Back to school

Ricevo abbastanza regolarmente mail da perfetti sconosciuti (mai visti tra i commenti nel blog) con le più svariate richieste. Immagino approdino googlando qualcosa come “blog libri”. Talvolta si tratta di minuscole case editrici, altre di autori, quasi tutti accomunati da un piglio poco simpatico. Così mi sono ritrovata in situazioni di cui avrei fatto volentieri a meno: chi mi propone di scrivere un libro a quattro mani o di correggere i miei testi (a che titolo, poi!) e al mio gentile rifiuto mi rimpalla con una mail aggressiva di disprezzo ai miei romanzi di cui, per sua ammissione, ha letto solo l’anteprima di Amazon; la ragazzina che mi sfinisce a suon di “ti-mando-il-mio-libro-no-non-te-lo-mando-sì-te-lo-mando-ma-non-ora-no-ho-un-problema-ecc”. Rispondo a tutti, anche a chi, a essere franchi, non capisco cosa voglia offrirmi, ma adesso ufficializzo che mi comporterò come gli editori “se non ricevete una risposta entro 6/8 mesi significa che il vostro scritto non ha suscitato il mio interesse” che scusate di gente bipolare, maleducata ne ho piene le palle sono stufa!

Fa eccezione Ginevra Van Deflor, autrice selfista, che mi invia una mail molto professionale, pare scritta da un vero ufficio stampa, dicendomi di aver auto pubblicato un libro che le pare allineato col mio blog. In effetti lo è, nonostante il sotto titolo reciti “L’insostenibile pesantezza di essere genitori di allievi” e io genitore non sono. Però sono zia, e la mia attività principale prevede proprio andare a prendere il nipote a scuola e venire quindi a contatto con quel mondo narrato in Back to school.

Ginevra me ne ha regalato una copia cartacea e io l’ho letta con piacere. Togliamoci subito l’impiccio di dire le cose che funzionano meno: 8 € il formato digitale è un prezzo un po’ altuccio. Il manuale ironico ha 280 pagine, forse un buon editor lo avrebbe asciugato rendendo la lettura più snella. Infine l’ironia che di sicuro lo caratterizza raggiunge risultati più efficaci proprio laddove non è sollecitata da continui rimandi, note, strizzatine d’occhio, sottolineature. Insomma quando è vera e spontanea.

Questo l’ho imparato sulla mia pelle: frasi costruite per far ridere sono state mediamente eliminate dai vari passaggi di editing perché costituivano una forzatura e raggiungevano, ahimè, il risultato opposto; frasi scritte inconsapevolmente facevano ridere sul serio e venivano apprezzate di più.

In ogni caso rimane un buon lavoro, simpatico e scanzonato, adattissimo a chi si appresta a iscrivere il proprio figlio alla scuola primaria, o anche a chi già si ritrova a dover combattere con compiti a casa, gruppi di mamme su whatsApp, corredo scolastico e quant’altro. E’ tutto molto realistico; sfido, direbbe Ginevra, che ha scelto di scrivere sotto pseudonimo per garantirsi l’incolumità, è tutto vero, vita vissuta, amici! In effetti, mi ci ritrovo quando dico a Nanni “ma perché diavolo non hai un trolley al posto di sta cartella che pesa come il piombo e che zia-io ti porta amorevolmente sulle spalle (che poi le tocca chiamare il fisioterapista) anche quando mamma-tua chiede che lungo la strada del rientro a casa si devii per acquisti vari?” Ecco, Ginevra una risposta ce l’ha su cartelle con le ruote removibili e fisse. Per dire.

Ho apprezzato la gentilezza di Ginevra, e pure il suo libro, per questo ve ne parlo volentieri.

Divertente il campionario di genitori che affollano le scuole, io ne vedo diversi all’uscita dall’istituto, mentre me ne sto in un angolo conscia di non avere nulla da spartire con donne che mi sembrano così diverse da me; non tanto perché io sono la zia, ci sono mamme, nonne e tate, ma perché esibiscono visi rifatti da sapienti, o mica poi tanto, chirurghi estetici (leggi faccia di plastica), e un atteggiamento radical chic piuttosto detestabile. Sto per conto mio e leggo, pensando che essere zii di allievi ha comunque parecchio a che fare con l’essere genitori di allievi, ma a un certo punto saluto tutti e torno a casa mia!

Cliccate lassù nell’azzurro per l’acquisto su Amazon, può essere una bella strenna che ormai Natale è qui.

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18 thoughts on “Back to school

  1. Sei stata chiarissima, meglio che i molestatori del web ti stiano alla larga. Hai ragione da vendere! Quanti tipi strani bussano alla e-mail in cerca di recensioni, editing gratis e consulenze!

  2. Carina la tematica affrontata da Ginevra, e menomale che si è ricordata di aver a che fare con una persona rivolgendosi a te. La maleducazione e l’assurda convinzione che tutto sia dovuto non ha limiti, ormai. Però mi piace molto la tua risposta circa i 6/8 mesi massimi di silenzio, secondo me capiscono tutti l’antifona!

    • Grazie Nadia! Sono contenta ti sia piaciuto il tema del libro! Per il resto, sono assolutamente d’accordo con te, la maleducazione e – aggiungerei – la mancanza più assoluta di un minimo di umiltà sono aspetti esasperanti e, ahimè, troppo diffusi.

