende pochissimo, soprattutto ha venduto meno dei suoi fratelli goWare, considerato lo stesso lasso di tempo. E questo non va bene, peggiorare intendo, non fidelizzare i lettori. Le vendite di Delos non mi consentono ancora, nonostante i 3 titoli, di raggiungere il minimo di royalties per venir pagata. Nell’editoria per l’infanzia non trovo sbocchi, solo porte chiuse, sto convincendomi di non essere sufficientemente capace, e ci sta, solo che poi, come scriveva ieri Michele nei commenti, da editori blasonati pretendi un certo livello, e oggettivamente io anche nei libri per i bambini vedo cose disegnate male, storielle trite.

Occhei, il post lagna ciclico che ogni tanto tocca proporvi è arrivato.

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24 thoughts on “Un’autrice avvilita

  1. Forse hai solo puntato l’editore sbagliato, quello che in realtà non ha visto il potenziale, o ha una linea diversa, un parco autori pieno, insomma i suo motivi.
    Poi che un libro buono venda poco è ahimè storia di tanti, il mercato è strasaturo, funziona in modo strano a volte sconosciuto anche agli addetti ai lavori. Insomma cercare di capirci qualche cosa non porta da nessuna parte.
    Ma perdere fiducia in te stessa e in quello che fai no.
    E’ vero l’aspetto economico non può essere trascurabile, ma nemmeno l’unico. Non si vive di libri, non si è come la Rowling, ma e quel ma tienilo a mente: scrivere ti fa stare bene, ci sono lettori che hanno divorato ciò che hai scritto, le parole lette li hanno fatti stare meglio. Hai mantenuto un costante miglioramento nella tua scrittura, hai un editore che è soddisfatto del tuo lavoro, hai molto di più di quello che la grande quantità ha.
    Potrebbe essere solo una questione di pubblicità a fare la differenza.So cosa ne pensi dei social, ma ormai molto si muove in quella direzione, dovresti farci un pensierino per provare a spingere i libri.
    Però mai mettere in secondo piano la bellissima notizia che in campo salute, tutto è ok. Mai.

  2. Figlia dei fiordi non l’ho ancora letto ma l’ho preso (in cartaceo). Ciclicamente la “lagna” ci sta. Il fatto che sia ciclica, in fondo, significa che nel mezzo c’è anche altro. E non posso tecnicamente ma vorrei piacciare il commento di Nadia. Clap clap

    • Nadia è molto brava, mi sta mandando degli audio su whattsApp per motivarmi. La ciclicità ci sta, dici, bene, basta che non sia troppo frequente il post lagna, aggiungo io. Grazie. (Anche per l’acquisto).

  3. Questo post va al pari di altri visti e letti negli scorsi giorni, sempre sul tema pubblicazione. Perché quando penso ad un autore che dovrebbe essere pubblicato da un editore tradizionale è inevitabile che penso a te (anche se i maligni penseranno che sto parlando per me, ma io un libro terminato non ce l’ho e quando parlo di editori e self in realtà difendo il lavoro di altri che meritano la mia stima). E mi dà una tristezza rabbiosa sapere che autori validi come te non entrino in scuderia, mentre in certi podi trovo dei brocchi che ti chiedi come ci sono arrivati.
    Ha ragione Nadia, io non ho whatsapp ma se vuoi ti mando una mail al giorno per motivarti (Nadia, che dici? le giro le foto del mio coach? 😛 ). Come dicevano altri (pure questo milionario, che però è diventato milionario non per l’arte: https://sivers.org/balance) occorre vivere la scrittura come una gioia personale, perché di questi tempi è difficile farne una professione, e non è giusto rovinarla in attesa di qualcosa che non dipende più da noi.

    • Tocca appellarsi sempre al fatture Chiul. al lato B. E lo so, come dice il tuo milionario, e pure nel libro BIG MAGIC che tanto mi aiutò e ora pare mi sia dimenticata le sue validissime considerazioni, bisogna vivere la scrittura come una gioia personale, ma in questo momento non trovo gioia neppure a scrivere…

  4. Mai chiedersi perché altri sì e io no, perché altri hanno opportunità e a me quando tocca? Prendi tutto questo come una fase no dentro una parentesi che sia apre e si chiude. La soddisfazione deve venire dalla stima di tante persone che ti conoscono, non dico che farsela bastare sia consolatorio, ma almeno sai che ti circondi di gente sincera che sa quanto vali tu e quanto di questo valore trasmetti nella scrittura.
    Dai, su, con fiducia incontro al prossimo treno. 🤗

    • Voi, cara Marina, siete eccezionali e fondamentali, lo sapevo che vi avrei trovati tutti qui che la graditissime pacche sulla spalla. In quanto al treno che sia un Freccia Rossa e non sia in ritardo.

