Definirsi come autrice

Sto apprezzando molto il mio Kindle e mi piace tanto quando tra i suggerimenti di lettura trovo i libri dei miei blog amici, vorrei leggere leggere leggere, smaltire in fretta l’arretrato di libri cartacei e buttarmi poi sui digitali pubblicati da Silvia Algerino, Giulia Mancini e Riccardo Moncada. Nadia Banaudi invece è in lettura proprio ora.

Quest’estate ho letto quel gran capolavoro che è il primo libro della saga La colomba e i leoni di Cristina M. Cavaliere, di cui non è previsto l’e book.

Trovo che digitale e cartaceo siano due formati imprescindibili e scanso gli editori che non lo capiscono e invocano scuse poco credibili: gli e book sottraggono lettori al libro di carta, la stampa costa quindi solo digitale. Esiste il print on demand comodissimo, e un lettore che non trova il formato preferito è un lettore perso.

Sapete cosa succede però? Succede che l’ottusità, la cecità, l’arrancare claudicante del carrozzone editoriale non mi ferisce più. Mi capita di non stare bene, ho terminato una cura di 6 mesi, sto meglio, molto meglio, ma gli episodi non sono del tutto scomparsi, dovrei cambiare molecola, ma per ora tento di fare a meno dei farmaci. Cosa c’entra? Quando stai male mediamente tutto il resto passa in secondo piano, desideri solo che passi e pure in fretta, vuoi tornare a essere te stesso al 100% e tutto si ridimensiona. Editori e agenti sono semplicemente stati inghiottiti da questo processo, non possono essere il mio barometro, non possono in alcun modo definirmi.

Possono invece farlo i miei personaggi: Francesca tradita che lotta per salvare il suo matrimonio da nuovi tsunami, Claudia che vive il grande potere restitutivo di Natallia e la genitorialità fino a quel giorno negata, Anna che spera in qualcosa di meglio col caffè del giorno dopo e quando arriva ha le gambe salterine di Cesare, Virginia che infornando dolci si butta alle spalle il passato di immigrata, Juliette che impacchetta di tutto in una Bretagna sferzata dal vento del nord. Storie che ho scritto con una grande urgenza di narrare, di farle uscire da me, di darle ai lettori.

Ora quell’urgenza non c’è più, c’è piuttosto quella di non lasciare che le mie opere vadano alla deriva e quella di capire sul serio dove mi colloco come autrice.

Le cose vanno avanti, quando il meccanismo si è messo in moto diventa inarrestabile. Amazon ha selezionato Figlia dei fiordi per l’offerta lampo, per tutto il giorno di sabato 14 ottobre (per 24 ore) l’e book sarà disponibile a € 0,99. Due settimane più tardi, il giorno 28, il romanzo verrà presentato a Mantova in una galleria d’arte, L’Atelier des Arts. Avrò modo di ricordarvi entrambi gli appuntamenti più sotto data.

Vi abbraccio!

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21 thoughts on “Definirsi come autrice

  1. (Glisserò elegantemente su quanto stai leggendo per attendere l’opinione finale.)
    E questa Sandra in recupero tecnologico dove la inseriamo? Nelle sorprese? Nelle benvenuta nel mondo “tutto in un click”?
    Sapessi come sono felice che ti sia lasciata convincere. Tutto sta nell’uso e non abuso delle comodità.
    E poi che dire io i tuoi personaggi li amo, li ho sulla carta e sul kindle di telefono e pc, ogni tanto Virginia me la vado a rileggere, e ripenso a Juliette a Francesca che sopravvive e vince. Le tue protagoniste rappresentano appieno donne vere e le tue storie sono certa faranno correre i lettori a conoscere il tuo repertorio. Pronta per le presentazioni? Prevedo un autunno molto denso.