  3. @ Rosalia, Nadia temo che la frase andrebbe riportata là in alto perché altrimenti quando questo post non sarà più visibile addio avviso ai molesti molestatori.
    @ Nadia, il libro di Ginevra è simpatico per te, mamma di due “mostri”, non so se sei solita regalare libri ma potrebbe essere un’idea per le tue amiche genitore.

  4. 8 euro per un libro autoprodotto in solo digitale mi sembra tanto (ho storto il naso a 6 per un Hemingway appena ri tradotto…), ma il libro sembra interessante, ci penserò

      • Si, infatti, come dicevo rispondendo a Tenar, in realtà è una scelta fatta esattamente con lo scopo di favorire il cartaceo, che rimane la mia versione prediletta. Grazie ancora, Sandra!

    • Ciao Tenar! Io suggerisco l’edizione cartacea, motivo per cui ho tenuto alto il prezzo del digitale, per “incoraggiare”, diciamo, all’acquisto della versione in carta. Ho cercato, infatti, di utilizzare una grafica che – nonostante tutti i nostri sforzi – trovo che sia molto più efficace nella versione su carta che in quella eBook.
      Riguardo al prezzo, sono comunque 280 pagine e, se consideri il tempo impiegato, lo sforzo per l’impaginazione e il fatto che tuttora me ne stia occupando per farlo conoscere (e quindi ci stia lavorando per la parte “promozione”) non mi pare che 12 euro per il cartaceo possano ritenersi un prezzo così alto.
      In più – anche se so di essere di parte – fidati, vale la pena 😉 !
      Spero, se ti ho convinta, che sarai d’accordo dopo averlo letto. Mi saprai dire!
      Buona giornata

  5. In due anni di blog, email moleste non ne ho avute probabilmente per una serie di motivi: l’impatto graficamente serioso di webnauta, il logo Copyscape della serie “non c’è trippa per gatti” e soprattutto il Disclaimer (che a te manca in effetti, se vuoi ti do un mano a scriverlo). E’ vero che a me arrivano sui social, tipicamente in questa sequenza: ti chiedono l’amicizia (“oh dai, un altro che scrive e che mi legge”) e dopo 2, dico 2 secondi ti mandano la richiesta di mettere il Mi Piace alla loro pagina (“ah ecco, il solito che non ha capito niente della promozione via social… col cavolo che ti do il click, almeno la decenza di presentarti via messaggio privato!”)
    Sul Back to School: io sono fuori target, né mamma né zia, però adorrrrrro quel Parental Advisor in quarta di copertina, che sì, le sento le lamentele delle amiche mamme (e per la verità anche delle amiche insegnanti 😛 )

    • Certe richieste sono tipiche di FB in effetti, voti di scambio, e similari.
      Sul libro se ti piace prendilo per te, in fondo se leggiamo i gialli non è per commettere omicidi, quindi largo spazio ai diversi argomenti.

  6. Ricevo e rispondo anch’io a mail di persone che mi chiedono di leggere e recensire le proprie opere: sono gentile, però liquido tutti con un “scusate, ma il mio blog si occupa di altro”.
    Per ora sto leggendo un autoprodotto che non commento perché poi si dice che ce l’ho con gli autopubblicati (continuo a leggerli, però: sono masochista 😋)
    La realtà di mamma alle prese con ogni tipo di quotidianità scolastica la conosco bene: sono stata pure rappresentante di classe per otto anni e potrei scriverci non un romanzo, un’enciclopedia. Adesso, invece, sto alla larga da gruppi e gruppetti di mamme: silenzio whatsapp che mi tempesta di cretinate condivise da genitori che non hanno di meglio da fare.

    • Be’ con me gentili lo sono raramente, hanno un piglio un po’ aggressivo.
      Ginevra dedica un’ampia parte ai gruppi su WhatsApp che in effetti credo siano IL MALE anche in altri ambiti perché si creano delle conversazioni infinite e davvero ti chiedi se non abbiano altro da fare.

    • Io sono giunta alla tua stessa soluzione, dopo gli ultimi avvenimenti.
      So che sei in arretratissimo col tuo kindle e mi viene da dire: uno più uno meno prendilo 😀

  7. Non ho ricevuto molte mail moleste, però su messenger di facebook ricevo spesso messaggi originali di vario genere, all’inizio rispondo educatamente dopo il secondo messaggio smetto di rispondere. Adottare il sistema della “non risposta della casa editrice” è un buon sistema.
    Il libro di Ginevra sembra interessante, ma il prezzo dell’ebook è troppo alto, magari il cartaceo da regalare all’amica con figli in età scolare può essere un’idea…

  8. Grazie a tutte per il vostro interesse e grazie mille ancora a Sandra per la sua recensione, i suoi consigli e la sua gentilezza, qualità sempre più preziosa in quanto, purtroppo, sempre più rara.
    Spero vi abbia incuriosito e avrete voglia, come alcune di voi hanno scritto, di “buttare un occhio” e provare a leggere il libro, che mi auguro vi piacerà.
    Buona giornata a tutte e, in generale, buone letture!

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