  5. Sono tanti i fattori in gioco, Sandra. Attribuire le percentuali di responsabilità è impossibile, e sarebbe comunque inutile. So bene che non si riesce a mantenere intatta l’autostima quando non si riesce ad arrivare dove ci si è diretti con tanto entusiasmo ed energia, però tieni presente che non è in questo momento che si decide cosa farai o sarai. Hai tutto il tempo di fare riflessioni più serene e meno appesantite dalla delusione, valide sul lungo termine… e tutto il tempo per il guizzo positivo finale, naturalmente! :).

    • Infatti cara Grazia, sto facendo molte riflessioni sul lungo periodo, su cosa posso o voglio fare della mia scrittura. Per avere un quadro completo tocca aspettare qualche risposta, ma per fine anno avremo un quadro più chiaro, lasciando come dici tu, spazio per guizzi improvvisi. Grazie per il sostegno!

  6. Non credo che sia il caso di avvilirti. Il lancio estivo non ha aiutato Figlia dei fiordi, probabilmente. Io ad esempio ho avuto un problema con il kindle e, un po’ sei via, un po’ dedichi l’estate alla famiglia, il mio kindle è ancora sulla scrivania da resettare… Con Delos non so, Sherlockiana ha un monte lettori fidelizzati che sono abbonati e comprano tutte le uscite, comunque ci ho messo un po’ ha raggiungere il primo bonifico e si cumula qualche centesimo a copia, con Delos io punto a pagare per me e il marito due pizze l’anno. Sono racconti, non si può pretendere di più, credo. Per l’invio che dirti, io domani faccio il mio unico invio… Speriamo bene, ma mi serve una botta di c… davvero grossa…

    • Non so, Ragione e pentimento uscì in luglio e vendette di più nei primi 2 mesi che ho appunto preso in esame, ed era il mio esordio in goWare. Io ho venduto davvero molte copie de Le affinità e questo blocco con Figlia dei fiordi che è uno spin off non me lo spiego, non siamo riusciti a fidelizzare i lettori, ma neanche a sapere chi siano, dove sono, a chi possiamo dire “ehi, ti era piaciuto Le affinità? Guarda che è uscito lo spin off!” Insomma il lettori vanno intercettati, sarebbe stato bello, ma tutto sommato non è un discorso campato per aria, che all’uscita di Figlia dei fiordi fossero lì ad aspettarlo, al terzo titolo con lo stesso editore. Invece no, a parte voi del blog, voglio dire. Mah.
      In quanto a te, vai e spacca, io da curiosona quale sono vorrei tanto sapere chi è il destinatario del tuo unico invio così selezionato!

      • Fidelizzare i lettori non è semplice. Se acquistano da uno store di terze parti (Amazon, per dirne uno), la casa editrice non ha modo di intercettarli all’uscita successiva. Lo si può fare o dal sito della casa editrice stessa (ma quanti ci vanno?) o dal sito dello scrittore (ma quanti ci vanno? e come trovano il sito dello scrittore dai motori di ricerca?) o dai social. E qui torniamo alla nota dolente del marketing sui social.

  7. Cara Sandra, non farti abbattere, né demotivare dal carrozzone patetico che è l’editoria italiana. Concentrati sull’amore per i libri e la scrittura, concentrati sulla *tua* scrittura. Pensa che è come il respiro, nessuno può togliertelo! Non mollare. Sei brava, e lo sai. Un abbraccio solidale

    • Ogni tanto riemerge anche Clara e mi dice di non mollare, che sono brava e Clara è (stata) davvero importante per me e in questi giorni ci sono motivazioni importanti per pensare a quanto abbiamo condiviso. Grazie.