  2. Uhm…qui gatta ci cova. C’è un complotto in atto? Prima le si rompe magicamente il cellulare “solo numeri” e mi passa allo smartphone. Inizia a commentare i post in mobile addirittura dalle ferie e a prenderci gusto con i messaggi vocali (per sentito dire, io ancora resisto, mi serve un corso di dizione prima, assomiglio troppo a Paolini…:P ) Poi la leggo scrivere che sta tenendo d’occhio uno scrittore su Facebook… e come fai se l’iscrizione al social non ce l’hai??! E adesso le arriva pure il kindle e lei che “non riesco a leggere dallo schermo” passa al digitale!!
    Ma dove andremo a finire di questo passo? Mi farai un live Q&A anche tu alla presentazione del tuo prossimo libro?? 😀 😀 😀

  3. @ Nadia, ripensando ieri per il post alle mie donne mi sono resa conto di quanto le ho amate, di quanto siano vere per me, grazie infinite.
    @ Barbara, questa trasformazione sorprende me per prima, ma sappi che ci sono dei complici: mio marito e Nadia lassù che mi ha contagiata coi messaggi vocali di cui ormai non posso fare a meno
    @ Sabrina, grazie sei molto cara, ci sentiamo in privato, se mi scrivi e mi dai il tuo n. di cell ti unisco ai miei contatti whattsApp

  4. Noi siamo i nostri personaggi, o comunque abbiamo delle responsabilità nei loro confronti: farli volare e farli arrivare ai lettori. Mi sembra che tu questa responsabilità la prenda sul serio, agendo assai bene. Prima o poi prenderò il ritmo del lavoro e leggerò Figlia dei Fiordi, ma so già che mi incanterà

  5. non sapevo che ri sotto cura ma mi fa piacere che stai meglio. Se ci riesci, rinuncia ai farmaci.
    I tuoi personaggi sono i tuoi figli e come tali non li puoi abbandonare.
    Sto leggendo di Claudia e Natalia. Poi ti dico.

  6. Forse ho perso qualche passaggio… Ma sono stra felice che tu stia meglio!
    Come sai ho il kindle da un paio d’anni e il primo libro che comprai fu le Affinità affettive! Il kindle è sempre in borsa, e ben rifornito di fumetti salva D. dai momenti di noia!
    È stato emozionante sentire la tua voce e non vedo l’ora di abbracciarti!

  7. @ Guarda, Newwhitebear, è giusto curarsi, ma meno farmaci si prendono meglio è. Attendo quindi il tuo parere su Claudia e Natallia, grazie.
    @ Dovehovistote, sarà fantastico incontrarsi finalmente, sei una delle mie lettrici più “vecchie” e affezionate!

  8. Anch’io vorrei essere pubblicata sia in cartaceo che in ebook, anche se finora non ho avuto editori che ci sentissero da quest’orecchio. Come lettrice, invece, pur avendo l’e-reader e una bella sfilza di libri da leggerci, scivolo inesorabilmente verso il cartaceo, che non si lascia spodestare. 🙂

    • Gli editori sordi sono come i dinosauri e per questo destinati all’estinzione. In questo momento per me cartaceo e digitali sono pari come fascino, m’interessa la storia!

  9. Cara Sandra sono felice che i tuoi problemi di salute (di cui non sapevo nulla 😳) siano risolti, e si sa la salute è la prima cosa! Sono felice anche che tu abbia un Kindle e ne abbia scoperto la comodità. Concordo con te sulla possibilità di dare ai lettori il formato a loro più congeniale, adesso che ho finalmente anche il cartaceo di Fragile come il silenzio mi sento molto soddisfatta, tra l’altro io stessa ne ho comprato alcune copie per regalarle e poi mi serviranno per la presentazione (quando avverrà), in effetti con il print on demand è così semplice, perché negare al lettore un’opportunità. Tu hai creato dei personaggi molto belli perché sono veri in cui molti si possono riconoscere.

    • Grazie cara. La comodità del Kindle è innegabile, temevo di avere qualche difficoltà invece nulla. E’ un’ottima opportunità per risparmiare e salvare spazio fisico nella libreria o in valigia. Alle presentazioni però il cartaceo è indispensabile.

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