  8. Ciao Sandra, anche io ciclicamente ritorno. Il tuo blog mi piace tanto, mi sono fatta l’idea che tu sia una bella persona e, come già ti scrissi, spesso vengo a leggerti nei momenti di malumore per tirarmi un po’ su. Mi pare giusto ricambiare il favore, o almeno provarci. 🙂
    Capisco perfettamente che, quando ci si impegna con tanta serietà per raggiungere un obiettivo, la delusione nel vederlo sfumato sia enorme. Capisco anche che quando tutto sembra andar male, la propria autostima vada giù. Poi io sono un tipo insicuro, quindi è una sensazione che comprendo benissimo e che mi attanaglia anche più spesso del dovuto.
    Certo, scrivere anche solo per se stessi è bellissimo, ma arrivati a un certo punto della propria carriera non basta più, lo capisco. Si vogliono vedere i propri sforzi riconosciuti. Quindi non ti dirò “Scrivi sempre e comunque perché è la tua passione, indipendentemente da quello che dicono gli editori”, non perché sia un concetto sbagliato – assolutamente no! – ma solo perché non mi pare sia il fulcro della questione.
    Faccio solo delle piccole considerazioni: alla letteratura per l’infanzia ti affacci davvero da poco. E’ un mondo che, per quanto tu l’abbia studiato, magari non conosci ancora a fondo. Da questo punto di vista sei “vergine”, quindi non ti abbattere così tanto. Certo, lui era l’editore dei desideri, ma prendi quella Formica e inviala in giro. Non permettere che la prima porta chiusa la schiacci.
    Per quanto riguarda le vendite del libro, filosoficamente credo che non tutti i lettori leggano tutto di un autore che hanno apprezzato. Capisco che andare in peggioramento faccia star male, ma non vuol dire che i lettori non si siano “fidelizzati” o che tu abbia perso la tua verve nello scrivere. Io, ad esempio, ho apprezzato molto “Espiazione” di Ian McEwan. Quando sono andata poi in libreria, ho scoperto che non avrei letto tutto quello che ha scritto, perché alcuni titoli ed alcune trame semplicemente mi interessano di meno. Questo senza intaccare la stima che ho per quell’autore, che comunque continuo a tenere d’occhio.

    Concludo dicendo che ti stimo tanto, stimo il tuo modo di affrontare le cose della vita e quando ci sbaraglierai con il salto verso quell’editore Big, io sarò tra quelli che diranno: “Lo sapevo che ce l’avrebbe fatta!”

    Un abbraccio enorme

    • Veramente Eleonora tu commenti di rado, ma lo fai sempre con cose lunghissime e assai confortevoli per me. Sei una sorta di artiglieria pesante che si estrapola o meglio dire palesa solo nel reale momento del bisogno. Quindi grazie, che bello cose dici, la stima è importante, io quando una persona mi sta sulle palle o fa cose che non approvo dico “X non ha la mia stima!” per dire. Mi sento già meglio, a dire il vero sto già mettendo in bozza una sorta di contro post. E’ che la mia gavetta mi pare lunghina, ho esordito nel 2010 però ha pure ragione tu quando dici che sono vergine di editoria per l’infanzia, è un tedio inviare a pioggia agli editori, proprio sai quei lavori a sfinimento, ma questo non significa che non vada fatto anche per Enrica La formica. Un bacione

  9. ci può stare che un libro tiri di meno. I motivi sono molti e i lettori sono complicati e misteriosi. Il tuo testo l’ho comprato in ebook ma è in lista d’attesa. Ho comprato troppo e il tempo è quello che è.
    Uno dei motivi per cui ho scartato la CE è proprio questo: ti pago se…. Preferisco il self. Tutti i diritti rimangono a me e vengo pagato ogni mese. Pochi spiccioli ma arrivano puntuali e direttamente nel conto.
    Comunque vedrai che riuscirai a sfondare anche nei libri per ragazzi

    • Grazie per l’acquisto e per la fiducia, non tutti gli editori sono così, col minimo intendo, goWare no, guadagni 1 euro e ti dà un euro, su quello davvero dei gran signori!

      • Su questo punto ho raccolto diverse lamentele che dicevano che per farsi pagare qualcuno doveva comprare tutta la tiratura! Io riporto solo voci. Proprio ieri un bonifico estero di 2,49€ sul conto un cartaceo e un ebook.

  10. Pingback: Come prepararsi per una presentazione a coppia? - Nadia Banaudi

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